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ISLAM

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by

Claudia Seccafieno

on 6 February 2015

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Transcript of ISLAM

L'ISLAM:

La parola
''
Islam
''
significa
"
sottomesso

a Dio
"
















Diffusione:

Maometto:
chi era Maometto?
Maometto nacque nel 570 d.C. a Mecca da una famiglia di
modeste
condizioni.
Svolse l'attività di cammelliere fino ai 25 anni, quando sposò una ricca vedova Cadigia così che potè dedicarsi alla meditazione.
Verso il 610 iniziò la predicazione circa l'esistenza di un unico Dio creatore dell'universo.
Gli apparve, infatti, durante un momento di meditazione in una caverna del monte Hira (nella "notte del destino") l'arcangelo Gabriele il quale attraverso queste parole - " Maometto, tu sei l'eletto di Allah ed io sono Gabriele"- lo incitò a proclamare al suo popolo un puro monoteismo.

La sua predicazione venne ostacolata ed in seguito ad alcune minacce ricevute Maometto si trasferì nel 622 da Mecca a Medina (città del profeta).

L'anno dell'
egira
(
fuga dalla Mecca) venne scelto dagli arabi come anno di inizio dell'era musulmana.

Alla Mecca, Maometto, ricorse all'uso delle armi per conquistare la città, poiché riteneva che solo essa potesse essere il centro della nuova religione: qui s'innalzava la Kaaba che gli arabi consideravano l'antico tempio costruito da Abramo.

Nel 630 Maometto entrò alla Mecca da vincitore.
Caratteri della religione:
Essendo analfabeta il "Profeta" non lasciò nulla di scritto. La sua teoria in seguito venne esposta dai suoi succcesori nel
corano
, libro sacro dei musulmani che afferma l'esistenza di un solo Dio, Allah che parla agli uomini attraverso i suoi profeti, il più ispirato dei quali è Maometto.
La religione islamica si fonda su degli obblighi fissati dal corano che il musulmano devoto è tenuto ad osservare. Questi sono definiti i

''cinque pilastri della fede''
La dogmatica musulmana si basa su due formule sintetiche che ogni credente è abituato a ripetere e a tramandare: quella dell'
imàn
(formula della salvaguardia) e quella dell'
islam
(abbandono in Dio) che ha valore anche morale e pratico.

Questo pilastro si articola in diversi punti salienti:
- unità ed unicità di Dio. Dio è creatore dell'universo dal nulla, è irrappresentabile, gli si attribuiscono
99 nomi positivi
ed il
centesimo
viene sostituito dall'appellativo
Allah
che significa il Dio, egli è un Dio esclusivo e vendicativo ma di fronte al pentimento perdona tutti i peccati.

- Superiorità assoluta di Maometto su tutti i profeti poiché ha ricevuto la rivelazine direttamente in lingua araba.
- L'anima è immortale, perciò i morti risorgeranno e saranno giudicati nel giorno del giudizio.
- La fede è solo nei confronti del corano di maometto, anche se vengono accettate le sacre scritture.
Primo pilastro:
professione di fede
Secondo pilastro:
le cinque preghiere quotidiane
Compiute dal fedele con il capo coperto rivolgendosi verso la Mecca.
Le preghiere avvengono all'alba, a mezzogiorno, di pomeriggio, al tramonto e alla sera. La più importante è quella di mezzogiorno soprattutto nel venerdì poiché è il giorno festivo. La preghiera del venerdì è obligatoria per ogni fedele di sesso maschile. Le preghiere sono precedute dal rituale obbligatorio: con acqua pulita ci si lava la faccia, le braccia fino al gomito e i piedi fino alle caviglie; solo in seguito è possibile pregare e toccare il Corano. Le preghiere sono brevi e tutte tratte dal Corano e dagli Hadith e si concludono con i sermone dell'Iman. Inizialmente si prega in piedi e poi vi sono delle prostrazioni ,sopra un tappeto, con la fronte poggiata a terra.

