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Kant e la "filosofia del limite"

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by

federica sargolini

on 23 March 2015

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Transcript of Kant e la "filosofia del limite"

Kant e la "filosofia del limite"
DIALETTICA
TRASCENDENTALE
Mediante il senso esterno noi ci rappresentiamo gli
oggetti come fuori di noi, e però
tutti nello spazio
. Quivi sono determinate, o determinabili, la loro
forma, la loro grandezza e le loro reciproche relazioni.
ANALITICA
TRASCENDENTALE
ESTETICA
TRASCENDENTALE
In tutti i
giudizi
, in cui è pensato il rapporto di un soggetto col predicato, questo rapporto è possibile in due modi. O il predicato B appartiene al soggetto A come qualcosa che è contenuto (implicitamente) in questo concetto A; o B è del tutto fuori del concetto A, sebbene in connessione con esso. Nel primo caso chiamo il giudizio
analitico
, nel secondo
sintetico
.
GIUDIZI
GIUDIZIO ANALITICO
GIUDIZIO SINTETICO
Non c’è dubbio che
ogni nostra conoscenza comincia con l’esperienza
;
da nient’altro infatti la nostra facoltà conoscitiva potrebbe esser stimolata al suo esercizio , se ciò non avvenisse per mezzo degli
oggetti che colpiscono i nostri sensi
e che, per un lato, danno origine da se stessi a rappresentazioni, per
l’altro muovono l’attività del nostro intelletto a paragonare queste rappresentazioni, a riunirle o separarle, e ad
elaborare così la materia grezza delle impressioni sensibili
per formarne quella conoscenza degli oggetti, che si chiama esperienza. Nel tempo, dunque, nessuna conoscenza in noi precede l’esperienza, e tutte cominciano con questa. – Ma sebbene ogni nostra conoscenza cominci con l’esperienza,
non per questo essa deriva tutta dalla esperienza
I giudizi analitici sono a priori
. Infatti sarebbe assurdo fondare sull’esperienza un giudizio analitico, poiché io non ho affatto bisogno di uscire dal mio concetto per formare il giudizio, e di ricorrere quindi ad alcuna testimonianza dell’esperienza. Che un corpo sia esteso, è una proposizione che vale a priori, e non è un giudizio d’esperienza. Infatti, prima di rivolgermi all’esperienza, io ho tutte le condizioni del mio giudizio già nel concetto, dal quale posso trarre il predicato in virtù del
principio di contraddizione
, e acquistare nel tempo stesso coscienza della
necessità
del giudizio, che l’esperienza non potrebbe mai insegnarmi.
TEORIA DEI GIUDIZI
GIUDIZI ANALITICI
GIUDIZI SINTETICI
- A PRIORI
- BASATI SU PRINCIPI LOGICI
- NECESSARI E UNIVERSALI
Al contrario, nel concetto di corpo in generale io
non includo
il predicato della pesantezza: ma poiché quel concetto rappresenta pure un oggetto dell’esperienza mediante una parte di essa, io posso
aggiungere
a questa ancora altre parti della
stessa esperienza, come appartenenti a quel concetto.
Sull’esperienza dunque si fonda la possibilità della sintesi del predicato della
pesantezza
col concetto del
corpo
, perché i due concetti, sebbene l’uno non sia contenuto nell’altro, tuttavia, come parti di un medesimo tutto, cioè dell’esperienza, che è essa stessa una connessione sintetica d’intuizioni, convengono l’uno all’altro, benché solo in
modo accidentale
[non necessario]
TEORIA DEI GIUDIZI
GIUDIZI ANALITICI
GIUDIZI SINTETICI
- A POSTERIORI
- AGGIUNGONO QUALCOSA AL SOGGETTO
- SONO DATI DALL'ESPERIENZA
ESPERIENZA
OGGETTI COLPISCONO I SENSI
(IMPRESSIONI SENSIBILI)
APPORTO FORMALE DELLA RAGIONE
COME AVVIENE LA CONOSCENZA
L'io è il legislatore della natura
RIVOLUZIONE COPERNICANA
Fondamento dei giudizi sintetici a priori: il soggetto ha in sè meccanismi di funzionamento, leggi, che proietta nell'oggetto.
Non si può prescindere da questo apporto formale (conoscenza solo fenomenica del mondo)
ESPERIENZA
OGGETTI COLPISCONO I SENSI
(IMPRESSIONI SENSIBILI)
APPORTO FORMALE DELLA RAGIONE
TRE FILTRAGGI SUCCESSIVI DELLA CONOSCENZA:
INTUIZIONE
INTELLETTO
RAGIONE
TRASCENDENTALE
= condizione di conoscibilità degli oggetti. Nasce dall'incontro tra forma (soggetto) e materia (oggetto)
Vi sono due
forme
di intuizione sensibile, come principii della conoscenza a priori, cioè lo
spazio
e il
tempo
.
ESTETICA TRASCENDENTALE
FORME A PRIORI TRASCENDENTALI DELL'INTUIZIONE
SPAZIO
TEMPO
GIUDIZI
CONOSCENZA
RIVOLUZIONE
COPERNICANA

