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La Carmen

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by

Alessandro Gantier

on 8 July 2017

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Transcript of La Carmen


Carmen è una donna forte e coraggiosa, pronta a consegnarsi alla morte per non tradire il proprio spirito libero, è una bella zingara che non si fa scrupolo di utilizzare le proprie grazie per ottenere ciò che vuole, nè di godere felicemente di varie passioni per vivere in nome di ciò che ama di più: la
libertà
. E' emblema
"femminista"
eppure molto
femminile
, "femme fatale", divoratrice di uomini ma anche donna sola per scelta, zingara ma anche donna anticonformista.

INTRODUZIONE ALL'OPERA
:
La "Carmen" è un
dramma lirico
in quattro atti di
Georges Bizet
su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, tratto dalla storia omonima di Prosper Mérimée (1845).
Carmen è una delle opere liriche più famose e l'opera francese più rappresentata. Incentrata su un soggetto spagnolo comprende personaggi spagnoli vissuti intorno al 1820. Nonostante non sia mai stato in Spagna, Bizet ha saputo captare tutta la
vivacità
, la
passione
e la poesia dell'ambiente andalusiano, grazie alla sua ardente immaginazione e al suo senso del ritmo, del colore, della luce.
La rapidità del costruirsi di un "complesso Carmen" nell'Europa della "belle epoque" ha
influenzato la psicologia e la sensibilità
delle generazioni successive dopo la rappresentazione dell'opera letteraria e musicale.


Nato il 25 ottobre
1838 a Parigi
nel quartiere di Montmartre, Bizet, fu avviato all'arte dei suoni fin da piccolo per la sua sorprendente memoria uditiva.
Entrò in conservatorio suonando
pianoforte
. Così iniziò la sua carriera ma non conobbe quasi
mai il successo
e non fu mai completamente apprezzato dai critici.
Morì nel 1875,
troppo presto per godere della
fortuna che 10 anni più tardi
lo avrebbe incoronato come compositore di una delle opere più amate e famose di tutto il repertorio lirico, una delle glorie immortali del melodramma.
La prima rappresentazione si tenne a
Parigi
, all'Opéra Comique,
il 3 marzo 1875
. Al debutto fu subito
scandalo
e l'opera suscitò molte critiche. Il pubblico accettò infatti le parti più convenzionali dell'opera come la "Habanera" di Carmen, la canzone del torero e l'aria di Micaela; il resto fu considerato con freddezza e sconcerto. Man mano che l'opera procedeva e
apparivano le novità, il pubblico incominciava a indispettirsi.
Un amore che finiva in un fatto di sangue e l'ambientazione piuttosto volgare suscitarono numerose polemiche. L'
Opéra Comique
era frequentata allora da una
società borghese
e benpensante. La mescolanza di gente per lo più equivoca sul palco come
zingari, contrabbandieri, sigaraie, donne di malaffare e toreri
non deponeva in favore del buon costume. Inoltre il carattere brillante spagnolo con danze e cori non favoriva.
Grazie però allo
scandalo
provocato riuscì e contare numerose rappresentazioni e già il 24 dicembre 1904 l'Operà Comique celebrò la sua millesima messa in scena.
Trama:
Ambientato in
Spagna
, in un periodo immaginato verso il 1820, l'opera inizia con l'entrata in scena di
Micaela
, una ragazza di paese, che va in cerca di
Don José, brigadiere dei Dragoni
. Egli è succube di un'improvvisa passione per
Carmen, avvenente e spregiudicata sigaraia
, di origine gitana, che in molti corteggiano e che, in seguito a una rissa con una compagna, rischia di essere imprigionata. Don Josè la libera e viene arrestato per questo, una volta scarcerato è costretto a fuggire insieme a lei con una banda di
contrabbandieri
a causa di una rissa di
gelosia
con il suo comandante militare. E' costretto, quindi, a disertare la guarnigione. La donna si stanca presto dell'ingenuo e misero brigadiere troppo attaccato alla morale e alla madre. Preferisce infatti
Escamillo
, un acclamato torero. Sconvolto dalla gelosia,
Josè pugnala a morte la sua adorata
e si fa arrestare.
Il suo personaggio regna sovrano nella scena, mai prima di allora era stata proposta in un opera lirica un'
allegoria tanto esplicita della sensualità

