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Leonardo da Vinci

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by

Maria Chiara

on 8 December 2015

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Transcript of Leonardo da Vinci

1469
1470
1474-78
1473
1457-1468
1452
LA BOTTEGA DI ANDREA DEL VERROCCHIO
Prima opera certa di Leonardo
Il 5 agosto 1473 Leonardo datò la sua prima opera certa, il Paesaggio con fiume, un disegno con una veduta a volo d'uccello della valle dell'Arno, oggi al Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi.
Anni di silenzio
Dal gennaio 1474 all'autunno 1478 non si conoscono opere di Leonardo.
Leonardo nacque ad Anchiano di Vinci, località nei pressi di Firenze, il 15 aprile 1452.
Era figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, notaio appartenente a una famiglia facoltosa, e di Caterina, una cameriera.
Periodo della formazione iniziale

Leonardo crebbe in campagna, nella casa dei nonni, dove avvenne la sua educazione a cura del nonno Antonio, dello zio Francesco e del prete Piero, che l'aveva battezzato.
La sua formazione iniziale fu esclusivamente empirica, istintiva e sensitiva.
Non studiò né il latino né la letteratura classica.
Venne indirizzato dal padre agli studi matematici.
..la vita...
La notizia della sua nascita fu annotata dal nonno Antonio, padre di Piero, anch'egli notaio.
«Nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo a dì 15 aprile in sabato a ore tre di notte. Ebbe nome Lionardo. Battizzollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci, in presenza di Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigo di Giovanni Tedesco, monna Lisa di Domenico di Brettone e monna Antonia di Giuliano»
Ser Piero ebbe quattro mogli e un totale di 12 figli (10 maschi e 2 femmine)
Nel 1452, anno di nascita di Leonardo, ser Piero si sposò con Albiera di Giovanni Amadori, dalla quale non avrà figli.
Così si legge nella dichiarazione per il catasto di Vinci dell'anno 1457, redatta sempre dal nonno Antonio, ove si riporta che il detto Antonio aveva 85 anni e abitava nel popolo di Santa Croce, marito di Lucia, di anni 64, e aveva per figli Francesco e Piero, d'anni 30, sposato ad Albiera, ventunenne, e con loro convivente era Lionardo, figliuolo di detto ser Piero non legittimo nato di lui e della Chaterina che al presente è donna d'Achattabriga di Piero del Vacca da Vinci, d'anni 5».
Vasari ricordò come il ragazzo nello studio cominciava «molte cose [...] e poi l'abbandonava». Nell'impossibilità di avviarlo ormai alla carriera giuridica, il padre decise di introdurlo alla conoscenza dell'abaco, anche se «movendo di continuo dubbi e difficultà al maestro che gl'insegnava, bene [che] spesso lo confondeva».
L'ARRIVO A FIRENZE
Dopo la morte del nonno, avvenuta nel 1468, Leonardo si trasferì a Firenze assieme al padre, divenuto notaio della Signoria fiorentina.
Bottega di Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1470 circa, New York, Metropolitan Museum of Art
Diventando ormai sempre più evidente l'interesse del giovane Leonardo nel "dise-gnare et il fare di rilievo, come cose che gl'andavano a fantasia più d'alcun'altra” ser Piero mandò infine il figlio nella bottega di Andrea del Verrocchio, che in quegli anni era una delle più importanti di Firenze.
La bottega espletava un'attività poliedrica, dalla pittura alle varie tecniche scultoree (su pietra, fusione a cera persa e intaglio ligneo), fino alle arti "minori".
Leonardo si trova menzionato nella Compagnia di San Luca, dei pittori fiorentini, nel 1472: «Lyonardo di ser Piero da Vinci dipintore de' dare per tutto giugnio 1472 per la gratia fatta di ogni suo debito avessi coll'Arte per insino a dì primo di luglio 1472 [...] e de' dare per tutto novembre 1472 per la sua posta fatta a dì 18 octobre 1472».
Il confronto serrato col maestro è testimoniato dal Battesimo di Cristo degli Uffizi, dipinto a più mani.
Possibili cause
Indecisione sul proprio futuro
Preferenza degli studi anatomici rispetto all'arte
Veduta di Anchiano di Vinci, Firenze
Il ritorno alla pittura
Autore: Andrea del Verrocchio, Leonardo da Vinci e altri
Data: 1475-1478
Tecnica: Olio e tempera su tavola
Dimensioni: 177cm×151cm
Ubicazione: Galleria degli Uffizi, Firenze
Il 10 gennaio 1478 ricevette il primo incarico pubblico, una pala per la cappella di San Bernardo nel palazzo della Signoria.
Ancora al 1475-1478 circa è databile la piccola Annunciazione del Museo del Louvre, probabilmente parte della predella della Madonna con Bambino e santi di Lorenzo di Credi del Duomo di Pistoia.
Autore: Lorenzo di Credi o Leonardo da Vinci
Data: 1475-1478 circa
Tecnica: tempera su tavola
Dimensioni: 16×60 cm
