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Prima guerra mondiale - fronte occidentale

Il lavoro è stato svolto autonomamente: le parti relative ai quattro fronti sono state divise tra i quattro membri del gruppo, e sono presenti i link ai loro lavori.
by

Marco Zordan

on 21 November 2014

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Transcript of Prima guerra mondiale - fronte occidentale

Fronte occidentale
Fronti esterni
1914
1915
1916
1917
1918
CRISI MAROCCHINE
La Francia mirava a prendere il controllo del Marocco: tuttavia era osteggiata dalla Germania. Nel 1905 il Kaiser si pronunciò a favore dell'indipendenza del Marocco, e ne seguì una crisi diplomatica (prima crisi marocchina) dalla quale tuttavia la Francia uscì rafforzata. Nel 1911, invece, venne inviata una cannoniera tedesca ad Agadir, in Marocco, per mettere sotto pressione la Francia. Ancora una volta la diplomazia internazionale si mosse, e di nuovo, grazie all'intervento inglese, la Germania ne uscì sconfitta: la Francia, infatti, si divise il Marocco con la Spagna. Alla Germania andò invece una parte di Congo. La crisi contribuì a incrinare i rapporti tra Germania e Franica, e a migliorare quelli tra questa e l'impero britannico.
CAUSA POLITICA
COLONIE
CORSA AGLI ARMAMENTI
Per competere in mare con l'impero britannico la Germania iniziò la costruzione di una potente flotta: nel 1906 venne iniziata la costruzione di nuove navi da guerra, e la Gran Bretagna rispose proponendo per via diplomatica una generale riduzione degli armamenti, che fu però rifiutata dalla Germania. Il riarmo della flotta tedesca così fece partire una corsa agli armamenti, che contribuì ad aumentare le tensioni tra i due paesi. Inoltre la corsa agli armamenti spinse la crescita dell'industria tedesca, il cui principale cliente era l'esercito.
CAUSA ECONOMICA-MILITARE
RIVALITA' TRA GERMANIA E IMPERO BRITANNICO
La Germania alla fine dell''800, con la seconda rivoluzione industriale, era diventata una potenza economica, e minacciava il predominio mondiale dell'impero britannico. Venne anche creata una flotta in grado di competere con la Royal Navy, la marina inglese. La corsa alle colonie per trovare nuovi mercati portò gravi tensioni tra le due potenze: in particolare nella guerra anglo-boera la Germania rifornì di armi le repubbliche boere che si rifiutavano di assoggettarsi alla Gran Bretagna.
CAUSA POLITICO - ECONOMICA
EUROPA, COLONIE, GERMANIA, INGHILTERRA
ANNESSIONE DELLA BOSNIA
Nel 1908 l'Austria annettè la Bosnia, approfittando di un momento di debolezza dell'impero ottomano: questo evento causò l'ostilità della Serbia, che mirava a creare un forte stato slavo nei Balcani, dell'Italia, che intendeva aumentare la sua sfera di influenza nella zona, e della Russia, che si proponeva come "nazione guida" di tutte le popolazioni slave in nome del panslavismo.
CAUSA POLITICA
BALCANI
GUERRA FRANCO - PRUSSIANA
Dopo la sconfitta umiliante nella guerra franco-prussiana del 1870 in Francia si era diffuso il revanscismo, un'ideologia nazionalista che cercava una "rivincita" contro i tedeschi. Inoltre la Francia aspirava a riconquistare l'Alsazia e la Lorene, perse sempre durante la guerra franco-prussiana.
CAUSA POLITICA/CULTURALE
FRANCIA, GERMANIA
SISTEMA DI ALLEANZE
Nel 1882 Austro-Ungheria, Italia e Germania stipularono un'alleanza difensiva, la Triplice Alleanza.
Per far fronte al predominio tedesco in Europa tra il 1902 e il 1907 Francia, Giappone e Gran Bretagna stipularono una serie di trattati riguardanti principalmente le colonie: in particolare nel 1904 con l'Entente Cordiale le due potenze riconobbero le relative zone di influenza coloniale. Nel 1907, inoltre, la Russia si alleò con l'impero britannico, suo tradizionale nemico. Vennerò così a formarsi due blocchi contrapposti in Europa con interessi contrastanti.
EUROPA
GUERRE BALCANICHE
Nel 1912 un'alleanza di stati balcanici, la Lega Balcanica (Bulgaria, Montenegro, Grecia e Serbia), attaccò l'impero ottomano e ne conquistò la quasi totalità dei territori europei (prima guerra balcanica): tuttavia scoppiò presto una nuova guerra (seconda guerra balcanica) tra i paesi della Lega, in quanto la Bulgaria era scontenta della divisione dei territori. Dai due conflitti emerse la Serbia, che quasi raddoppiò la sua estensione. La nascita di questa potenza locale preoccupò l'Austria-Ungheria, che vide minacciata la sua posizione dominante nei Balcani, e la Germania, che vedeva la Serbia come pericoloso alleato della Russia.