Terzo pilastro:
L'elemosina legale (Zakat)
Lo stato detrae il 2.5% del reddito annuale del cittadino arabo per opere di beneficenza e pubblico interesse. L'elemosina legale è anche un valore morale in quanto mezzo di espiazione dei peccati.
Quarto pilastro:
Il digiuno
Implica l'astinenza da qualcunque cibo e bevanda, dal fumo, dai profumi, dai rapporti sessuali durante il
ramadan
, il
nono mese
del calendario islamico.

Durante il ramadan il ritmo della vita rallenta e al tramonto un colpo di cannone in ogni città permette che strade e piazze si animino di nuovo.
Il tempo del ramadan è sacro riservato alla
riflessione personale
, inoltre il digiuno serve a ripristinare l'equilibrio dell'anima col corpo.
Alla fine del nono mese si commemora ''
La notte della potenza
''
(la discesa del corano dal cielo), la festa più popolare dell'islam.
Quinto pilastro:
Il pellegrinaggio (haijj)

Il pellegrinaggio alla Mecca

(città dell'
Arabia

Saudita
) è un atto
obbligatorio
almeno una volta nella vita.
Si svolge tra l'ottavo e il tredicesimo giorno dell'ultimo mese dell'anno islamico.
Negli altri mesi il pellegrinaggio è un rito minore, non obbligatorio, chiamato "
umra
" il quale ha meno durata e passaggi liturgici più semplici.

Durante la permanenza in questa città, i fedeli non possono radersi, tagliarsi i capelli, avere rapporti sessuali o litigare, inoltre i pellegrini devono indossare una divisa di stoffa bianca, composta di due panni non cuciti simbolo di umiltà, purificazione e uguaglianza sociale.
Che cos'è il pellegrinaggio?
Il pellegrinaggio è un andare finalizzato per connettersi al sacro.
Il pellegrinaggio implica una scelta dell'individuo che si fa straniero e si assume le fatiche e i rischi in vista di vantaggi spirituali.
Ogni viaggio, reale o metaforico che implichi nessi con la memoria o la ricerca spirituale puo' essere definito metaforicamente ''pellegrinaggio''.
Tappe del pellegrinaggio:
Perché alla Mecca?
Alla Mecca si trovano i luoghi più sacri dei musulmani:

Abramo vi costrì la
Kaaba
aiutato dal figlio Ismaele in segno della loro sottomissione a Dio.

