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Abilità non verbali

Master DSA
by

Barbara Caci

on 23 February 2015

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Transcript of Abilità non verbali

Laboratorio Abilità Non Verbali Il caso di S. Femmina, 6 anni; classe II primaria
Motivo invio
Difficoltà scolastiche nell’apprendimento delle nozioni di classificazione, logica e seriazione, e difficoltà comportamentali in classe e all’interno del contesto familiare.
Intervento La sindrome
non-verbale
(Rourke, 1995) 10 manifestazioni cliniche fondamentali Quando sospettare
un DNV? Presenta difficoltà grafo motorie e/o nella manipolazione fine?
Presenta difficoltà visuo-costruttive?
Presenta difficoltà nella memoria di lavoro visuo-spaziale?
La lettura ad alta voce e l'espressione orale è corretta?
Ha difficoltà nel calcolo e in aritmetica?
Ha difficoltà nella grafia?
Ha una scarsa comprensione delle emozioni?
Ha scarse abilità sociali?
La Memoria di Lavoro Approccio
neuropsicologico
evolutivo Psicologa, PhD in Psicologia Generale e Clinica Barbara Caci
Mirato ad analizzare, in modo sistematico, la complessa relazione che intercorre fra sviluppo della mente e del comportamento durante tutto l’arco di vita. Componenti cognitive
non verbali Attenzione crescente al loro ruolo per perché si è sempre meno convinti del fatto che le abilità intellettive che favoriscono l’apprendimento siano di un unico tipo. Componenti cognitive
non verbali Attenzione crescente al loro ruolo per perché si è sempre meno convinti del fatto che le abilità intellettive che favoriscono l’apprendimento siano di un unico tipo. <<Se è vero che la scuola (con una certa dose di parzialità colpevole) ha favorito le abilità linguistiche, lasciando in ombra la promozione di competenze associate ad abilità non verbali, e in particolare visuo-spaziali, si deve constatare come vi siano casi e situazioni in cui la difficoltà scolastica è associata non tanto a problemi nell’intelligenza verbale, quanto a limiti di funzionamento dell’intelligenza non verbale>>


Cesare Cornoldi, 1997 L’evoluzione dei tradizionali canali di comunicazione in strumenti che mediano, sempre più spesso, input di natura non verbale, sta facendo emergere con sempre maggiore frequenza difficoltà a carico delle componenti non-verbali dell’intelligenza. QI verbale Definizione multi-componenziale dell’Intelligenza Abilità linguistiche
Informazione
Memoria di cifre
Vocabolario
Ragionamento aritmetico
Comprensione
Analogie Definizione multi-componenziale dell’Intelligenza Abilità spaziali-meccaniche-pratiche
Destrezza nel manipolare le immagini
Sintesi visuo-percettiva
Coordinazione visuo-motori
Completamento di figure
Riordinamento ed organizzazione di storie figurate
Ricostruzione di oggetti o figure
Associazione di simboli a numeri o simboli numerici
Disegno con i cubi QI di performance Intrapersonale Interpersonale Corporeo-cinestetica Musicale Spaziale Linguistico-Verbale Logico-matematica Definizione multi-componenziale dell’Intelligenza Intelligenze Multiple di Gardner Esecutivo
Centrale Taccuino
visuo
spaziale Circuito fonologico Abilità visuo-spaziali I deficit visuo-spaziali si possono definire come disordini che determinano un'erronea stima degli aspetti spaziali fra diversi oggetti che riguardano il rapporto tra la persona e l'oggetto, le relazioni stesse fra diversi oggetti e l'orientamento degli stimoli, associata ad una corrispondente caduta nelle capacità di memoria e di pensiero spaziale
(Benton, 1985). Deficit visuo-spaziali Allenare le abilità
visuo-spaziali 1 Deficit nella percezione tattile bilaterale, più marcato nella parte sinistra del corpo.

Tali problemi tendono a ridursi con l’età 2 Difficoltà di coordinazione psicomotoria bilaterale, spesso più marcata nella parte sinistra del corpo.

Le capacità psicomotorie semplici tendono a stabilizzarsi con la crescita.
Le abilità psicomotorie complesse, soprattutto in contesti nuovi, tendono a peggiorare 3 Deficit di organizzazione visuospaziale.

La discriminazione visiva, con materiale verbalizzabile tende a migliorare;

Soprattutto in nuovi contesti, le abilità visuospaziali risultano deficitarie 4 Estrema difficoltà nell’adattarsi a situazioni nuove e/o complesse, con la tendenza ad adottare comportamenti
meccanici, ripetitivi ed inappropriati. 5 Difficoltà nella risoluzione di problemi e nella formazione di concetti di natura visuospaziale.

E’ ridotta la capacità di falsificare le ipotesi e di trarre beneficio da feedback in situazioni nuove.

Risulta compromessa l’abilità di stabilire delle relazioni causa-effetto 6 Distorsioni nella capacità di stimare lo scorrere del tempo durante le attività quotidiane

Questo comportamento può non essere immediatamente visibile ma emerge chiaramente se espressamente valutato 7 Abilità e memoria verbale meccanica ben sviluppata.

La memoria di materiale complesso di natura verbale può risultare deficitaria, a causa di una scarsa comprensione iniziale 8 Verbosità
Scarsa prosodia
Uso pragmatico del linguaggio estremamente compromesso 9 Difficoltà di aritmetica, anche per apprendimenti di natura meccanica.