CAUSA POLITICA
BALCANI
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
La crisi di luglio
28 giugno 1914
ATTENTATO DI SARAJEVO
23 luglio
L'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, erede al trono austro-ungarico, si trovava a Sarajevo per partecipare all'inaugurazione di un museo e per festeggiare l'anniversario del suo matrimonio con Sofia Chotek, sua moglie, peraltro slava. Un'organizzazione segreta, la Mano Nera, che mirava all'unificazione sotto un'unico stato di tutti i territori popolati da popolazioni serbe, aveva preparato un attentato dinamitardo, che tuttavia fallì. Poco dopo la coppia, che si recava in auto in ospedale per assistere i feriti nel suddetto attentato, venne sorpresa da uno dei cospiratori, tale Gavrilo Princip, che esplose due colpi di pistola uccidendo l'arciduca e la moglie.
ULTIMATUM ALLA SERBIA
Ricevuto il via libera dalla Germania, l'impero austro-ungarico presentò un ultimatum alla Serbia, in cui veniva chiesto di condannare la propaganda anti-austriaca in Serbia, cacciando dall'istruzione e dall'amministrazione pubblica chiunque ne facesse, riconoscere la partecipazione di ufficiali serbi nell'attentato e perseguire simili complotti in futuro con la collaborazione austriaca.
Il 25 luglio la Serbia rifiutò l'ultimatum, sebbene pronta ad accettare alcuni punti di esso, e mobilitò l'esercito.
28 luglio
L'AUSTRIA DICHIARA GUERRA ALLA SERBIA
Dopo aver ricevuto la risposta serba all'ultimatum, il governo austriaco chiese a Francesco Giuseppe l'autorizzazione per entrare in guerra, presto accettata. L'esercito fu parzialmente mobilitato per invadere la Serbia e alle ore 12 arrivò la dichiarazione di guerra ufficiale.
30 luglio
MOBILITAZIONE GENERALE RUSSA
La Russia, alleata della Serbia in nome della solidarietà tra nazioni slave, dopo la dichiarazione di guerra dell'Austria-Ungheria alla Serbia mobilitò 6 milioni di uomini lungo il confine occidentale, in chiara chiave anti-austriaca, pur non dichiarando ufficialmente guerra. Il giorno dopo venne ordinata la mobilitazione generale dell'esercito in vista di un eventuale guerra contro Germania e Austria.
L'attentato in un'illustrazione di Achille Beltrame
31 - 3 agosto
GERMANIA IN GUERRA
In seguito alla mobilitazione generale russa, la Germania mise l'esercito in preallarme e lo mobilitò a sua volta: il 31 luglio, inviò un ultimatum a Russia e Francia.
Il 1° agosto, dopo la mancata risposta della Russia, la Germania le dichiarò guerra. Il giorno dopo, in previsione ad un attacco alla Francia secondo il Piano Schlieffen, venne inviato un ultimatum anche al Belgio, a cui venne chiesto di consentire il passaggio delle truppe tedesche: la Francia aveva infatti mobilitato l'esercito. La dichiarazione di guerra alla Francia arrivò il 3 agosto, seguita a ruota dall'invasione del Belgio.
2-4 agosto
GRAN BRETAGNA IN GUERRA
Già il 1° agosto il governo britannico aveva minacciato la Germania di intervenire nella guerra qualora sarebbe stata violata l'integrità territoriale del Belgio. Il 2 agosto pervenne un ultimatum alla Germania, che doveva rispettare la sua neutralità. Dopo la risposta negativa tedesca e l'invasione del Belgio, il 4 agosto la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania.
LUGLIO 1914
11-12 agosto
DICHIARAZIONI DI GUERRA ALL'AUSTRIA
L'11 agosto la Francia dichiarò guerra all'Austria: la seguì il giorno dopo la Gran Bretagna. Si formarono così due fronti contrapposti, l'Intesa e gli Imperi Centrali.
SECONDA BATTAGLIA DI YPRES
22 APRILE- 24 MAGGIO
BATTAGLIA DELLE FRONTIERE
14-24 AGOSTO
2^ BATTAGLIA DELL'ARTOIS
TREGUA DI NATALE
24-25 DICEMBRE
PRIMA BATTAGLIA DELLA MARNA
5-12 SETTEMBRE
CORSA AL MARE
13 SETTEMBRE - 19 OTTOBRE
3^ BATTAGLIA DELL'ARTOIS
15 SETTEMBRE - 4 NOVEMBRE
BATTAGLIA DI VERDUN
21 FEBBRAIO - 19 DICEMBRE
OFFENSIVE DELLA PRIMAVERA 1917
9 APRILE - 9 MAGGIO
OFFENSIVA DEI CENTO GIORNI
8 AGOSTO - 11 NOVEMBRE
RIVOLUZIONE TEDESCA
29 OTTOBRE
OFFENSIVA DI PRIMAVERA
21 MARZO - 5 AGOSTO
IL CASUS BELLI
IL PIANO SCHLIEFFEN
Nel 1905, in vista di un'eventuale guerra su due fronti contro Francia e Russia, l'esercito tedesco sviluppò una strategia per vincere rapidamente: il Piano Schlieffen, dal nome del generale che lo ideò. Questo consisteva nella rapida invasione della Francia (era stata stimata una campagna di 42 giorni prima della capitolazione francese), per poi spostare rapidamente le truppe sul fronte orientale, confidando nella lentezza di mobilitazione dell'esercito russo. In Francia il piano prevedeva un'invasione del Belgio con la maggior parte delle forze a disposizione, per aggirare le linee difensive francesi, che sarebbero state impegnate contro una piccola parte dell'esercito tedesco. Il Piano fu attuato all'inizio della Prima Guerra Mondiale.
