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Tesina

FFK, Futurismo-Ferrari-Kers. Tesina d'esame anno scolastico 2010/2011 svolta dall'alunno Manuel Scotti. I.I.S. G.Galilei - Crema
by

Manuel Scotti

on 28 June 2011

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Transcript of Tesina

futurismo Il futurismo è un movimento d’Avanguardia nato il 20 febbraio 1909 a seguito della pubblicazione, ad opera di Filippo Tommaso Marinetti, del Manifesto futurista sul giornale parigino “Le Figaro”.

Esso si proponeva come un movimento che rifiutava ogni tradizionalismo e “passatismo”, in favore di un’ arte che esaltasse le nuove tecnologie, la potenza delle macchine e la velocità come simbolo di progresso. Le Figaro – 20 febbraio 1909
1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli ; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

Filippo Tommaso Marinetti. Il principale esponente di tale movimento, nonché il fondatore, fu Filippo Tommaso Marinetti. Egli nacque ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876. Da qui si spostò a Parigi per gli studi superiori ed infine si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Genova. La sua fu dunque una formazione cosmopolita, a diretto contatto con il Simbolismo francese di fine ‘800.
Il 20 febbraio del 1909 pubblicò su Le Figaro' il manifesto del Futurismo, fondato su undici punti: Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e fremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti, di prede siderali
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù!
Che importa, mio dèmone bello?
Io sono in tua balìa! Prendimi! Prendimi!
Sulla terra assordata, benché tutta vibri
d’echi loquaci;
sotto il cielo accecato, benché folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e freschissime

Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d’abisso,
o Infinito senza fondo che con gioia m’assorbi!
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l’ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse

Ora le montagne già stanno per gettare
sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
là, a quel sinistro svolto
Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle nebbie!
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali

O montagne dai freschi mantelli turchini!
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure! Io vi sorpasso a galoppo!
Su questo mio mostro impazzito!
Stelle! mie stelle! l’udite
il precipitar dei suoi passi?
Udite voi la sua voce, cui la collera spacca
la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia
e il tuonar de’ suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente?

Accetto la sfida, o mie stelle!
Più presto! Ancora più presto!
E senza posa, né riposo!
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste! Forme uniche della continuità nello spazio Umberto Boccioni Forme uniche della continuità nello spazio è una celebre scultura futurista di Umberto Boccioni. Rappresenta simbolicamente il movimento e la fluidità. Boccioni respinge la scultura tradizionale per creare questo pezzo, considerato uno dei capolavori del Futurismo.[1] La scultura è raffigurata sul retro delle monete da 20 centesimi di euro coniate in Italia. Scultura Pittura Dinamismo di un' automobile Luigi Russolo Nell’opera Dinamismo di un’automobile di Luigi Russolo (1886-1947) sono contenuti tutti gli elementi fondamentali del movimento: il mito della macchina e della velocità; la violenza aggressiva del colore; le linee di forza costituite da cunei progressivamente più acuti per rendere l’idea della penetrazione dell’oggetto nell’aria. Architettura La città nuova Antonio Sant'Elia Sant'Elia prefigura la città del futuro come un cantiere permanente in cui gli edifici sono altissimi, al posto delle scale si usano gli ascensori e scale mobili per passare da un edificio all'altro. I materiali devono essere a vista: cemento armato, vetro, ferro e fibre tessili, tutti fortemente colorati. Letteratura Il componimento fa parte del testo, La Ville charnelle pubblicato a Parigi nel 1908. È l'unico brano che fu tradotto dal francese in italiano e stampato a Milano nel 1921 con il titolo Lussuria-Velocità. In essa, in analogia con il cavallo alato di Perseo della mitologia Greca, l'automobile è paragonata ad una sorta di mostro-demone giapponese, potente e tuonante, capace di superare montagne, fiumi e pianure, fino a slanciarsi «nell'Infinito liberatore». La tematica principale e l’esaltazione della velocita espressione di dinamismo e l’automobile, in particolare l’automobile da corsa, che proprio in quel periodo, si affermò sempre più grazie alla nascita delle prime corse automobilistiche. Per quanto riguarda le opere, Marinetti scrisse i suoi primi componimenti in francese, durante il soggiorno parigino. Tra le più significative si può ricordare “All’automobile da corsa”. Enzo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898.
All’età di 10 anni viene portato dal padre ad assistere una corsa automobilistica sul circuito di Bologna e il giovane ne rimase subito impressionato.