La Kaaba è un edificio a forma di cubo (9x12m) che si eleva nel cortile della Grande Moschea, all'esterno nell'angolo sud-est vi è incastrata la Pietra nera, proveniente da un meteorite che venne ridotto in frammenti nel 683. I frammenti sono tenuti insieme da una cornice rotonda d'argento.
La Kaaba contiene un'unica stanza a cui si accede per una porta alcuni metri sotto il livello del suolo. L'edificio è ricoperto di pesanti drappeggi di broccato nero ricamato in oro con testi del corano.
Non esiste una casta sacerdotale , il musulmano confessa direttamente ad Allah i suoi peccati. La figura religiosa più importante è l'
imam
, che è una guida spirituale ed è colui che nella Moschea compie i rituali, è designato e pagato dalla comunità. La celebrazione del servizio divino può essere affidata anche ad un credente della comunità considerato idoneo per la sua esperienza. La civiltà islamica è ricca di "
Ulemas
" grandi conoscitori del Corano, della lingua araba e del diritto islamico.
Il calendario lslamico
L'era islamica viene calcolata dall'anno dell'
Egira
, che avvenne nel 622 d.c.
Questa data per il nuovo calendario venne fissata dal califfo Omar.
Secondo il precetto del Corano, la misura del tempo viene calcolata sulla base delle fasi lunari, per cui l'anno islamico consta 354 giorni, divisi in 12 mesi lunari, che sono alternativamente di 30 o 29 giorni (sono previsti anche gli anni bisestili).
Ogni 33 anni si ha la differenza di un anno fra le date musulmane e quelle gregoriane.
Inoltre il giorno non comincia subito dopo la mezzanotte, ma quando tramonta il sole.
Chi è il pellegrino?
E' una figura che va distinta dal tipico turista?
Il pellegrino è colui che compie un pellegrinaggio al fine di visitare luoghi santi in vista di un vantaggio spirituale.
Il turista è un visitatore temporaneo che soggiorna almeno 24 ore nel luogo che visita, per vari motivi quali svago o vacanza e non solo per motivi religiosi.
Il Corano è il testo sacro della religione dell'Islam. Per i musulmani il Corano, così come lo si legge oggi, rappresenta il messaggio rivelato quattordici secoli fa da Dio (in arabo Allāh) a Maometto per un tramite angelico, e destinato a ogni uomo sulla terra. Venne dettato da Maometto a vari testimoni che ne impararono a memoria alcuni versetti o tutto il suo corpus . Dai kuttāb venne quindi scritto su vari supporti (presumibilmente pezzi di legno, osso, pergamena, tessuti serici) che furono poi raccolti e risistemati definitivamente su ordine del califfo Uthman. Egli fece realizzare le prime quattro copie complete manoscritte (che inviò nelle quattro città principali della Umma) e fece bruciare le versioni discordanti. Il Corano è diviso in 114 capitoli (sura). Ogni sura, con l'eccezione della nona, comincia con: "Nel nome di Dio, il clemente, il misericordioso".
Un viaggio attraverso gli occhi del pellegrino.
''Musulmano'' deriva da "
muslim
" che sta ad indicare il credente, colui che compie la volontà di Dio.
L'islam è una religione monista che non fa distinzione tra culto e vita civile.
Inoltre è la più recente religione monoteistica ma la seconda religione mondiale come numero di fedeli ( 1miliardo e 400milioni), in Italia 1,5 milioni.
e musulmano, cosa significa?
Il Corano
I musulmani solitamente vengono differenziati in:
Sunniti
I Sunniti costituiscono la maggioranza in quasi tutti i paesi ilsamici. Secondo il Sunnismo,
alla guida
politica e spirituale (non strettamente religiosa però) della Comunità poteva accedere
qualunque musulmano
pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il fatto di essere Meccano o, almeno, Arabo, era un elemento preferenziale ma non essenziale. Sotto questo profilo il Sunnismo respingeva quindi decisamente la pretesa dei kharigiti che la guida della società islamica fosse riservata al migliore dei credenti: qualità difficile da individuare e ancor più difficile da mantenere, perché un semplice peccato, anche non grave, avrebbe fatto perdere tale qualità all'Imam ("guida", ma intesa qui come sinonimo di califfo) e lo avrebbe fatto decadere dal suo supremo ufficio.
Sciiti

Gli sciiti si dividono a loro volta in:

un gruppo
maggioritario
(duodecimano, o imamita o ithnaʿashariyya),
un gruppo
minoritario
(ismailita, o settimano o sabaʿiyya).
un
gruppo più esiguo
, detto "
zaydita
" il quale teorizza la possibilità che a guidare legittimamente la Comunità islamica (Umma) possa essere qualsiasi discendente del Profeta purché questi agisca concretamente contro i musulmani usurpatori del califfato con deciso impegno militante .

Costituiscono la minoranza più consistente (circa il 10%). Essi si richiamano all'eredità del cugino e genero di Muḥammad, e dei suoi figli al-Ḥasan b. ʿAlī e, più in particolare, di al-Ḥusayn b. ʿAlī.

Lo Sciismo è dominante in Iraq, in Libano e in Bahrein.

Alla morte di Maometto, nel 632, la questione della sua successione fu all’origine della più grande divisione all’interno dell’Islam.

I discepoli di ʿAlī ibn Abī Ṭālib, indicati anche dal Profeta con il termine di sciiti, ritenevano che gli
unici legittimati
ad esercitare il
potere
fossero l'Ahl al-Bayt, la "Gente della Casa" (
la famiglia del Profeta
), e che dunque Alī, la loro Guida, sulla base delle indicazioni fornite dal Profeta, fosse l’unico successore legittimo. Essi sostenevano che il ruolo di Imam (guida religiosa) e Califfo (autorità politica) dovessero cumularsi in un’unica persona, ma dovettero riconoscere come primo Califfo Abū Bakr, eletto dal resto della comunità (Umma).
?
?
Spazio alle curiosità.
La sura IV del Corano, detta al-Nisā (delle donne), al versetto 34 cita:

« Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande. »

Secondo alcuni, tale testo enuncerebbe il principio di
superiorità

dell'uomo sulla donna.