Seguendo il piano Schlieffen, l'esercito tedesco attaccò la frontiera nord orientale francese dal Belgio invaso pochi giorni prima. L'esercito francese tentò di arrestare l'avanzata nemica con una grande offensiva, che fu però fermata: i francesi vennero sconfitti nelle Ardenne, in Lorena e sulla Sambre. Intanto la British Expeditionary Force, formata da veterani della guerra anglo-boera, ingaggiò i tedeschi a Mons: fu però costretta a ritirarsi, visto il cedimento dell'esercito francese. Le forze dell'Intesa furono costrette quindi a ritirarsi verso Parigi.
Dopo la Battaglia delle Frontiere e la sconfitta anglo-francese, i generali tedeschi decisero di marciare a sud-ovest verso Parigi, nonostante le evidenti difficoltà nel rifornire l'esercito spintosi così in avanti. Nella regione compresa tra la Marna e l'Ourcq, a est di Parigi, le forze dell'Intesa contrattaccarono e riuscirono a fermare l'avanzata tedesca, soprattutto grazie all'artiglieria da campo francese che inflisse gravi perdite al nemico, che dovette ritirarsi.
Dopo la battaglia della Marna e la fine dell'offensiva tedesca in Francia, i due eserciti tentarono disperatamente di accerchiarsi a vicenda passando da nord: le forze dell'Intesa riuscirono a riconquistare Armentiéres e Ypres e a reggere l'offensiva tedesca, anche grazie al re Leopoldo I di Belgio che ordinò di aprire le chiuse di Nieuwpoort, arrestando definitivamente l'avanzata tedesca nella zona. Iniziò così la guerra di posizione
LA GUERRA DI POSIZIONE
La Prima Guerra Mondiale fu una guerra di posizione: i due eserciti ad ovest combatterono tra di loro su un lunghissimo fronte che andava dalla Svizzera alla Manica, senza che grandi offensive portassero grandi risultati. Vennero costruite fortificazioni e trincee che potessero dare riparo alle truppe, le quali assaltavano giornalmente le posizioni nemiche: questi assalti si tradussero sempre in un massacro, e la linea di fronte non si spostò mai di più di qualche chilometro.
Il fronte occidentale
Sebbene non sia stato un evento particolarmente rilevante ai fini della guerra, la tregua di Natale rappresenta uno dei pochi momenti di umanità durante il primo conflitto mondiale: il 24 e il 25 dicembre soldati tedeschi, francesi e britannici lungo tutto il fronte sospesero le ostilità, organizzarono funzioni religiose per i caduti e iniziarono a fraternizzare, scambiandosi i cappelli e i bottoni delle uniformi come souvenir.
Cortometraggio pubblicitario della Sainsbury per commemorare i 100 anni dallo scoppio del conflitto
A Ypres l'esercito tedesco tentò di sfondare il fronte utilizzando armi chimiche su vasta scala, e in particolare cloro. Nonostante l'uso di queste terribile armi l'attacco fallì, e ricominciò la guerra di posizione: tuttavia anche gli alleati iniziarono a sviluppare armi chimiche.
9 MAGGIO - 24 GIUGNO
L'esercito dell'Intesa nel 1915 prese l'iniziativa: la prima offensiva franco-britannica avvenne nell'Artois, e non portò alcun risultato: tuttavia caddero inutilmente 200'000 soldati tra le due parti.
L'esercito franco-britannico, sotto il comando del comandante in capo francese Joseph Joffre, attaccò nuovamente le linee tedesche: in particolare i francesi ingaggiarono il nemico nello Champagne e gli inglesi a Loos. L'offensiva si concluse, ancora, in un nulla di fatto: l'esercito tedesco bloccò l'attacco britannico, mentre l'avanzata francese fu presto arrestata.
Le manovre tedesche e francesi all'inizio del conflitto
LE ARMI CHIMICHE
Dopo la seconda battaglia di Ypres tutti gli eserciti fecero un massiccio uso di armi chimiche: tuttavia l'esercito tedesco si distinse per efficienza nello sviluppo e nell'utilizzo degli stessi. La tattica usata dai tedeschi prevedeva il lancio di granate piene di gas sulle trincee accompagnato da quello di granate convenzionali per spingere i militari nemici a togliere le maschere. Venivano usati prima agenti irritanti, che rendevano difficile indossare e mantenere maschere antigas: poi venivano lanciati cilindri pieni di fosgene, veleno in grado di inabilitare le forze nemiche. Infine erano utilizzati granate piene di gas mostarda, o yprite, sostanza raramente letale che tuttavia contaminava il terreno per settimane e causava gravissime ustioni e a volte cecità, temporanea o permanente. Alla fine della guerra si contarono circa 90'000 morti a causa delle armi chimiche.
