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Analizziamo il Piano Nazionale Scuola Digitale

a cura di Patrizia Vayola
by

patrizia vayola

on 10 September 2016

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Transcript of Analizziamo il Piano Nazionale Scuola Digitale

analizziamo il
presentato il 27 ottobre a Roma dalla ministra Giannini
documento
di indirizzo
un’idea rinnovata
di scuola
in cui le tecnologie diventano abilitanti, quotidiane, ordinarie, al servizio dell’attività scolastica
Gli obiettivi non cambiano, sono le competenze degli studenti, i loro apprendimenti, i loro risultati. Questi obiettivi saranno aggiornati nei contenuti e nei modi, per rispondere alle sfide di un mondo che cambia rapidamente
la “scuola digitale” non è un’altra scuola. È più concretamente la sfida dell’innovazione della scuola.
L'Italia si trova in situazione arretrata per:
competenze digitali degli studenti
competenze digitali dei docenti
digital economy
ma ci sono già alcune buone pratiche sia del piano scuola digitale sia spontanee da cui partire ...
il “digitale” è un volano di cambiamento verso un’idea di innovazione, di scuola non più unicamente trasmissiva, e di scuola aperta e inclusiva in una società che cambia.
l’obiettivo è migliorare la scuola, e il compito principale della scuola è fare buona didattica, con l’aiuto di buoni contenuti, rafforzare le competenze e gli apprendimenti degli studenti.
servono fibra ottica, connettività e cablaggio interno in ogni scuola
L’educazione nell’era digitale non deve porre al centro la tecnologia, ma i nuovi modelli di interazione didattica che la utilizzano.
L’educazione nell’era digitale deve coniugare
la crescente disponibilità di tecnologie e competenze abilitanti, la rapida obsolescenza tecnologica, e le nuove esigenze della didattica.
E' necessario acquisire soluzioni digitali che facilitino la creazione di ambienti propedeutici agli apprendimenti attivi e laboratoriali, nonchè per quelli costruttivisti o per progetto.
migliorare il lavoro di chi fa l’amministrazione scolastica ogni giorno e migliorare sostanzialmente i servizi digitali delle scuole a partire dal registro elettronico
Dare un profilo digitale ad ogni persona della scuola
per rendere più semplice, immediato ed abilitante l’impiego di dispositivi e contenuti, più agile la gestione degli spazi di apprendimento, più sicura l’identità degli studenti
occorre rafforzare le competenze relative alla comprensione e alla produzione di contenuti complessi e articolati anche all’interno dell’universo comunicativo digitale
lavorare sull’alfabetizzazione informativa e digitale (information literacy e digital literacy),
l’introduzione al pensiero logico e computazionale e la familiarizzazione con gli aspetti operativi delle tecnologie informatiche.
gli studenti devono essere utenti consapevoli di ambienti e strumenti digitali, ma anche produttori, creatori, progettisti
i docenti dovranno essere messi nelle giuste condizioni per agire come facilitatori di percorsi didattici innovativi basati su contenuti più familiari per i loro studenti.
Il mondo del lavoro, e la società, richiedono sempre più competenze “trasversali”, come il problem solving, il pensiero laterale e la capacità di apprendere. In questo, il digitale offre un traino fondamentale.
Governare e valorizzare la produzione e distribuzione di conoscenza, nonchè la creatività digitale, è la sfida che la Rete pone al nostro tempo.
è necessaria la promozione della produzione collaborativa e della condivisione di contenuti con garanzia di validità
La formazione dei docenti deve essere centrata sull’innovazione didattica, intendendo le tecnologie digitali come sostegno per la realizzazione dei nuovi paradigmi educativi e la progettazione operativa di attività.
Dobbiamo passare dalla scuola della trasmissione a quella dell’apprendimento.
Fornire a tutte le scuole le condizioni per l’accesso alla società dell’informazione
Per realizzare nuovi paradigmi educativi servono ambienti di apprendimento adeguati, in grado di porre al centro non la tecnologia - presente, nella misura in cui è necessaria - ma la pratica didattica, a favore dello sviluppo delle competenze, della collaborazione e della didattica attiva, per problemi e progetti e l'inclusione
le linee guida per l’edilizia scolastica del 2013 individuano cinque diverse possibili tipologie di ambienti fisici per l’apprendimento
(la classe, lo spazio laboratoriale, l’agorà, lo spazio individuale e quello informale)
investire sul rinnovamento