Secondo altri, esso si limita ad enunciare che agli uomini è dato l'obbligo di provvedere al sostentamento economico della famiglia, mentre alle donne è affidata la casa.

La donna, finché rimane in famiglia, è sottoposta all’autorità del padre e dopo, quando si sposa, passa sotto l’autorità del marito.

La poligamia è lecita e prevista dal Corano per gli uomini (Sura "delle donne", versetto 3) con la limitazione se temete di non essere giusti con loro sposatene una sola o le ancelle in vostro possesso.

Circa l'obbligo di portare il velo e coprire il volto non c'è alcun versetto che lo prescriva
espressamente
,
e nemmeno il v. 59 della sura lo afferma, anche se dice: Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si coprano dei loro mantelli, che sono grandi veli che vanno dalla testa ai piedi. Tuttavia l’
invito

coranico al
pudore
e alla
modestia

rivolto alle donne è stato poi interpretato dalla tradizione come legato all’adozione di un particolare tipo di abbigliamento
l' hijāb (ḥiğāb) .

Secondo il Corano l'uomo può ripudiare la moglie in qualsiasi momento; la moglie può farlo in caso di maltrattamenti o indifferenza da parte del marito (IV, 128).




Se un musulmano, per varie ragioni, non puo' intraprendere il pellegrinaggio?
In caso di impedimento puo' delegare qualcuno che compia il pellegrinaggio al suo posto, a patto che gli paghi tutte le spese del viaggio e del mantenimento della famiglia per tutto il lasso di tempo della sua assenza. La persona scelta dovrà aver già compiuto il pellegrinaggio per conto proprio, almeno una volta nella vita.
Prima di partire per il pellegrinaggio il musulmano dovrà osservare dei riti particolari?
si.
Prima di partire per il pellegrinaggio è bene procedere al pagamento di tutti i debiti, sistemare tutte le proprie faccende, predisporre il proprio testamento in caso di morte durante il viaggio e inoltre fornire alla propria famiglia tutte le risorse necessarie affinché tutti i membri sopravvivano durante la sua assenza.

Inoltre non è possibile compiere il viaggio con soldi presi in prestito, a meno che le due parti ne siano consapevoli e d'accordo.
Abbigliamento.
I maschi indossano un vestito composto da due pezzi di stoffa bianca non cuciti, di dimensioni 2x1 metro, tenuti insieme da automatici o da cinture. Ai piedi indossano delle calzature che lasciano scoperti il tallone e le dita.
Le donne devono togliersi tutto ciò che è fatto per coprire la faccia, ma tenere i capelli ben coperti e nascosti con un velo non trasparente. Secondo quanto ha tramandato il Profeta il viso e le mani devono restare scoperti.
Quando entrano in stato di ihram, esse possono indossare qualsiasi abito siano use portare, ad eccezione di indumenti ed ornamenti destinati a renderle attraenti.
La donna
Quasi
duecento versetti
del Santo Corano si occupano di status, ruolo e responsabilità della donna negli aspetti individuale, familiare e sociale. Secondo il Santo Corano, uomini e donne hanno uguali diritti sebbene, per certe questioni particolari, tali diritti possano sembrare dissimili. La Legge Divina considera infatti che uomo e donna, pur ugualmente “umani” e con lo stesso fine nella Creazione, abbiano specifiche e peculiari esigenze ed attitudini.

1. Per quanto riguarda l’identità umana, uomini e donne sono uguali in condizione e status in accordo agli insegnamenti islamici.

2. Secondo l’Islam, uomini e donne hanno lo stesso diritto e le stesse capacità di raggiungere l’eccellenza e di tendere alla perfezione.

3. L’Islam crede che la natura innata di uomini e donne sia pura e sublime, al contrario di alcune scuole di pensiero deviate.

4. Secondo l’Islam, le donne non solo sono libere di partecipare alla vita sociale e politica, ma in alcuni casi è quasi obbligatorio per esse parteciparvi.

5. L’Islam riserva uno speciale rispetto alle madri, in quanto la maternità ed il ruolo delle madri nella crescita e la formazione dei figli è molto importante nell’Islam.