Ubicazione: Louvre, Parigi
1479-1480
AVVICINAMENTO ALLA FAMIGLIA DE' MEDICI
Disegno del cadavere di Bernardo Bandini (1479)
A questi anni risalì probabilmente anche l'avvicinamento a Lorenzo il Magnifico e alla sua cerchia, della quale faceva parte il suo maestro Verrocchio
A questi anni risalì probabilmente anche l'avvicinamento a Lorenzo il Magnifico e alla sua cerchia.
Alcuni fogli dei codici vinciani mostrano studi per consulenze militari e ingegneristiche, richieste probabilmente da Lorenzo.Il 29 dicembre 1479 Leonardo ritrasse il cadavere impiccato di uno dei responsabili della congiura dei Pazzi, Bernardo di Bandino Baroncelli (l'assassino di Giuliano de' Medici), confermando un legame con la Casa Medici.
Lorenzo de' Medici, Anonimo.
1482–1500
A Milano
Fra la primavera e l'estate del 1482 Leonardo si trovava già a Milano, una delle più grandi città europee.
Le ragioni della sua partenza da Firenze sono molteplici.
L'invio dell'artista fu causato da Lorenzo il Magnifico nell'ambito delle sue politiche diplomatiche con le signorie italiane, in cui i maestri fiorentini erano inviati come "ambasciatori" del predominio artistico e culturale di Firenze.
Motivi di natura personale
L'ambiente fiorentino gli procurava un certo disagio
Leonardo, infatti, era attratto da Milano, città aperta alle innovazioni scientifiche e tecnologiche.
Motivazione politico-culturale
Una maggiore possibilità di poter esercitare il suo genio
Non si riconosceva nella cultura neoplatonica della cerchia medicea.
La sua arte stava divergendo sempre di più dagli ideali degli artisti dominanti sulla scena.
Sandro Botticelli, autoritratto
Ghirlandaio,
autoritratto
Perugino, autoritratto
Milano rinascimentale, seconda metà del XV sec., anonimo
Nei primi anni milanesi Leonardo proseguì con gli studi di meccanica, le invenzioni di macchine militari, la messa a punto di varie tecnologie. Verso il 1485 era già entrato nella cerchia di Ludovico il Moro, per il quale progettò stemi d'irrigazione, dipinse ritratti, approntò scenografie per feste di corte e mise a punto nuovi mezzi militari.
1489: nozze tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d'Aragona
Nei primi mesi del 1489 si occupò delle decorazioni, nel Castello Sforzesco, per le nozze di Gian Galeazzo Maria Sforza e Isabella d'Aragona, presto sospese per la morte della madre della sposa, Ippolita d'Aragona, e rimandate all'anno successivo.
Castello sforzesco, Milano (2014)
1499- 1508
A Milano si dedicò a varie attività, tra cui i festeggiamenti per le nozze di Anna Maria Sforza e Alfonso I d'Este (1491) e per quelle di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este (1494)
Lentamente portò avanti il progetto di un monumento equestre a Francesco Sforza che Ludovico il Moro voleva dedicare alla memoria del padre. Il progetto che passò attraverso diverse versioni era di dimensioni colossali, arrivando, nel 1491, alla fase finale della messa in opera del modello definitivo. Il progetto non fu portato a termine.
Studi per il monumento.
Nel 1493, fu per un tratto al seguito del corteo che accompagnava in Germania Bianca Maria Sforza, sposa dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo; si recò sul Lago di Como, visitò la Valsassina, la Valtellina e la Valchiavenna.
Imperatore Massimiliano d'Asburgo e la seconda moglie Bianca Maria Sforza.
Nel 1494 Leonardo ricevette però una nuova commissione, legata al convento di Santa Maria delle Grazie, luogo caro al Moro, destinato alla celebrazione della famiglia Sforza.
Nel marzo 1499 Leonardo si sarebbe recato a Genova insieme con Ludovico. mentre il Moro era a Innsbruck, il 6 ottobre 1499 Luigi XII conquistava Milano. Il 14 dicembre Leonardo abbandonò Milano.
Il periodo errabondo
La partenza da Milano, occupata dai francesi, segnò l'inizio di un periodo di viaggi e peregrinazioni, che lo condussero a visitare più corti e città, tornando per brevi periodi a Firenze
Mantova
Riparò a Mantova, ospite di Isabella d'Este. Ripartì presto, trovando l'ambiente mantovano forse troppo soffocante e tutto sommato con limitate prospettive di guadagno
A Venezia
Giunse a Venezia nel marzo 1500. Qui venne incaricato di progettare alcuni sistemi difensivi contro la continua minaccia turca.
Il ritorno a Firenze
Nell'aprile 1501 tornò a Firenze, dove non metteva piede da vent'anni. Durante la sua assenza, Firenze era cambiata sia sul piano politico che sulla scena artistica.
A Milano
Nel 1502 Leonardo venne assoldato da Cesare Borgia in veste di architetto e ingegnere militare. Per lui mise a punto un nuovo tipo di polvere da sparo, studiò macchine volanti e strumenti per la guerra sottomarina
Isabella d'Este
Studio per la diga, Codice Atlantico

