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B.ART

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CHIARA ROGGERO

on 22 May 2017

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Transcript of B.ART

LA NOSTRA USCITA ALLA SCOPERTA DELLE OPERE DI
MIIIO
...

E' DIVENTATO FAMOSO PROPRIO IN BARRIERA DI MILANO GRAZIE AL PROGETTO URBAN E B.ART!
http://arteinbarriera.com/online/it/alla-scoperta-di-bart/
LA NOSTRA
SCUOLA

CHI E'
MIIIO
?
UN PITTORE VOLANTE!!!
Millo nasce a Mesagne BR, nel 1979.
Dopo gli studi in Architettura porta avanti una personale ricerca estetica nel campo della pittura, concentrandosi sul rapporto tra lo spazio e l’individuo muovendosi dalla micro alla macroscala.
Riceve diversi premi e riconoscimenti in ambito nazionale tra cui il Premio Celeste e partecipa a numerosi eventi di street art italiana. Roma ospita due delle sue mostre personali “Nell’aria c’è un mondo invisibile” nel 2011 e “Missing” nel 2012.
Nel frattempo le sue opere sono esposte a Milano, Bologna, Firenze, Parigi, Lussemburgo e Londra, città che lo ospita con una personale dal titolo “Clumsy”.
GUARDATE... ADESSO DIPINGE IN TUTTO IL MONDO...
http://www.millo.biz/
http://www.millo.biz/maps/
Corso Palermo 98
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
IL BAMBINO SENZA CUORE
IL CUORE BLU
SOFFERENZA
VOGLIA DI MORIRE
SENTIMENTI
CUORE APERTO AL MONDO
IL CUORE ARRIVA OVUNQUE
E questi i nostri pensieri...
Ormai i tubi che chiudono i miei sentimenti sono scoppiati. Chiunque potrebbe vedermi.
Sono distrutta non ce l'ho fatta a trattenermi e quindi i miei sentimenti sono scoppiati come un petardo. Mi dispiace, ora chiunque potrebbe vedere i tubi dei miei sentimenti.
NOSAIBA, 2C

Ero l'unico al mondo senza cuore, senza sentimenti, senza dispiaceri e senza felicità. Ero cupo, chiuso anche con me stesso, anzi sopra tutto con me stesso. Ero una delusione, una disgrazia per i miei genitori; tutti mi volevano cambiare, tutti mi volevano trasformare e nessuno mi apprezzava.
KAWTAR, 2C

Era il primo giorno di scuola, il più brutto che Marta avesse vissuto. Nella sua classe c’erano tantissime ragazze e ragazzi, ma lei si sentiva sola e abbandonata in una classe così numerosa.
Quel giorno era andata in palestra con la sua classe a fare ginnastica e ad allenarsi per le partite di basket. Quando la professoressa cominciò a fare gli esercizi di allenamento, Marta sapeva di non saperne fare diversi, ma non disse nulla.
Dopo aver finito gli allenamenti comuni, i ragazzi si erano messi in fila a fare gli esercizi che la professoressa aveva spiegato. Arrivato il suo turno, Marta fece quello che sapeva fare, ma non tutto era perfetto.
La professoressa le chiese: “Ma non li hai fatti tutti vero?” e lei rispose: “No, perché gli altri non li so fare”. Tutti i suoi compagni cominciarono a ridere a crepapelle e a prenderla in giro. Sono rientrati in classe e uno dei suoi compagni disse: “Non ti vergogni di non saper fare degli esercizi così facili?”
Marta arrabbiata rispose: “Senti, se tu fossi al posto mio non faresti di meglio!” e il compagno non ha risposto nulla ed è diventato tutto rosso! Eppure dopo un po’ riprese a prenderla in giro.
Finite le lezioni si ritornò a casa e Marta, al rientro, raccontò tutto ai suoi genitori. Dopo si mise a letto a ripensare a quella brutta giornata passata a scuola. Era talmente arrabbiata che pensò che tutto il mondo ce l’avesse su con lei.