Nel 1917 parte soldato per la prima guerra mondiale, ma poco dopo, colpito da una grave malattia, subisce due interventi e viene congedato. Una volta ristabilito Enzo cerca lavoro , senza alcun successo, alla FIAT di Torino per poi trovare impiego nel 1919 a Milano presso la C.M.N (Costruzioni Meccaniche Nazionali) per la quale lavorerà come collaudatore e, in seguito, come pilota da corsa.

Negli anni successivi Enzo Ferrari ottenne numerose vittorie principalmente alla guida di automobili dell’Alfa Romeo che lo portarono cosi a una stretta collaborazione con la casa del Biscione per la quale lavorerà come collaudatore, pilota e, infine, direttore del gruppo Alfa Corse. Nel 1923 Enzo vince il primo circuito del Savio. In quell’occasione incontra il conte e la contessa Baracca, genitori del maggiore Francesco Baracca, famoso pilota dell’aviazione italiana durante la prima guerra mondiale, dai quali riceve l’invito ad utilizzare come simbolo portafortuna per le sue automobili, il cavallino rampante che l’aviatore faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Nel 1929 viene fondata a Modena la “Scuderia Ferrari” una società sportiva con lo scopo di far correre i propri soci . Sempre più occupato dagli incarichi dirigenziali della scuderia, Enzo decide di ritirarsi dalle corse.

Alla fine del 1937 la scuderia Ferrari viene sciolta e due anni dopo Enzo lascia l’Alfa Romeo, vincolato dalla clausola di non poter associare il proprio nome alle automobili per almeno quattro anni. Da quel giorno battere l’Alfa Romeo con una vettura da lui costruita diventa il suo primo obbiettivo. Il 13 settembre 1939 viene cosi fondata l’Auto Avio Costruzioni a Modena, trasferita in piena guerra a Maranello nel 1943. La produzione dell’azienda riguarda inizialmente accessori oleodinamici e componenti meccanici per l’aereonautica e solamente nel 1947, quando i vincoli imposti dal contratto con l’Alfa sono scaduti, esordisce con una sportiva da lui progettata con il nome Ferrari: la Ferrari 125S. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare Ferrari S.p.A. nel 1960. Il 14 agosto 1988 Enzo Ferrari viene a mancare all'affetto dei suoi cari e degli innumerevoli tifosi, ma il mito Ferrari continua ad esistere. Nel 1969 la Ferrari S.p.A., consapevole che lo sviluppo dell’ attività industriale richiede un socio potente nel settore, entra a far parte del gruppo FIAT che diventa proprietaria del 50% del pacchetto azionario Ferrari ( diventerà del 90% alla morte di Enzo Ferrari ). Il KERS, acronimo di Kinetic Energy Recovery System ossia Sistema Cinetico di Recupero dell’Energia, è un sistema ibrido che recupera l’energia termica che altrimenti verrebbe dissipata durante la fase di decelerazione e frenata e la trasforma in energia meccanica o elettrica, che verrà conservata in una batteria (nel caso di un KERS elettronico) o in un volano (nel caso di un KERS meccanico),garantendo così prestazioni del motore più elevate ed un minor consumo di carburante. IL sistema KERS è composto essenzialmente da tre componenti: un motore/alternatore, delle batterie al litio e Infine una centralina elettronica a cui spetterà il compito di gestire in modo ottimale tutti passaggi in entrata ed uscita e di interfacciarsi con la centralina motore. Il principio di funzionamento è abbastanza semplice: in fase di decelerazione e frenata, il motore/alternatore assorbe la potenza che sino a ieri veniva dissipata e la trasforma, mediante un alternatore incorporato nel sistema stesso, in energia elettrica che viene immagazzinata nelle batterie. Allorché il pilota preme il bottone che tutti abbiamo ormai visto negli “on board camera”, il ciclo di accumulo si inverte e l’energia elettrica stivata nelle batterie va ad alimentare l’alternatore.
Questo, funzionando in fase inversa come un motore elettrico, affianca l’azione di quello endotermico fornendo un surplus di potenza che la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) ha stabilito in 60 KW (pari a circa 80 CV) per non più di 6,67” a giro. Il sistema KERS di recente introduzione nella Formula 1 ha permesso una notevole riduzione di emissioni di CO2 combinata ad un aumento di prestazioni. In futuro questa tecnologia sarà applicata anche a vetture stradali, come già stanno sperimentando alcune case automobilistiche quali Volvo e Ferrari che, all’ultima edizione del salone di Ginevra, ha presentato la Ferrari Hy-Kers, una vettura sulla base della Ferrari 599 GTB Fiorano, dalle stesse caratteristiche sportive ma con una riduzione di emissioni del 30%.
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