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Scienze dei materiali dentali

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enrico pio santomauro

on 28 June 2016

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Transcript of Scienze dei materiali dentali

Scienze dei materiali dentali:
Resine acriliche autopolimerizzabili

MATERIE PLASTICHE IN CAMPO DENTALE

• INTRODUZIONE
Le materie plastiche(o elastomeri)vengono anche denominate resine sintetiche, in quanto i primi prodotti realizzati artificialmente, per reazione chimica di sostanze organiche, presentavano caratteristiche simili alle resine naturali; prodotti questi ultimi di origine generalmente vegetale come la copale e la colofonia.
A partire dal 1838, anno in cui fu effettuata la prima preparazione di un alto polimero, le materie plastiche che hanno subito continue evoluzioni, allargando sempre più i loro campi di applicazione. In particolare in campo dentale, la contemporanea messa a punto degli strumenti e delle apparecchiature utilizzati per la lavorazione di tali materiali, ha esteso l’impiego delle resine sintetiche sia come materiali per la realizzazione di protesi o parti di protesi, sia quali costituenti di materiali ausiliari, sia come materiali per restauri diretti(ovvero eseguiti direttamente nella cavità orale del paziente).


REQUISITI RICHIESTI ALLE RESINE SINTETICHE PER PROTESI

Una resina sintetica impiegata nella realizzazione di protesi, considerando il particolare ambiente in cui deve operare e gli scopi a cui e destinata, dovrebbe possedere, nella maggior misura possibile,le seguenti principali caratteristiche:
1. Buone qualità meccaniche di durezza e resistenza(all’urto, a fatica, alle sollecitazioni statiche, all’usura…);
2. Colori simili ai tessuti duri e morbidi della cavità orale;
3. Elevata stabilità di colore nel tempo;
4. Basso costo;
5. Insapore,inodore,atossica e non irritante per i tessuti orali;
6. Elevata resistenza agli agenti chimici;
7. Basso grado di assorbimento di umidità e insolubilità nei fluidi orali;
8. Facilmente riparabile in caso di rottura;
9. Temperatura di rammollimento relativamente elevata, onde evitare deformazioni plastiche dei manufatti protetici all’interno della cavità orale;
10. Basso peso specifico;
11. Facilmente lavorabile con l’impiego delle normali attrezzature di laboratorio;
12. Bassa conducibilità termica;
13. Minime variazioni dimensionali sia durante il processo di lavorazione che durante la permanenza in bocca;
14. Radiopache per poterle individuare a raggi X nei casi di ingerimento casuale della protesi o di suoi frammenti.
Naturalmente le resine sintetiche attualmente disponibili in commercio non rispondono appieno a tutte queste caratteristiche, ma il complesso generale delle loro proprietà risulta comunque tale da poterle utilizzare, nella costruzione di protesi,con risultati più che soddisfacenti.


LE RESINE SINTETICHE IN CAMPO DENTALE

Le resine sintetiche, per la loro facilità di lavorazione, le loro caratteristiche estetiche e le proprietà chimico-fisiche e biologiche, trovano estesa applicazione in campo dentale sia per la costruzione di protesi che per vari altri usi. Esiste in commercio una vasta gamma di tali resine che possono essere classificate in due modi, o in base al loro impiego, o in base alla loro natura chimica.
Nel primo caso avremo resine per:
1. Ricopertura estetica di corone e ponti con struttura metallica;
2. Basi di protesi mobili totali e parziali;
3. Denti artificiali prefabbricati;
4. Corone e ponti provvisori;
5. Riparazioni di protesi mobili;
6. Ribasature dirette e indirette
7. Portaimpronte individuali
8. Ortodonzia intraorale mobile
9. Impronte funzionali
10. Modelli da tradurre in lega(fusione a resina persa)
11. Selle per scheletrati
Nel secondo caso avremo:
1. Resine acriliche
2. Resine compositive
3. Resine acetali che
4. Resine poliammidiche
5. Oligomeri di uretano

RESINE ACRILICHE


Le resine acriliche sono quelle da più tempo utilizzate in campo dentale e posso essere classificate in:
• Resine acriliche termo polimerizzabili a base di polimetilmetacrilato,resine a caldo;
• Resine acriliche auto polimerizzabili a base di polimetilmetacrilato,resine a freddo;
• Resine acriliche modificate.

RESINE ACRILICHE TERMOPOLIMERIZZABILI A BASE DI POLIMETILMETACRILATO

Tali resine trovano applicazione in campo dentale principalmente per:
• Basi per protesi mobili totali e parziali;
• Selle per protesi scheletrate;
• Corone e ponti provvisori;
• Ricopertura estetica di corone e ponti con struttura metallica;
• Ribasature permanenti.
Assai più raro è il loro impiego per corone e ponti (in sola resina)definitivi e per riparazioni.

STATO DI FORNITURA.