FEDERICA HALIP, 1B

Corso Novara 65/67
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
IL BAMBINO CHE COSTRUISCE IL MONDO
VOGLIA DI FARE
UN BAMBINO CON MOLTI PROBLEMI
VOGLIA DI CREARE
ALLA RICERCA DI AMICI
GIOVENTÙ
RICORDI
DESIDERI DI VIAGGIO
GIOCO DI CARTA
AEROPLANO/CIGNO DI CARTA
LA CITTA' DI CARTA
E questi i nostri pensieri...
Anche oggi sto costruendo origami. Finora ho costruito mongolfiere, palazzi e strade. La città l'ho costruita io perché volevo un posto tutto mio dove nessuno potesse entrare. Mi sentivo solo, gli altri bambini giocavano tra di loro e a me i loro giochi non piacevano perché erano noiosi. Oggi costruisco un gabbiano e volerò con lui a scoprire mondi nuovi. Domani costruirò qualcosa di altro.
ANA MARIA, 2C
C'era una volta un bambino cinese che da piccolo era stato abbandonato e si sentiva molto solo. Una notte mentre dormiva sentì una voce che diceva “Se costruisci 100 cigni di carta potrai esprimere un desiderio che si avvererà”.
Così ogni giorno costruì un cigno di carta e dopo cento giorni espresse il desiderio:” Voglio incontrare l'amicizia e non essere più solo” Da allora tutti i bambini vengono a giocare con lui e parlano tutti insieme dei loro problemi.
MARISA, 2C

Credo che questo murales vuole dirci che dentro ognuno di noi vogliamo essere liberi come il cigno che ha nelle mani
HU JIALE, 3C

Per me rappresentava la creatività e il volere di fare le cose
RADU, 3C

Questo murales mi ispira solitudine, mi sembra che lui creando un cigno di carta cerchi di portare la pace
SIMONE, 3C

Il bambino non riesce a muoversi; ha in mano una gru di carta e sogna di poter essere libero come un uccello
CRISTIANO, 3C

Un piccolo ragazzo che vuole portare la pace nel mondo
EVITA, 3B
Via Tollegno 5
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
UN GOMITOLO DI PENSIERI
IL PESO DEL MONDO
MILLE STRADE UNA SOLA USCITA
LA FORZA
I PROBLEMI
L'INCARICO
IL POTERE
LA PIGRIZIA
PENSIERI VOLANTI
ATLANTE DELLA CITTA'
L'INTRECCIO DEL MONDO
CONFUSIONE IN TESTA


