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Orfeo ed Euridice progetto latino

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by

Veronica Volpe

on 25 May 2015

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Transcript of Orfeo ed Euridice progetto latino

Cesare Pavese
1908-1950

Vita dominata da un profondo
senso di solitudine e vuoto
Passa la maggior parte della
sua vita a Torino
Periodo d'occupazione tedesca
"L'inconsolabile"

(Dialoghi con Leuco, 1947)
Non è stato un errore, ma una scelta volontaria e consapevole. Orfeo
si è voltato apposta
. Perché?
Solo vivendo la
morte
si
comprende la
vita
.
Sconvolgimento degli
Bacca lo accetterà?
schemi convenzionali
d
'ignoranza
e di
gioia
".
"C'è una strada più semplice
Bacca: "Forse è per questo che ti seguono, le donne di Tracia. Tu sei per loro come il dio."
Orfeo: "Sciocca. Forse un giorno
sarai come un uomo."
Bacca: "Purchè prima le donne
di Tracia non sbranino il dio. "
Claudio Magris
Vincitore di numerosi premi letterali
Ora è un professore di filosofia
alla facoltà di lettere a Trieste
1939 - Trieste
"Lei dunque capirà"
IL COMPLESSO DI ORFEO
NELLA PSICOANALISI
Dialogo Euridice - Presidente
monologo al femminile - 2006
"Sono stata io.
Lui
voleva sapere
e io gliel'ho impedito."
Viaggio
: non era venuto per salvare lei,
ma per essere salvato.
E noi cosa sceglieremo?
La verità, a che prezzo?
Non avrebbe potuto vivere
conoscendo la morte
"Io mi sentivo risucchiare indietro,
leggera, sempre più leggera"
Sicura della sua decisione
felice di non averlo condannato
e
Gioia e
ignoranza
Vuoto e
Verità
VITA
posso esistere"
"Senza
x
non
Elementi positivi:
-durata e fedeltà verso un'unica persona,
- ciò che l'amante fa per il suo unico amato
Elementi negativi:
- non essere capaci di andare avanti
- bloccati al lutto e allo stato

Orfeo ed Euridice

Autore:Christoph Willibald Gluck (1714-1787)
Data: Anno di pubblicazione 1762
Argomento:Discesa di Orfeo nell'Ade
Protagonisti: Orfeo
Euridice
Amore
ATTO TERZO

Orfeo perde l'amata
Orfeo tenta il suicidio
Amore lo ferma
Zues commosso, restituisce Euridice
ORFEO:
Che affanno!... Oh come
mi si lacera il cor! Più non non resisto;
smanio, fremo, deliro
... ah mio tesoro!...

(si volta con impeto e la guarda)

EURIDICE :

(alzandosi con forza e tornando a cadere)

Giusti dèi, che m'avvenne. Io... manco... io... mo... ro..
.
ORFEO:

Ahimè
! dove trascorsi! Ove mi spinse
un
delirio d'amor
!...

AMORE:
Questo furore
calma
, deponi e riconosci Amore.

ORFEO :
(come tornando in sé stesso)
Ah! sei tu... Ti ravviso;
il duol finora
tutti i sensi m'oppresse
. A che venisti?
In sì fiero momento,
che vuoi da me?

AMORE :

Farti felice. Assai
per gloria mia soffristi, Orfeo.
Ti rendo
Euridice, il tuo ben. Di tua costanza
maggior prova non chiedo
. Ecco: risorge
a riunirsi con te.
Cigola la carrucola del pozzo,
l’acqua

sale alla luce
e vi si fonde.
Trema un
ricordo
nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio
un’immagine ride
.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro
...
Ah
che già stride
la ruota, ti ridona
all’atro fondo
,
visione, una distanza ci divide.

“Rèstitit Èurydicènque suàm iam
lùce sub
ìpsa
ìmmemor
hèu
! victùsqu(e) animì respèxit”
Viaggio nell'Ade
: non cercava
l'amore, cercava sè stesso.
e mi volterò, le carezze di ieri
mi volterò, non saranno mai più quelle
mi volterò, e nel mondo, su, là fuori
mi volterò, s'intravedono le stelle
mi volterò perché l'ho visto il gelo
che le ha preso la vita,
e io, io adesso, nessun altro,
dico che è finita;

e ragazze sognanti m'aspettano
a danzarmi il cuore,
perché tutto quello che si piange
non é amore.
E mi volterò perché tu sfiorirai,
mi volterò perché tu sparirai,
mi volterò perché già non ci sei
e ti addormenterai per sempre.