attraverso un personaggio femminile.
La grande novità della sua figura è quella di avergli affiancato come motore primo degli eventi,
l'eros
,
inteso non come sentimento di amore, ma come
autentica pulsione sessuale
che trova la sua personificazione sulla scena proprio nell'affascinante ribelle gitana.
LA FIGURA DI CARMEN:
GEORGES BIZET:
LA PRIMA DI CARMEN
La Carmen
LA BRAMA DI SABA E L'EROS DI CARMEN
Umberto Saba (1883-1957) in "Trieste e una donna" , redazione definitiva di poesie del ciclo pubblicato nella prima edizione del Canzoniere (1921) espone principali tematiche come l'
amore (Brama), la gelosia e la morte
,
le stesse proposte da Merimée nella novella "Carmen".
La poetica di Saba ha infatti molto da spartire con l'opera: Carmen è mossa dalla
passione
, dal suo spirito libero che divampa e distrugge e in questo dimostra la sua coerenza e onestà, tanto da rinunciare alla vita pur di rimanerle fedele. Proprio come Merimée e in seguito Bizet anche Saba
riconosce nell'Eros l'onestà
, la verità e l'autenticità che unifica i viventi. La brama, il principio di piacere, profonda verità elementare in quanto pulsione vitale.
Ciò è ben comprensibile dai suoi versi in "Città vecchia", dove viene descritta la parte più oscura della città popolata da
gente malfamata
. Eppure gli ultimi versi della poesia dicono: " qui degli umili sento in compagnia- il mio pensiero farsi- più puro dove più turpe è la via." E' espressa chiaramente la
poetica della Brama e della purezza trovata negli uomini umili
, più autentici, esattamente come i personaggi di "Carmen": prostitute contrabbandieri e gitani.
Inoltre concentrandosi sulla traduzione del libretto dell'opera e su alcune poesie del canzoniere di Saba si possono notare alcune analogie nel lessico e nel contenuto in quanto Saba identificò la moglie traditrice nelle sue poesie con la bella gitana che mostra ambiguità nei propri sentimenti. Saba cerca di immedesimarsi in Don Josè ma mai completamente, preferendo il perdono alla morte, sebbene manifesti astio nei confronti della moglie e il desiderio di ucciderla in alcune poesie.
UMBERTO
SABA

L'IMPRESSIONISMO DI EDOUARD MANET PER LA CARMEN

Il dipinto realizzato da Manet intorno al 1880 è un ritratto di
Emilie Ambre
, una celebrità di origini nordamericane, amante di re Guglielmo II d'Olanda e cantante d'opera. Manet la incontrò a Parigi nel 1879. Nel ritratto ella appare nel costume spagnolo di Carmen. Con i suoi lineamenti scuri e il suo celebre passato, Ambre, era perfetta per rappresentare Carmen, ruolo che poi interpretò negli Stati Uniti.
Le modalità di pittura di Manet e il soggetto dipinto sottolineano quanto questa opera lirica abbia ispirato la scena francese dopo la sua rappresentazione. Pochi anni dopo la prima mostra impressionista (1874) ecco che l'eroina dell'opera lirica viene ritratta dal pittore che più ha influenzato il nuovo movimento di artisti: l
'
impressionismo
.
L'abbigliamento di Ambre, il ventaglio nella mano sinistra rapidamente abbozzati, le larghe e sicure pennellate, i contorni poco chiari, l'accenno di chiaro scuro e la forte approssimazione delle linee sono tutte
caratteristiche
che Manet propose con l'opera "Colazione sull'erba" del 1863,
rinnovando così per sempre la pittura introducendo la maniera "impressionista"
.
L'attenzione per i colori chiari, il contrasto tra i capelli nero ebano e il viso pallido e candido sottolineano la forte sensualità della figura di Carmen, la luce quasi teatrale suggerisce l'ambientazione operistica, perciò vediamo la bella zingara secondo le impressioni che questa figura suscitò in Manet.
Edouard Manet
Ritratto di Emilie Ambre nel ruolo di "Carmen"
1880 ca
Olio su tela
95 x 74 cm
Philadelphia Museum of Arts,
Philadelphia, Pennsylvania, USA
CITTA' VECCHIA:
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene e che va
dall'osteria alla casa al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d'amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
La poetica
del Canzoniere:
Il canzoniere raccoglie tutta la produzione poetica maggiore di Saba, dal 1900 al 1954.
Centrale è la tematica della
scissione dell'io
, che affonda le sue radici nell'
infanzia
, momento di incubazione delle
nevrosi
nell'uomo adulto.
Altro tema importantissimo del Canzoniere è quello
erotico
: Saba considera infatti i
poeti i "sacerdoti dell'eros"
, cioè cantori della profonda verità elementare che unifica tutti i viventi: la pulsione sessuale, la
Brama
come viene chiamata dal poeta.
Inoltre altro scopo dei poeti è di
ricercare la chiarezza e l'onestà
nei confronti del proprio mondo psichico profondo, è infatti necessario gettare lo
scandaglio dell'indagine conoscitiva
.
Saba propone infine una
materia "bassa"
poichè essa coincide con la volontà di fare della poesia uno strumento che esprime 'la verità che sta in fondo alle cose', rivelando la
segreta pulsione
che
unifica
tutti gli esseri.
Il Canzoniere
La Carmen
Città vecchia:
Qui tra la gente che viene e che va
dall'osteria alla casa al lupanare
...
il dragone che siede alla bottega
del friggitore