Morto il Magnifico e cacciato suo figlio Piero nel 1494, si era restaurata la piena Repubblica, con a capo dal 1502 il gonfaloniere a vita Pier Soderini.
Leonardo era tormentato da problemi economici e bisognoso di lavorare.
Fu così che l'amico Filippino Lippi rinunciò in suo favore all'incarico di dipingere per i frati Serviti una pala d'altare per l'altare maggiore della Santissima Annunziata.
Leonardo, col Salaì, si trasferì allora nel convento, ma ancora una volta non riuscì a completare l'opera affidatagli.
Mantova, Venezia, Firenze, Milano
Nuove "stelle" erano salite alla ribalta, tra cui quella di Michelangelo, di oltre vent'anni più giovane di Leonardo, con il quale non corse mai buon sangue.
Jacopino del Conte, Ritratto di Michelangelo
Presunto ritratto di Cesare Borgia
dipinto da Altobello Melone
Leonardo da Vinci
Il 9 luglio 1504 morì il padre Piero; Leonardo annotò più volte la circostanza, in apparente agitazione: «Mercoledì a ore 7 morì ser Piero da Vinci, a dì 9 luglio 1504, mercoledì vicino alle ore 7» e ancora, «Addì 9 di luglio 1504 in mercoledì a ore 7 morì Piero da Vinci notaio al Palagio del Podestà, mio padre, a ore 7. Era d'età d'anni 80. Lasciò 10 figlioli maschi e due femmine»
Il padre non lo fece erede e, contro i fratelli che gli opponevano l'illegittimità della sua nascita, Leonardo chiese invano il riconoscimento delle sue ragioni: dopo la causa giudiziale da lui promossa, solo il 30 aprile 1506 avvenne la liquidazione dell'eredità, dalla quale Leonardo fu escluso.
Nel 1505 compila il Codice sul volo degli uccelli, oggi custodito presso la Biblioteca Reale di Torino. Nei tre anni successivi Leonardo sviluppò ulteriormente i suoi studi sull'anatomia dei volatili e sulla resistenza dell'aria e, attorno al 1515, sulla caduta dei pesi e sui moti dell'aria[38]. Da queste conoscenze cercò poi di costruire originali macchine volanti, in alcuni casi messe in opera.
«Piglierà il primo volo del grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero empiendo l'universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e gloria eterna al luogo dove nacque» (appunto autografo.
Si crede che Leonardo abbia fatto sperimentare il volo a un suo attendente fidato, Tommaso Masini detto "Zoroastro", dalla collina di Fiesole, senza però ottenere un successo: pare infatti che il malcapitato cadde rovinosamente rompendosi anche una gamba.
Studio, Codice sul volo degli uccelli.
1508–1519
Gli ultimi anni
A Firenze Leonardo iniziò ad essere lusingato dal governatore francese di Milano, Charles d'Amboise, che lo sollecitava, fin dal 1506, ad entrare al servizio di Luigi XII di Francia. L'anno successivo fu lo stesso re a richiedere espressamente Leonardo, che infine accettò di tornare a Milano dal luglio 1508.


Il secondo soggiorno milanese, durato fino al 1513, con alcuni viaggi dall'ottobre 1506 al gennaio 1507 e dal settembre 1507 al settembre 1508, fu un periodo molto intenso.
Luigi XII
Nel 1511 morì il suo sostenitore Charles d'Amboise. L'anno seguente la nuova guerra della Lega Santa scacciò i Francesi da Milano, che tornò agli Sforza
Nell'incertezza della situazione il 24 settembre 1514 Leonardo partì per Roma, portandosi gli allievi più vicini, il Melzi e il Salaì. Qui Giuliano de' Medici, fratello del papa Leone X gli accorda il suo favore, ottenendo per lui un alloggio negli appartamenti del Belvedere al Vaticano. Qui l'artista si dedicò ai suoi studi scientifici, meccanici, di ottica e di geometria e cercò fossili sul vicino Monte Mario.
Sandro Botticelli, ritratto di Giuliano de' Medici
Raffaello Sanzio, ritratto di papa Leone X.
Nel 1517 Leonardo partì per la Francia, dove arrivò in maggio, insieme con Francesco Melzi e il servitore Battista de Vilanis, venendo alloggiato dal re nel castello di Clos-Lucé, vicino ad Amboise, e onorato del titolo di premier peintre, architecte, et mecanicien du roi, con una pensione di 5000 scudi.
Progettò il palazzo reale di Romorantin, che Francesco I intendeva erigere per la madre Luisa di Savoia. Partecipò alle feste per il battesimo del Delfino e a quelle per le nozze di Lorenzo de' Medici duca di Urbino. Tra i lavori come curatore di feste e apparati si ricorda quello messo in scena a Lione nel 1515 e ad Argenton nel 1517, in entrambi i casi per festeggiare la presenza di Francesco I.
Studio per il castello, Codice Arundel
Il 23 aprile 1519 redasse il testamento davanti al notaio Guglielmo Boreau, alla presenza di cinque testimoni e dell'inseparabile Francesco Melzi.
A Francesco Melzi, esecutore testamentario, lasciò «li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l'arte sua et industria de Pictori», oltre alla collezione dei disegni e del guardaroba; al servitore De Vilanis e al Salaì la metà per ciascuno di «uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»; alla fantesca Maturina dei panni e due ducati; ai fratellastri fiorentini il suo patrimonio nella città toscana, cioè 400 scudi depositati in Santa Maria Nuova e un podere a Fiesole.
Leonardo morì di lì a poco, il 2 maggio.
« Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire. »
(Trattato della pittura, 27 r.)
Leonardo letto da Freud
Freud si dedicò a Leonardo dal 1909 al 1911.
Omosessualità
Gian Giacomo Caprotti (ca. 1480-1524) detto "il Salaì", è un garzone di cui gli appunti di Leonardo ci parlano senza interruzione dal 1494 in poi.
Salaì seguì Leonardo per molti anni nelle sue peregrinazioni. Solo nel 1517 i due si separarono.
...la sessualità...
Nei suoi scritti cercò di delineare la fi-gura del pittore partendo da un sogno cui Leonardo accenna nei suoi manoscritti: “ne la mia prima ricordazione della mia infanzia è mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra” (Codice Atlantico C-61r); da qui Freud trae un’analisi psico-logica, anche aiutandosi con una ricca bibliografia.
Prove
Denuncia per sodomia
La denuncia risale al 9 aprile 1476
Il ventiquattrenne Leonardo, a Firenze, è accusato d'aver sodomizzato un giovane prostituto.
Il testo dice:

