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lo sport nella propaganda dei regimi totalitari

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francesco pelonara

on 7 July 2014

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Transcript of lo sport nella propaganda dei regimi totalitari

Lo sport nella propaganda dei regimi totalitari
Significato della parola Sport
Lo Sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute in singolo o in gruppo, al fine di migliorare e mantenere in buona salute/condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica e chi ne è spettatore.
Etimologia della parola Sport
Il termine Sport ha una lunga storia traendo origine addirittura dal termine latino
deportare.


Da questo termine derivano lo Spagnolo
deportor
e il Francese
desporter
(divertimento, svago)

da quest'ultimo ebbe origine il termine inglese
disport
che poi venne abbreviato in Sport .
Evoluzione dello sport in italia
Fino al primo conflitto mondiale il concetto di sport e di attività fisica non aveva compiuto grandi passi in Italia sotto diversi punti di vista:
Pochi impianti
poche strutture
soprattutto uno scarso livello di praticanti.

dovuto

allo stato di arretratezza economico-sociale in cui versava il nostro paese
in parte al quasi totale disinteresse su di esso mostrato dallo stato liberale.
Nel 1914 in linea con quanto avveniva in altri paesi, lo sport segnò una fase di decisa crescita anche in Italia, nasce il Coni [Comitato Olimpico Nazionale Italiano].

Sport e fascismo
Un saggio ginnico pubblico eseguito durante il periodo fascista
"
Lo sport abitua gli uomini alla lotta in campo aperto"
. In questo modo Mussolini concepiva il senso della pratica sportiva nel ventennio.
Le attività sportive non servivano solo per addestrare i muscoli, ma anche per trasmettere “valori” imposti dal regime:
spirito nazionalista, audacia, addestramento paramilitare e “…Elevazione morale, fiducia in sé, alto senso della disciplina e del dovere”
(dalla Carta della Scuola del 1937).
L’educazione sportiva, era essenziale per cercare di concretizzare l’idea utopistica secondo la quale bisognava creare un
“uomo nuovo”
con una caratteristica fondamentale:
la virilità.
Così doveva essere l’uomo fascista:
“atletico, perseverante, pronto al sacrificio, energico e coraggioso”.

Partita di calcio, Carlo Carrà,1934
Il rapporto privilegiato del Bel Paese con il pallone si consolida nel corso del Ventennio fascista.
Il gioco del calcio, entrò a far parte di quel meccanismo attraverso cui il regime tentò di assicurarsi il consenso delle masse. La sua natura, secondo il Duce, lo rendeva capace di
esaltare il popolo, di coinvolgere ampi e diversificati gruppi sociali, di muovere passioni e sentimenti.

Nazismo e sport
A differenza di Mussolini, Hitler disprezzava lo sport. Aveva dello sport soltanto una concezione che si potrebbe definire "spartana": come scrisse nel Mein kampf
"milioni di corpi allenati nello sport avrebbero potuto trasformarsi in un paio d' anni in un esercito"
.
grazie alle teorie di Alfred Baeumler e al ministro della propaganda Goebbels che esaltavano il ruolo potenzialmente politico come dimostrazione della superiorità della razza ariana Hitler cambiò idea.
Giochi dell'XI olimpiade
Manifesto delle olimpiadi
Il regime attirò sotto la sua ala protettiva questo sport e lo trasformò in qualcosa di unico. Il fascismo aveva compreso ciò che i precedenti governi liberali, i comunisti e i socialisti avevano ignorato, cioè il grande potenziale che il calcio era in grado di esercitare nello stimolare l'interesse e il sostegno delle folle.
Socialismo e cattolicesimo, considerarono lo sport solamente come un mezzo per sviluppare la forza fisica e militare.
Per il socialismo, permaneva la profonda influenza del pensiero marxista, secondo cui anche lo sport, al pari, della religione, era una sorta di oppio dei popoli. Permaneva perciò la visione dello sport come "vizio da borghesi", era quindi inconcepibile parteciparvi.

Il calcio nel ventennio fascista
Inizialmente anche il Fuhrer era riluttante all’idea di dover organizzare ciò che lui definì
“indegno festival organizzato dagli ebrei”
poi però, grazie all’azione persuasiva del ministro della propaganda Joseph Goebbels, Hitler si convinse che le Olimpiadi fossero l’occasione ideale per ostentare al mondo la potenza germanica e la superiorità degli atleti di razza ariana.
Queste olimpiadi furono le prime ad essere riprese dalle telecamere della televisione. Nell’organizzare i Giochi il governo tedesco non badò a spese: impianti e strutture all’avanguardia vennero costruite, innovativi maxi-schermi vennero installati in diversi punti di Berlino affinché anche le persone “normali” potessero ammirare le grandiose imprese degli atleti tedeschi. Venne addirittura realizzato un film intitolato Olympia per celebrare le olimpiadi.
Ripresa dei giochi olimpici da parte della televisione
Tutto questo fece di questa edizione olimpica il miglior modo per risaltare la potenza e superiorità della razza ariana che era considerata da lui una razza perfetta, pura, incontaminata
Riprese il concetto di superuomo inventato da Nietzsche. Infatti Nietzsche era un darwiniano, e affermò che, cosi come passiamo dalla scimmia all’uomo, si può passare dall’uomo al superuomo. I nazisti, per la loro dottrina della razza ariana, faranno riferimento al presupposto che il superuomo ha sempre come correlato il sottouomo.
Hitler riprese:
Tacito in un capitolo della “Germania” parla appunto della purezza della razza germanica, poiché:
era una popolazione autoctona, nata proprio li in Germania
non era contaminata da altre popolazioni.
L’intento di Tacito però era far conoscere alle persone gli usi e le caratteristiche di questo popolo che da decenni era in conflitto con la popolazione romana e non certamente mostrare la grandezza della razza ariana.