ESTETICA
TR.

ANALITICA
TR.

DIALETTICA
TR.

TUTTO CIO' CHE PERCEPIAMO, LO PERCEPIAMO IN UNO SPAZIO
Mediante il senso interno, lo spirito intuisce se stesso, o i suoi stati interiori, rappresentandoseli secondo rapporti di tempo [gli uni prima o dopo gli altri].
Il tempo è la condizione formale a priori di tutti i fenomeni in generale
. Lo spazio, essendo la forma pura di ogni intuizione esterna, è limitato ai soli fenomeni esterni. Invece, siccome tutte le rappresentazioni – abbiano o no per oggetto cose esterne – considerate in se stesse, quali modificazioni dello spirito [del soggetto], appartengono sempre allo stato interno; e siccome questo stato interno rientra sotto la condizione formale dell’intuizione interna, e quindi del tempo, così il tempo è condizione a priori di tutti i fenomeni in generale; condizione immediata dei fenomeni interni (dell’anima nostra), e, con ciò, mediatamente anche degli esterni.
MENTRE LO SPAZIO SI APPLICA SOLTANTO AGLI OGGETTI ESTERNI, IL TEMPO SI APPLICA SIA AGLI STATI INTERIORI, SIA AGLI OGGETTI ESTERNI
GIUDIZI SINTETICI A PRIORI
ANALITICA TRASCENDENTALE
Chiamiamo sensibilità la ricettività del nostro spirito, ossia la sua
capacità di ricevere rappresentazioni, quando esso è in un qualche modo modificato;
intelletto è invece la facoltà di produrre da sé rappresentazioni
[concetti], ossia la spontaneità della conoscenza. – Nessuna di queste due facoltà può anteporsi all’altra. Senza la sensibilità nessun oggetto ci sarebbe dato, senza l’intelletto nessun oggetto sarebbe pensato.
I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche
. Quindi è altrettanto necessario rendere sensibili i propri concetti (cioè riferirli all’intuizione) quanto rendere intelligibili le proprie intuizioni (cioè trasformarle in concetti)
I FENOMENI VENGONO UNIFICATI DALL'INTELLETTO
ATTRAVERSO LE 12 CATEGORIE
SINTETICI = produttivi di conoscenza, ampliano il sapere
A PRIORI = universali e necessari
CATEGORIE
- 12 modi di connessione dei fenomeni tra loro
- derivano dai tipi di giudizi
- diverse da Aristotele ( formae entis)
- si esercitano solo su un materiale già elaborato nelle forme dello spazio e del tempo
PROBLEMA: come le categorie (a priori) si possono applicare a ciò che è a posteriori (dati sensibili)?
DEDUZIONE TRASCENDENTALE DELLE CATEGORIE
MATEMATICA, FISICA E METAFISICA
MATEMATICA
: si basa sulle forme pure a priori di spazio (geometria) e tempo (aritmetica)
FISICA
: si fonda sulla categoria della causalità
entrambe sono scienze a pieno titolo perchè, fondandosi sulle forme a priori, danno luogo ad una conoscenza universale e necessaria
METAFISICA
: gli oggetti della metafisica (Dio, anima, mondo) non sono inquadrati nello spazio e nel tempo. Le categorie non possono funzionare se non hanno un contenuto sensibile
METAFISICA IMPOSSIBILE COME SCIENZA
DIALETTICA TRASCENDENTALE
COSA IN SE'
è inconoscibile
PENSARE CONOSCERE
Quale possa essere la natura degli oggetti considerati
in sé
e separati dalla recettività dei nostri sensi, ci rimane interamente
ignoto
IO PENSO
elemento che unifica la conoscenza (non più mondo oggettivo, ma struttura conoscitiva umana)

