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La Grande Crisi

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by

Giuliano Tosi

on 28 October 2016

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Transcript of La Grande Crisi

La Grande Crisi
Il problema di fondo
La contraddizione tra la crescita produttiva e i limiti della domanda:

l'economia di scala necessita di un consumo di massa
(v. gli alti salari di Ford o il sistema delle “rate” e i prestiti)
MA
non sempre domanda e offerta crescono di pari passo

anzi
lo sviluppo tecnologico determina
un ritardo della crescita dei salari
(e quindi della domanda)
rispetto alla crescita produttiva
Le cause
La crisi del '29
Il New Deal
Le conseguenze
La prima reazione
L'amministrazione repubblicana reagì secondo
lo schema liberista classico:
pareggio del bilancio (riduzione del credito e della spesa sociale, nuove tasse, ecc., ma anche protezionismo drastico)

Il problema sociale si inasprì ulteriormente
e si innescò un circolo vizioso tra
difficoltà monetarie-paralisi del commercio-stagnazione della produzione
Il picco della crisi
Nel 1932, la crisi toccò il fondo
produzione mondiale -40% (rispetto al 1929) (USA -50%)
traffici internazionali -25%
disoccupazione +22% in USA, +17% in Germania, +15% in Inghilterra

Il ritiro dei capitali americani mise in ginocchio l'economia europea
La rivoluzione keynesiana
Il New Deal si ispirava alle teorie dell'economista britannico J.M. Keynes

problema fondamentale = debolezza della domanda

obiettivo: alimentare la domanda (piena occupazione)

strumenti:
intervento regolativo dello Stato (“cervello collettivo)
spesa sociale (debito pubblico)
redistribuzione del reddito (politiche democratiche)

NB: abbandono dogmi liberisti (libera iniziativa, pareggio del bilancio, ecc.)
L'efficacia del New Deal
L'efficacia reale del New Deal fu discutibile:
tamponò la spirale perversa e i suoi effetti sociali
MA la ripresa si ebbe solo dopo la guerra

Comunque sia,
le politiche keynesiane si affermarono per 50 anni
cambiando il capitalismo e costituendo un'alternativa
sia al vecchio sistema liberale-liberista
sia al comunismo sovietico
Anche perché, contro le previsioni di Marx,
dimostrarono che il capitalismo poteva “vivere di crisi”
La Crisi fu il primo evento storico
ad avere dimensioni realmente mondiali

Ebbe quindi enormi conseguenze
sociali e politiche,
oltre che economiche:
Il New Deal
Nel 1932 venne eletto il democratico F.D. Roosevelt
che avviò un “nuovo corso” basato su:

1) risanamento finanziario:
controllo del sistema creditizio per evitare le speculazioni

2) riassetto settori produttivi:
regolazione della produzione agricola
concertazione tra Stato, imprese e sindacati

3) strutturazione di un welfare state per sostenere domanda e occupazione
lavori pubblici
diritti sociali, tasse progressive, libertà sindacali

la fine del
gold exchange standard

Hitler al potere in Germania

Italia verso autarchia e guerra
isolata nel suo programma di industrializzazione forzata,
l'URSS fu toccata solo marginalmente dalla crisi
e questo fece molto scalpore
Il fallimento della prima reazione mostrò che
l'autoregolazione del mercato
non sempre garantiva prosperità in quanto

richiedeva tempi lunghi (sfasatura di velocità tra i diversi processi)

e quindi grandi (e pericolosi) costi sociali

poteva anche avvenire “al basso” e non necessariamente in un punto ottimale di equilibrio
1) Instabilità politica in Europa
2) Inasprirsi della tensione internazionale
3) Il mito sovietico
4) La crisi del liberismo classico
L'improvviso crollo di Wall Street (24 ottobre 1929 = il “giovedì nero”)

pose fine alla fragile ripresa europea degli anni '20
rivelò gli squilibri profondi dell'economia americana
e segnò l'inizio della Grande Crisi:

una recessione di dimensioni mondiali
che durò fino alla Seconda guerra mondiale
ed ebbe conseguenze enormi
Secondo Keynes
l'economia integrata e globale
nata dalla Seconda Rivoluzione Industriale

richiedeva un capitalismo diretto

ovvero
un' economia regolata
ma capitalista
La rivoluzione keynesiana
ebbe anche un importante risvolto politico:

trasformò il capitalismo liberale in capitalismo democratico

meno libertà ma più equilibrio e più ordine
rispetto al capitalismo liberale

più disordine, ma più libertà ed elasticità
rispetto al dirigismo autoritario

Il capitalismo democratico
Crisi finanziaria e del credito:

la speculazione fuori controllo
aveva coinvolto anche i piccoli risparmiatori (e spesso a prestito)

creando una “economia di carta” sempre più slegata dall'economia reale
La causa strutturale
una risposta alla crisi fu la guerra di conquista (Germania e Italia)

la Crisi fu quindi una

causa remota della Seconda guerra mondiale
La causa congiunturale
Crisi di sovrapproduzione o stagnazione:

sviluppo tecnologico e organizzazione del lavoro= maggiore produttività

MA domanda insufficiente a causa
della crisi europea
della cattiva distribuzione della ricchezza
Il capitalismo diretto
Si affermò l'idea che
l'intervento dello Stato in economia
fosse necessario
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