Il sogno di un coscritto: (osteria fuori porta)
come nella mente fitta
solo un'idea, recata
da un suon lontana: fosse la
prescritta
ora trascorsa della ritirata

Un ricordo dell'altra guerra:
Per tutti- dice Carmen- l'ora viene

L'ultima tenerezza:
Morta ti vedo; e son io che t'ho uccisa
Atto I, scena I, Soldati:
Sulla piazza di schiamazza,
l'uno viene, l'altro va

Atto II, scena III,Fraquita:
Che gentil Dragon

Atto II, scena IV, Don José:

M'è sembrato d'udir una tromba laggiù,
Suonar la ritirata; dì, non udisti tu?



Atto II, scena V, Dancairo:
Per tutti l'ora vien

Atto IV, scena II, Don josé:
Mi potete arrestar, son io che l'ho svenata.
Oh! mia Carmen, mia Carmen adorata!
L'impressionismo
Edouard Manet
Intorno alla
seconda metà del''800
le nuove opere d'arte venivano esposte nei Salon ma quelle che non rispettavano i canoni dell'arte accademica, cioè le opere più rivoluzionarie, venivano rigettate.
A causa del malcontento di alcuni artisti nel
1874
alcuni di loro si riunirono e allestirono una mostra; tra i quadri vi era anche
"Impression soleil levant"
di Monet. La critica giudicò questo quadro e gli altri dell'esposizione non come dei dipinti ma come 'impressioni di qualcosa'. Era la nascita dell'Impressionismo.
Essi si propongono di rendere l'
impressione luminosa della realtà
servendosi di note cromatiche pure, senza chiaroscuro nè prospettiva. Per dare un senso nuovo allo spazio si ha la fusione dei vari elementi grazie allo
studio della luce
, i contorni sono più indefiniti, le figure abbozzate.
La tematica principale è il
paesaggio
ma anche la città moderna con i monumenti e la donna.
Principali esponenti sono Monet, Renoir e Degas; Manet non volle mai far parte del movimento.
Edouard Manet (1832-1883) ebbe fin da piccolo la vocazione per la pittura. Tentò più volte di entrare nei
Salon
ma le sue opere vennerò per la maggior parte rifiutate. Una delle sue opere più famose fu
"Colazione sull'erba" (1863)
, oggetto di scandalo, suscitò l'ira e l'ilarità del pubblico e della critica, eppure fu la stessa che
gettò le basi dell'impressionismo
. La tematica non giustificata e insolita, la scarsa prospettiva, i contorni e il chiaroscuro accennati e il dipinto realizzato senza disegno preparatorio furono una guida al rinnovamento per gli artisti futuri. Benchè
imitato
dagli Impressionisti, Manet non volle mai farne parte, manifestando di voler rimanere all'interno della grande tradizione pittorica per portare novità.
EDOUARD
MANET

