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Total Look Chanel

No description
by

Chiara GS

on 8 December 2014

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Transcript of Total Look Chanel

IL TOTAL

LOOK
di COCO
CHANEL

Le Petit Robert
“Il look è l’aspetto
fisico di una persona
volutamente
studiato”
A livello semiotico il
TOTAL LOOK
è la silhouette femminile intesa come insieme di significazione.
Karl Lagerfeld

1957
1955
1926
LA CAMELIA
IL TAILLEUR
THE LITTLE BLACK DRESS
LA BORSA TRAPUNTATA
direttore artistico
della Maison,
disegna nel primo numero del catalogo di Chanel le icone salienti della carriera della stilista, individuando gli elementi di identificazione istantanea riconoscibili.
SCARPE BICOLORE
SPILLA A CROCE
IL FIOCCO
BOTTONI
Una volta identificati questi elementi vengono assimilati a un
SINTAGMA FISSO
in quanto ciascuno degli elementi potrebbe esistere come singolo e per metonimia rendeno riconoscibile il look Chanel.
Ogni elemento identificato rappresenta un
segno
, in quanto unità della manifestazione
sintagmatica
.

“Non sono uscita perché avevo bisogno di creare la moda, ho creato la moda perché uscivo, perché io, per prima, ho vissuto la vita di questo secolo” -Coco Chanel
La sua silhouette conquista la libertà e l’autonomia di una donna moderna.
CHANEL è una rivoluzionaria:

per Coco
l’abito deve
ESSERE UTILE e quindi pratico e confortevole.
Chanel vuole rendere attive le donne dell'epoca favorendo loro la mobilità attraverso la creazione dei suoi abiti ai quali accorcia le gonne, sopprime bottoni decorativi, ne disegna camicie fatte in modo tale da permettere
ampi movimenti.
Chanel compie un’opera di
risemantizzazione
assegnando agli abiti femminili una forte connotazione maschile e di lusso. In questo modo crea un raffinato gioco di
inversione di significanti e significati
dell’identità sessuale socialmente definita.
rifiuta tutto ciò che non è funzionale e dichiara una vera e propria guerra contro lo stile dell'epoca
In foto un modello di Poiret per la Marchesa Casati
Elementi chiave dell'analisi semiotica figurativa del look Chanel:

1- La femminilità viene esaltata per paradosso

2- Ricerca di libertà globale (
la libertà moderna
) e individuale di donna (
soggetto
).
IL TOTAL LOOK CHANEL
i segni di identificazione del brand
la “Silhouette” ovvero una forma sensibile che si dispiega nello spazio ed è percorribile con lo sguardo.

Quella di Chanel è una visione dell’abbigliamento femminile innovativa per l’epoca, pensata per un nuovo tipo di donna,
la donna che lavora.

L'analisi è quindi simile ad un processo visivo e lo si
può analizzare
come tale:

rappresenta
Viene presa in considerazione così l'analisi semiotica plastica.
Se esiste un processo visivo esiste un sistema di cui il processo è una realizzazione.
Un oggetto “visivo” derivante da una semiotica figurativa può essere analizzato esso stesso come un
enunciato
la semiotica figurativa poggia sulla sollecitazione del significante dell’enunciato visivo attraverso una griglia di lettura relativa al contesto culturale dove le figure diventano
segni/oggetti
La
Silhouette
CHANEL
La silhoutte dona allo sguardo la possibilità di distinguere con chiarezza i vari elementi costituenti che possono essere apprezzati anche singolarmente essendo essa stessa una concatenazione precisa delle diverse unità.
ELEMENTI
CARATTERISITCI
Nel complesso la silhouette ha un effetto di chiusura nella sua forma totale che definisce la donna lavoratrice a 360°. La figura si stacca dal terreno grazie alla
scarpa con la punta nera
.

E' evidente l'intenzione di praticità dove la pettinatura definisce la testa grazie ai
capelli corti o al fiocco
, il collo è ben visibile e attrae l’attenzione sul portamento.
Un altro elemento caratteristico è
la Linea
che viene marcata attraverso la nota
bordatura
del tailleur, al disegno del colletto e dalla presenza di un tessuto stampato o texturato.
La linea è una
questione di pesi
ovvero viene sempre assicurata una certa “caduta” che non compromette la praticità.

La linea funziona come contorno utile alla definizione ulteriore di una
silhouette chiusa

Le Masse
Corrispondo per lo più ai gioielli che non stravolgono mai la linea generale.

Sono sempre localizzate ovvero circoscritte in zone.
La luce e i colori


Il cromatismo di Chanel: il beige, il blu marino, il rosso e il nero. Soprattutto il beige e il nero.

La luce si propaga attraverso lo sfavillio dei diamanti, lo splendere delle perle, l'oro, il riflesso delle gemme che sono sempre conbinati in masse di accessori localizzate.