Il mito di Orfeo ed Euridice è ripreso anche da Dante nella
Divina Commedia
, in quanto Dante entra nel Limbo e si avvicina al Castello degli Spiriti Magni, dove scorge la figura del poeta Orfeo.




I due poeti compiono
un' azione comune, ovvero
quella di
andare nell' aldilà
mossi dal medesimo
obbiettivo: far rivivere l' amata con il proprio canto.
In questo passo della Divina Commedia
possiamo notare un' analogia con il mito di
Orfeo: lo sguardo. Si tratta di sguardi molto
simili ma allo stesso tempo anche diversi,
poichè lo sguardo di Dante fa risaltare Beatrice,
mentre quello di Orfeo condanna Euridice
a rimanere nell' aldilà
Publio Ovidio Nasone fu un celebre poeta romano.
Nacque nel 43 a.C a Sulmona. A circa 12 anni si reca a Roma per completare gli
studi e successivamente
si reca in Gracia, dove
studierà retorica. Tornato, ormai
adulto, a Roma, entra nel
circolo di Mecenate, e tra l'1d.C.
e il 18 d.C. scrive la sua opera
più celebre e impegnativa:
Le Metamorfosi.

<<
Hanc simul et legem Rhodopeius accipit heros, ne flectat retro sua lumina, donec Avernas exierit valles: aut inrita dona futura
>>
Le Metamorfosi,X, vv. 50-52


Le Metamorfosi
Opera più famosa scritta da Ovidio, Le Metamorfosi,
si tratta di un poema epico, composto da circa 15 libri scritto in esametri appartenente al filone logico, nel quale sono presenti una serie di miti, come per esempio quello di Orfeo ed Euridice
DANTE E ORFEO
Rubens
"Orfeo e Euridice"

Ibico, frammento17, VI secolo a.C.
ELEMENTI APOLLINEI
Figlio o pupillo del dio Apollo
Eroe culturale
Benefattore del genere umano
Promotore delle arti umane
Maestro religioso

ELEMENTI DIONISIACI
Rapporto simpatetico con il mondo naturale
comprensione del ciclo di decadimento e rigenerazione della natura
conoscenza intuitiva

Gregorio Lazzarini
"Orfeo e le Baccanti"
Joseph Paelinck
"Orpheus and Eurydice"
"Illa quidem, dum te fugeret per flumina praeceps,
immanem ante pedes hydrum
moritura
puella
servantem ripas alta non vidit in herba."

Georgiche, IV, vv. 457-459
"Iamque pedem referens
casus evaserat
omnis,
redditaque Eurydice superas veniebat ad auras
pone sequens
(
namque hanc dederat Proserpina legem
),
cum subita incautum
dementia
cepit amantem,
ignoscenda quidem, scirent si ignoscere Manes:
restitit, Eurydicenquesuam iam luce sub ipsa
immemor
heu!
victusque

animi
respexit."

Georgiche, IV, vv. 485-491
"Illa: <Quis et me> inquit <miseram et te perdidit,
[Orpheu,
quis tantus
furor
? en iterum crucelia retro
fata vocant conditque natantia lumina
somnus
.
Iamque vale; feror ingenti circumdata nocte
invalidasque tibi tendens, heu non tua, palmas."

Georgiche, IV, vv. 494-494
Enrico Scuri
"Orfeo ed Euridice"
Dino Buzzati
1906 - 1972

Pubblicato nel 1969
Fu uno deip rimi graphic novel italiani
Traspone il mito nella dimensione della quotidianità
Salvador Dalì
"Orologi sciolti"

OVIDIO
Le Metamorfosi,X,vv.56-57
<<
Hic, ne deficieret, metuens avidisque videndi flexit amans oculos, et protinus illa relapsa est
>>
<<
La vista mia, che tanto lei seguio
quanto possibil fu, poi che la perse
volsesi al segno di maggior desio

e a Beatrice tutta si converse
ma qella folgorò nel mio sguardo
sì che da prima il viso non sofferse

e ciò mi fece dimandar più tardo
>>
Paradiso,III, vv. 124-130
GLI SGUARDI
Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori,
perchè lei adesso è morta,
e là fuori ci sono la luce e i colori;
dopo aver vinto il cielo
e battuto l'inferno,
basterà che mi volti,
e la lascio alla notte,
e la lascio all'inverno
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