ESEMPIO DI VITALITA' PER NIETZSCHE
L'opera "Carmen" ha assunto un ruolo significativo nel progressivo distacco di Friedrich Nietsche dall'arte e dalla persona di Richard Wagner. Nietzsche aveva assistito per la prima volta all'opera di Bizet a Genova il 27 novembre 1881, e ne aveva subito scritto in termini entusiastici alla sorella e all'amico Peter Gast.
Il personaggio di
Carmen, divenuto simbolo di vitalità
, donna che si pone con un atteggiamento attivo nei confronti della vita (amor fati), permise a Nietzsche di superare un generale sentimento di
delusione
nei confronti del vecchio amico.
Se ne "La nascita della tragedia" (1872), il filosofo aveva riconosciuto Wagner come l'artista che aveva fatto rivivere lo spirito della tragedia greca, nella fase successiva annunciò di essersi illuso.
All'inizio di
"Il caso Wagner"
Nietzsche esaltò invece la "Carmen" di Bizet contrapponendola alla 'dècadence' wagneriana. Il filosofo la definì
"la migliore che ci sia"
.
Quest'opera intrigante e passionale, grazie agli elementi esotici della partitura e alla sua chiarezza strutturale che "costruisce, organizza, completa" lo spirito dello spettatore: è perciò il simbolo della vera "nuova musica".
Nietzsche vedeva forse in Carmen una possibile
incarnazione dell'Uber-mensch (individuo superumano).

Infatti

Carmen realizza appieno il carattere dionisiaco: trionfo dei sensi, passione, gelosia, desiderio, ebbrezza, esaltazione, uno stretto e forte connubio tra Eros e Thanatos.
E' anche interessante notare come, attraverso questo personaggio, Nietzsche abbia trovato una via di
riconciliazione con la figura della donna
in generale, dopo che tale problema lo aveva a lungo impegnato (almeno a partire dalla "Gaia Scienza", 1882).
IL DISTACCO DA WAGNER:
Nell'arte di Wagner, Nietzsche aveva visto la
rigenerazione della cultura europea
, ma presto dovette ammettere di essersi
illuso
.
Ne "Il caso Wagner", egli scrive:
" Wagner lusinga ogni istinto nichilistico e lo camuffa con la musica, blandisce ogni cristianità, ogni forma religiosa della
décadence
[...]. Tutto quanto sia mai allignato sul terreno della vita immiserita, tutta quanta la coniazione di monete false (della trascendenza e del mondo ultraterreno) ha nell'arte di Wagner la sua più subline difesa".
E ancora, "
Wagner ha ammalato la musica
". Nietzsche si è voluto allontanare dal pessimismo romantico di Wagner e dall'ascetismo del suo "Parsifal" (1882), nel momento stesso in cui si scagliava contro l'idealismo, i redondismi sociali, l'evoluzionismo e il positivismo. Il filosofo intendeva ormai concentrare le proprie riflessioni sulle
possibili 'infinite' interpretazioni del limite e della storia
: il riconoscimento del limite e della finitezza umana e la critica alla religione.
La teoria del Superuomo di Nietzche:
Il Superuomo è l'uomo nuovo che deve trovare un
senso nuovo alla terra
, abbandonando le vecchie catene della morale cristiana e diventando così un
"oltre uomo"
. Il Superuomo rimane fedele alla terra perchè ha accettato la vita grazie "all
'amor fati
". L'uomo che va oltre l'uomo è colui che ama la terra, i cui valori sono la salute, la volontà forte, l'amore, l'ebbrezza dionisiaca e un nuovo orgoglio. E' infatti in grado di
accettare la dimensione dionisiaca dell'esistenza,
"dicendo sì" alla vita, sopportando la morte di Dio e delle certezze assolute, imparando a volere l'Eterno ritorno, superando il nichilismo e ponendosi come Volontà di potenza che vuole se stessa.

Citazioni di Nietzsche su 'La Carmen':
Da 'Il caso Wagner' (cap 1):

Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza.
Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come
un'opera siffatta integri la natura di un uomo
. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto;
la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza
. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile.

Da "Il caso Wagner" (cap 2):