degli spazi della scuola per rispondere alle esigenze del metodo educativo innovativo, attraverso soluzioni resilienti, aperte, accessibili e a costi contenuti
dai fondi PON
apposite linee guida per l'utilizzo
di “atelier creativi e laboratori
per le competenze chiave”
rafforzamento in chiave digitale
dei laboratori degli istituti professionali
“laboratori territoriali per l’occupabilità”,
laboratori sul territorio aperti alle scuole presso musei, enti di ricerca, parchi tecnologici, fondazioni, associazioni
per le scuole di nuova costruzione
ci sarà una strutturazione innovativa degli spazi
capacità di reperire, comprendere, descrivere, utilizzare, produrre informazione complessa e strutturata, tanto nell’ambito scientifico e tecnologico quanto in quello umanistico e sociale
gli studenti devono trasformarsi da consumatori in “consumatori critici” e “produttori” di contenuti e architetture digitali
in grado di sviluppare competenze trasversali ad ogni ambito occupazionale; in grado di
risolvere problemi
,
concretizzare le idee
, acquisire
autonomia di giudizio
,
pensiero creativo
,
consapevolezza
delle proprie capacità,
duttilità
e
flessibilità nella ricerca di soluzioni
.
fondare l’apprendimento degli studenti su attività d’ispirazione laboratoriale, perseguendo modelli costruttivisti, superando quelli univocamente cognitivisti, ormai riconosciuti come obsoleti nel contesto internazionale dell’istruzione e della formazione.
Il paradigma su cui lavorare è la didattica per competenze, intesa come progettazione che mette al centro trasversalità, condivisione e co- creazione, e come azione didattica caratterizzata da esplorazione, esperienza, riflessione, autovalutazione, monitoraggio e valutazione
le tecnologie digitali
intervengono a supporto di tutte le dimensioni delle competenze trasversali
(cognitiva, operativa, relazionale, metacognitiva).
e si inseriscono anche verticalmente, in quanto parte dell’alfabetizzazione del nostro tempo e fondamentali competenze per una cittadinanza piena
Il digitale è infatti il “
nastro trasportatore
”, media caratterizzato e non neutrale attraverso cui sviluppare e praticare competenze e attitudini, all’interno di e attraverso ogni disciplina;
è “
alfabeto
” del nostro tempo - al cui centro risiede il pensiero computazionale - una nuova sintassi, tra pensiero logico e creativo, che forma il linguaggio che parliamo con sempre più frequenza nel nostro tempo;
è,
agente attivo
dei grandi cambiamenti sociali, economici e comportamentali, di economia, diritto e architettura dell’informazione, che si traduce in competenze di “
cittadinanza digitale
” essenziali per affrontare il nostro tempo.
tavolo tecnico per la redazione di un framework = quadro strutturale relativo alla declinazione curricolare delle competenze digitali e delle loro relazioni con le altre competenze
creazione di una “banca di piani pedagogici e processi didattici” ...
perchè è fondamentale che i docenti abbiano la possibilità di attingere da un portfolio di percorsi didattici applicati e facilmente utilizzabili in classe
per formare la “cittadinanza digitale” e rinsaldare la consapevolezza degli effetti delle proprie relazioni e interazioni nello spazio online
competenze di base che tutti gli studenti devono avere:
- i
diritti della rete
, a partire dalla Dichiarazione per i Diritti in Internet redatta dalla Commissione apposita della Camera dei Deputati;
- l’
educazione ai media
e alle dinamiche sociali online (social network);
- la qualità, integrità e circolazione dell’
informazione
(attendibilità delle fonti, diritti e doveri nella circolazione delle opere creative, privacy e protezione dei dati, information literacy).
Le competenze caratterizzanti sono:
- l’
economia digitale
;
- la
comunicazione
e l’
interazione
digitale;
- le dinamiche di generazione, analisi , rappresentazione e riuso dei
dati
(aperti e grandi);
- il
making
, la robotica educativa, l’internet delle cose;
- l’
arte digitale
, la gestione digitale del cultural heritage;
- la
lettura e la scrittura in ambienti digitali e misti
, il digital storytelling, la
creatività
digitale.
Il punto di partenza della nostra azione sarà convocare ricercatori ed esperti per la costruzione di progetti di ricerca, anche nell’ottica di valorizzare iniziative già esistenti
risorse per la Formazione
della legge 107/2015
spirito di imprenditorialità
innalzamento generale delle competenze e,
tramite quelle digitali
,
delle competenze trasversali
rendere maggiormente
appetibili
le carriere digitali,
promuovere il talento e dare maggiore consapevolezza delle opportunità del mondo del lavoro