E questi i nostri pensieri...
Avevo in mano, anzi per la precisione sulla testa, il mondo.
Pensavo a una cosa qualunque e si trasformava in realtà sulla mia testa.
Se pensavo ad un nostro era la fine del mondo, se pensavo a troppe strade o palazzi non c'era posto nel mio mondo per colline, montagne, giardini. Dovevo pensare solo a cose perfette.
Avevo una grande responsabilità, ma dovevo farcela.
ILYASS, 2C
Ero proprio solo, nessuno mi voleva dare una mano, diventare la mia spalla.
Ero solo e dovevo reggere sulle mie spalle tutta la città che per me era come un bimbo da mantenere. Un giorno pensai di rinunciare: volevo molto bene alla mia città ma non avevo mai tempo per me e per mia famiglia. Venne al comando un uomo molto malvagio e tutti lo amavano e rimasero per sempre cattivi.
ZAKARIA, 2C
C’era una volta un ragazzo che veniva preso in giro dagli altri coetanei che spesso lo allontanavano.
Egli si sentiva molto triste e solo, come se non valesse niente.
Un giorno poi la città in cui viveva ha rischiato di affondare nel nulla: all’improvviso si era aperto un grande baratro e tutto, case, strade e automobili, ci stava cadendo dentro. Tutti avevano avuto paura, tranne il ragazzo solo che, per salvare la sua città, si fece forza, si gonfiò tutto e sollevò la città formando un gomitolo con le strade e caricandola sulle proprie spalle. Da quel giorno tutti hanno cominciato a rispettarlo e lo hanno soprannominato “il Salvatore”.
ASHRAF GANÀ, 1B
C’era una ragazza di nome Emma che aveva 14 anni ed era spesso sola; veniva presa in giro e per questo era molto triste. Un giorno Emma iniziò a tagliarsi i polsi a causa di questo suo dolore.
In un giorno qualunque Emma tornò a casa e dalla sua finestra vide un murales nel palazzo di fronte che raffigurava una ragazza che teneva tutto il mondo sopra di sé. Emma credeva che il mondo si prendesse gioco di lei, allora pensò: “ basta!”
Prese un foglio e scrisse tutte le cose che non andavano nella sua vita. Dopo aver finito, provò a sistemare tutto quello che aveva scritto e ci riuscì, perché aveva ancora qualche amico. Insomma, in poco tempo tornò felice e quel murales adesso non la faceva sentire triste, ma la rendeva più forte.
SAFIA CHIKER LARABI, 1B
Via Tollegno 5
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
L 'AMORE SUPERA TUTTO
LA GIOIA NEL SONNO
IL SOGNO
VOGLIA DI DORMIRE
COPERTA
AMORE E PENSIERO
AMORE DI CITTÀ
LA CITTA' DEI SOGNI
TRANQUILLI E SILENZIO
E questi i nostri pensieri...
A volte la vita è talmente difficile che non ce la puoi più fare ma qualcosa o qualcuno ti può aiutare.
Ero un insegnante, avevo una moglie e una classe che era la peggiore di tutta la scuola. Non studiavano, rispondevano male e usavano il cellulare di continuo. Un giorno mi insultarono e mi fecero un gesto osceno: era troppo e decisi che il giorno dopo mi sarei licenziato. Ero confuso e preoccupato perla reazione di mia moglie ma lei mi disse: “Vai a dormire e non pensarci”. Dormii e vidi una città che mi avvolgeva come una coperta, calma e tranquilla , senza abitanti. Una figura femminile mi stringeva: era mia moglie. Le chiesi dove eravamo finiti e lei disse: “Nel tuo sogno”. Mi svegliai, anche lei aveva fatto lo stesso sogno. Andai a scuola per licenziarmi: la classe era sulla porta con biglietti di scuse e un grande regalo: una coperta con disegnata la città. Era la coperta del mio sogno. Tornai al lavoro e tutto andò bene. La coperta con la città avvolgente e l'abbraccio di mia moglie mi avevano dato la speranza e la forza per non arrendermi.
OMAR, 2C
Le persone raffigurate dormono tranquillamente sotto una coperta morbida e trasmettono serenità
CRISTIANO, 3B

I ragazzi sono felici e sognano come potrebbe essere il mondo
KADIJA, 3B

È un murales bellissimo, raffigura lui e una ragazza, forse la sua fidanzata che con una coperta con disegnatala città si coprono. Perciò penso che esprima come se la città li riparasse e li unisce tra loro
SIMONE, 3C
Penso che ci vuole dire che solo quando stai con le persone che ti stanno più care, sarai più serena e tranquilla.
HU JIALE, 3C

Mi dà la sensazione di tranquillità del mondo: due persone che si abbracciano e sognano il futuro
SONIA, 3B

