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La Scultura romanica

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by

Marta Zincani

on 17 October 2013

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Transcript of La Scultura romanica

Caratteri generali
La Scultura romanica
Tentazione di Eva
Risalente al 1130, consiste in due frammenti provenienti dall'architrave di un portale laterale della Cattedrale di Saint-Lazar, in Borgogna.
La rappresentazione, presenta Eva nuda in posizione semidistesa, con il gomito destro e le ginocchia puntati a terra. Il busto, ruotato frontalmente, è parallelo alla base dell'architrave, mentre una pianta di vite, al centro, le copre il ventre e le cosce. Il braccio destro e le gambe proteso all'indietro per cogliere il frutto proibito.
La posizione degli arti, suggeriscono un movimento sinuoso e quasi strisciante, in evidente riferimento con il serpente.
Questa sinuosità è sottolineata inoltre dai lunghi capelli, che sottilissimi le ricadono morbidamente sulle spalle.
In quest'opera, lo scultore afferma i temi tipicamente romanici dell'immediatezza espressiva e della libertà di composizione.
I Luoghi
Per tutto il corso del XII secolo, non esiste la scultura se non per decorare un'architettura, ragion per cui sono diffusissime le tecniche del bassorilievo e dell'altorilievo, mentre l'uso del tutto tondo è molto rara e limitata quasi esclusivamente alla scultura in legno.
Nelle chiese romaniche, ad esempio, le decorazioni a rilievo o gli inserimenti scultorei si concentravano all'esterno o all'interno, con la caratteristica di trovarsi sempre in posti visibili, ovvero dove l'occhio del fedele va spontaneamente a guardare.
I temi
I temi scultorei sono estremamente vari e fantasiosi.
Quelli di carattere religioso sono in genere di ispirazione biblica.
I temi non religiosi, invece, sono dedicati alla vita quotidiana. Sempre presenti le decorazioni di tipo floreale e geometrico. Molto importante è il ricorrente repertorio di animali esotici quali diavoli, mostri, dragoni e creature infernali. Il popolo, superstizioso e analfabeta, rimaneva molto turbato alla vista di questi.
Attraverso la scultura, si vengono trasmessi in modo immediato messaggi religiosi e morali altrimenti incomprensibili per la maggior parte dei fedeli. Perciò il linguaggio non è più raffinato, ma più semplice possibile.
I corpi riacquistano volume e sono inserite in una realtà.
http://goo.gl/maps/KZcMX
Porta di Pisa
Portone di Vézelay
Abbazia di Santa Maria Maddalena, Vézelay, Borgogna, 1120.
Il portone principale, risalente al 1125-1130, rappresenta un ciclo narrativo molto complesso: sulla parte destra dell'architrave sono rappresentati gli Apostoli Pietro e Paolo alla testa di un corteo di personaggi semi-umani che simboleggiano l'orrore del paganesimo. Nella parte sinistra sono rappresentati Romani e Sciti nell'atto del rito sacrificale di un toro.
Lo slanciato ma potente trumeau ha fusto cruciforme scanalato e lega, dal punto di vista simbolico e narrativo, i due eventi con la figura del Battista nell'atto di reggere l'Agnello divino.
Nel sovrastante timpano a tutto sesto è rappresentato il Cristo su un trono. Il suo perfetto allineamonto con il Battista simboleggia la continuità tra Antico e Nuovo Testamento. Sotto le sue braccia sono rappresentati gli Apostoli e dalle sue mani aperte si sprigionano raggi di luce che li illuminano.
La composizione del timpano è conclusa da otto cassettoni radiali che descrivono le verie nazionalità dei popoli da convertire.
Ambone di Moscufo
Chiesa di Santa Maria del Lago, Moscufo.
Realizzato da Nicodemo da Guardiagrele, che lo datò 1159.
Il pulpito, a pianta quadrata, è sorretto da quattro colonne lisce con capitelli figurati. La decorazione della cassa si compone di vari pannelli in bassorilievo incorniciati da fregi floreali e figurati e di alcune figure in rilievo talmente pronunciate da apparire come delle vere e proprie sculture a tutto tondo. Fra queste spiccano i due gruppi con i somboli del tetramorfo. La stessa impressione di immediatezza emerge anche dal bassorilievo frontale con san Giorgio che uccide il drago. La composizione si incentra tutta attorno alla lunga lancia, che costruisce la diagonale della formella, mentre la grande richezza di dettagli è sottolineata da un intenso uso della policromia. Singolare e fuori da ogni schema è il telamone che sorregge la colonnetta di destra.
Marta Zincani
&
Ghizlane Essiber
Creazione
di Adamo ed Eva
Questo bassorilievo è collocato sopra il portale minore della basilica di San Geminiano a Modena.
Collocazione nella facciata.
Modena, facciata della cattedrale di San Geminiano.
Il margine superiore è scandito dal succedersi di 11
arcatelle a tutto sesto con ghiere riccamente intagliate a motivi geometrici e floreali. Nel bassorilievo sono rappresentate 3 scene: la creazione di Adamo, quella di Eva, e il Peccato originale.
La narrazione si sviluppa da sinistra a destra, il che conferisce al rilievo una propria singolare unità spaziale e temporale.
All'estrema sinistra appare Dio in una mandorla sorretta da due angeli. Il tema è bizantino ma assume una concretezza nuova: gli angeli infatti sembrano compiere un visibile sforzo per sorreggere il Creatore. La rappresentazione prosegue con Dio che modella Adamo. Il corpo è pesante e le ginocchia piegate. Anche Dio non è più incorporeo, ma si percepisce il volume del corpo sotto la veste.
Al centro, viene rappresentata la creazione di Eva. Adamo è disteso diagonalmente, addormentato, e Dio trae dal suo fianco destro la donna, che appare spaesa e quasi incredula.
L'ultima scena raffigura il Peccato originale. Adamo sta divorando il frutto pribito ed Eva lo guarda con dolcezza. All'estrema destra il demonio, con sembianze di serpente, si attorciglia all'albero spalancando le fauci.
Fine!
Duomo di Pisa, 1180. Ora Museo dell'Opera del Duomo
Si tratta di sue ante in bronzo recanti la raffigurazione della vita di Cristo e della Vergine, immagini di Profeti e rappresentazioni della Gloria Celeste. Ciascun battente si compone di 10 fornelle rettangolari disposte su 5 registri orizzontali. Al piede e alla sommità, invece, le fiammelle si estendono in orizzontale. Le singole fiammelle sono incassate entro una cornice bronzea liscia e squadrata. Ciascuna valva è incorniciata da un cordone bronzeo, di tradizione bizantina, identificando quattro grandi campi figurativi.
Scene delle Gloria Celeste
Scene della vita di Gesù e della Vergine
Profeti
Nella formella con l'ultima cena, la narrazione si svolge in uno spazio chiuso, simbolicamente delimitato da due colonne e un arco ribassato.
Gesù è a capotavola, in piedi, sull'estrema destra mentre il giovane Giovanni poggia il capo sul petto del Maestro, che lo accarezza con la mano sinistra.
Gli altri undici apostoli sono collocati in doppia fila dietro la tavola imbandita. Tra i sei in primo piano, il terzo da sinistra è Giuda, privo di barba, che tiene il pugno destro chiuso verso Gesù ed è l'unico ad avere la ciambella di pane chiusa nella mano.
In alto, ai fianchi della lanterna che illumina l'ambiente, vi è l'iscrizione "CENA" "DNI", contrazione del latino "Cena D(omi)ni" con il significato di "Cena del Signore":
http://goo.gl/maps/zDyI8
http://goo.gl/maps/FLi9P
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