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Quel ramo del Lago Maggiore

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by

Paola Vozza

on 14 March 2016

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Transcript of Quel ramo del Lago Maggiore

QUEL RAMO
DEL LAGO MAGGIORE

Vita in villa a Lesa e dintorni
fra Otto e Novecento

Fin dalla prima metà dell'Ottocento il Lago Maggiore era uno dei luoghi preferiti da aristocratici, possidenti, imprenditori e nuovi ricchi.
Il Vergante offriva il paesaggio unico del golfo Borromeo, le passeggiate sul Mottarone, la comoda vita in villa e la
high society
nei grandi alberghi di Stresa
Aleggiava ancora la presenza del Manzoni, che aveva soggiornato a Lesa, dal 1848 al 1857 a Villa Stampa, proprietà della seconda moglie Teresa
Alessandro amava Lesa, dove si dedicava a lunghe passeggiate. Si faceva portare le pesche fino a Brusuglio ed era ghiotto del vino locale. Dopo la morte di Teresa, Manzoni non tornò più sul Lago e nella villa stava il figlio di lei, Stefano Stampa, in ricercata solitudine
Giunto a Intra nel '48, dopo la rioccupazione di Milano da parte degli austriaci, lo scrittore Giulio Carcano acquistò nel 1876 a Lesa un
umile casuccia
in paese all'
ombra del feroce campanile
di San Martino.
Visse lì con la moglie Giulia e la figlia Maria fino alla sua morte
Carcano fu il capostipite della letteratura “campagnola", che dipingeva una visione idilliaca della vita contadina, in opposizione al mondo cittadino, pericoloso e corrotto.
Considerata dagli scapigliati noiosa e melensa, la sua opera contiene interessanti spunti sugli effetti dell' industrializzazione
A Solcio c'era la dimora di Gaspare Cavallini, detto l'
ortolano
per la sua passione botanica. La villa, come la vediamo ora, fu ristrutturata nel 1907. Il gigantesco parco era eclettico, c'erano scalinate e fontane all'italiana giardino e angoli in stile all'inglese, con alberi rari e secolari
La villa era sontuosa, piena di mobili e oggetti d'arte.
La si vede sullo sfondo dell'affresco con le fanciulle danzanti.
Fu una delle prime dimore private ad avere la luce elettrica,
grazie alla centrale idroelettrica, collegata ad una dinamo Marelli
Durante la seconda guerra mondiale furono nascosti nella Villa Cavallini
i capolavori della Pinacoteca di Brera. Tutta la proprietà fu donata dall'ultima erede, Adelaide Cavallini, al Comune di Lesa
A Meina aveva costruito una casa Eleuterio Pagliano, il noto pittore di battaglie risorgimentali, autore di questa
Terrazza a Ghiffa
Sempre a Meina vivevano i Faraggiana in una lussuosa villa neoclassica, con un giardino popolato da animali rari come pappagalli, struzzi, stambecchi, cervi, antilopi, lama e pecore del Tibet
Tra Meina e Belgirate soggiornavano molti personaggi legati al Risorgimento:
Nino Bixio (qui a sinistra), Cesare Correnti, lo stesso Giulio Carcano e i fratelli Cairoli
Fu a Castel Solcio, una grande villa in stile castellano del Capitano Filippo De Meiller e della moglie inglese Anna Wright, che,
il 6 Settembre del 1867 arrivò...
... l'eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi.
Fu accolto dai De Meiller e da ospiti illustri: la contessa Usedom, il generale Nolchon e alcune damigelle inglesi.
Il rinfresco fu allietato dalla musica di due bande cittadine
Garibaldi si era fermato il giorno prima a Belgirate, nella Villa Cairoli, dove aveva parlato del progetto di conquistare Roma.
Aveva chiesto ad Adelaide di fondare un comitato per cucire delle camicie rosse, in vista della battaglia di Mentana
Nel frattempo, a Castel Solcio, la moglie dell'ambasciatore prussiano Lady Usedom stava organizzando un matrimonio fra due giovani inglesi che erano ospiti della villa
Il poeta Wilfrid Scawen Hunt,
bellissimo e senza un penny e...

... Lady Anne Noel - King,
nipote del poeta Lord Byron, poco avvenente, ma con una buonissima rendita
A parte la passione per i cavalli arabi purosangue e i viaggi in Oriente, i due non avevano nulla in comune.
Lui la riempì di corna, lei visse scontenta
e, alla fine, si lasciarono
Un'altra splendida dimora sul Lago è Villa Noseda. Era stata costruita nel 1854 per volere di Hermes Visconti di Ornavasso. Nel 1872 venne acquistata da Enrico Noseda, che fece aggiungere veranda e la darsena. Il film
Malombra
del 1974 è stato girato in parte nella villa
Soggiornava a Villa Lesa anche il tenente colonnello d’artiglieria Enrico Sozzani, che aveva partecipato alla breccia di Porta Pia nel 1870.
La sua dimora, costruita nel 1880 da Pietro Bottini aveva la forma di un antico maniero,
con un caratteristico intonaco a strisce. Ospita il prestigioso ristorante Antico Maniero
La villa Verazzi era, dal 1870, la casa del pittore di Caprezzo Baldassarre Verazzi.
Era preceduta da un grande parco all'inglese in pendìo con vialetti fra maestosi alberi
Il figlio di Baldassarre, Serafino, fu anch’egli pittore e dipingeva nella torre. Negli anni Venti trasformò l’edificio attiguo alla villa, la cosiddetta
casa del giardiniere
in un albergo, che chiamò Villa degli Aranci.
Il Verazzi fu consigliere comunale e operò nella scuola di disegno organizzata dalla Società Operaia di Lesa


A Villa Lesa svettava il palazzo settecentesco della famiglia
Conelli De’ Prosperi.
Era costituito da tre imponenti corpi di fabbrica collegati tra loro
e vantava un magnifico giardino che arrivava fino al viale della stazione
Dalla villa, attraverso una scalinata, si scendeva nel parco che aveva un romantico laghetto
Il capostipite della famiglia era
Carlo
Conelli De' Prosperi, diplomatico piemontese di agiata famiglia borghese, sposato con Anna Bracorens de Savoiroux
Villa Conelli fu demolita per lasciare spazio a un grande condominio, ma è rimasta l'elegante ex portineria. Essa si può ammirare sulla strada che dalla Stazione porta a Lesa
FINE
a cura di Paola Vozza e Marco Casali
www.archiviodelverbanocusioossola.com
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