"Notifico a voi Signori Officiali come egli è vera cosa che Jacopo Saltarelli fratello carnale di Giovanni Salterelli, sta co' lui all'orafo in Vachereccia, dirimpetto al buco, ve-ste nero, d'età d'anni 17 o circa. El quale Jacopo va dietro a molte misserie e consente compiacere a quelle persone che lo richiegono di simili tristizie. E a questo modo ha avuto a fare di molte cose, cioè servito parechie dozine di persone, delle quali ne so buon date, et al presente dirò d'alcuno (...) [Fra i nomi elencati appare:] Lionardo di ser Piero da Vinci sta con Andrea del Verrochio (...)
Questi hanno avuto a soddomitare decto Jacopo, et così vi fo fede".

Leonardo, assieme a tutti gli altri accusati, fu assolto non per intercessioni dall'alto, ma più banalmente perché la denuncia, essendo anonima, non poteva essere accettata.
Riflessioni sull'amore
Un documento esplicito è una riflessione in chiave neoplatonica sull'amore, fino ad oggi trascuratui Leonardo, dopo aver parlato senza sbilanciarsi di "amante" e "cosa amata", si lascia scappare un doppio genere maschile parlando di amante giunto all'amato:

"Movesi l'amante per la cosa amata come il suggietto con la forma, come il senso col sensibile, e con seco s'uniscie e fassi una cosa medesima (...).
Quando l'amante è giunto all'amato, lì si riposa".

Disegni
I disegni smentiscono in modo clamoroso il preteso carattere "asessuato" (su cui a lungo hanno delirato gli storici dell'arte) dei suoi ritratti di giovani androgini
L'angelo incarnato
Di recente è riapparso dopo secoli di censura uno sbalorditivo foglio, in cui un disegno leonardesco con angelo annunciante è stato ritoccato con l'aggiunta di una vistosa erezione. Il "ritocco" potrebbe essere opera di allievi (e già questo dà un'idea di che razza di clima esistesse nella bottega di Leonardo), ma potrebbe essere opera del maestro stesso. Infatti Leonardo non era quell'essere "asessuato" e pudibondo che ci hanno descritto gli storici che non volevano prenderne in considerazione la sua sessualità "altra".
La relazione con il Salaì
Quale fu dunque il rapporto fra Leonardo e Salaì? I contemporanei non avevano dubbi: fu una relazione sessuale.
Lo dimostra verso il 1563 anche Giampaolo Lomazzo, che mette in scena un dialogo immaginario tra Fidia e Leonardo. In esso a Leonardo è affidato l'incredibile compito di difendere... l'amore fra uomini! Ebbene: in questo discorso Lomazzo prende di mira proprio il rapporto con il Salaì.
Su un foglio del Codice Atlantico appaiono, schizzati dalla mano di qualche garzone, due membri virili in erezione, dotati di gambe e coda, che marciano verso un orifizio anale sopra il quale sta scritta una sola parola: "Salaj".
Dopo le prime annotazioni del 1490, il nome di Salaì sparisce dagli appunti per riapparire solo nel 1494, stavolta per non sparire più per oltre un decennio.

E se oggi a noi quattordici anni paiono decisamente pochi per un partner, Leonardo era figlio del suo tempo, e quelli erano tempi in cui una bambina di dodici anni poteva essere data in sposa a un uomo fatto, addirittura con la benedizione della Chiesa. L'allusione del Lomazzo ai "quindici anni" del Salaì induce poi a spostare verso quest'età l'inizio della relazione fra i due.

Se non si supponesse una relazione fra Leonardo e Salaì non si capirebbe per quale motivo l'artista abbia insistito per tanti anni a tenerselo accanto in qualità di garzone e di "servitore". Appena mette piede in casa di Leonardo costui definisce il ragazzino: "ladro bugiardo ostinato ghiotto". Crescendo non migliora affatto: "Salaj ruba li soldi" annota amareggiato Leonardo nel 1497, quando il garzone è diciassettenne.
Ritratto di Salaì, anonimo allievo di Leonardo da Vinci, circa 1502-03) Collezione Privata.
In una satira contro la gabella di Modena, dando voce a un certo Maso, Leonardo diceva: "O non mi debo io maravigliare con ciò sia che tutto un omo non paghi che cinque soldi, e a Firenze io, solo a metter dentro el cazzo, ebbi a pagare dieci ducati d'oro, e qui metto el cazzo e coglioni e tutto il resto per sì piccol dazio?".
Questa, che viene generalmente presentata come "prova" dell'eterosessualità di Leonardo, è, invece, la prova che un processo per sodomia Leonardo alla fine lo subì davvero. Dieci ducati d'oro sono una somma spropositata se si immagina che Leonardo stia parlando di un rapporto con una prostituta. Una prostituta costava due o tre mo-netine d'argento (e se ci si accontentava, anche meno); dieci monete d'oro sono semmai la somma d'una delle famose multe che le magistrature fiorentine infliggevano ai "sodomiti" dell'epoca.

