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Quattro Donne, una lotta comune verso l'uguaglianza di genere

Tesina Maturità 2013
by

Katia Brunelli

on 14 June 2013

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Transcript of Quattro Donne, una lotta comune verso l'uguaglianza di genere

Quattro Donne, una lotta comune
verso l'uguaglianza di genere

Brunelli Katia - Classe 5 Cm - Maturità 2013
Malala Yousafzai
“Non mi importa se devo sedermi sul pavimento della scuola. Tutto quello che voglio è l’istruzione. E non ho paura di nessuno”
Queste sono parole di
Malala
,

una bambina di soli 15 anni, che è diventata il simbolo della riscossa dei diritti di tutte le donne in Pakistan.

La giovane porta avanti una strenua lotta per il diritto allo studio delle ragazzine della città di Mingora, situata in un'area del Pakistan controllata dai talebani, dove si stanno distruggendo le scuole per ragazze con l'intenzione di togliere alle donne il diritto all'istruzione.

All’età di 11 anni ha iniziato a scrivere un diario in Urdu sul blog della BBC: testimonianza dei suoi giorni da “clandestina” a scuola, colpevole solo di voler studiare.

Il
9 ottobre 2012
un gruppo di talebani è salito a bordo dell'autobus su cui viaggiava e ha aperto il fuoco su di lei, ferendola gravemente alla testa e al collo. Lei si è salvata e ora, dopo aver ricevuto le cure necessarie in un ospedale britannico dove ha lottato tra la vita e la morte, è finalmente tornata a scuola.

È il
19 Marzo 2013
e le foto della ragazzina sorridente, con lo zaino a spalle, pronta per entrare nella sua nuova scuola, fanno il giro del mondo, diventando una fonte d’ispirazione e speranza per moltissime persone che vedono il suo ritorno come una grande vittoria.

Per lo straordinario coraggio dimostrato, Malala è stata ufficialmente candidata
per il premio Nobel per la Pace 2013.
Il problema della
discriminazione sessuale
non è una difficoltà con cui solo le donne che vivono in zone meno sviluppate devono convivere:

anche qui, in Italia, i dati che riguardano la discriminazione sessuale dimostrano che
la parità dei diritti, anche se formalmente sancita dall’articolo 3 della nostra Costituzione, non è ancora completamente realizzata.
Dati dell’ultima ricerca Tecnè* pubblicata su
l’Unità
del 5 dicembre 2011
realizzata su un campione rappresentativo di lavoratori maggiorenni esteso sull’intero territorio italiano:
Laureati:
Occupati:
Guadagno medio a un anno dalla laurea:
Inoltre il 63% delle donne ha meno opportunità di entrare nel mondo del lavoro rispetto agli uomini
e chi riesce a trovare lavoro ha comunque più difficoltà a raggiungere un alto livello professionale.
* Istituto di ricerca che collabora con alcune delle più importanti università italiane e con
una rete di esperti e professionisti di altissimo livello
Dati ancora più allarmanti che riguardano il nostro paese sono quelli sui continui
femminicidi
.


Secondo le ultime statistiche fornite dalla
Casa delle Donne
di Bologna, che raccoglie dati sul femminicidio dal 2005:

Sono 124 le donne uccise per mano di un uomo nel 2012.

Il 60% dei delitti è avvenuto nel contesto di una relazione tra vittima assassino.

Nel 25% dei casi le donne stavano per porre fine alla relazione o l’avevano già fatto.
Malala

Yousafzai
,
nel portare avanti la sua lotta per
garantire la parità dei diritti tra ragazzi e
ragazze in Pakistan e chiedendo che alle donne
non fosse negata l’istruzione,
ha dimostrato un grandissimo coraggio che infonde in tutti noi la voglia di seguire il suo esempio
. Come lei, tutte noi dobbiamo trovare la forza di farci sentire e di continuare questa lotta, ognuna nel posto dove viviamo, nel nostro piccolo, con semplici gesti o anche solo parlandone e discutendone.

Ecco perché ho scelto di presentare la storia di donne che non si sono arrese e non si arrendono, ma continuano a lottare per vivere in una società più equa. Lottano per loro stesse, ma soprattutto per quelle donne che non ne hanno la possibilità, per far sì che un giorno si viva in un mondo dove uomini e donne siano effettivamente alla pari.
Franca Viola
Franca Viola
nasce nel 1947 ad Alcamo, in Sicilia, da una modesta famiglia di mezzadri.

Il 26 dicembre 1965
Filippo Melodia
, spasimante da sempre respinto, imparentato con la potente famiglia mafiosa dei Rimi, si presenta a casa Viola con la sua banda di amici e, dopo aver distrutto tutto e gravemente malmenato la madre,
rapisce la ragazza
che tiene prigioniera in una casa di campo; durante quel periodo Filippo Melodia
abusa di lei
.
Il Melodia contava, invece, sul matrimonio riparatore che, come prevedeva la legge, scagionava il rapitore che sposava la propria vittima.
All’epoca vigeva la legge che regolava il cosiddetto “delitto d’onore”, che avrebbe garantito al padre un’attenuazione della pena se, per salvare l’onore della famiglia, avesse ucciso la figlia.
Secondo la morale del tempo,
una ragazza uscita da una simile vicenda,
ossia non più vergine, avrebbe dovuto
necessariamente sposare il suo rapitore, salvando in questo modo l'onore suo e quello familiare.