La luce dipende anche dai materiali usati per gli abiti : il jersey, il tweed, il crepe che dominano la luce e ne impediscono i capricci oltre ai materiali, usati per esaltare per contrasto la purezza e la nitidezza del disegno.
L'analisi visiva del total look di Chanel prende in considerazione una sorta di contrasto tra una visione definibile come
classica
contrapposta a una
barocca.
La presa in esame di queste visioni
classica
e
barocca
ne richiede un’interpretazione semiotica:


Occorre chiarire
che il
classico
e il
barocco
non saranno considerate come epoche artistiche, ma come
“ottiche coerenti”
Giustificheremo queste visioni come vere semiotiche. Ognuna con le proprie caratteristiche.
Per meglio definirle, faremo riferimento allo storico dell’arte Heinrich Wölfflin e al suo
“I principi della storia dell’Arte"
Lineare vs pittorico
Visione classica
il primato della linea, le figure sono rappresentate secondo i loro contorni, distinzione gerarchica, isolamento, dominazione del mondo, stabilità.

Visione barocca
il primato delle masse, concatenazione, anti-isolamento pittorico, intreccio degli elementi, unità in movimento.
Piani vs profondità
Visione classica
l’immagine appare limitata in se stessa, significazione completa. Lo spazio è organizzato in piani distinti paralleli e frontale rispetto all'osservatore.

Visione barocca
l’immagine si travasa in ogni direzione, rifiuto delle limitazioni.
Non è possibile la suddivisione in piani.
Molteplicità vs unità
Visione classica
totalità come pluralità di elementi, accordo tra le parti, possibilità di decomposizione in parti indipendenti.

Visione barocca
desiderio dell’assorbimento del tutto in un’unica forma, unificazione, intensificazione, perdita dell’autonomia, fusione, immaterialità (i suoi valori sono visivi e non tattili).
Forma chiusa vs Forma aperta

Visione classica
l’immagine appare limitata in se stessa, significazione completa.

Visione barocca
l’immagine si travasa in ogni direzione, rifiuto delle limitazioni.

Chiarezza vs Oscurità
In questa analisi,
quindi, notiamo la ricorrenza delle nozioni quali la
distinzione
, la
permanenza
e l’
isolamento
contrapposte alla
concatenazione, l’istantaneità,
l’indivisibilità
.
Alcuni termini e notazioni avevano portato a spiegazioni che derivano da da approcci classici e barocchi.

Altri avevano rapporto con gli effetti di senso prodotti dai diversi modi di trattare forme, luce, spazi.
Espressione 
Contenuto
“visione” classica
(non continuità)
“visione” barocca.
Non-discontinuità
Non-discontinuità
continuità
l’approccio classico del sensibile è legato alla separazione, all'articolazione e alla delimitazione degli elementi
gli effetti di senso prodotti dalla negazione della continuità sono tutti sottomessi al regime della non discontinuità
Cerca utilizza provoca le non discontinuazioni del  mondo sensibile.
Privilegia prolungamento e trasgressione
Gli effetti di senso del barocco dipendono dalla non continuazione 
La schema ha lo scopo di affermare che queste estetiche sono semiotiche che hanno piano dell’espressione e del contenuto.
La nostra schematizzazione delle visioni classico  e barocco riduce discorsi di classico e barocco alla sola dimensione dell’affetto e delle passioni.
 Opposizione classica e barocca schemantizzata

forma
affetto

classico
agio

barocco
disagio

profondità
presenza
distanza
Classico e barocco si oppongono per come affrontano una problematica della presenza al mondo e quella della profondità .
 
Precisazione di questa schematizzazione che permette di prevedere che la co-realizzazione in un medesimo enunciato spiegherà un sistema semi-simbolico caratterizzato da un’accoppiamento d’una categoria adell’espressione e una del contenuto.
Grazie alle caratteristiche corrispondenti a un'opera classica, possiamo analizzare il
total look
di Chanel in base alle 5 distinzioni caratterizzanti dei concetti Wolffliniani:
1.
Lineare/pittorico
2.
Superficie/profondità.
Diversità del davanti e dietro del tailleur, definizione netta della silhouette col terreno in un punto spaziale ben definito, fianco a fianco delle tasche bordate - favorisce una vista frontale del total look
3.
Forma chiusa/forma aperta (tettonico/atettonico).
L'effetto di chiusura della silhouette è dato ad esempio dalla punta nera delle scarpe così come dal caschetto, o il fiocco alla marinara.
4.
Molteplicità/unità.
La volontà di isolare le forme attraverso i contorni e la collocazione precisa degli accessori (masse sestenti)
5.
Chiarezza/non-chiarezza
(chiarezza assoluta/chiarezza relativa).
Preferenza dei colori:
beige, blu, nero, bianco
Scelta di materiali: jersey, tweed.
Linearità propria della visione classica
il bordo profilato del tailleur o il disegno del tubino nero
è chiara l’intenzione di voler distinguere nettamente un certo numero di piani nello spazio.