Che tipo di relazione legò Leonardo e il Salaì?
I contemporanei sostenegono che si trattasse una relazione di tipo sessuale.
Prove
Un foglio del "Codice atlantico"
Qui appaiono, schizzati dalla mano di qualche garzone, due membri virili in erezione, dotati di gambe e coda, che marciano verso un orifizio anale sopra il quale sta scritta una sola parola: "Salaj".
Lo dimostra verso il 1563 anche il già citato Giampaolo Lomazzo, che mette in scena un dialogo immaginario tra Fidia e Leonardo. In esso a Leonardo è affidato l'incredibile compito di difendere... l'amore fra maschi!
Giampaolo Lomazzo
Non essendo Leonardo né un medico né un membro del mondo accademico, per lui l’unica possibilità di guadagno compatibile con il tipo di vita intellettuale che praticava, dedita alla ricerca e alla sperimentazione, era rappresentata dalle corti: a Milano la corte ducale degli Sforza e, dopo il 1499, quella spagnola; a Roma la corte pontificia; infine, ad Amboise la corte reale francese.
...il genio...
Leonardo dedicò buona parte del suo tempo alla progettazione macchinale e soprat-tutto alla ricerca scientifica di base

L’opera tecnologica e scientifica di Leonardo consiste in alcuni manoscritti e in numerose raccolte di fogli sciolti. La raccolta di manoscritti più numerosa è quella dell’Institut de France di Parigi. Per quanto riguarda i fogli sciolti, il nucleo più importante è quello della Royal library nello Windsor castle in Inghilterra, mentre la Biblioteca ambrosiana di Milano possiede ciò che siamo soliti definire Codice Atlantico.
Fogli tratti dal Codice Atlantico
Per ricostruire le origini dell’opera tecnologica di Leonardo, occorre esaminare determinati fogli, ma anche partire storicamente dal mondo delle botteghe fiorentine del Quattrocento.
Per il giovane Leonardo le macchine inventate da Brunelleschi per la costruzione della cupola costituirono
un lezione fondamentale.
Argano a tre velocità di Brunelleschi, Codice Atlantico, 1480.
Molti dei disegni macchinali eseguiti da Leonardo in quell’epoca sono immagini spettacolari senza testo.
Si tratta di dispositivi macchinali focalizzati uno per uno: un’intagliatrice di lime, argani, modalità di incastro di legni per ottenere travi di varia curvatura e così via.
Codice Atlantico, disegni macchinali.
Una satira contro la gabella di Modena
Questaviene generalmente presentata come "prova" dell'eterosessualità di Leonardo, è, invece, la prova che un processo per sodomia Leonardo alla fine lo subì davvero. Dieci ducati d'oro sono una somma spropositata se si immagina che Leonardo stia parlando di un rapporto con una prostituta. Una prostituta costava due o tre monetine d'argento; dieci monete d'oro sono semmai la somma d'una delle famose multe che le magistrature fiorentine infliggevano ai "sodomiti" dell'epoca.
Emancipazione culturale ed emulazione dei classici
Il processo di emancipazione culturale implicò prima di tutto un lavoro di personale acculturazione; un lavoro faticoso, visto che la sua formazione non era andata oltre la scuola d’abaco e vista la vastità di ambiti scientifici che egli intendeva coinvolgere.
Archimede, il grande ingegnere e scienziato di epoca classica, diventò per Leonardo un modello, non più solo mitico bensì concreto, da capire, da emulare, da superare.
L’altro aspetto consiste nella concezione radicalmente mimetica della sua opera di ingegnere-macchinatore e di artista.
L’invenzione macchinale e quella artistica sono, per Leonardo, una forma di imitazione delle opere della natura.
Nel 1487 venne chiesta la sua consulenza per il tiburio del duomo.
In una lettera indirizzata ai committenti Leonardo affermò la natura ‘scientifica’ del suo intervento.
Egli afferma chel’architetto dovrà agire come un medico, cioè con «scienza» del corpo, come un vero «medico architetto [che] intenda bene che cosa è edifizio, e da che regole il retto edificare deriva, e donde dette regole sono tratte, e ’n quante parte sieno divise, e quale sieno le cagione che tengano lo edifizio insieme […] e che natura sia quella del peso, e quale sia il desiderio della forza».
(Codice Atlantico, f. 730r).
Le considerazioni di igiene – e quindi, nuovamente, il rapporto con una scienza, quella medica – sono alla base anche del progetto urbanistico, degli stessi anni, per una città con due reti stradali distinte.
