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linee guida scuola e adozione light

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Michele Boz

on 2 May 2014

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Transcript of linee guida scuola e adozione light

SCUOLA E ADOZIONE
linee guida

Arriva un bambino adottato a scuola
1. Quando e in quale classe inserirlo?
2. Come si può accoglierlo e inserirlo?
3. Come farlo sempre stare bene?
Accoglienza
l'insegnante referente per l'adozione
I compiti dell'insegnante referente
Accoglie la famiglia informandola
sugli stili educativi della scuola
sui progetti inseriti nel POF
sulle esperienzempregresse riguardo all'adozione
sulle linee guida per l'inserimento del bambino adottato
inserimento e accompagnamento
I compiti dell'insegnante referente
Offre alla famiglia:
il sostegno psicopedagogico (ove possibile)
la disponibilità a collaborare con altre risorse
e servizi del territorio
Collabora con altri insegnanti per:
far capire loro le complessità dell'inserimento del bambino
monitorare loro il percorso educativo/didattico
partecipare agli incontri di rete con altri servizi
inserimento e accompagnamento
I compiti dell'insegnante referente
Condivide con la famiglia
(in collaborazione con le insegnati di classe)
i bisogni del bambino
la finalità e gli obbiettivi del percorso educativo
come comunica il bambino e le esperienze
che il bambino ha vissuto
il piano di accoglienza pensato per il bambino
Inserimento e accompagnamento
I compiti dell'insegnante referente
Costruisce un rapporto di fiducia e di collaborazione tra famiglia e insegnanti per:
valorizzare il ruolo genitoriale
mantenere aperta la relazione e il confronto reciproco
favorire l'ascolto e la disponibilità "empatica"
collaborare sulle attività
l'accoglienza
1. l'iscrizione
2. quando avviare la frequenza scolastica

l'iscrizione
Primo colloquio tra insegnante referente e famiglia
quando avviare la frequenza scolastica
Non si deve avere fretta
Si raccolgono i dati del bambino (nome, provenienza, scolarizzazione)
Priorità al legame bambino e famiglia
Aspettare anche 4/6 mesi dall’ingresso in famiglia del bambino.
Secondo colloquio tra insegnante referente, coordinatore di classe e famiglia:

il percorso educativo personalizzato
per un buon avvio scolastico

per l’individuazione dei bisogni impliciti ed espliciti del bambino

per approfondire la conoscenza sulla situazione personale e familiare del bambino

per formulare un progetto di accoglienza e inserimento individualizzato.
La scuola raccoglie informazioni su :
1. storia precedente all’adozione

2. storia adottiva

3. atteggiamenti, problematiche, abilità e potenzialità

4. assistenza post_adottiva
storia precedente all'adozione
storia adottiva
ascolto della storia adottiva
tempo trascorso in famiglia prima dell’inserimento a scuola
abitudini, comportamenti, esigenze del bambino in famiglia
legame con i genitori adottivi
conoscenza o meno del bambino sulla storia adottiva
spontaneità o meno del bambino nel parlare della storia adottiva al di fuori della famiglia
atteggiamenti, problematiche
• abilità strumentali, espressive e motorie
• orientamento spazio-temporale
• interazioni con altri bambini

• potenzialità cognitive
• stili di apprendimento
• autonomia personale (cura di sé)
• autonomia nelle attività proposte (giochi, compiti, altro…)
assistenza post-adottiva a cura di:
Il percorso educativo personalizzato
l'inserimento per:
facilitare la formazione del bambino adottivo
introdurre il bambino adottivo in una classe idonea alla sua istruzione
orientarsi a scuola attraverso una figura di riferimnto
l'inserimento in classe
Per accogliere il bambino è fondamentale:
il gruppo (non principalmente l'insegnante)
spazio
conoscenza degli spazi scolastici
utilizzo degli spazi: dalla disposizione dei banchi in aula all'ultilizzo degli spazi extra-aula
vicino a chi? perchè?
tempo
Prima: preparazione all'arrivo
Arrivo: conoscenza dei tempi-scuola
Tempo individuale, nel gruppo dei pari, con gli adulti...
relazioni
in classe
Promuovere attività che trattino di diversità,
accettazione e rispetto reciproco anche attraverso i libri di testo.
Favorire la partecipazione senza creare discriminazioni
in classe
è necessario sapere ascoltare le loro realtà, sia in classe che a casa, aumentando la loro fiducia in se stessi.
non è necessaria la presenza di un bambino adottato per parlare di adozione
Parlare di adozione:
cosa può fare la scuola, come e quando?

