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Rivoluzione industriale

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by

Federica marialucia

on 9 January 2013

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Transcript of Rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale è un processo di evoluzione economica che da un sistema
agricolo-artigianale-commerciale porta ad un sistema industriale moderno. L'Inghilterra fu la prima ad avere un'agricoltura
di mercato che, unita all'innovazione tecnologica, eliminò molta manodopera dalle campagne, facendola rifluire verso la città, dove troverà occupazione nella nascente industria. In Inghilterra Dove? Quando? 1760 al 1830 Come accade in molti processi storici, per la rivoluzione industriale non esiste una data di inizio certa, anche se l'invenzione cardine è quella del motore a vapore. Ogni mutamento profondo dell'economia è però influenzato dalle trasformazioni precedenti e così la Rivoluzione industriale viene considerata da alcuni studiosi come l'ultimo momento di una serie di cambiamenti che hanno trasformato l'Europa da terra povera, sottosviluppata e poco popolata all'inizio del Medioevo, nella zona più ricca e sviluppata del mondo nel corso dell'Ottocento. Perchè Cause Varie furono le cause della rivoluzione industriale. I motivi furono: la disponibilità di ricchezze da impiegare e la disponibilità di energia. Così come aumentò la richiesta di generi alimentari, allo stesso modo aumentò la domanda di altre merci e, in primo luogo, quella di abiti, panni o coperte per ripararsi, che rappresentavano, oltre al cibo, una delle prime neccessità dell’uomo. Il lavoro dell’uomo iniziò a essere sostituito dal lavoro eseguito da macchine, enomermente più veloci. Le innovazioni tecnologiche. Macchine utensili e le macchine motrici. Fu grazie all'introduzione di innovazioni tecnologiche che si sviluppò un nuovo sistema di produzione. Il nuovo sistema industriale prevedeva l'impiego di operai che lavoravano all'interno delle fabbriche e la sostituzione delle fonti di energia tradizionale (animali, vento e acqua) con fonti combustibili (carbone) che permisero l'introduzione delle macchine a vapore. Inoltre le macchine a vapore vennero applicate ai telai delle industrie tessili. Si sostituì così parte del lavoro umano e permettendo la realizzazione di prodotti a basso costo. La macchina a vapore Un motore a vapore è un'apparecchiatura adatta a produrre energia meccanica utilizzando, in vari modi, vapore d'acqua. In particolare essa trasforma, tramite il vapore, energia termica in energia meccanica. Il calore è in genere prodotto con il carbone, ma può anche provenire da legna. Il motore a vapore, consentendo potenze assai maggiori di quelle fino ad allora disponibili, ha svolto un ruolo importante nella rivoluzione industriale. Lo sviluppo del motore a vapore ha facilitato l'estrazione ed il trasporto del carbone, che a sua volta ha aumentato le potenzialità del motore a vapore. Impatto sociale
dell'industrializzazione Esplosione demografica La rivoluzione industriale innescò diverse dinamiche socio-economiche che, combinatesi fra loro, provocarono nelle aree coinvolte un rapido e considerevole accrescimento della popolazione. I progressi nel campo igienico e sanitario abbatterono i tassi di mortalità e innalzarono l'età media della popolazione. La rivoluzione industriale comportò un generale stravolgimento delle strutture sociali dell'epoca, attraverso una impressionante accelerazione di mutamenti che portò nel giro di pochi decenni alla trasformazione radicale delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell'aspetto delle città, soprattutto le più grandi. Nonostante gli effetti spesso negativi sul proletariato urbano, dovuti alle iniziali condizioni di sfruttamento economico e di urbanizzazione incontrollata, la rivoluzione industriale a lungo andare ha permesso comunque di elevare le condizioni di benessere di una sempre più vasta percentuale della popolazione. Gli uomini che fecero la rivoluzione industriale I progressi compiuti dall’industria ,alla fine del settecento, non furono gli unici responsabili della rivoluzione industriale, ma coloro che portarono avanti le loro idee durante questo periodo contribuirono notevolmente al cambiamento sociale-economico del paese. I maggiori protagonisti sono John Kay (inventò il telaio a navetta volante