Molecola di yprite
Militari con maschere antigas
BATTAGLIA DELLA SOMME
1° LUGLIO - 18 NOVEMBRE
LA STRATEGIA TEDESCA
Il feldmaresciallo tedesco Erich von Falkenhayn era convinto della possibilità di costringere alla resa l'esercito francese "dissanguandolo", ovvero infliggendo le maggiori perdite possibili: di fronte all'eccidio il paese avrebbe siglato una pace separata con la Germania. Per fare ciò propose al Kaiser un'offensiva contro un luogo simbolico per l'esercito francese, che sarebbe stato difeso in massa dalle armate nemiche: così venne scelta la fortezza di Verdun. Una volta concentrate le forze nemiche in un settore, il piano di Falkenhayn prevedeva di massacrarle usando l'artiglieria.
L'ARTIGLIERIA TEDESCA
Se da una parte inglese e francesi usavano l'artiglieria per aprirsi un varco tra le linee nemiche, Falkenhayn pensò di utilizzarla come arma strategica per porre fine alla guerra. Vennero fatti arrivare a Verdun cannoni dalla potenza di fuoco impressionante, tra cui le "Grandi Berta". Questi enormi obici sparavano proiettili da 42 cm pesanti una tonnellata, ed erano stati efficacemente utilizzati durante la conquista del Belgio: testimoni affermano che l'onda d'urto provocata dai loro spari era in grado di infrangere i vetri delle case in un raggio di 3 km.
Su un fronte di appena 14 km vennero inviati in totale 1'220 pezzi d'artiglieria, che martellarono costantemente le posizioni francesi.
LA BATTAGLIA
L'attacco tedesco iniziò il 21 febbraio: nonostante la resistenza eroica dei reparti francesi ben presto caddero le prime linee e fu conquistato Fort Douaumont, la principale fortificazione francese a Verdun, anche grazie all'utilizzo del lanciafiamme, nuova arma usata dall'esercito imperiale. Fu così inviata a Verdun una nuova armata comandata dal generale Petàin, che resistette agli assalti tedeschi. Inoltre col passare del tempo l'esercito tedesco non potè più far avanzare i suoi enormi pezzi d'artiglieria nel terreno dissestato e fangoso. Decine di migliaia di uomini caddero nel tentativo di conquistare capisaldi come le colline del Mort Homme o Quota 304, sui quali veniva piazzata l'artiglieria. Tuttavia l'esercito tedesco continuava ad avanzare, e presto caddero quasi tutti i forti di Verdun: ormai però la battaglia era diventata una sfida tra popoli, combattuta più per l'onore delle due parti che per una reale importanza strategica. In questo senso la strategia di Falkenhayn si rivelò corretta: l'esercito francesa aveva in effetti subito enormi perdite, ma anche qello tedesco: a maggio si contavano quasi 260'000 morti tra entrambi gli schieramenti. D'estate l'offensiva perse slancio e fu arrestata dagli sforzi francesi, anche perché parte delle forze tedesche furono spostate sulla Somme: Falkenhayn fu destituito, e poco dopo arrivarono le controffensive francesi. Nel giro di pochi mesi vennero riconquistate le posizioni perdute in primavera. Il 19 dicembre la battaglia di Verdun terminò con una parziale vittoria francese: nonostante le enormi perdite subite, il fronte aveva resistito. Dopo Verdun l'esercito britannico prese la guida delle operazioni e il peso della maggior parte dello sforzo bellico, soprattutto nelle offensive.
La battaglia di Verdun fu lo scontro più lungo della storia (quasi 11 mesi) ed uno dei più violenti: lasciò sul campo di battaglia 420'000 morti. Vennero sparati circa 37'000'000 di colpi di artiglieria, e tutt'oggi il terreno è dissestato e pieno di voragini.
Rovine di Fort Douaumont
Una "grande Berta"
L'alto comando delle forze dell'Intesa decise di tentare uno sfondamento nel settore della Somme, anche per alleggerire la pressione tedesca a Verdun. Il peso delle operazioni fu assunto dall'esercito britannico, che impegnò 51 divisioni. Vennero portati sulla Somme 3'000 pezzi di artiglieria, che martellarono incessantemente le posizioni tedesche: tuttavia queste non subirono grandi danni spostandosi nei rifugi sotterranei. L'esercito britannico attaccò il 1° luglio, marciando in ranghi serrati nella terra di nessuno, credendo di non trovare resistenza: la reazione tedesca fu violentissima, e solo il 1° luglio caddero 50'000 soldati britannici. La battaglia si concluse con l'arrivo del carro armato: con quest'arma gli inglesi riuscirono a sfondare in vari punti il filo spinato e le barricate, in quanto i carri non potevano essere colpiti da mitragliatrici ma solo dall'artiglieria. A novembre l'esercito britannico aveva conquistato tutti gli obiettivi prefissatisi, e il fronte si era spostato indietro di 8 km. A fronte di guadagni così ridotti le perdite tra morti, feriti e dispersi erano state di quasi 1'200'000 uomini tra entrambe le parti.