I due ragazzi si proteggon l'un l'altro abbracciandosi
AYA, 3B
Via Scarlatti, 52
E questi i nostri pensieri...
Quel giorno sono uscito di casa e una nube di vapore mi venne addosso.
La attraversai e lì in mezzo c’era un treno, di quelli a vapore, che sbuffava e fischiava la partenza. Decisi di avventurarmi in quel viaggio; viaggiare ed esplorare mi era sempre piaciuto. Quando il treno partì vidi la scuola passarmi davanti ( ah già, stavo andando a scuola!), ma i compagni non mi vedevano.
Mi misi a guardare anche dagli altri finestrini: c’era casa mia, c’erano i miei genitori e un bimbo piccolo; c’era mio nonno che portava a casa il cane e che era morto lo scorso anno; c’era mia zia che lavorava a Dubai. Il paesaggio cambiava ma c’erano sempre persone che conoscevo e cui volevo tanto bene. C’era il bimbo che ero stato e c’era l’adulto.
Finestrino dopo finestrino, ho capito che quella era la mia vita da vedere e rivedere come se fosse un gioco che potevo vedere e rivedere all’infinito. Un gioco che mi appassiona.
STEFANO LA TORRE, 1B
Dovevo partire e lasciare per sempre la città e i miei amici. Volevo un nuovo lavoro che mi desse più soldi e volevo fare nuove conoscenze. Salii sul treno e partii, dopo un po' avevo la sensazione che il treno girasse su se stesso in un viaggio senza fine. Capii che la lontananza dagli amici è una sofferenza, è un viaggio infinito. Allora scesi alla prima fermata e tornai dalla mia città e dai miei amici che valevano più del denaro.
AMIRA, 2C
C'era una volta un bambino che non si sentiva accettato e sognava di scappare. Una notte sognò di prendere un treno che correva in una città bellissima ed era molto felice ma la città era troppo perfetta e non c'erano persone. Si accorse che era un viaggio infinito e lui non poteva più scendere dal treno. Si svegliò terrorizzato e capì che è meglio affrontare i problemi e non scappare dalla realtà anche se c'è qualche persona che non ti accetta e la situazione è caotica.
GIADA, 2C
Via Cruto 3
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
TELEFONO A FILO
GIOIA DI PARLARE
ESPRIMERSI
AMORE A DISTANZA
FILO PARLANTE
AMICI SEPARATI
E questi i nostri pensieri...
Elisa e Samuele erano due ragazzi che frequentavano la prima media in una grande città supertecnologica fatta di grattacieli bellissimi.
Nelle loro classi i libri e i quaderni erano stati sostituiti dai tablet; le LIM erano in tutte le aule e si condividevano appunti, testi, soluzioni, approfondimenti mediante chat on line. Elisa e Samuele abitavano in due palazzi diversi e, quando tornavano dalla scuola, si scambiavano messaggi e videochiamate, si raccontavano i loro sogni con il cellulare. Un brutto giorno però tutto si fermò. Un dittatore dal nome strano decise di “giocare alla guerra” e come primo atto di guerra ordinò ai suoi informatici di azzerare tutte le telecomunicazioni degli Stati confinanti. In un attimo niente più radio, niente televisione, internet, telefono, smartphone ecc. Solo la loro voce era rimasta a disposizione dei cittadini per comunicare. Sembrava di essere tornati indietro di secoli. Allora gli edifici pubblici chiusero i battenti e la gente se ne stava chiusa in casa per paura di un bombardamento con armi nucleari o chimiche. Naturalmente ai bambini fu vietato di uscire di casa. Fu allora che Elisa e Samuele decisero di costruire un telefono meccanico, come quello visto a scuola quando il professore di scienze aveva spiegato la trasmissione del suono. Tesero tra i due grattacieli un gomitolo di spago azzurro e collegarono le due estremità a due bicchieri di carta, poi si misero a parlare dai rispettivi palazzi. FUNZIONAVA!
CRISTIANA MANDES, 1B
Eravamo solo io, lui e quel muro invisibile che ci separava. Tra noi passava quel filo che io chiamavo “filo della vita”, senza quel filo non potevamo nemmeno parlare. Comunicavamo attraverso due barattoli attaccati a un filo. Quella barriera bloccava i suoni ma non poteva bloccare le emozioni. Non sapevo perché ci fosse, forse dovevamo essere separati, era il nostro destino.
HAMZA, 2C
Ero così lontano da te che ti eri scordata di me.
Ogni giorno ti pensavo piangendo. Avevo passato l'infanzia e i più bei bei momenti con te.
Ora che sei andata via la mia vita è cambiata e tutto va storto: i miei genitori sono morti, io vivo per strada di città in città.
Prima c'eri tu con me, ormai sono perso ma continuerò per sempre a cercarti e a comunicare con te attraverso un filo parlante nei miei sogni.
FRANCESCO, 2C
Via Brandizzo 98
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
L'UNIONE FA LA FORZA
FUSIONE
FUTURO IN COPPIA
I BAMBINI GRANDI
COLLABORAZIONE
GIOCO CREATIVO
UN MONDO A COLORI
GOVERNO
E questi i nostri pensieri...
Stavo dormendo, all'improvviso sentii un rumore e andai alla finestra. C'erano tre bambini giganti facevano una gara e costruivano ognuno per conto proprio la case più alta della città in bianco e nero con mattoncini di lego colorati. Ma anche se erano giganti erano troppo piccoli e le case non abbastanza grandi.
Allora decisero di collaborare e unire le loro forze, salirono uno sopra l'altro e finalmente fecero la casa più alta della città che con i suoi colori rese l'atmosfera più armoniosa.
XIN XIN, 2C
In città c'erano solo tre giovani che vivevano il mondo “a colori” ma erano isolati. Un giorno decisero di fare un palazzo diverso “a colori” aiutandosi a vicenda e così costruirono il grattacielo più alto e colorato della città. Una volta finito si accorsero che erano di nuovo soli perché gli altri erano svaniti nel nulla “in bianco e nero”.
DOHA, 3C
Sono i ragazzi che costruiscono il mondo nuovo
EVITA, 3B