RICORDATE IL CONCETTO DI SOGGETTIVITA' DEL MONDO?
SOGGETTIVITA' NELLE TRE CRITICHE
CRITICA DELLA RAGION PURA
(1781)
CRITICA = indagine, esame
DELLA = senso soggettivo e oggettivo
RAGION = facoltà conoscitiva umana
PURA = senza l'esperienza, prescinde da contenuto empirico, a priori
SPAZIO
TEMPO
RAGIONE: illusione di poter raggiungere le cose come sono in se stesse (mondo, anima, Dio)
aspirazione inevitabile dell'uomo al noumeno
La metafisica, della quale ho il destino di essere innamorato...
ERRORE: CONSIDERARE LE TRE IDEE COME COSE
USO SOLO REGOLATIVO DELLE IDEE
CRITICA ALLA COSMOLOGIA RAZIONALE
cade in
antinomie
, perchè noi non inquadriamo mai nello spazio e nel tempo il mondo nella sua totalità, quindi non possiamo applicarvi le categorie
CRITICA ALLA PSICOLOGIA RAZIONALE
cade in
paralogismi
(sillogismo sbagliato) perchè usa il termine medio in due accezioni diverse
l'Io penso non è una sostanza ma un principio unificatore esistente solo nel momento in cui riordina un mondo
CRITICA ALLA TEOLOGIA RAZIONALE
nessuna prova dell'esistenza di Dio è valida
contro argomento ontologico:
cento talleri nella mia mente non sono cento talleri in tasca
Critica della Ragion Pura (1781)
Critica della Ragion Pratica (1788)
Critica del Giudizio (1790)
Come è possibile la scienza?
La metafisica è possibile come scienza?
Su cosa si fondano i giudizi sintetici a priori?
es. ogni corpo è esteso
es. qualche corpo è pesante
es. 7+5=12
es. la retta è la distanza più breve fra 2 punti
ORA E' CHIARO CHE CI HA DA ESSERE UN
TERMINE
, IL QUALE DEVE ESSERE OMOGENEO DA UN LATO CON LA CATEGORIA E DALL'ALTRO COL FENOMENO, E CHE
RENDE POSSIBILE

L'APPLICAZIONE
DI QUELLA A QUESTO
ogni categoria può essere ricondotta ad uno schema temporale
SOLUZIONE: Le categorie possono essere applicate agli oggetti dell’esperienza perché sono le condizioni attraverso le quali essa è possibile, perché sono trascendentali
- Come non possiamo intuire alcun oggetto, se non attraverso spazio e tempo (forme a priori della sensibilità),
- così non possiamo pensarlo se non attraverso le categorie che sono le forme a priori, trascendentali, dell’intelletto
SCHEMATISMO TRASCENDENTALE
TEMPO
come è possibile la sussunzione delle intuizioni sotto i concetti?
es. sostanza: permanenza nel tempo
es. causalità: successione secondo una regola
es. azione reciproca: simultaneità
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