Carri armati britannici Mark I in azione sulla Somme
BATTAGLIA DI MESSINES
21 MAGGIO - 7 GIUGNO
Nella primavera del 1917 le forze dell'Intesa intrapresero due offensive presso Arras: i francesi furono respinti dai tedeschi durante l'offensiva Nivelle (16 aprile - 9 maggio), mentre gli inglesi ottennero una vittoria non decisiva nella battaglia di Arras (9 aprile - 16 maggio). Di nuovo, a fronte di enormi perdite (quasi mezzo milione di uomini), le forze dell'Intesa avanzarono di pochi km.
Le forze britanniche tentarono nel corso del 1917 nuove offensive. Sulle alture di Messines, nelle Fiandre, le armate dell'Intesa sconfissero i tedeschi che furono costretti a ritirarsi. La vittoria arrivò grazie all'utilizzo di enormi mine collocate in gallerie sotterranee, che sconvolsero il territorio e distrussero istantaneamente un'intera divisione tedesca.
TERZA BATTAGLIA DI YPRES
31 LUGLIO - 6 NOVEMBRE
Dopo la battaglia di Messines le forze dell'impero britannico cercarono di prendere definitivamente le Fiandre attaccando i crinali intorno alla città di Ypres. L'operazione fu tuttavia un fallimento, in quanto il maltempo, l'arrivo dell'inverno e la disfatta di Caporetto, dopo la quale Francia e Impero Britannico dovettero inviare delle divisioni in Italia, permisero alle armate tedesche di evitare una ritirata generale.
BATTAGLIA DI CAMBRAI
25 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE
L'esercito britannico tentò anche di attaccare la città di Cambrai per colpire le retrovie tedesche: l'attacco fu il primo nella storia in cui furono utilizzati in modo massiccio i carri armati come forza di sfondamento. Tuttavia la battaglia si risolse di nuovo in un nulla di fatto, e i tedeschi riconquistarono preso le posizioni perse.
Carro armato inglese distrutto a Cambrai
Dopo l'uscita di scena della Russia, la Germania, ormai allo stremo, potè concentrare la maggior parte delle sue forze sul fronte occidentale, e lanciò una grande offensiva. Subito l'esercito imperiale ottenne grandi risultati, soprattutto sull'Aisne, e spostò in avanti la linea del fronte di decine di chilometri: cadevano su Parigi granate tedesche lanciate dal Parigeschutz, un enorme cannone ferroviario. Tuttavia le forze dell'Intesa riuscirono ad evitare il collasso e organizzarono una controffensiva.
Il Parigeschutz: la sua gittata era talmente elevata che il moto dei proiettili era influenzato dalla rotazione terrestre (effetto Coriolis)
Dopo la grande offensiva tedesca avvenuta in primavera, era chiaro che le forze anglo-francesi, ora aiutate da contingenti americani, stavano per vincere la guerra. L'8 agosto venne attaccata la città di Amiens, che cadde poco dopo: iniziava l'offensiva dei cento giorni. Le linee tedesche vennero travolte, e l'esercito imperiale fu costretto a ritirarsi. Alla fine dell'offensiva la Germania aveva abbandonato gran parte delle posizioni conquistate nel 1914, ma manteneva lo Champagne e il Belgio. Tuttavia dopo il crollo dell'impero tedesco venne siglato un armistizio: alle 11 dell'11 novembre 1918 cessarono le ostilità. Solo sul fronte occidentale la guerra aveva causato più di 3 milioni di morti e 10 milioni di feriti.
In Germania la situazione era critica: il blocco navale britannico aveva causato una carestia, e decine di migliaia di persone erano morte di stenti dall'inizio della guerra.
Parte della flotta tedesca sopravvissuta alla battaglia dello Jutland fu inviata in una missione suicida: tuttavia vi fu un ammutinamento generale, che si trasformò ben presto in rivoluzione. Il paese sprofondò nel caos e nell'anarchia, e fu instaurata una monarchia parlamentare. I rivoluzionari ben presto presero il controllo del paese e chiesero l'abdicazione del Kaiser, che rifiutò. Fu quindi indetto uno sciopero generale. L'8 novembre la Marina smise ufficialmente di obbedire agli ordini dell'imperatore, e tre giorni dopo il governo fu costretto a negoziare una pace con le potenze vincitrici dell'Intesa.
CAUSA POLITICA
PANSLAVISMO
CAUSA POLITICA-CULTURALE
RUSSIA - BALCANI - EUROPA ORIENTALE
Con panslavismo si intende il movimento culturale diffusosi in ambito slavo che mirava alla creazione di un grande stato slavo. La Russia utilizzò il panslavismo come pretesto per giustificare la sua espansione in Europa Orientale e nei Balcani, espansione che portò ad una tensione dei rapporti con l'Austria-Ungheria, che si sentiva minacciata dalle ingerenze russe nella regione.
Inoltre il panslavismo contribuì all'ambizione della Serbia di costruire una grande nazione slava nei Balcani, unificando le regioni abitate da popolazioni slave. La volontà serba di annettere la Bosnia portò a tensioni tra il paese e l'impero Austro-Ungarico. Il nazionalismo serbo ebbe come effetto estremo l'attentato di Sarajevo, casus belli della Prima Guerra Mondiale.