I ragazzi cercano di dare più colore alla città con i Lego
KHADIJA, 3B

Questo murales mi dà l'idea di come il gruppo e la forza di volontà di gruppo riescano a fare una cosa.
SIMONE, 3C

I ragazzi giocano per la città e aggiungono colore nei palazzi con i Lego
SONIA, 3B
Via Cherubini 63
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
SOLITUDINE
IL POTERE ASSOLUTO
IL PICCOLO RE
IL SOGNO DEL BAMBINO RE
IL RE DEL FUTURO
LA FELICITÀ DI REGNARE
QUI COMANDO IO
SUPERIORITA'
LO SCETTRO DEL BAMBINO
L'OGGETTO DEL POTERE
IL PICCOLO GOVERNO
IL GOVERNO INFANTILE
IL RE A COLORI
IMMAGINANDO DI ESSERE RE

Ero l'unico essere vivente nel mio mondo e facevo da re, da contadino, da povero, da ricco: ero tutto! Un giorno in contrai un “qualcosa” o “qualcuno” uguale a me e iniziai a scappare ma questo mi inseguiva dicendo: “Ti voglio solo parlare”. Io mi nascosi invece di affrontarlo e lui prese il mio posto. Non accettai mai questa fatto, questa fu la mia punizione. Continuai a scappare tutta la vita per non condividere il mio mondo.
KAWTAR, 2C
C'era una volta un re che regnava su tutto e su tutti ma aveva mantenuto la voglia di giocare come un bambino.
Un giorno il suo popolo gli fece uno scherzo e tutti si nascosero. Allora un un servo andò dal re e gli disse che erano morti tutti. Lui si sedette solo e disperato su un grattacielo della sua città ma all'improvviso la gente uscì e fecero una grande festa al re bambino.
ANDREI, 2C
E questi i nostri pensieri...
Sembra una bambina che tiene tutto il mondo sotto controllo
MARIA, 3B

Mi dà la sensazione che il ragazzo vorrebbe comandare la città ma non riesce da solo quindi è triste
SONIA, 3B

Mi sembra come se il personaggio con la corona è una persona che vuole tutto per se e di come cerchi di avere potere sugli altri
SIMONE, 3C