6. La Cultura Islamica incoraggia l’interazione sociale tra i credenti in base alle loro virtù umane e comportamenti etici, e non su basi di genere.
...ciononostante...
Donna e pellegrinaggio.
La donna puo' partecipare al pellegrinaggio ma è opportuno che sia accompagnata da un parente prossimo.
Principi generali dell'alimentazione musulmana.

I musulmani di differenti regioni e appartenenti a diverse comunità islamiche non sono unanimemente concordi su ciò che va considerato "
halāl
", ossia, alle norme
lecite

che legislano il comportamento, il modo di parlare, l'abbigliamento ed anche il

cibo
.
Dhabīḥa Ḥalāl.
Secondo coloro che aderiscono a questa filosofia, perché il cibo possa essere considerato ḥalāl esso non deve essere una sostanza proibita e la carne deve essere stata macellata secondo le linee guida tradizionali indicate nella Sunna (gli animali devono essere coscienti al momento dell'uccisione che deve essere procurata recidendo la trachea e l'esofago e sopravvenire per il dissanguamento completo dell'animale), conosciute come dhabīḥa. Questa è la più rigida definizione di ḥalāl. Questa linea di pensiero è di gran lunga la più diffusa tra i musulmani, perché fedele alle prescrizioni islamiche.
Ḥalāl "Bismillāh" di primo tipo:
Secondo alcuni, le linee guida della dhabīĥa non devono essere necessariamente seguite e recitare "Bismillāh al-Raĥmān al-Raĥīm" ("In nome di Dio Clemente Misericordioso") immediatamente prima di consumare i pasti renderebbe la carne permessa.

Chi aderisce a questo tipo di ḥalāl generalmente non consuma sostanze proibite.

Contravvenendo ai princìpi islamici, però, questa linea è considerata inaccettabile dalla stragrande maggioranza dei musulmani.
Ḥalāl "Bismillāh" di secondo tipo:
Chi aderisce a questo tipo di "Bismillāh Ḥalāl" generalmente considera che qualsiasi cibo, sia esso una sostanza proibita o meno, diventa ḥalāl una volta che la formula rituale sia stata pronunciata. Generalmente questa frase viene pronunciata immediatamente prima di consumare il cibo.
Per quanto riguarda il cibo nel periodo del pellegrinaggio, il musulmano potrà mangiare ciò che vuole, senza seguire una dieta particolare, stando bene attento a non cadere negli eccessi in quanto
Dio non tollera gli ''uomini eccessivi''.
1) Girare attorno alla Kaaba per 7 volte: ad ogni giro ci si ferma per baciare la Pietra Nera , se c'è troppa folla la si tocca con la mano o con il bastone.
2) Si percorrono di corsa per altre 7 volte i 500m che separano due collinette (Safa e Marwa).
3) Il giorno dello straripamento avviene lo spostamento da la Mecca in direzione di Mina. La notte viene trascorsa dal pellegrino qui o nella pianura di Arafat (8° giorno del mese dhu l-hijja).
4) ritornando alla Mecca i pellegrini si fermano durante la notte nella località di Al-Muzdalifah dove raccolgono dei sassi che scaglieranno contro tre pilastri di pietra (lapidazione di satana) nel vicino villaggio di Mina, in ricordo del momento in cui Abramo stava per sacrificare il figlio Isacco su richiesta di Dio, poiché al posto del bambino fu sacrificato un animale i musulmani ripetono questo gesto. (La festa del sacrificio pone fine al pellegrinaggio).
Alcuni concludono il pellegrinaggio con la visita alla tomba di Maometto a Medina e con un pellegrinaggio a Gerusalemme.
5) Con la rasatura della capigliatura (o accorciamento per le donne) si pone fine allo stato di purità rituale.
6)Ritorno alla Mecca per un ṭawāf di saluto alla Kaʿba ricoperta dalla sua nuova kiswa (il tessuto di broccato di seta nera, intessuto da lamine d'oro che riproducono versetti coranici) annuale.
7) Seguono i
giorni della gioia

con scambi di visite e pasti conviviali.
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