CAUSA CULTURALE
EUROPA, COLONIE
NAZIONALISMO
L'imperialismo e la corsa alle colonie avevano causato notevoli tensioni tra i paesi europei, tensioni che sfociarono nel nazionalismo, ideologia che riteneva che la propria nazione fosse superiore alle altre. Il nazionalismo prese piede soprattutto in Germania, paese nato da poco e che si stava affermando come principale potenza continentale: inoltre il nazionalismo tedesco vedeva la guerra come una valvola di sfogo, utile per ricompattare le divisioni interne (come pensava Hegel).
In Italia, invece, i nazionalisti reclamavano il completamento dell'unità: mancavano infatti il Friuli, la Venezia-Giulia e Trento, ancora sotto il controllo austriaco. Il nazionalismo portò alla corsa agli armamenti.
I nazionalisti presero il potere anche nell'impero ottomano: nel 1905 i Giovani Turchi trasformarono il paese in una monarchia costituzionale e lo occidentalizzarono.
IMPERIALISMO
GERMANIA, IMPERO BRITANNICO
TENSIONI TRA SERBIA ED AUSTRIA E GERMANIA
TENSIONI TRA GERMANIA E FRANCIA E IMPERO BRITANNICO
PROGRESSO TECNOLOGICO
CAUSA CULTURALE
EUROPA
Il progresso tecnologico portò ad armamenti devastanti e alla competizione spietata tra le varie potenze industriali, in primis Germania e Inghilterra.
Inoltre si diffuse il Futurismo, corrente di pensiero che esaltava la guerra come cambiamento e come "rinnovamento" della società: in generale molti movimenti culturali che puntavano a una netta divisione con il passato ritenevano la guerra necessaria e positiva per il progresso dell'umanità
Fronte orientale
per approfondire: https://prezi.com/6latvanfcfw1/la-prima-guerra-mondiale-e-i-fronti-esterni/. di Francesco Benedicti
per approfondire: https://prezi.com/b943emsh7he3/la-grande-guerra-sul-fronte-orientale/ , di Alessio Rizzolo
per approfondire: https://prezi.com/33bb_ejopebp/la-prima-guerra-mondiale/ , di Alessandro Castelli
TEMATICHE
GUERRA TECNOLOGICA
ARMI MODERNE, TATTICHE ANTICHE
GUERRA SANGUINOSA, MILIONI DI MORTI
LE DONNE SERVONO LO STATO LAVORANDO NELLE IMPRESE E COME CROCEROSSINE
APPARATO PRODUTTIVO NAZIONALE AL SERVIZIO DELLO STATO E DELLA GUERRA
CALMIERI SUI PREZZI, RAZIONAMENTO
LA GUERRA SI RIPERCUOTE SULLA POPOLAZIONE CIVILE
RESPONSABILITA' COLLETTIVA DELLA GUERRA: TUTTI I PAESI AVREBBERO POTUTO EVITARE LO SCONTRO, MA NON LO FANNO
LEVA OBBLIGATORIA
GUERRA TOTALE E GUERRA DI MASSA: ESERCITI IMMENSI, FRONTI ENORMI, MOLTE NAZIONI COINVOLTE
FINE DEL MITO DEL PROGRESSO
INDUSTRIALIZZAZIONE DELLA MORTE
PROPAGANDA PER MANOVRARE L'OPINIONE PUBBLICA (IL FRONTE INTERNO)
LA PRIMA GUERRA MONDIALE - UNA GUERRA DIVERSA
RIASSUNTO DELLE PRINCIPALI TEMATICHE
L'EUROPA ESCE DALLA GUERRA INDEBOLITA E PERDE IL SUO RUOLO DI GUIDA: EMERGONO NUOVE POTENZE (USA, RUSSIA, GIAPPONE)
FINE DI UN'ERA: INIZIA IL '900
NUOVE POTENZE
ESTREMO ORIENTE, NORDAMERICA
CAUSA POLITICA
Nell'ultima metà del XIX secolo si erano affermate due nuove potenze: gli Stati Uniti, che avevano conosciuto una rapida industrializzazione, e il Giappone. In particolare quest'ultimo aveva sconfitto la Russia nella guerra russo-giapponese del 1905, guadagnando alcuni territori sul continente asiatico. La Russia sconfitta cercò quindi di ottenere il controllo dell'area balcanica alleandosi con la Serbia e premendo per la creazione di un forte stato slavo nella regione
L'ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI UNITI
In seguito alla guerra sottomarina indiscriminata, ovvero alla strategia tedesca di attaccare tutti i cargo che rifornivano le potenze dell'Intesa, il 6 aprile 1917 gli Stati Uniti entrarono in guerra. Il contributo americano non fu tanto militare o economico, ma principalmente ideologico: infatti diede un nuovo senso alla guerra, quello di uno scontro contro gli imperi autoritari e militaristi dell'Europa centrale
INVASIONE RUSSIA DELLA PRUSSIA
26-30 AGOSTO
L'esercito zarista dopo la mobilitazione aveva invaso la Prussia: venne fermato tuttavia dai tedeschi a Tannenberg e sui laghi Masuri, che sconfissero duramente le armate russe, costringendole a fermarsi e a ritirarsi.