PERCORSI DI INGRESSO
Tutti gli studenti italiani devono essere messi in grado di fare un’esperienza di imprenditorialità (digitale)
grazie a:
cultura della sperimentazione e dall’imparare facendo (approccio “learning by doing”),
nuovi metodi pedagogici laboratoriali e pratici (ad es. hacklab, ecc.) e un costante scambio con l’esterno (nazionale e internazionale).
PERCORSI COMPETITIVI
“olimpiadi dell’imprenditorialità”
PERCORSI DI ACCELERAZIONE
ore di formazione alternate a workshop in ambiti come imprenditoria, storytelling, digital marketing e social media,
capacità di argomentazione
Occorre intervenire sulla percezione del genere femminile di vedersi estraneo alle proprie attitudini, tra le principali cause della scarsa propensione delle studentesse verso carriere in ambiti tecnologici e scientifici
avvicinare gli studenti alle carriere digitali e agli studi universitari relativi,
colmando il divario tra la capacità del nostro sistema educativo di sviluppare competenze adeguate e le richieste del mondo del lavoro, sempre più digitali anche quando non legate a percorsi specialistici.
protocollo d’intesa con Confindustria Digitale, e con l’obiettivo di coinvolgere tutte le organizzazioni datoriali
investimenti a favore dell’Alternanza Scuola- Lavoro - a valere sulle risorse della Buona Scuola (Legge 107/2015) - per un totale di 100 milioni di euro all’anno
’adozione dei libri di testo è diventata “eventuale”, è stato auspicato un uso più ampio di contenuti aperti e reperibili online,
fare in modo che le scuole abbiano criteri certi per giudicare le caratteristiche tecniche dei libri di testo in formato cartaceo e digitale e per ottimizzare l’integrazione tra i libri in versione digitale, mista e cartacea.
promozione delle
Risorse Educative Aperte
(OER, Open Educational Resources), ossia alle pratiche di produzione e condivisione di risorse aperte per l’educazione.
linee guida relative all’utilizzo di piattaforme in ambito didattico
LMS
LCMS
Social network
Piattaforme editoriali

linee guida
per distinguere le varie tipologie di risorse digitali disponibili, i criteri e le possibili forme del loro uso,
linee guida
per l’autoproduzione di contenuti: le modalità dei processi di selezione, produzione e validazione nonché le caratteristiche tecniche
risorse a copertura curricolare
risorse di natura integrativa
metadatazione delle risorse

documentazione e trasferibilità
progetto nazionale sulle biblioteche scolastiche
biblioteche scolastiche possono avere un ruolo importante come centri di supporto per la formazione alla produzione e alla comprensione di contenuti informativi complessi, che integrano canali e codici comunicativi diversi e viaggiano on-line
priorità
STRATEGIE:
- valorizzare l’attività di
sperimentazione
dei singoli e delle reti,
- attivare e connettere le
reti
di scuole,
- valorizzare la formazione alle
competenze