In caso contrario sarebbe rimasta zitella, additata come "donna svergognata”.
Suo padre finse di acconsentire alle nozze, mentre con i carabinieri preparavano una trappola: quando rapitore e complici rientrarono in paese furono arrestati.

Durante il processo, la difesa tentò invano di screditare la ragazza, sostenendo che fosse consenziente alla fuga d'amore, la cosiddetta "fuitina", un gesto che avrebbe avuto lo scopo di ottenere il consenso al matrimonio da parte delle famiglie dei due sposi.

Il processo si concluse con la condanna ad 11 anni per Melodia e pesanti pene anche per i suoi complici.
5 Agosto 1981
Codice Penale, art. 544

«Per i delitti preveduti dal capo primo e dall'articolo 530, il matrimonio, che l'autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali»
Codice Penale, art. 587

«Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella».
Art. abrogato dalla l. 5-8-1981, n. 442
Art. abrogato dalla l. 5-8-1981, n. 442
Approvazione Legge 15 febbraio del 1996 n. 66
Spostamento dei delitti sessuali all’interno del codice penale
Classificava i reati di violenza sessuale e incesto rispettivamente tra i
delitti contro la moralità pubblica e il buon costume
e tra i
delitti contro la morale familiare
Codice Rocco
Delitti contro la persona
Nora, da "Casa di Bambola"
Autore: Henrik Ibsen (Norvegia)
Anno di pubblicazione: 1879

L’opera, inspirandosi a una vicenda reale, affronta un interrogativo molto importante per l’epoca:
Casa di Bambola
"Perché una donna non può essere se stessa nella società attuale?”
Trama
Nora appartiene ad una famiglia della media borghesia.

Quando
suo marito Torvald Helmer
, che ama profondamente, s
i ammala a causa dello stress
, la donna viene a sapere che l’unica cura che potrebbe salvargli la vita è un lungo viaggio ricostituente in un paese mediterraneo.

Per potersi permettere un viaggio del genere,
Nora è costretta a chiedere un prestito ad un usuraio
, il signor Krogstad,
apponendo come garanzia la firma del padre morto qualche giorno prima
, opportunamente falsificata.
Naturalmente
Nora non rivela nulla al marito
, che
si sarebbe sentito offeso dall’essere aiutato da una donna
, anche se sua moglie, e per giunta con un atto criminoso.

Grazie al viaggio Torvald si ristabilisce completamente. Dopo qualche tempo dal loro ritorno il marito viene promosso a direttore di banca.
Otto anni dopo il prestito ricevuto, Nora non ha ancora finito di restituire il denaro a
Krogstad
, il quale,
temendo di essere licenziato
da Helmer per alcune irregolarità commesse in passato,
ricatta Nora minacciando di rivelare al marito l’esistenza del prestito
se essa non interverrà in suo aiuto.

Nora tenta di intercedere in favore di Krogstad, ma Helmer è irremovibile e licenzia l’impiegato.

Questi scrive allora una lettera a Helmer, in cui rivela la verità sul prestito ottenuto da Nora e minaccia di provocare uno scandalo pubblico.
Helmer, dopo aver letto la lettera, si sente tradito dalla moglie e la
accusa di comportamento immorale
, senza minimamente considerare le nobili motivazioni, come l’amore per lui stesso, che l’hanno spinta a falsificare la firma del padre.

Nora, che aveva perfino meditato il suicidio per «lavare l’onta» e scagionare il marito, resta agghiacciata da tanta insensibilità.
Quando arriva una seconda lettera di Krogstad,
che si dichiara pentito e rinuncia al ricatto,
Torvald tenta di riconciliarsi con Nora,
ma lei, stanca di essere trattata come una bambola,
lo respinge e lo abbandona
, lasciando anche i tre figli.
Analisi della figura di Nora
La parte più importante e significativa dell’opera è quando, dopo una festa danzante mascherata, Nora e Torvald tornano a casa, dove li aspetta la lettera ricattatoria di Krogstad.
La reazione di Torvald alla lettura della lettera è all’origine del lungo e drammatico colloquio in cui Nora prende coscienza della propria condizione di “bambola” e decide di abbandonare la famiglia.
Al centro del dialogo c’è lo
scontro fra due concezioni opposte del matrimonio


«Non ci siamo mai trovati insieme seriamente per ponderare qualcosa a fondo»
«Ma cara Nora,non erano cose adatte a te»

Nora subisce una
radicale trasformazione:
all’inizio si presenta come una bambola-bambina, con i tratti tipici della donna borghese del secondo Ottocento; ben diversa è la donna che emerge alla fine del dramma, infatti Nora abbandona il ruolo di bambola e inizia il percorso di conquista della propria identità
A questo punto Nora esce di scena e si ritira nella sua camera. Si sente una voce di là: “Mi levo il costume”.
Tutto diventa metaforico: Nora vuole riscattarsi dalla sua maledizione di eterno giocattolo, di oggetto a disposizione del marito; cambia abito perché vuole modificare l’abito interiore.
In questa scena si coglie la critica di Ibsen alla mentalità del suo tempo: egli afferma il primato dei doveri che ogni essere umano ha verso se stesso rispetto ai doveri sociali.