L’anatomia è, insieme all’ottica, la scienza che più contribuì a dare all’attività artistica e ingegneristica di Leonardo basi scientifiche.
Fu attraverso questa concezione che Leonardo da artista-ingegnere divenne scienziato.
Disegni tratti dai "Quaderni di anatomia".
Introduzione
Le macchine volanti
Macchine operatrici e scienza de ponderibus
Dispositivi subacquei e progetti idraulici
Studi e invenzioni
La statica e la dinamica furono applicate da Leonardo anche all’anatomia, al corpo umano e animale, per poi essere applicate in campo tecnologico, per esempio in rap-porto a quella progettazione delle macchine volanti che costituisce forse il filone tec-nologico al quale egli si dedicò in maniera più continuativa nel corso della sua carriera.
Un ambito di studi idealmente collegato agli studi per la macchina volante è la ricerca di dispositivi destinati alla navigazione subacquea, oltre che alla navigazione tradi-zionale.
La connessione ideale consiste ovviamente nel fatto che i dispositivi macchinali sembrano essere una mimesi della vita subacquea dei pesci.
Buona parte di questi sistemi per consentire all’uomo di andare sott’acqua è ideata da Leonardo in rapporto alla guerra.
sommergibili capaci di speronare le navi nemiche;
navi a doppio scafo, capaci di contenere i danni dei sommergibili;
palombari chiusi in scafandri di cuoio a tenuta stagna;
sistemi per sfondare, mediante trapani, il fondo delle navi nemiche.
La guerra sottomarina di Leonardo prevedeva:
Disegno di un ideale scafandro
In campo geologico, Leonardo studiò l’interazione tra acqua e terra. La parte di questi studi che più interessa da un punto di vista tecnologico è l’analisi degli effetti di erosione degli argini da parte delle acque.
Il Codice Leicester è pieno di analisi scientifiche di questo fenomeno.
Geologia
Studi di geologia
L’orizzonte teorico dello studio del comportamento dei pesi era alla base di alcune spettacolari invenzioni di quegli anni.
In particolare, per quanto riguarda le macchine operatrici, vi sono i progetti per due enormi scavatrici.
Il problema delle forza motrice viene risolto, nelle scavatrici, in termini di pesi e contrappesi, ed è a questo punto che entrano in gioco gli studi dedicati da Leonardo alla scienza dei pesi.
Egli si era impadronito dei rudimenti di questa scienza, che il Medioevo aveva coltivato solo a un livello di studio puramente teorico; li aveva sviluppati e soprattutto li aveva applicati alla pratica macchinale.
Fu grazie alle sue conoscenze teoriche che Leonardo poté proporre una valida alternativa alla forza umana e animale.
È probabile che i progetti delle scavatrici avessero a che fare con la sua attività di ingegnere per conto della Repubblica fiorentina, per la quale, intorno al 1504 si occupò di come canalizzare l’Arno. Il progetto per questo fiume prevedeva lo scavo di un canale a nord di Firenze, in modo da aggirare un tratto non navigabile del fiume.
Opere
L'ultima cena
La dama con l'ermellino
Autoritratto di Leonardo
La Vergine delle rocce
La Gioconda
...Le opere...
Paracadute, ali e vite aerea
Leonardo aveva la fissazione del volo e progettò una macchina per volare; la vite è l’antenata dell’elica degli elicotteri! Tirando la fune rapidamente l’asse della vite comincia a ruotare, sollevandola. In realtà Leonardo non riuscì a far alzare nell’aria la vite aerea che aveva fabbricato con canne, legno, tela e filo di ferro.
Sono almeno una decina i fogli nei quali si trovano riferimenti espliciti a questa macchina volante. Malgrado manchi il disegno d’insieme lo spazio per libere interpretazioni è molto ristretto e le indicazioni testuali forniscono un’ottima linea guida. Leonardo era orientato verso un volo prevalentemente planato senza precludere al pilota di poter battere le ali a imitazione di quelle dell’uccello. Per questa macchina Leonardo aveva previsto una partenza con una lunga rincorsa lungo un pendio in condizioni di vento favorevole.
Leonardo annotò che con una tenda di lino a forma piramidale, la cui base fosse tenuta rigidamente aperta e fosse larga 12 braccia (circa 7 metri) e profonda altrettanto "ognuno si potrà gettare da qualsiasi altezza senza alcun rischio".