digitali
intese come
la capacità di volgere in senso pedagogico e didattico l’uso delle tecnologie, come mezzo per potenziare apprendimenti e competenze chiave
OBIETTIVI:
- Rafforzare la preparazione del personale in materia di competenze digitali, raggiungendo tutti gli attori della comunità scolastica
- Promuovere il legame tra innovazione didattica e tecnologie digitali
- Sviluppare standard efficaci, sostenibili e continui nel tempo per la formazione all’innovazione didattica
- Rafforzare la formazione all’innovazione didattica a tutti i livelli (iniziale, in ingresso, in servizio)
RIVOLTA A: docenti,
dirigenti scolastici, DSGA
formazione come accompagnamento e aggiornamento, non solo come trasmissione
reti formative territoriali
molteplicità di modelli metodologici
animatore digitale
la formazione avrà come punto d’arrivo le competenze trasversali e ordinamentali indicate nel capitolo “Le Competenze degli Studenti”, e come argomento fondante l’
innovazione didattica
, attraverso l’apprendimento pratico di una varietà di modelli e metodologie
formazione continua
saranno favoriti percorsi formativi che promuoveranno una molteplicità di modelli di innovazione didattica
attraverso le tecnologie digitali
.
Essi dovranno seguire alcune linee guide:
- l’accesso a risorse didattiche aperte,
- l’integrazione tra momenti in presenza e disponibilità di contenuti online,
- un forte orientamento alla pratica, la modularità e flessibilità dei percorsi
- la continuità sul territorio delle azioni formative per suscitare la nascita di comunità professionali di rete.
“Presìdi di Pronto Soccorso Tecnico”
A ciascuna delle 5709 istituzioni scolastiche del primo ciclo sarà erogata una quota di
1.000 euro
che potrà essere utilizzata dalle scuole, individualmente o in rete, per coprire parte dei costi di assistenza tecnica.
dare un diverso indirizzo all’architettura e ai contenuti della formazione iniziale, nelle università
4 aree comuni nel percorso formativo professionalizzante, da accompagnarsi ai contenuti disciplinari differenti per ogni insegnamento:
- Competenze pedagogiche - didattico - metodologiche
- Competenze psico-relazionali
- Competenze valutative
-
Competenze di innovazione e sperimentazione didattica =
- Innovazione didattica e metodologica (didattica digitale, sperimentazione metodologica e didattica);
- Abilità e conoscenze informatiche
- Saper fare ricerca e autoaggiornamento
Le scuole, e quindi i dirigenti scolastici, i direttori amministrativi, i docenti e le stesse famiglie, non possono essere lasciate sole nell’attuazione di questo Piano.
Sarà formato attraverso un percorso dedicato
potrà sviluppare progettualità su tre ambiti:
FORMAZIONE INTERNA
(organizzare laboratori, stimolare parcecipazione ad attività formative
COINVOLGIMENTO DELLA COMUNITA’ SCOLASTICA
(studenti, genitori, territorio) in workshop e attività
CREAZIONE DI SOLUZIONI INNOVATIVE
:
individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (strumenti, metodologie, informazione su innovazioni, coding
1.000 Euro all’anno
gli animatori presenteranno un progetto che sarà inserito nel piano dell’offerta formativa, pubblicato sul sito della scuola e sarà nel tempo oggetto di monitoraggio.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale rappresenta il punto di partenza per ulteriori azioni territoriali.
Gli accordi che saranno sviluppati, a partire da
Regioni
e
Città Metropolitane
, avranno uno schema comune, e si impegneranno anche a valorizzare le specificità e qualità di ogni territorio.
Attraverso gli accordi territoriali, sarà possibile stimolare diverse tipologie di collaborazione sulle singole azioni:
collaborazioni “ad incremento”
, nelle quali l’investimento avverrà per raggiungere una copertura maggiore di un intervento
collaborazioni “ad integrazione”
, nelle quali MIUR e partner territoriali investono su interventi integrativi (es. ambienti digitali e tablet)
collaborazioni “di sperimentazione”
, che i territori potranno proporre all’interno di azioni (es. identità digitale) per i quali le proprie politiche sono particolarmente avanzate;
collaborazioni “propositive”
, tramite le quali i territori potranno proporre azioni non presenti nel Piano.
Gli investimenti e le azioni per la scuola digitale non si esauriscono con questo Piano
In economia con il termine
stakeholder
(o portatore di interesse) si indica genericamente un soggetto (o un gruppo di soggetti) influente nei confronti di un'iniziativa economica, sia essa un'azienda o un progetto

cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Stakeholder
Imprese, enti o fondazioni e altri partner privati diventano attori del processo di attuazione della politica di nazionale sull’innovazione tecnologica della Scuola.
ci sono vari tipi di reti che fanno innovazione nella scuola: reti afferenti a investimenti pubblici, reti private, ad esempio legate a Fondazioni, reti spontanee emerse dalla volontà dei propri partecipanti, sul territorio o in rete.
Queste reti meritano un ruolo nel Piano.
Queste reti saranno censite e mappate, catalogate rispetto alla natura, ma senza discriminare. Formeranno la “
Rete per l’innovazione nella scuola

Osservatorio per la Scuola Digitale
uno strumento per inquadrare l’innovazione dell’intero sistema educativo, da cui deriverà
indicatore dedicato per il SNV
monitoraggio complessivo, che combina un approccio
quantitativo
(i dati del Sistema Nazionale di Valutazione, la formazione del personale, la valutazione dei dirigenti, le dotazioni tecnologiche, i finanziamenti ricevuti, gli apprendimenti, i piani formativi, etc.) con un monitoraggio
qualitativo
, che avviene a scuola e sul territorio, incentrato sull’innovazione organizzativa e sistemica.
Le risorse dedicate al monitoraggio saranno individuate
Il Piano Triennale dell’offerta formativa servirà a migliorare la programmazione di strategie di innovazione digitale delle istituzioni scolastiche.
CONCLUSIONI
Questo non è un libro di buone intenzioni.

