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20 ANNI DI NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

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Eleonora Marelli

on 1 July 2013

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Transcript of 20 ANNI DI NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

GLI INCUBI
DI TIM

20 ANNI DI
NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
A vent'anni dall'uscita del celebre film di Tim Burton andremo a comprendere cosa lo ha reso un film così di successo e ancora oggi attuale.





Nightmare before christmas è un'animazione a passo uno del 1993, diretto da Henry Selik, musiche a cura di Danny Elfman e prodotto da Tim Burton.

Il film parla di Jack Skeletron, re del decadente mondo di Halloween, il quale è stanco di urla e paura. Così, mentre i mostri riemergono dalle bare per terrorizzare il mondo, Jack sprofonda in un'amletica crisi esistenziale. Assuefatto dal terrore e insoddisfatto di una realtà sempre uguale a se stessa, si perde in una foresta cercando ispirazione. La trova in una porta magica che lo catapulta nel mondo del Natale. Calore, colore, gioia. Finalmente lo stupore che cercava. E poi una missione: sostituirsi a Babbo Natale e gestire i preparativi della festa più attesa da tutti i bambini. Il sogno di Jack verrà interrotto però da un equivoco, gli umani infatti non comprenderanno le sue buone intenzioni e lo attaccheranno, facendolo precipitare insieme alla slitta. Il Re delle zucche ritornerà in sè ed affronterà il Bau Bau, suo acerrimo nemico, per salvare la dolce Sally e Babbo Nachele. Il film terminerà con il ritorno alla propria vita di tutti i personaggi, con Babbo Nachele a salvare il Natale.
TRAMA
LA STORIA
La storia si sviluppa sull'esempio del malinconico "Edward mani di forbice" e dell'esperienza del suo creatore, infatti anche Jack punta goffamente all'integrazione, dimenticando che il bene da preservare è invece la differenza.
Burton ripropone lo scontro Io/Mondo sulle esili spalle di un personaggio che ha il coraggio di scuotersi dal torpore delle rassicurazioni e delle aspettative che gli altri ripongono in lui, esaltando la stranezza come parte fondamentale del vivere.

"Ho dentro me
che cosa non so
un vuoto che
non capirò
lontano da
quel mondo che ho
c'è un sogno che
spiegarmi non so"

Da queste parole della canzone "Jack's lament" si comprende il disagio nell'animo di Jack; l'impossibilità di continuare a vivere dietro la sua maschera di Re delle Zucche.
Sia in "Edward mani di forbice" che in "Nightmare Before Christmas" vengono ripresi - forse involontariamente - i canoni della poetica pirandelliana dove i protagonisti, stanchi della loro situazione, evadono dal loro torpore alla ricerca di qualcosa di più.
I finali, seppur simili - i personaggi tornano infatti alla situazione iniziale - hanno però riscontri ben differenti.
Jack tornerà alla sua solita vita imparando però ad apprezzare le piccole cose che la sua città può dargli e scoprendo l'amore e la felicità con Sally.
Edward invece, a seguito di un litigio con un giovane, che rimarrà ucciso nella collutazione, verrà dato per morto e la sua vita tornerà al principio, forse più infelice ancora poichè conscio dell'impossibilità da parte della società di accettare un soggetto così differente dalla normalità di quel piccolo paesino ai piedi del suo castello.