Un ragazzo seduto sul tetto di una casa e guardando la città si sente il re del mondo
EVITA, 3B
Via Crescentino 34
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
UGUALI MA DIVERSI
LO SPECCHIO DELL' ALDILA'
RICONOSCERSI
L' ALTRO VERSO DEL MONDO
IL ME REALE
LA VITA DOPO LA MORTE
PAURA DI VEDERSI
L'INCONTRO DEI GEMELLI IN CITTÀ
GEMELLI AZZURRI ALLO SPECCHIO
L'IMMAGINE RIFLESSA
PRESA IN GIRO

E questi i nostri pensieri...
Un giorno un bambino si stava annoiando e sua mamma gli diede un gioco: un quadretto in cui tra due bambini disegnati a specchio bisognava trovare le differenze. Egli si stupì e ad un tratto si ritrovò dentro l’immagine e vide un ragazzo uguale a lui, ma con qualche differenza. I due bambini si trovavano in un quartiere di una città fantastica e alcuni ragazzi stavano scattando loro delle foto. Provò a muoversi ma senza riuscirci e con lo sguardo cercò qualcosa che potesse aiutarlo: su un manifesto lontano lesse “Se vuoi tornare indietro pensa con tutto il cuore al posto dove vorresti essere”. Il bambino si pensò a casa sua con tutta l’intensità che poteva e come per magia ritornò nella sua camera. Il giorno dopo andando a zonzo per la sua città vide un grande murales e riconobbe il luogo in cui era stato intrappolato nel gioco, ma adesso al suo posto c’era un altro bambino! Quando lesse in basso il nome dell’artista “Millo”, pensò che costui doveva essere un potente mago. Ma proprio mentre era immerso in questo pensiero gli si avvicinò una signore, Millo in persona, che gli chiese di ripetere queste parole “Ricordium dimenticum”. Il bambino le ripeté e non ricordò più nulla del suo viaggio nel murales.
ALIN GABRIEL IONESCU 1B

C'era un ragazzo che si specchiava ogni mattina, un mattino si specchia e non è il ragazzo che pensa di essere. Mi esprimo meglio: lui pensa di essere un ragazzo molto aggressivo ma quando si guarda allo specchio vede una persona molto sensibile. Allora capisce che usa le mani per sfogarsi, per trovare uno sbocco negativo ai suoi problemi. Un giorno incontra uno più forte di lui che fa la stessa cosa che faceva lui e capisce improvvisamente il dolore che aveva causato agli altri. Diventa finalmente maturo e quando si specchia vede se stesso.
ZAKARIA, 2C
I due ragazzi si imitano
KHADIJA, 3B

Questo murales secondo me esprime come certe persone ti copiano in tutto quello che fai, nel bene o nel male
SIMONE, 3C

Fanno vedere i denti
TOMMY, 3B

Mi dà la sensazione che i due ragazzi che bisticcino
AYA, 3B

Due ragazzi che vogliono andare contro le regole sociali
EVITA, 3B
Via Montanaro 60
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
EFFETTO A SORPRESA
IL PICCOLO CURIOSONE
INFILTRARSI
USCIRE DALL' INFANZIA
USCIRE DALLA PAURA, SOGNO
AFFACCIARSI AL MONDO, SULLA CITTÀ
ENTRARE NEL GRUPPO
IL FUGGIASCO
USCIRE DALLA CITTA'


E questi i nostri pensieri...
Ero una bambina felice che viveva in una bella fiaba. I miei genitori mi avevano sempre detto di stare in casa e non affacciarmi mai alla finestra. Ma un giorno mi venne la curiosità di farlo e così vidi un mondo noioso, in bianco e nero, pieno di guerre.
Forse i miei genitori mi volevano proteggere ma secondo me non avevano fatto bene.
Da quel momento uscii dall'infanzia.
ANA MARIA, 2C
Tutti i bambini hanno un sogno: alcuni vorrebbero avere la macchina del tempo, altri vogliono avere il potere del teletrasporto o di volare. Tanto tempo fa mi hanno detto che un bambino che viveva in un altro pianeta in cui tutti questi poteri erano realizzabili, aveva il sogno era di esplorare l'universo e conoscere la mia città. Un bel giorno si è affacciato su di noi e ha visto autostrade intrecciate, macchine in ogni direzione, edifici grandissimi e tante mongolfiere. Ma non riuscì a entrare perché era tutto troppo aggrovigliato e così tornò nel suo pianeta.
XINXIN, 2C
Alla fine ti godi quello che hai creato e per cui hai faticato tanto
RADU, 3C