http://www.agid.gov.it/sites/default/files/documenti_indirizzo/strategia_bul_nov._2014.pdf
http://www.itifoligno.it/_areacomunicazioni/comunicazioni/legge_107_13_luglio_2015_riforma_della_scuola.pdf
cfr. legge 107 art 62
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/b170f8a0-a647-4c39-a657-9e5c406700f4/pon_libretto_informativo.pdf

cfr pag. 8
PON “Per la Scuola” 2014-2020
fondi PON
dotare tutte le classi della scuola primaria di un registro elettronico
costruire legami tra competenze digitali e possibilità di carriera:
CREAZIONE DI UN CURRICOLO STRUTTURATO DI PROMOZIONE DELL'IMPRENDITORIALITA'
=
avere competenze di base per
risolvere problemi, assumere decisioni, calcolare rischi, costi, benefici e opportunità, identificare le priorità, ideare e gestire progetti, agire in modo flessibile in contesti mutevoli.
Il Piano avrà un suo Comitato Scientifico.
Servirà anche come “organo di garanzia” rispetto all’attuazione del Piano e sarà composto da esperti di livello nazionale e internazionale
la riflessione sulla didattica è centrale nel documento e ci si pone il problema della trasformazione dell'approccio metodologico da trasmissivo a effettivamente centrato sullo studente, sul suo apprendimento attivo e sulla costruzione delle sue competenze


si danno come immediate e operative trasformazioni che richiederanno comunque tempi lunghi di attuazione e ben altri fondi rispetto a quelli previsti
(
es: azione 4
: ambienti per la didattica integrata = creazioni di spazi alternativi, aule aumentate, laboratori mobili --> stanziati
140 milioni
che divisi per 40 mila scuole fanno
3 mila 500 euro per ciascuna scuola
:
assolutamente insufficienti
)



non c'è nessuno stanziamento aggiuntivo per raggiungere i molteplici e ambiziosi obiettivi che il piano si propone: si stornano o si utilizzano fondi PON (che sono attribuiti su progetto e quindi non coinvolgono tutte le scuole) o della legge 107 che sono stati stanziati per venire incontro alle gravi esigenze e alle innumerevoli carenze della scuola nochè a sostenere tutto l'oneroso impianto della riforma della cosiddetta Buona Scuola e che già non bastano allo scopo anche a prescindere dal digitale
RASSEGNA STAMPA
Abbiamo un Piano, è Digitale
articolo di Damien Lanfrey che è fa parte del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano = http://damienlanfrey.nova100.ilsole24ore.com/2015/10/30/abbiamo-un-piano-e-digitale/

Un terremoto digitale scuote la Scuola Italiana: che cosa ci aspetta?
articolo di Paolo Ferri convinto assertore della validità del Piano = http://www.agendadigitale.eu/egov/un-terremoto-digitale-scuote-la-scuola-italiana-che-cosa-ci-aspetta_1782.htm

Piano Nazionale Scuola Digitale: non crediate che sia destinato agli alunni,
articolo critico, soprattutto dal punto di vista economico, di Edoardo Volpicelli e Giovanni D'Errico = http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/30/piano-nazionale-scuola-digitale-non-crediate-che-sia-destinato-agli-alunni/2174137/

La “via italiana” alla Scuola Digitale
, articolo di Licia Corbolante nel blog Terminologia etc, che analizza il piano dal punto di vista lessicale (e fa grazia dei moltissimi refusi da cui è evidentemente derivato anche qualche uso approssimativo di punteggiatura e sintassi) = http://blog.terminologiaetc.it/2015/10/28/anglicismi-neologismi-piano-nazionale-scuola-digitale-miur/

a cura di Patrizia Vayola
pagg.76-82
si procede ad una identificazione semplicistica
tra innovazione e didattica digitale dando alle tecnologie una missione salvifica che non possono e non devono avere

Sul Piano digitale per la scuola
, articolo di Massimo Mantellini per IL POST che riflette soprattutto sulle strategie di formazione degli insegnanti http://www.ilpost.it/massimomantellini/2015/11/05/sul-piano-digitale-per-la-scuola/

Tutto il Piano Nazionale Scuola Digitale spiegato in 35 punti, articolo di Carlotta Balena per il sito StartupItalia per sintetizzare le azioni del piano http://ischool.startupitalia.eu/38902/education/piano-nazionale-scuola-digitale-35-punti/
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