La società, dal canto suo, reagisce alle rivendicazioni di Nora con le parole di Torvald:
“In primo luogo sei moglie e madre”

Ma Nora non accetta più questa definizione e dichiara:
“Credo d’essere prima di tutto una creatura umana al pari di te…
o almeno voglio tentare di diventarlo”
Mitu Khurana
In India the majority of women have to bear the same cultural pressure:
to give birth to a male
The reasons to prefer sons over daughters are different:

in the northern regions, where agriculture is the most important economic income, families need strong arms for work

the main reason is the
dowry
Due to the consumerism the dowry is expanding, in fact the greedy for “stuff” is pushing husbands and in-laws to have more and more demands. In this way they transform the woman into an object used to get other objects.
*
That’s why a daughter is considered more expensive than a son,
because to get her married you’ll have to pay for the dowry
In 1990 Amartya Sen, an Indian economist, denounced that
female child aborted and killed in Asia in the last decades were more than the sum of both the World Wars victims:
100 million.
Today the data are also worst and the growing welfare doesn’t stop the catastrophe.
In fact the Indian regions where the disappearing of female children is more alarming are the regions where there’s more wealth.
The sex determination test in India was banned in 1994, but neither the 5 years in prison nor the 50 thousand rupees fine for transgressors can stop this practice. In fact, due to the development of technology, ultrasounds exam has become very cheap and almost everyone can afford it. That’s why private clinics have made an illegal business of it.
“To have a female daughter is like watering the neighbor’s plant”

“Spend 500 rupees today to save 50 thousands tomorrow”
old local proverb
advertising campaigns of Indian clinics that offer cheap echography to know the sex of the to-be-born
She was expecting a couple of twins.
“What if they’re girls?”

this question was making everyone nervous, except Mitu that was trying to convince her husband that having daughters nowadays doesn’t make any difference, because they work and earn like men.
But Kamal didn’t want to listen to her and he started, with his mother, demanding Mitu to have a sex determination test done.

Mitu refused to have the tests done and was severely persecuted by her husband and in-laws.
When she was sedated
her in-laws did the sex determination test
, so when she went back home
they were determined that she should have an abortion
of at least one but preferably both babies.

Mitu should have been in bed to rest but her sister-in-law repeatedly made her clean the floors, in hopes of inducing a miscarriage. Also
her husband pushed her down of stairs
when
she was at the fourth month,
hoping to cause a natural abort.
After that episode, she called her father that brought her home.

Mitu was in and out of the hospital for the next couple of months, while her in-laws refused to be in contact with her.
When she gave birth to her children, Guddu and Pari, Mitu was determined to help her in-laws find at least some love for her two innocent little girls, wanting the daughters to have a father.
She moved back into her husband’s home.

But things didn’t improve: once Kamal’s mother gave a kick to the child’s chair making Guddu fall on the floor, since then Mitu has never gone back to their house and
now she and her daughters live with her parents.
Mitu filed a complaint against her husband as well as the doctors and the hospital that preformed the illegal sex-determination test.

She was the first woman to do it in Delhi
Mitu has no intention to surrender!

It is a battle that, if Mitu win, will encourage other women to ask for justice and to ensure that one day - for sure far from now -
even India will finally become
a country for women.
Mitu got married in 2004 to a doctor, Kamal Khurana.
It was an
arranged marriage
.
Then, like tradition wants, she moved into her
in-laws house, with the dowry: clothes, a fridge,
a television and jewelry.
But shortly after her in-laws started making demands for additions to her dowry: they wanted a new car and other jewelry.
They abused her
when these demands weren’t met by Mitu’s parents.


It is because the Khurana didn’t want to have to pay for a future dowry that Mitu’s sufferings began, with one of the moment that should be the best of her life:
the discovery to be pregnant
They locked her into a room without food
for some days and when they opened the door they offered her a cake, saying that it was egg-free since Mitu is allergic to eggs.

She was very hungry so she didn’t refuse.
That evening,
she developed severe allergic symptoms
but Khurana family denied medical aid until the next morning when
she was brought to the hospital
.
"A baker mistake" would justify then Kamal.
*According to Unicef more than 5 thousand women are killed every year by in-laws because they consider the dowry too small
Mitu's
Story
There’s a woman in India,
Mitu Khurana,
who has shown and is still showing
a lot of courage, fighting with all the love
that a mother can have.

She started fighting for saving her
children when she wasn’t a mother yet:
today Guddi and Pari are 6 years old
and she is still fighting.
Grazie per l'attenzione
"A woman is human.
She is not better, wiser, stronger, more intelligent, more creative, or more responsible than a man.
Likewise, she is never less.
Equality is a given
A woman is human."

Vera Nazarian
Franca però rifiutò di sposarsi.
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