Il ragazzo si sente rinchiuso nella città e vorrebbe uscirne
KHADIJA, 3B

Mi dà la sensazione che il ragazzo sta arrotolando un filo per uscire dalla città
SONIA, 3B

Sembra un bambino che sta per scoprire il mondo
MARIA, 3B

Questo bambino ha una faccia triste; è affacciato ad una finestra e sogna di andare in un mondo più tranquillo
CRISTIANO, 3B

Corso Palermo 124
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
UN TUFFO GIGANTE
UN TUFFO NEI SOGNI
UN TUFFO IMPOSSIBILE
LA CITTÀ ALLAGATA
TUFFO TRA LE MONGOLFIERE
UN TUFFO PER UN NUOVO MONDO
UN TUFFO NELLA CITTÀ DEL CAOS

E questi i nostri pensieri...
Ero pronto per un tuffo fantastico che mi portasse in un nuovo mondo, molto lontano. Avevo addosso i vestiti da nuoto ma c'era un problema: non sapevo dove tuffarmi. Allora sono andato da una città all'altra cercando un punto migliore per tuffarmi in un mondo fantastico.
Camminai per ora poi ho trovato un grande buco per terre e mi sono tuffato.
Sono caduto con forza e sono svenuto. Quando ho aperto gli occhi mi sono trovato in una città minuscola con piccole mongolfiere.
NOUR, 2C
Cercavo di tuffarmi ma sapevo che era impossibile.
Cercavo di tuffarmi nei sogni, nel mio mondo incantato, nelle mie sicurezze, nei miei interessi. Ma c'era una catena che mi fermava: era no le voci degli altri, le mode, giudizi della gente.
So che non ci riuscirò ma continuerò a provarci.
KAWTAR, 2C
Questo murales mi fa pensare allo sport, e a quanto sia importante
SIMONE, 3C

Anche se sei in un ambiente molto ristretto, devi sempre dare il meglio di te
HU JIALE, 3C

Un ragazzo che non ha i mezzi e possibilità di fare nella vita quello che gli piace
EVITA, 3B

Questo murales mi fa pensare ad una persona che vuole evadere dalla città caotica rilassandosi facendo un bagno in piscina
CRISTIANO, 3B
Corso VIgevano 2
Abbiamo dato dei titoli all'opera...
IL BAMBINO A TESTA IN GIÙ
IL MONDO A ROVESCIO
IL BAMBINO RISUCCHIATO
ALLENARSI SUL GRATTACIELO
LO SPORT MODERNO
VERTICALE SULLA MODERNITÀ
GUARDARE IN VERTICALE
ACROBATA DEL FUTURO
CAPOVOLTA NEL CAOS DELLA MODERNITÀ




E questi i nostri pensieri...
Ero la ragazza più strana di tutti, ero diversa da tutti, asociale e sempre triste. La gente camminava normalmente mentre io zoppicavo. Andavo a saltelli e camminavo capovolgendomi, con le mani a terra e i piedi per aria. Un giorno andai al ristorante cinese e mangiai con i piedi al posto delle bacchette.
Mia madre, sempre più preoccupata, si decise ad andare dal dottore e gli raccontò di tutti i miei modi di fare, storti. Il dottore mi visitò e disse a mia madre che non c’era nulla da fare: ero nata con il cervello capovolto, tutto era sottosopra. Da quel momento, saputo il perché io fossi diversa, a scuola tutti incominciarono a chiamarmi “La Soqquadro”!
SAFAA ZRIDAG 1B
Caro diario,
ieri ho visto un murales che mi ha fatto pensare molto. C'era un bambino che aveva un sacco di problemi e ha preferito capovolgersi per non vedere tutto il caos della sua vita.
Era l'unica via di uscita per lui.
NOSAIBA, 2C