rendendo piu veloce la tessitura), James Hargreaves (inventò il filatoio meccanico che si sostituì al lavoro di molti operai), Richard Arkwright (inventò un nuovo filatoio azionato dall’energia idraulica), Edmund Cartwright (costruì un telaio meccanico) e infine James watt (inventore della macchina a vapore). In successione : Thomas Robert Malthus Alla fine del settecento,l'economista Thomas Malthus avvertì la gravità dei problemi dovuti alla crescita della popolazione. Le sue osservazioni partirono dallo studio delle colonie inglesi del New England, dove la disponibilità "illimitata" di nuova terra fertile ha permesso uno sviluppo della popolazione. Mentre, dove ciò non è possibile, si verificano periodiche carestie con conseguenti epidemie. La teoria demografica di Malthus sostiene il ricorso al controllo delle nascite per impedire l'impoverimento dell'umanità. Malthus introduce il concetto di salario di sussistenza, cioè il livello medio del salario necessario per soddisfare le esigenze ritenute fondamentali. Secondo Malthus, fino al salario di sussistenza non ci si sposa, né si fanno figli.Malthus era contrario a qualsiasi forma di assistenza ai poveri perchè riteneva che questi, se assistiti sarebbero stati spinti a sposarsi piu facilmemente accentuando la crescita demografica in contrasto con le risorse, sempre meno disponibili, utili alla sopravvivenza. Case popolari Slums Fu infatti prevalentemente nei centri urbani, specie se industriali, che si avvertirono maggiormente i mutamenti sociali, con la repentina crescita di grandi sobborghi a ridosso delle città, nei quali si ammassava il sottoproletariato che dalle campagne cercava lavoro nelle fabbriche cittadine. In Inghilterra sorsero interi quartieri di "case popolari" o "slums" che ospitavano più di una famiglia in condizioni igienico-sanitarie generalmente pessime, basti pensare che una persona su due moriva per intossicazione da materiali di costruzione. La tratta degli schiavi La tratta dei neri, ossia il commercio di schiavi africani, iniziò subito dopo la scoperta dell’America, ma assunse dimensioni impressionanti nel XVII/XVIII secolo. In un primo momento i coloni provarono a servirsi delle popolazioni indigene dell’America che venivano impegnati nel massacrante lavoro nelle miniere e nelle piantagioni, ma gli Indios erano pochi, indeboliti dalla fame e dalle malattie, e non resistevano alla fatica. La manodopera nera invece non solo resisteva ai climi caldi, ma costava poco e sembrava inesauribile. Fra gli Europei, i primi mercanti di schiavi neri furono i Portoghesi (presto seguiti da tutti i paesi che avevano colonie in America), questi infatti circondavano di sorpresa i loro villaggi e tendevano reti nelle foreste per intrappolarli, proprio come se fossero stati animali. Dai luoghi di cattura all’interno del continente gli schiavi venivano incolonnati verso i porti d’imbarco. Vi giungevano in lunghe file, a volte dopo mesi di cammino, stretti l’uno all’altro da collari chiusi intorno al collo. Chi non resisteva alla lunga marcia veniva abbandonato o lasciato morire. Prima dell'imbarco gli schiavi erano marchiati con un ferro rovente e battezzati con una frettolosa cerimonia. Iniziava poi il tormentoso viaggio verso l'America su navi stipate fino all'inverosimile, dove gli schiavi venivano ammassati in locali non più alti di un metro e mezzo, quasi privi di aria e luce. Qui, nudi e incatenati a due a due, avendo a disposizione uno spazio di non più di cinquanta centimetri ciascuno. Naturalmente, la mortalità era altissima. Molti si ammalavano per il sudiciume, la facilità di contagio, l'alimentazione inadatta: alcuni, spinti dalla disperazione, si suicidavano. Per l'Africa la tratta significò un' enorme catastrofe. I negrieri sceglievano di preferenza uomini e donne forti e sani, ancora in età da potersi riprodurre. A causa del loro forzato trasferimento, famiglie e villaggi furono distrutti, intere regioni si spopolarono e lo sviluppo dell'Africa fu interrotto, con conseguenze che pesano ancora oggi sull'economia del continente. Gli europei invece trassero dal commercio e dalla colonizzazione del mondo grandi vantaggi economici e l'errata convinzione di essere superiori ad ogni altra razza, soprattutto a quella nera. Creato da : Domiziana Casuccio
Giada Ubaldini
Federica Briganti
Gabriele Gulino
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