Le resine sintetiche termopolimerizzabili a base di polimetilmetacrilato sono disponibili in commercio nei seguenti tipi;
• Sotto forma di un liquido e di una polvere, contenuti in recipienti diversi, pronti per essere mescolati;
• In capsule predosate costituite da due scomparti contenenti rispettivamente la polvere e il liquido(che tramite un opportuno apparecchio,saranno poi miscelati);
• Sotto forma di una massa solida polimerizzata (in cui la polvere e il liquido sono stati pertanto già miscelati).
I prodotti più estesamente impiegati sono quelli venduti separatamente sotto forma di un liquido e di una polvere da miscelare, ovvero quelli del tipo:
A) Che sono utilizzati con il procedimento di formatura per compressione
B) Quelli impiegati tramite il procedimento di fornitura per iniezione.
Il liquido è costituito principalmente dal metilmetacrilato o matalcrilato di mentile(indicato con la sigla MMA), il quale ultimo è un composto chimico organico che, a temperatura ambiente, si presenta come un liquido incolore, trasparente, di odore penetrante, solubile in parecchi solventi organici, poco solubile in acqua e di moderata tossicità.
Le sue principali caratteristiche sono:
Temperatura di ebollizione (1atm)
Densità( a 25°C)
Nello specchietto sotto riportato è indicato il processo attraverso cui è possibile
ottenere industrialmente il metilmetacrillato(monomero).

Il liquido contiene un inibitore in genere l’idrochinone o l’etere metilico dell’idrochinone, per evitare che il monomero polimerizzi durante la sua conservazione, a causa della luce ultravioletta o per azione del calore(ad esempio per riscaldamenti accidentali).
È per tale motivo che il liquido, per uso dentale, è fornito in boccette di vetro di colore marrone scuro che, filtrando la luce, schermano quella ultravioletta; è buona norma, inoltre, conservare la boccetta in frigorifero a temperatura di circa 10°C.
Oltre all’inibitore vengono addizionate sostanze reticolanti, ovvero atte a generare legami trasversali tra le varie catene; nelle resine per uso dentale è utilizzato il glicol- dimetil- metacrilato.
Il polimero finale, grazie alla formazione dei legami trasversali, presenterà maggior durezza, minor tendenza all’assorbimento di liquidi, maggior resistenza ai solventi e aumento della Tg(transizione vetrosa).
La reazione tra metacrilato di metile e glicol – dimetil – metacrilato, in presenza di iniziatori (presenti tra la polvere), è una reazione di poliaddizione, in particolare si tratta di una reazione di copolimerizzazione( in quanto sono coinvolte due diverse unità monometriche) che dà origine ad una resina termoindurente ( e quindi praticamente insolubile ed infusibile),con struttura tridimensionale. In seguito a ciò si ottiene un prodotto che, oltre ad avere migliori caratteristiche meccaniche, presenta un minor grado di assorbimento dei liquidi.

MISCELAZIONE LIQUIDO-POLVERE.

Il liquido(monòmero) saturato con la polvere (polìmero) forma un impasto che deve essere posto inizialmente in un apposito contenitore di plastica o di vetro, chiuso, onde evitare eventuali volatilizzazioni di monomero. Tale miscuglio, attraverso una serie successiva di fasi, raggiunge uno stato pastoso. È a questo punto che, con la medesima spatola in acciaio inossidabile utilizzata per la miscelazione, l’impasto potrà essere inserito in muffola.
Il rapporto monòmero/polìmero non è rigido e varia secondo le caratteristiche dei prodotti: per le resine acriliche tale proporzione in peso è,mediamente, pari a ½,ovvero circa (0,50ml) di monòmero per ogni grammo di polvere.
Il monòmero e il polìmero dovranno essere accuratamente pesati (o misurati) e la loro miscelazione dovrà essere effettutata in modo tale che risulti la più omogenea possibile, affinché tutta la massa presenti lo stesso comportamento in ogni punto. La miscibilità fra monòmero e polìmero è tanto più elevata e rapida quanto più la polvere è a granuli piccoli.

RESINE ACRILICHE AUTOPOLIMERIZZABILI A BASE DI POLIMETILMETACRILALO

Le resine acriliche autopolimerizzabili (o polimerizzabili a freddo) rappresentano un tipo particolare di resina impiegato in campo dentale, che viene fornito sotto forma di polvere e di liquido.
La particolarità risiede nella presenza, nel liquido, di una ammina terziaria in grado di attivare chimicamente, a temperatura ambiente, il perossido presente nella polvere.
Il campo di maggior impiego di tali resine,conosciute anche con in nome di resine auto indurenti, riguarda:
• Porta impronte individuali;
• Riparazione di protesi mobili;
• Basi per ortodonzia mobile intraorale;
• Ponti e corone provvisori;
• Ribasature parziali-temporanee per impronte funzionali;
• Ribasature parziali permanenti;
• Selle per scheletrati.
Più di rado vengono impiegate per la costruzione di basi di protesi mobili totali (tramite il procedimento di formatura per iniezione), per protesi mobili temporanee e ( al posto della cera da fusione) per modellare direttamente una protesi da tradurre il lega aurea, come nel caso di un intarsio o un perno-moncone (metodo diretto).
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