Codice Atlantico f. 1058
carro armato e mitragliatrice
Nel 1485 Leonardo da Vinci progettò un carro coperto, con torretta interna per l'osservazione del campo di battaglia. Il fuoco era affidato ai cannoni disposti intorno allo scafo per poter far fuoco da ogni direzione e la locomozione del carro era affidata agli otto uomini dell'equipaggio che potevano muovere il carro in ogni direzione muovendo gli ingranaggi che erano collegati alle quattro ruote.
La "mitragliatrice" di Leonardo prevedeva
un modello a ventaglio con 12 canne e una manovella per cambiare l'alzo dell'arma, aumentandone o diminuendone la gittata.
cavaliere meccanico
carro falciante
Balestra gigante
Bombe a grappolo
Springalda
L'uomo vitruviano
Assassin's creed brotherhood
Da Vinci's demons
Il codice Da Vinci
Leonardo serie animata
altro...
Nei mass media
San Giovanni Battista
Dimensioni: 77 cm x 53 cm
Luogo: Museo del Louvre (dal 1797)
Soggetto: Lisa Gherardini
Data creazione: 1503–1517
Luogo: Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Dimensioni: 4,6 m x 8,8 m
Data creazione: 1495–1498
Supporti: Gesso, Mastic, Pittura a tempera, Pece
Dimensioni: 69 cm x 57 cm
Soggetto: Giovanni Battista
Supporto: Colore ad olio
Data creazione: 1513–1516
Dimensioni: 54 cm x 39 cm
Supporto: Colore ad olio
Data creazione: 1489–1490
Luoghi: Castello di Wawel, Museo Czartoryski
Dimensioni: 33 cm x 22 cm
Supporto: Gesso
Data creazione: 1512
Dimensioni: 34 cm x 26 cm
Data creazione: 1490
Supporto: Inchiostro
Dimensioni: 1,99 m x 1,22 m
Soggetto: Maria
Supporto: Colore ad olio
Luogo: Museo del Louvre
-cortometraggio - Un tragico amore di Monna Lisa di Albert Capellani (1912)
-cortometraggio - Leonardo da Vinci di Giulia Cassini-Rizzotto e Mario Corsi (1919)
-documentario - Portrait of a Genius di Sammy Lee (1943)
-lungometraggio - L'ultima cena di Luigi Giachino (1948)
-documentario - Leonardo da Vinci di Luciano Emmer e Enrico Gras (1952)
-film tv - La vita di Leonardo da Vinci di Renato Castellani (1971)
-film tv - I, Leonardo: A Journey of the Mind di Chandler Cowles (1983)
-film tv - Leonardon Ikkunat di Pirjo Honkasalo (1986)
-cortometraggio animato - Leonardo Da Vinci di Richard Rich (1996)
-film tv - Leonardo: A Dream of Flight di Allan King (1998)
-film tv - Leonardo di Sarah Aspinall (2003)
-cortometraggio animato - Perpetuum Mobile di Raquel Ajofrin ed Enrique Gar-cia (2006)
-documentario - The Secret Life of Leonardo Da Vinci di Michael Bouson (2006)
-lungometraggio animato - Perpetuum Mobile di Enrique Garcia e Rubén Sala-zar (2008)

e...
Indice
• Introduzione
• Biografia-il genio di Vinci
1. I primi anni
2. Periodo di formazione
3. L’arrivo a Firenze
4. La bottega di Andrea Verrocchio
5. Anni di silenzio
6. Il “ritorno” alla pittura
7. L’avvicinamento ai Medici
8. A Milano
9. A Pavia
10. Il rientro a Milano
11. Eventi negativi a Milano
12. Periodo errabondo (1499-1508)
13. A Mantova
14. A Venezia
15. Il ritorno a Firenze
16. A servizio di Cesare Borgia
17. La battaglia di Anghiari
18. La morte del padre
19. Leonardo e Michelangelo
20. Gli ultimi anni (1508-1519)
21. Il secondo soggiorno milanese
22. A Roma
23. In Francia al servizio di Francesco I
24. La morte

• Leonardo letto da Freud
• Omosessualità
• Il genio
• Emancipazione culturale e emulazione dei classici
• Imitazione delle opere della natura
• Studi e invenzioni
1. Macchine volanti
2. Dispositivi subacquei e progetti idraulici
3. Edilizia civile, macchine operatrici e scienza de
ponderibus
4. Armi e macchine da guerra
• Le opere
1. L’ultima cena
2. La gioconda
3. La vergine delle rocce
4. L’autoritratto di Leonardo
5. L’annunciazione
6. La dama con l’ermellino
7. San Giovanni Battista
8. L’uomo vitruviano
• Leonardo da Vinci nei mass media
• Sitografia
• Bibliografia