Un ragazzo che vuole dare un sguardo nuovo al mondo
EVITA, 3B

Il bambino fa acrobazie sulla città
TOMMY, 3B

Questo bimbo è a testa in giù perché pensa in maniera diversa rispetto alla maggior parte delle persone
CRISTIANO, 3B

il ragazzo sta in testa in giù per poter guardare il mondo in un altro modo
KHADIJA, 3B
L'INFINITO
VIAGGIO SENZA FINE
BAMBINI IN GABBIA
IL CICLO DELLA VITA
TRENO INFINITO SENZA META




Abbiamo dato dei titoli all'opera...
C'era una volta un bambino molto solo che aveva come amico la sua immagine riflessa nello specchio. Lui non sapeva che quello era uno specchio. Passava le ore a parlarci e a farle le boccacce ma era triste perché la sua immagine lo copiava ma non rispondeva e non poteva giocare con lui. Un giorno cercò di toccarlo e si accorse che non era reale. Così uscì di casa e si cercò amici veri.
RIDA E NOUR, 2C
Un ragazzo che aiuta la ragazza a diffondere le sue parole attraverso il tubo del telefono girato verso il mondo
EVITA, 3B

Mi dà la sensazione che due persone comunicano con il telefono senza fili per far sapere agli altri come si usa
SONIA, 3B

Questo murales mi da l'idea di come le persone vogliano dire tutto a tutti, come nei social, perchè come si vede il filo passa praticamente per tutta la città
SIMONE, 3C

I bambini mi evocano il divertimento con giochi semplici: comunicano con mezzi vecchi e giocosi al posto dei cellulari moderni
CRISTIANO, 3B
Rappresenta l'infinito con un treno che viaggia sui binari; indica che nella vita bisogna cogliere tutte le occasioni
CRISTIANO, 3B

Mi dà la sensazione che il ragazzo è triste perché non c'è nessuno che gioca con lui, e quindi gioca con il treno
AYA, 3B

Mi dà la sensazione che questo ragazzo è libero di fare quello che vuole e porta l'amore attraverso il treno in tutta la città
SONIA, 3B

E' come se il personaggio fosse legato per sempre al suo quartiere e alla sua città.
SIMONE, 3C

Un ragazzo adolescente che deve scegliere la strada nella vita. Un ragazzo perso
EVITA, 3B

Mi dà la sensazione che la ragazza non ce la fa più, e che il mondo è contro di lei
AYA, 3B

Questo murales esprime che il personaggio è confuso oppure ha molte idee e non riesce a crearle tutte perciò gli pesano
SIMONE, 3C

Rappresenta che ognuno di noi si crede al centro del mondo e il mondo senza di noi non può funzionare
HU JIALE, 3C

Il bambino ha l'aria sofferente perché non riesce a respirare bene a causa dello smog che c'è in città. Immagina che dal suo cuore partano dei tubi che arrivano al tetto della casa in modo che possa respirare aria pura.
CRISTIANO, 3B

Il ragazzo che pulisce il suo cuore attraverso i tubi che vanno verso il cielo
EVITA, 3B

Sembra un bambino curioso che vuole scrivere cose del mondo
MARIA, 3B

L’anima vuole liberarsi dal dolore del corpo
RADU, 3C

Secondo me vuole dirci che i sentimenti e i sogni dentro i nostri cuori stanno piano piano scomparendo come il fumo
HU JIALE, 3C
L'ISTITUTO COMPRENSIVO ILARIA ALPI
CON I RAGAZZI DELLE
CLASSI 1B, 3B, 2C, 3C
PRESENTA...

ARRIVEDERCI E...
MI RACCOMANDO, ANDATE ANCHE VOI ALLA CACCIA DELLE OPERE DI MIIIO!!!
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