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Eros platonico

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by

Silvia Spadoni

on 9 February 2013

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Transcript of Eros platonico

EROS PLATONICO INTRODUZIONE L'eros per Platone rappresenta la condizione intermedia di chi desidera il bene e il bello, ma non lo può possedere definitivamente.
Il filosofo ("amante del sapere") vive, perciò, in una condizione intermedia tra gli dei e gli uomini. "Simposio"- Platone (dialoghi costruttivi) SCOPO DEL DIALOGO Platone, attraverso le parole di Diotima, vuole confutare Socrate il quale, nel dialogo, dimostra di avere un concetto di Amore identico a quello dell'opinione comune, che riteneva Amore un dio che racchiudeva in sé solo le caratteristiche del bello. PASSI DELLA CONFUTAZIONE Per prima cosa Diotima spiega a Socrate l'esistenza di una condizione intermedia tra bello e brutto e tra sapienza e ignoranza.
Anche Amore si trova in questa condizione, non essendo né bello né brutto e né mortale né immortale. Platone, attraverso Diotima, trae perciò la conclusione che Amore sia un demone, perché tutto ciò che è demonico è intermedio tra mortale e immortale CONCLUSIONE DELLA CONFUTAZIONE POTERI DI AMORE Amore ha il potere di:
fare da tramite tra dei e umani (preghiere, riti...) in modo che tutto risulti connesso;
essere il punto di riferimento per ogni tipo di tecnica sacerdotale;
fare in modo che gli dei possano avere contatti con gli uomini (veglia e sonno) ORIGINE DI AMORE Amore venne concepito da Poro (Espediente) e Penia (Povertà) durante un banchetto in onore di Afrodite.
Egli ha una duplice natura, una derivante dal padre e una dalla madre. Egli si fa sempre scivolare di mano ciò che riesce a guadagnare, perciò non è né povero né ricco. Si trova anche a metà tra sapienza ignoranza (padre sapiente e madre priva di sapienza) e per questa ragione si può definire filosofo. Presentazione di:
Silvia Spadoni
Rania Mejri
Anna Gallo
Marco Braceschi
Luca Savioli "Amore, fra gli dèi l'amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all'antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l'umana natura."
-Platone-
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