LA TECNICA DEL PASSO UNO
Con passo uno, o stop motion, si intende quel procedimento laborioso che consiste nello scattare una serie di fotogrammi di un oggetto –come un modellino o un pupazzo, ma anche un disegno bidimensionale– cambiando ogni volta la sua posizione nello spazio, per proiettare poi le immagini una di seguito all’altra, di solito alla velocità di 24 fotogrammi al secondo, dando così un’illusione di movimento. Associata di solito all’animazione, questa tecnica ha in realtà aiutato in molti casi anche il cinema nella creazione di effetti speciali, da quelli di Méliès, del famoso King Kong del 1933, realizzati da Willis O’Brien, a quelli di Terminator, Robocop e Il ritorno dello Jedi , prodotti negli anni ottanta. Ma la fama attuale del passo uno con pupazzi tridimensionali si deve di sicuro appunto a Tim Burton che, all’inizio degli anni novanta, insieme ad Henry Selick ha dato vita al mondo meraviglioso di Nightmare before Christmas. E Tim Burton è, non a caso, un fan di Ray Harryhausen, che sull’onda di O’Brien è stato tra i primi a far interagire live action e passo uno nella Hollywood degli anni cinquanta, creando miniature di dinosauri, mostri marini e scheletri, animati appunto in stop motion.
Si intuisce facilmente però che il vero pioniere della magia al cinema è stato George Méliès, che proprio pensando “in fotogrammi fissi” ha realizzato quelle fantastiche apparizioni e sparizioni per cui oggi viene spesso ricordato: si filma una scena, quindi si sposta un oggetto o un attore fuori campo, e si filma ancora la stessa scena, senza mai muovere la macchina da presa. Ecco che rivedendo di seguito le due inquadrature si assiste a un vero e proprio gioco di prestigio cinematografico. Alla base di tutto vi è quindi un’intuizione, semplice ma al contempo geniale, che è il principio stesso dell’animazione tout-court.
Il passo uno insomma nasce insieme al cinema e oggi, a distanza di un secolo, non sembra invecchiato neanche un po’.
Chi ha temuto che le novità tecnologiche avrebbero messo in crisi o addirittura cancellato la stop motion ha dovuto infatti ricredersi: se il campo degli effetti speciali è stato assorbito dalla computer grafica, non è stato lo stesso per l’animazione. Anzi, al contrario: la lavorazione de La sposa cadavere (Tim Burton, 2005), ad esempio, è stata grandemente agevolata e velocizzata dall’utilizzo di macchine fotografiche digitali. Essendo piuttosto leggere, compatte e maneggevoli, queste hanno permesso – tra le altre cose - di avvicinarsi facilmente ai piccoli volti degli “interpreti” per realizzare perfetti primi piani.
Ciò che tuttavia colpisce nelle creazioni animate di Tim Burton è soprattutto l’immenso e meticoloso lavoro di costruzione dei pupazzi, oltre ovviamente alla pazienza e alla precisione necessaria per animarli circa ventiquattro volte per ogni secondo di girato. Pensati come delle vere e proprie sculture mobili, questi pupazzi si reggono su uno scheletro snodabile di alluminio o acciaio, che viene rivestito con materiali come gomma spugnosa o silicone, a seconda dell’effetto che si desidera ottenere per l’incarnato, più rugoso in Nightmare, più liscio ne La sposa cadavere.
Gli animatori vanno a formare in ogni film un’equipe numerosissima insieme a tutti quelli che, costruiscono, dipingono e vestono gli infiniti pupazzi che popolano i mondi di Burton; un’equipe che lavora insomma in una dimensione profondamente artigianale, in cui l’abilità manuale è tutto e ad ogni significativo dettaglio viene dedicato il tempo che esso merita.
La colonna sonora è stata creata da Danny Elfman e nell'edizione italiana è stata curata da Renato Zero ed è uscita nei negozi nel 1993 sotto Sony Records. Nel 2006 è uscita una versione speciale con due cd uno dei quali conteneva la colonna sonora originale, l'altro conteneva cover delle canzoni del film interpretate da Fall Out Boy, Panic! at the Disco, Marilyn Manson, Fiona Apple e She Wants Revenge, e sei tracce demo prodotte da Danny Elfman.
Nel 2008 è uscito un altro album titolato Nightmare Revisited dove molti artisti come nuovamente Marilyn Manson, Rise Against, Korn, Amy Lee, rivisitano le canzoni del film.

Discografia:
1993 - The Nightmare Before Christmas (Versione Originale)
1993 - The Nightmare Before Christmas (Versione Italiana)
2006 - The Nightmare Before Christmas (Versione Speciale)
2008 - Nightmare Revisited
LA COLONNA SONORA
Alla sua prima uscita del 1993, Nightmare Before Christmas ottenne un buon successo. Il boom arrivò però nel 2003, quando in occasione del 10º anniversario, Touchstone pubblicò il DVD in edizione speciale. Da allora, Nightmare Before Christmas divenne un vero e proprio fenomeno commerciale, che vide la luce di numerosi gadget, capi d'abbigliamento e videogiochi ad esso dedicati. È stato disegnato un manga realizzato da Jun Asuka in cui vengono ripercorsi gli eventi del film dal punto di vista di Sally e anche pubblicata una serie di libri, ambientati nel mondo del film.
Il fenomeno divenne presto anche una moda giovanile (con accessori o vestiti raffiguranti i personaggi del film), nella fattispecie tra i gotici, affascinati probabilmente dal look lugubre e oscuro dei personaggi. In quest'ultimo campo, il successo fu talmente grande da far assumere ai capi d'abbigliamento un'identità propria nel mercato, distaccata da quella del film: molti ragazzi ad esempio, che indossano capi d'abbigliamento di "Nightmare Before Christmas", non conoscono il relativo film o l'hanno solo sentito nominare.