accogliere tutti i bambini tenendo conto della loro storia
se alla famiglia spetta il compito di spiegare al bambino la propria condizione adottiva, l'insegnante non deve nascondere/ignorare tale condizione in classe
nominare nella classe tutte le tipologie di famiglia contemporanea perchè nella diversità abbiamo uguale valore
prestare attenzione a come la famiglia viene rappresentata nei libri di testo
sottolineare che i bambini adottati sono cittadini italiani indipendentemente dalla diversità somatica
non è indispensabile realizzare progetti specifici per parlare della adozione
prestare attenzione alle attività didattiche connesso allo studio della storia e alla successione temporale in cui i bambini solo sollecitati a pensare alla loro nascita, al loro passato e alle diverse fasi della loro vita
è opportuno che l'insegnante, prima di iniziare un'attività con contenuti sensibili per l'adozione, avverte i genitori e rimanga in contatto con loro per monitorare le reazioni del bambino
l'insegnante può intervenire anche nei momenti liberi e nelle interazioni spontantee per connotare in modo positivo la condizione adottiva e legittimarla.
Scuola-famiglia
mantenere nel tempo legami costanti tra scuola
monitorare l'alunno sotto il profilo scolastico

L'accoglienza da "iniziale" e "permanente"
La rete che sostiene
CENTRO ADOZIONI- CONSULTORIO ASL Distretti: Cremona-Crema-Casalmaggiore.
UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE DI CREMONA
ASSOCIAZIONE "GDS- Genitori Si Diventa ONLUS"
NEUROPSICHIATRIA INFANTILE-AZIENDA ISTITUTI OSPEDALIERI DI CREMONA
CONSULTORIO UCIPEM CREMONA-FONDAZIONE ONLUS
SOC. COOP. SOCIALE GRUPPO GAMMA
Polo Terriotoriale di Neuropsichiatria Infantile dell'Infanzia e dell'Adolescenza,
Servizio Privato Accreditato
AZIENDA SOCIALE CREMONESE
Difficoltà a scuola
In caso di difficoltà o disagio tener conto della componente emotiva
Diffondere la cultura dell'azione
segnalazione proposta da agenzie esterne alla scuola
Bibliografia
"Carta dei diritti del bambino adottato"
M. Chistolini (a cura di) "Scuola e Adozione" ed Franco Angeli, 2006
"Protocollo accoglienza bambini adottivi"- Direzione Didattica Orvieto Capoluogo (scaricabile da Internet)
"Tracce. L'Adozione e altre storie" realizzato dall'equipe adozioni dell'Azienda USL di Rimini(scaricabile da internet)
Sitografia
www.genitorisidiventa.org
www.adozionescuola.it
www.coordinamentocare.org
2. svolge compiti specifici
La classe diventa fondamentale per identificare e differenziare il bambino come individuo.
Tutti siamo uguali e diversi:
ognuno ha una storia personale, diversa col diritto alla privacy;
ciascuno ha bisogno di affetti, sentimenti ed emozioni.

in collaborazione con:
1. conosce le tematiche dell’adozione
Si informano i genitori:
Pof e progettualità
Stile educativo
Organizzazione della scuola
Tempi e modalità dell’inserimento
Secondo colloquio tra insegnante referente, coordinatore di classe e famiglia:

il percorso educativo personalizzato
storia del bambino prima del suo arrivo
percorso scolastico precedente all’adozione
traumi importanti
abilità e potenzialità
lingue parlate dal bambino prima dell’arrivo e l’utilizzo di quelle in famiglia
utilizzo e comprensione della lingua italiana nella quotidianità
semplicità o complessità del bambino su :
Centro Adozioni A.S.L.
Ente autorizzato
altri servizi
Tutte quelle informazioni fondamentali e preziose che i genitori,
ritengono di dover trasmettere e selezionare
in modo da aiutare gli insegnanti a riconoscere
e dare significato a possibili segnali di disagio
o difficoltà comportamentali e/o di apprendimento dell'alunno.
preparare con l'insegnante un'accoglienza di gruppo facendo riferimento a:
spazio
tempo
relazioni
Parlare di adozione:
cosa può fare la scuola, come e quando?

Continuità
Attivare collaborazione tra insegnanti nel passaggio dell'alunno del ciclo scolastico successivo
creare occasioni di confronto fra docenti di differenti ordini di scuola
programmare un colloquio conoscitivo in occasione di un cambio di ordinamento scolastico
predisporre incontri tra docenti e famiglia al fine di aggiornare sulla situazione dell'alunno
organizzare giornate di scuola aperte per famigliarizzare con il nuovo ambiente
istituire figure di allievi, tutor per aiutare i nuovi alunni
identificare insegnante referente
evitare la concentrazione di problematiche all'interno della stessa classe
inserire l'alunno nella classe con compagni conosciuti
costruire clima di accoglienza in classe al fine di favorire l'inclusione
promozione momenti formativi e informativi
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