Sitografia

 http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci
 http://gruppi.chatta.it/il-gladiatore/forum/principale/1756063/nessuna-invenzione-e-stata-piu-facile-per-l-uomo-di-quella-del-cielo-/tutti.aspx?pcount=16
 http://www.researchgate.net/profile/Paolo_Mingazzini/publication/267366967_LEONARDO_E_L%27ANATOMIA/links/5478988c0cf293e2da2b2846.pdf
 http://www.foglidarte.it/il-rinascimento-oggi/251-leonardo-da-vinci-letto-da-sigmund-freud.html
 http://www.focus.it/cultura/arte/cose-che-forse-non-sai-su-leonardo-da-vinci
 http://www.leonardonline.it/vita-leonardo.html
 http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2010/7/103766.html http://brunelleschi.imss.fi.it/menteleonardo/imdl.asp?c=13419&k=23343&rif=23343
 http://www.ditutto.it/magazine/leonardo-da-vinci/
 https://www.leonardo3.net/leonardo/L3-battaglia-anghiari-war-01.htm
 http://www.sapere.it/sapere/approfondimenti/storia/leonardo-da-vinci/domande-risposte/significato-uomo-vitruviano-leonardo-da-vinci.html
 https://ww.beniculturali.it
 http://matematica.unibocconi.it/articoli/misura-duomo-leonardo-e-luomo-vitruviano
 http://www.scudit.net/mdleonardo.htm
 http://www.scuoladecs.ti.ch/et/leonardo/PDF/vita.pdf
 http://it.wikipedia.org/wiki/Vita_personale di Leonardo da Vinci
 http://www.invisibilestudio.net/blog/2012/09/25/lultimo-viaggio-di-leonardo/
 http://m.youtube.com/watch?v=R7pSroRzpzM
 http://www.giovannidallorto.com/biografie/leonardo/leonardo.html
 http://it.m.wikisource.org/wiki/Trattato_della _pittura _(da VIn-ci)/Parte_prima/32._Differenza_tra_la_pittura_e_la _scultura
 http://it.wikipedia.org/wiki/Da_Vinci%27s_Demons
 http://it.wikipedia.org/wiki/Film_biografici_sui_pittori
 http://www.treccani.it/enciclopedia/alle-origini-della-tecnologia-moderna-francesco-di-giorgio-e-leonardo-da-vinci_%28Il_Contributo_italiano_alla_storia_del_Pensiero:_Tecnica%29/
 http://www.fisicamente.net/FISICA_2/index-1860
 http://www.daringtodo.com/lang/it/2011/10/23/leonardo-lartista-che-amava-le-donne/
 http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Leonardo%20opere/0%20Pittura%20di%20Leonardo.htm
 http://www.informagiovani-italia.com/gioconda_leonardo_da_vinci.htm-http://www.arteworld.it/analisi-la-gioconda-di-leonardo-da-vinci/
 http://www.nationalgeographic.it/popoli cultu-re/2012/04/20/news/monna_lisa_isabella_leonardo_figli-977873/
 http://cultura.biografieonline.it/annunciazione-leonardo/
 http://appunti.studentville.it/approfondimenti/leonardo_da_vinci-22/approfondimento_la_vergine_delle_rocce_di_leonardo_da_vinci-361.htm
 https://www.ovo.com/dama-con-ermellino/ http://www.repubblica.it/scienze/2014/06/16/news/lautoritratto_di_leonardo_sta_svanendo_cos_possiamo_salvarlo_dal_tempo-88650028/
 http://cultura.biografieonline.it/leonardo-san-giovanni-battista/
 http://www.edscuola.it/archivio/antologia/rotella/vitruvio.htm
 http://www.leonardo3.net/grandenibbio/index.html
 http://it.wikipedia.org/wiki/Spingardahttp://www.letturefantastiche.com/leonardo_da_vinci_e_le_armi_del_futuro.html
Bibliografia
-Keele K.D. Leonardo da Vinci’s Anatomical Drawings at Windsor. E Mc Curdy, Londra 1938
-Marani P.C., Rossi M., Rovetta A. L’Ambrosiana e Leonardo. Interlinea Ed., Mi-lano 1998
-Marani P.C. Leonardo. Federico Motta Ed., Milano 1999
-Marinoni A. La Biblioteca di Leonardo. In Raccolta Vinciana, Castello Sforzesco, Milano XXII, 1987
-Marinoni A. Sulla scoperta dei Codici Vinciani in Madrid. In Raccolta Vinciana, Castello Sforzesco, Milano, XXI, 1982
-Marinoni A. I manoscritti di Leonardo da Vinci e le loro edizioni In Leonardo, Saggi e Ricerche, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma (229-254)1954
-Marinoni A., Cogliati L. Leonardo all’Ambrosiana. Electa Ed., Milano 1982
-Marinoni A. The sublimations of Leonardo da Vinci. Smithsonian Institution Press, Washington 1970
-Mingazzini P., et al. I Segreti del Corpo - Disegni Anatomici di Leonardo da Vin-ci. Anthelios Ed., Milano 2008
-Pedretti C. Leonardo. Ed. Mondadori, Milano 2008
-G. Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1550
-W. Pater, Il Rinascimento, (orig.1873) Milano 2007.
-N. Smiraglia Scognamiglio, Ricerche e documenti sulla giovinezza di Leonardo Da Vinci (1452-1482), Napoli, 1900
-G. Fumagalli, Leonardo omo senza lettere, Firenze, 1939
-A. Marinoni (a cura di), Tutti gli scritti di Leonardo Da Vinci, Milano, 1952
-S. Freud, Saggi sull'arte, la letteratura e il linguaggio, Torino, 1991
-L. da Vinci, Trattato della pittura, Carabba editore, 1947
- P. Manni, M. Biffi, Glossario leonardiano. Nomenclatura delle macchine nei codici di Madrid e Atlantico, Firenze 2011.
- M. Taddei, E. Zamon, testi di D. Laurenza ,Le macchine di Leonardo. Segreti e invenzioni nei codici da Vinci (atlante illustrato), Firenze 2005.
-A.Bernardoni, Leonardo e il monumento equestre a Francesco Sforza. Storia di un’opera mai realizzata, Firenze 2007.
-M. Mussini, Francesco di Giorgio e Vitruvio, le traduzioni del “De architectura” nei codici Zichy, Spencer 129 e Magliabechiano II.I.141, 2 voll., Firenze 2003.
- P. Galluzzi, Gli ingegneri del Rinascimento: da Brunelleschi a Leonardo da Vin-ci, catalogo della mostra, Palazzo Strozzi (1996-97), Firenze 1996.
-V. Marchis, Il Rinascimento delle macchine, in Id., Storia delle macchine: tre millenni di cultura tecnologica, Roma-Bari 1994.

Sitografia e Bibliografia
L'annunciazione
Dimensioni: 98 cm x 2,17 m
Data creazione: 1472–1475
Supporti: Pittura a tempera, Colore ad olio
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