IL SUCCESSO
Assaporando anche i prodotti derivati dal successo del film, quali le rivisitazioni della colonna sonora e il manga di Jun Asuka si percepisce cosa hanno reso davvero unico Nightmare Before Christmas.
Il manga perde moltissimo in assenza delle musiche, stroncate anche dalle traduzioni non corrette dei testi delle canzoni. L'atmosfera fantastica scompare anche a causa della mancanza del fascino esercitato dalla tecnica del passo uno.
Si ha così per le mani un volumetto asettico, completamente privo di fascino.
Le stesse canzoni rivisitate e proposte nell'album Nightmare Revisited del 2008 sono state un rischio. Alcune di esse perdono molto nelle rivisitazioni altre invece si può forse dire quasi che migliorino.
Grande flop di questo album è infatti "What's This", rivisitata dai Flyleaf, nel quale è andato completamente perso il senso e le motivazioni che portano Jack a cantare. Egli è infatti sorpreso, stupito e preda di una frenetica felicità e curiosità che trasmette attraverso la canzone. La rivisitazione perde tutto questo rendendo il pezzo con tristezza e malinconia.
Grande forza, invece, acquista lo stesso brano rivisitato dai Fall Out Boy, o "Making Chrismas" dei Rise Against dove tutta la frenesia e l'allegria vengono trasmesse dal ritmo punk rock e dalla voce sprezzante e allegra.

LA VERA POTENZIALITà
La collaborazione tra il regista ed il compositore

Daniel "Danny" Elfman (Amarillo, 29 maggio 1953) è un cantante, compositore e attore statunitense, autore di numerose colonne sonore di film, in particolar modo ha collaborato alla realizzazione delle colonne sonore dei film del regista Tim Burton.
Cresciuto a Los Angeles, scopre relativamente tardi il suo talento musicale. Agli inizi degli anni settanta, durante un soggiorno aParigi con il fratello maggiore Richard, fonda un gruppo musicale: Mystic Knights of Oingo-Boingo.

Timothy William Burton, meglio noto come Tim Burton (Burbank, 25 agosto 1958), è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, animatore e disegnatore statunitense, noto per essere il regista di riferimento di un particolarissimo cinema dalle ambientazioni gotiche, fiabesche, poetiche e fortemente malinconiche, incentrato molto spesso su temi quali l'emarginazione e la solitudine e caratterizzato da una forte bizzarria creativa.
Tim Burton era da tempo un fan degli Oingo Boingo, eccentrico gruppo jazz-rock-ska americano, del quale faceva parte il cantautore e compositore autodidatta Danny Elfman. È a lui che Burton affida la colonna sonora del suo primo lungometraggio. Quella con Elfman è la nascita di un fruttuoso e storico sodalizio, interrotto solo in Ed Wood e Sweeney Todd per divergenze tecniche.

Film in cui i due hanno collaborato in ordine cronologico:
Pee Wee's big adwenture 1985
Beetlejuice - spiritello porcello 1988
Batman 1989
Edward Mani di Forbice 1990
Batman il ritorno 1992
Nightmare Before Christmas 1993
Mars Attak 1996
Il Mistero di Sleepy Hollow 1999
Il Pianeta delle Scimmie 2001
Big Fish 2003
La Fabbrica di Cioccolato 2005
La Sposa Cadavere 2005
Alice in Wonderland 2010
Dark Shadows 2012
Frankenweenie 2012
Queste osservazioni ci portano a constatare che la chiave vincente di questo film è stata la perfetta sintonia tra animazione, musiche e atmosfere.
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