Tacito
Nietzsche
Dal punto di vista prettamente sportivo gli atleti tedeschi si prepararono per mesi nella Foresta nera per garantire ottimi risultati ai Giochi. Il 2 giugno 1933 il nuovo ministro nazista dell’Educazione annunciò che gli ebrei sarebbero stati esclusi dalle organizzazioni e che tutti gli impianti sportivi sarebbero stati loro negati e non fu loro permesso di competere con atleti ariani.
Infatti il comitato olimpico proibì ai tedeschi di origine ebrea di partecipare ai giochi: ciò significava escludere molti dei migliori atleti del paese come Gretel Bergmann, che venne estromessa dai giochi poco tempo prima dell’inizio e sostituita da un’atleta che dopo si rivelerà essere un uomo. Nonostante questa severa prescrizione, l’unica ebrea che riuscì a partecipare fu Helene Mayer, la quale aveva vinto la gara di scherma femminile ad Amsterdam e fu la campionessa di fioretto del 1929 e 1931
A sinistra :Gretel Bergmann
A destra: Helene Mayer

Secondo la leggenda dopo la sua vittoria Hitler si sarebbe rifiutato di stringergli la mano e avrebbe abbandonato lo stadio infuriato.
In realtà le cose andarono piuttosto diversamente: Hitler aveva deciso di non stringere la mano a nessun atleta; è vero però il fatto che il Fuhrer abbandonò lo stadio dopo la vittoria di Owens, ma come disse in una intervista lo stesso atleta Hitler lo salutò dopo la sua vittoria e Jesse rispose al saluto. Qualche giorno dopo Hitler inviò in regalo a Owens un suo ritratto firmato.

Jesse Owens
Alla fine la vittoria della Germania sul medagliere fu netta ma non tutto andò come voleva Hitler, infatti ci fu l’episodio che vide come protagonista Jesse Owens.
Il fascismo, invece, si è portato al popolo, è andato tra i contadini, gli operai, gli agricoltori, la classe media, si è avvicinato agli studenti, ai giovani, ha interpretato i bisogni del popolo, lo ha educato politicamente e moralmente, lo ha organizzato non solo dal punto di vista professionale ed economico ma anche sotto la prospettiva militare, culturale, educativa e ricreativa. Soprattutto ha cercato di trasmettere ai bambini, fino dalle elementari l'importanza dello sport: infatti rese obbligatoria l'educazione fisica nelle scuole e la lettura di testi sportivi: a questo proposito "sfruttò" moltissimo il ciclo di 5 poesie sul calcio pubblicate da Umberto Saba intorno al 1930.
Prima del fascismo
Durante il fascismo
Goal
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non vedere l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con la mano, a sollevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza- par trabocchi
nel campo: intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questi belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch’io son parte.


Ritratto di Umberto Saba
Conclusione
Ora allo sport viene riconosciuto il ruolo sociale. A tal proposito occorre ricordare i giochi olimpici, fondati da Pierre De Coubertin. I
giochi olimpici
sono da sempre
simbolo di unione tra popoli, di promozione della pace.
BLU: Europa
GIALLO: Asia
NERO: Africa
VERDE: Oceania
ROSSO: America

I cinque cerchi, simbolo della bandiera olimpica, rappresentano i cinque continenti. Attualmente sono intrecciati tra loro per simboleggiare l’unione e gli ideali di università e fratellanza dei popoli grazie allo spirito olimpico.
Lo sport interessa
,
infatti tutti i cittadini indipendentemente da genere, razza, età, disabilità, religione, orientamento sessuale e provenienza sociale o economica.

“Lo Spirito Olimpico cerca di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e il rispetto universale dei principi etici fondamentali”
Pierre de Coubertin


Fonti

Sitografia:
• http://atmospherelibri.wordpress.com/2012/02/27/la-letteratura-incontra

• http://it.wikipedia.org/wiki/Sport

• http://ripassofacile.blogspot.it

• http://www.ilpost.it/2013/09/12/jesse-owens-hitler-olimpiadi-berlino/

• http://www.liceogalvani.it/lavori-multimediali/sport/sport/moderno_olimpiadi.htm

• http://www.pixem.it/pixshoah/argomenti/propaganda.htm

• http://www.rdes.it/RDES_2_07_Libro_bianco_sport.pdf


Bibliografia:
.• A.BACCI,
Lo sport nella propaganda fascista
, Torino, Bradipolibri, 2002.

• G.GENTILE,
Storia e Geostoria 5A
, Brescia, La Scuola, 2005, pagg 330-331.

• A.RONCORONI,
Humanitatis radices 2
, Milano, C. Signorelli Scuola,2008.

Jesse owens
Per quanto riguarda la struttura che ospitava i giochi, venne scelto l'Olympiastadion di Berlino, che poteva contenere più di 100.000 spettatori, accanto al quale fu eretto un enorme campo di parata dove potevano riunirsi circa 500.000 persone.
Olympiastadion di Berlino.
Lo stadio
Jesse Owens premiazione
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