BATTAGLIA DELLA GALIZIA
23 AGOSTO - 11 SETTEMBRE
OFFENSIVA DI GORLICE
1° MAGGIO - 18 SETTEMBRE
L'esercito tedesco riuscì a sconfiggere i russi a Gorlice, che furono costretti a ritirarsi dalla Galizia, infliggendo al nemico perdite enormi. In questo modo riuscì a ridurre la pressione sugli alleati austriaci.
GRANDE RITIRATA
17 AGOSTO - 14 SETTEMBRE
I successi tedeschi costrinsero l'esercito russo a ritirarsi: nell'estate 1915 abbandonò la Polonia e la Galizia. Le linee di rifornimento interrotte e la ritirata causarono malcontento sia nell'esercito sia tra i civili.
OFFENSIVA BRUSILOV
4 GIUGNO - 20 SETTEMBRE

Nell'estate 1916 i russi ottennero una grande vittoria: riuscirono a sconfiggere gli imperi centrali in una enorme offensiva combattuta su un fronte di 500 km, costringendo Germania ed Austria ad inviare ad est alcune armate da Verdun e dal fronte italiano. La battaglia, considerata la più grande vittoria dell'Intesa durante la guerra, causò un enorme numero di vittime: le perdite furono di 3'000'000 di uomini tra le due parti, tra morti, feriti, dispersi e prigionieri. Tuttavia ben prestò l'offensiva esaurì il suo potenziale, e si tornò ad una situazione di stallo.

Mentre i tedeschi avanzavano in Polonia le truppe austriache furono sconfitte in Galizia, regione che ben presto fu invasa dall'Impero Russo.
MARZO E NOVEMBRE 1917
RIVOLUZIONE RUSSA
Dall'inizio della guerra la Russia aveva avuto milioni di caduti, e le condizioni di vita per i civili erano peggiorate terribilmente.
Il malcontento cresceva, ed esplose nella primavera del 1917: lo zar fu deposto e fu instaurata una democrazia.
Tuttavia ad ottobre ci fu una nuova rivoluzione (rivoluzione d'Ottobre), che portò i bolscevichi, una corrente del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, al potere, guidati da Lenin. Uno dei primi provvediminti del governo bolscevico fu un armistizio con la Germania, concluso all'inizio del 1918 (pace di Brest-Litovsk).
Video di History Channel sulla Rivoluzione Russa
GUERRA IN AFRICA
AGOSTO - 1918
Nell'agosto 1914 le forze coloniali inglesi attaccarono i possedimenti tedeschi in Africa, occupandoli dopo poco tempo. Le colonie nell'Africa orientale resistettero più a lungo, ma furono costrette alla resa tutte prima della fine della guerra.
ASSEDIO DI TSINGTAO
31 OTTOBRE - 7 NOVEMBRE
In Asia i giapponesi attaccarono la fortezza tedesca di Tsingtao e la occuparono in poco tempo. In seguito vennero occupate tutte le colonie tedesce in Asia e nel Pacifico.
CAMPAGNA DI GALLIPOLI
25 APRILE - 9 GENNAIO 1916
Francia e Inghilterra tentarono di far sbarcare un contingente nella penisola di Gallipoli per occupare Istanbul e forzare l'uscita di scena dell'impero Ottomano dal conflitto: la battaglia tuttavia fu un completo insuccesso per le forze dell'Intesa, costrette a ritirarsi dopo aver subito enormi perdite (250'000 uomini tra morti, feriti e dispersi).
GENOCIDIO DEGLI ARMENI
1915 - 1916
Le potenze dell'Intesa sostenevano la causa armena economicamente, finanziando una rivolta contro gli ottomani. Questi deportarono la popolazione armena, costringendola a marciare nel deserto: morirono di stenti, o uccisi dall'esercito, centinaia di migliaia di persone durante le "marce della morte". Moltissimi altri armeni furono massacrati dall'esercito turco o dalle milizie curde.
Documentario trasmesso da Rai 3 sul genocidio armeno
CAMPAGNA IN MEDIO ORIENTE
GENNAIO 1915 - OTTOBRE 1918
L'impero britannico inviò un corpo di spedizione in Sinai e in Palestina per sconfiggere gli ottomani e difendere i possedimenti britannici in Egitto: ben presto gli ottomani vennero ricacciati oltre il Sinai, e l'esercito procedette all'invasione della Palestina. Intanto il governo britannico finanziò i nazionalisti arabi in una rivolta contro gli ottomani. Guidati dal tenente inglese Lawrence gli arabi riuscirono a sconfiggere le truppe ottomane, aiutando l'esercito regolare.
Trailer del film "Lawrence of Arabia", che racconta la storia del tenente che guidò la Rivolta Araba
BATTAGLIA DELLO JUTLAND
31 MAGGIO 1916
Fin dall'inizio della guerra la flotta britannica aveva bloccato l'accesso al mare del Nord, limitando l'arrivo di merci in Germania. Nel paese la popolazione iniziava a soffrire la fame, ed era necessario liberarsi dal blocco. Il 31 marzo 1916 la flotta tedesca tentò di forzare il blocco, salvo per venire poi respinta subendo gravi perdite. Dopo la battaglia, non vi sarebbero più stati grandi scontri navali, ma solo alcuni raid.