La Carmen di Bizet ha ancora di Merimée
la logica nella passione, la linea più breve, la dura necessità
[...] Invidio Bizet per aver avuto il coraggio di questa sensibilità che fino a oggi non aveva ancora il linguaggio nella musica colta d'Europa [...]
Finalmente l'amore, l'amore ritradotto nella natura
.
Non conosco alcun altro caso, in cui la
tragica eroina che costituisce l'essenza dell'amore
si sia espressa in maniera tanto rigorosa, abbia trovato una formulazione tanto terribile, come nell'ultimo grido di Don José, con cui si chiude l'opera "Si! Io l'ho uccisa! io, la mia adorata Carmen!"
LE MONDE DES BAS-FONDS, L'INFLUENCE NATURALISTE
L'opéra "Carmen" de Bizet met en scène le
monde des bas-fonds
, des
voleurs
et des
bohémiennes
et s'insére dans la ligne de développement qui arrive jusqu'à la littérature décadente et naturaliste. Dans une époque où le romantisme (avec sujet comme héros et mythe), imprégné par le sentimentalisme, jouait un rôle clef dans la littérature, sort un malais social sur le fond de la scène; c'est à dire l'état du
prolétariat,les ouvriers
.
Le premier acte, par exemple, s'ouvre, avec surprenant modernité, sur une
scène industrielle et prolétaire
, en suscitant pitié pour les pauvres ouvrières en opposition avec les jeunes fils paresseux qui les importunent et ne comprennent pas la fatigue du travail.
"Carmen" est un'opéra qui tente de représenter une histoire plus pertinent à la
vie réel
avec personnages plus réalistes et qui ont une complexité psychologique, elle est une porte ouverte sur la
vie contemporaine du peuple
.
Presque dans la même période de la naissance de "Carmen" nait en France un mouvement littéraire : le
Naturalisme
. Il s'enspire au milieu de la marginalisation , présente dans les bas-fonds parisiennes. Théoricien du mouvement est
Emile Zola
.
Dans le champ musical Georges Bizet avec s'opéra "Carmen" privilège motif populaire en style espagnol, dans les évènements se soulignent le sauvage passions exprimé de manière crue typique du réalisme "quotidien" des personnages.

Atto secondo, scena III
Carmen, Frasquita, Mercedes, Le Remendado, Le Dancaire:
Il est toujours bon, sur ma foi,
d'avoir les femmes avec soi.
Et sans elles,
mes toutes belles,
on ne fait jamais rien de bien!
Oui, quand il s'agit de tromperie,
de duperie,
de volerie,
il est toujours bon, sur ma foi,
d'avoir les femmes avec soi!
Emile Zola
Emile Zola nait à Paris en
1840
. Il passe l'adolescence à Aix-en-Provance mais il retourne à Paris à la mort de son pére. Il fait une brillante carrière dans le service de la pubblicité qui lui permet d'entrer en contact avec beaucoup des écrivains. Il se lance dans le journalisme et en 1880 il formule la doctrine naturaliste dans "
Le Roman expérimental". "L'Assommoir"
est l'ouvre qui le porte au succès. Il était aussi politiquement engagé: très connu est sa position dans l'
affaire Dreifus
avec la lettre "j'accuse" . Il lui écoutera un an de prison. Il meurt en 1902.
LE

NATURALISME
Le terme naturalisme indique un mode de représtation de la réalité.
Zola affirme que les oeuvres littéraires doivent imiter les formes de la nature.
Les romanciers naturalistes puisent leurs
sujets dans la vie quotidienne,
en appliquant les méthodes scientifiques à la création littéraire. Leurs personnages sont caractérisés par les lois de l'hérédité et les conditionnements du milieu.
FRIEDRICH
NIETZSCHE

NATURALISME
HABANERA
L'amour est un oiseau rebelle
Que nul ne peut apprivoiser
Et c'est bien en vain qu'on l'appelle
S'il lui convient de refuser
Rien n'y fait, menaces ou prières
L'un parle bien, l'autre se tait :
Et c'est l'autre que je préfère
Il n'a rien dit mais il me plaît
L'amour ! L'amour ! L'amour ! L'amour !

L'amour est enfant de Bohême
Il n'a jamais, jamais connu de loi
Si tu ne m'aimes pas, je t'aime
Si je t'aime, prends garde à toi !
Si tu ne m’aimes pas
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime !
Mais, si je t’aime
Si je t’aime, prends garde à toi !

L'oiseau que tu croyais surprendre
Battit de l'aile et s'envola ...
L'amour est loin, tu peux l'attendre
Tu ne l'attends plus, il est là !
Tout autour de toi, vite, vite
Il vient, s'en va, puis il revient...
Tu crois le tenir, il t'évite
Tu crois l'éviter, il te tient
L'amour ! L'amour ! L'amour ! L'amour !

L'amour est enfant de Bohême
Il n'a jamais, jamais connu de loi
Si tu ne m'aimes pas, je t'aime
Si je t'aime, prends garde à toi !
Si tu ne m’aimes pas
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime !
Mais, si je t’aime
Si je t’aime, prends garde à toi !
Chiara Tonelli
Liceo Linguistico L. A. Muratori
Anno scolastico 2016/2017
Classe 5 AL
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