Le capacità di lettura migliorano nel secondo ciclo della scuola primaria

La capacità di comprensione del testo può continuare a essere compromessa 10 Deficit nella percezione, nel giudizio e nell’interazione sociale.

Durante il periodo pre-scolare il bambino può apparire “iperattivo”.

Con l’avanzare dell’età c’è una forte tendenza al ritiro e all’isolamento sociale, con alto rischio di sviluppo di disturbi psichici di natura internalizzata nel corso dell’adolescenza Aritmetica e Matematica Evidenti difficoltà in:
Allineamento/Incolonnamento
Errori nella lettura dei numeri
Errori nella scelta del segno
Errori procedurali
Incapacità a cambiare le risposte
Geometria Difficoltà a riconoscere le figure
Difficoltà a ricordare le regole
Difficoltà a lavorare con le figure e le loro caratteristiche (relazioni base/altezza; diagonale) Scienze Difficoltà a stabilire relazioni causa-effetto
Scarsa comprensione di grafici e tabelle
Scarso adattamento dei dati alla realtà
Disegno e Prassie Scarsa rappresentazione dei rapporti spaziali
Disegno povero: scarsa capacità di copia/riproduzione a memoria; disegno rimanda a stadio evolutivo precedente
Scarsa abilità nell'uso degli strumenti (riga/squadra)
Difficoltà nella grafia
Comprensione del testo Difficoltà se il testo include relazioni spaziali, temporali, rapporti tra oggetti
Incapacità a integrare figura e testo
Difficoltà a lavorare su immagini mentali che includono rapporti spaziali
Geografia Difficoltà con mappe, riproduzione di percorsi, simboli e schemi
Difficoltà nella comprensione di relazioni visuo-spaziali
Competenza sociale Difficoltà a decodificare segnali riferibili alla comunicazione non-verbale (postura, mimica, ecc.)
Verbosità eccessiva; non lasciano spazio all'altro Scuola Infanzia Scuola Primaria Prassie Riproduzione di modelli

Riproduzione "grafica" di modelli Schema corporeo Localizzare e denominare parti del corpo
Imitare gesti e posture, anche asimmetrici (gioco dello specchio)
Lateralità occhio-mano-piede (osservare per comprendere la dominanza dei vari distretti, anche se non vi è ancora stabilizzazione)
Attenzione ad instabilità (ad es. nelle attività di coloritura cambia continuamente mano a seconda dello spazio foglio da occupare)
Attenzione alla riproduzione ripetuta di gran parte dei grafemi in modo speculare Rapporti topologici Nozioni topologiche riferite agli oggetti e al proprio corpo.
Confronto dimensioni/distanzeRiconoscimento/denominazione forme semplici
Dai 4 anni: seriazione di 3-4 elementi; posizionarsi come da consegna; puzzle semplici; ricomposizione di immagini.
Dai 5 anni: concetti spaziali rappresentati graficamente.
Grafomotricità Impugnatura dello strumento grafico (distanza dalla punta, tipo di pinza…)

Occupazione dello spazio-foglio
Scrittura dall’alto/sinistra

Entro i 5 anni deve ridursi il passaggio dello strumento da una mano all’altra

Dai 5 anni: scrittura dei grafemi (correttamente impostati) Cosa NON fare Non deridere o evidenziare le prestazioni scadenti, o le caratteristiche negative del bambino (“Sei un pasticcione!” “Ma come puoi rompere sempre tutto?” “Ma dai è facile!”).

Non complimentarsi se il risultato è stato pessimo, ma dire “Bene, hai capito la consegna, ora riprova”

Non utilizzare frasi come “Fammi vedere come sei bravo a ”, “Vediamo se sei capace a ”, “Fai attenzione”, “Guarda meglio”

Non insistere affinchè il bambino esegua un compito che gli è chiaramente ostile

Va bene spronarlo ma non obbligarlo!
Area visuo-spaziale Favorire il ricordo di posizioni, oggetti, sequenze e figure

Stimolare strategie di analisi di un input visivo

Esercitare la costruzione di un’immagine visiva (completamento figure)
Allineamento dei numeri
utilizzo di ausili esterni(tabelle)
sviluppo di strategie interne (riconoscimento dell’errore)
Lettura direzionale
Stimolare la capacità di ordinamento seriale
Favorire la definizione di rapporti di grandezza e direzionalità
Attenzione ai dettagli visivi nella rappresentazione delle 4 operazioni

Miglioramento nella grafia dei numeri
Area Matematica Prassie Migliorare l'uso degli strumenti (squadra, riga, compasso e forbici)

Favorire la pianificazione dell’azione (lavoro sul diario, sullo spazio di lavoro)

Stimolare l'ordine nelle proprie cose (chiarezza e consapevolezza nel compito da eseguire)

Esercitare la grafia nella scrittura (rapporto spazio-grandezza del carattere) Comprensione del testo Lavorare sulla costruzione di uno storyboard (organizzazione di una storia a partire dalle immagini)

Immaginare il movimento

Promuovere la percezione sociale non verbale e la lettura degli indici di comportamento non linguistici

Favorire il giudizio sociale (comportamento che meglio si adatta ad un comportamento)

Stimolare la comprensione dei simboli-pittogrammi legati alla vita sociale (verbalizzazione, memorizzazione elementi chiave, rappresentazione e drammatizzazione)
Area competenze
sociali Scienze Uso didattica "laboratoriale"
potenziare le capacità di osservazione
costruire un esperimento

Uso problem-solving

Uso tabelle o grafici
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