RIPRESA DELLA GUERRA SOTTOMARINA INDISCRIMINATA
PRIMI MESI DEL 1917
Gli imperi centrali risposero al blocco navale britannico attaccando indiscriminatamente con sottomarini i convogli mercantili che approdavano in Gran Bretagna e Francia. Dopo una prima interruzione nel 1915, dovuta all'affondamento della nave civile Lusitania, la campagna venne ripresa nel 1917: l'affondamento di alcuni mercantili statunitensi fornì al paese il casus belli per attaccare la Germania. L'intervento degli Stati Uniti, come visto prima, fornì prima di tutto una nuova giustificazione ideologica alla guerra.
CAMPAGNA DI SERBIA
3 AGOSTO - AGOSTO 1915
L'Austria invase la Serbia il 3 agosto. Dapprima le forze serbe resistettero, ma il fronte fu forzato grazie all'intervento di truppe tedesche e bulgare. I resti dell'esercito serbo furono evacuati dalla marina delle forze dell'Intesa e spostati in Libia e in Italia.
23 MAGGIO 1915
L'ITALIA ENTRA IN GUERRA
In seguito a trattative segrete con le potenze dell'Intesa, l'Italia decise di entrare in guerra contro l'Austria per ottenere le terre "irredente", ovvero Friuli, Venezia-Giulia e Trento.
Il fronte italiano era diverso dagli altri: era in parte montuoso e in parte pianeggiante. Sull'Isonzo uno sfondamento avrebbe aperto una strada verso l'Austria, e lì si concentrarono le offensive italiane.
23 GIUGNO - 5 DICEMBRE
PRIME BATTAGLIE DELL'ISONZO
Il generale Cadorna, comandante dell'esercito italiano, tentò quattro offensive lungo il fiume Isonzo per prendere la città di Gorizia: tuttavia fallirono tutte, e gli austriaci riuscirono a difendere il fronte.
4-17 AGOSTO
SESTA BATTAGLIA DELL'ISONZO
Dopo aver tentato - e fallito - un'altra offensiva in primavera, l'esercito italiano attaccò gli austriaci in prossimità di Gorizia, riuscendo a conquistare la città, sebbene subendo grosse perdite. In particolare nel corso della battaglia gli austriaci utilizzarono per la prima volta gas tossici, che causarono un momentaneo cedimento delle linee italiane: tuttavia l'Esercito Regio si riprese in fretta e combatté anche con maggior vigore, dopo aver visto le truppe ungheresi finire i militari intossicati a colpi di mazza ferrata.
15 MAGGIO - 27 GIUGNO
BATTAGLIA DEGLI ALTIPIANI
L'esercito austro-ungarico prese l'iniziativa in Trentino sferrando una poderosa offensiva, chiamata "spedizione punitiva" (Strafexpedition): l'attacco fu tuttavia respinto, a costo di gravissime perdite da entrambe le parti.
14 SETTEMBRE - 4 NOVEMBRE
7^, 8^ E 9^ BATTAGLIA DELL'ISONZO
Nella seconda metà dell'anno si susseguirono nuove offensive italiane lungo l'Isonzo, che tuttavia si conclusero in un nulla di fatto: l'esercito regio riuscì ad avanzare di qualche chilometro, ma non riuscì a forzare la linea del fronte. Le offensive furono tuttavia estremamente sanguinose per entrambe le parti.
17-31 AGOSTO
11^ BATTAGLIA DELL'ISONZO
L'esercito italiano tentò una nuova offensiva lungo l'Isonzo nell'estate 1917, che riuscì: gli austro-ungarici indietreggiarono, e il loro esercito era allo stremo. Tuttavia anche quello italiano era nelle medesime condizioni e non potè continuare l'offensiva, che si concluse in un nulla di fatto.
24 OTTOBRE - 12 NOVEMBRE
BATTAGLIA DI CAPORETTO
Dopo la sconfitta russa, affluirono lungo il fronte italiano le truppe impegnate lungo il fronte orientale. Inoltre la Germania fornì all'Austria diverse divisioni, e le due potenze prepararono un attacco combinato. Le truppe italiane, stremate dalle precedenti offensive, non riuscirono a reggere l'attacco: le truppe austriache sfondarono il fronte, e l'esercito italiano si ritirò confusamente. La guerra sembrava stare per finire: tuttavia l'esercito regio riuscì a riorganizzare una nuova linea difensiva sul Piave, dove respinse gli Austro-Ungarici. Durante la battaglia le armate degli Imperi Centrali avevano catturato oltre 260'000 prigionieri italiani.
24 OTTOBRE - 4 NOVEMBRE
BATTAGLIA DI VITTORIO VENETO
L'Italia, ripresasi dopo Caporetto anche grazie all'arrivo di rinforzi dell'Intesa, preparò un'ultima, grande offensiva per sfondare il fronte, approfittando della debolezza dell'esercito austro-ungarico e dell'impero stesso, indebolito dai moti indipendentisti interni. L'offensiva, condotta lungo il Piave, riuscì: l'esercito italiano forzò il fronte, e gli austriaci batterono in ritirata. Vennero catturati più di 400'000 prigionieri, e il 4 novembre l'Austria-Ungheria accettò l'armistizio: per l'Italia la guerra era finita.
CAUSE
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