Rappresenta esattamente ciò che Wolffin definisce “forma chiusa”
corrispondono al concetto di molteplicità del classico contrapposto a quello di unità del barocco.
Sono mezzi per creare una luce assoluta e non una luce relativa come nel barocco
Gli elementi barocchi
contrastano e si contrappongono alla silhouette Chanel esaltandone la classicità.
Molti degli elementi, quali gioielli, bigiotterie e la borsa trapuntata richiamano il barocco
Grandi effetti plastici del barocco si ritrovano in concatenamenti, intrecci, masse, bagliori effimeri.
Barthes sosteneva che la bigiotteria domina sull’abito non per la preziosità ma perché concorre a creare un significato essendo il senso di uno stile che deriva non da un solo elemento ma dal rapporto fra più elementi.
Il centro di gravità del total look Chanel dipende da una visione classica.
Per la sua complessità semiotica il total look è in grado di coniugare visione classica e barocca che si riflettono perfettamente nei segni di identificazione disegnati
da Karl Lagerfield.
Il total look Chanel si impone come una di quelle mitologie dell’occhio e dello spirito che sono care a tutti noi.
CHANEL SI è COSTRUITA LA SUA PAR TICOLARE MODA COME CRUSOE SI E COSTRUITO LA CAPANNA - Paul Morand
Chanel costruisce la sua moda rielaborando oggetti preesitenti in base alle necessità facendo una vera e propria operazione di
bricolage
La trasformazione degli oggetti coinvolti e poi convocati nuovamente non è un semplice trasferimento di un unità ma di un sistema semiotico ad un altro.

Ad esempio

Chanel usa il tweed scozzese
per privare della luce la forma e riuscì addirittura a modificarne il percorso produttivo ottenendo che le lane venissero lavate meno per avere un prodotto finale più morbido rispetto alla lavorazione tradizionale. Chanel seleziona i materiali in base alle qualità visive e non funzionali.

Chanel si ispira
al mondo dello sport/lavoro/moda maschile denegando l’immagine imposta da Poiret non solo a livello estetico ma soprattutto a livello ideologico legando le sue produzioni ai concetti di liberazione e modernità.

Negli anni 20 fu rivoluzione.
Possiamo dire che negli anni '20 è un
fatto di moda

ma non ancora di stile cioè
fatto di stile
Fatto
di moda
corrisponde al polo d’identita che è il carattere (tempo) anche se la moda è di breve durata
Fatto
di stile
mantenimento di sé cioè polo del progetto di vita
fatto di moda

dimensione figurativa
identità-carattare
fatto di stile

dimensione plastica
mantenimento di sè/ identità
Riconducibile alla silhouette degli anni 20
perché i richiami allo sport/lavoro/maschile erano concepiti come prestiti contemporanei volti a dare una certa classe
Questa dimensione figurativa lo definisce un fatto di moda.
Riconoscimento positivo o negativo dovuto ai prestiti contemporanei che per la distinzione dalla silhouette di Poiret.
Significante della silhouette si ha a parire da una griglia di lettura culturale.
dopo gli anni 20
Per la sua visione classica contrapposta agli elementi barocchi. Si distingue come fatto di stile per la sua dimensione plastica.
Questa dimensione plastica lo definisce un fatto di stile.
La dimensione plastica sottomette la silhouette a temporalità affrontando un discorso secondo di natura etica.
conferisce uno statuto di totalità sensibile grazie allo sfruttamento significante degli elementi “bricolès”.
CORRELAZIONI
IL TOTAL LOOK
secondo questa analisi sarebbe un'unità sintagmatica che incapsulerebbe e manifesterebbe una struttura ritmica funzionante come un sistema secondo modellante.
Etica del mantenimento: tipica di Chanel
abbiamo detto poco
fa di ritenere la
profondità nel senso
pratico
del termine,
come la prima
forma sensibile
e che
la visione classica
sottopone le
forme sensibili
al principio di
non-continuazione
.

Anche le relazioni sono sottoposte al principio di
non-continuazione.

vediamo ad esempio quella tra

etica
ed
estetica.
E' legittimo vedere nella
non-continuazione
della profondità tra se e gli altri una “forma di vita” classica?

Oppure si può immaginare un’
estetica
che sia una
forma semiotica

presupposta
che generi un sistema prossemico e che quindi produrrà
uno stile di vita
?

Potremo rappresentare le istanze in questo modo:

Stile di vita relazionale

Sistema Prossemico

Estetica (come forma semiotica)
Affrontiamo ora un aspetto
dell’
estetica di Chanel
.
L’estetica classica presuppone che gli esseri
e le cose si valorizzano per il del
mantenimento
.
se si potesse tradurre questo principio di
non-continuazione
, in un discorso narrativo le relazioni contrattuali e i rapporti di fiducia genererebbero stati d’animo di quiete e serenità.

mentre per quanto riguarda l’
etica
bisognerebbe trasformare il principio del
mantenere
in un
progetto di base
o in un
valore di vita
.
L’etica di chanel

Da un lato il mantenere può poggiare
su una
relazione io-io
si tratterà allora di un
mantenersi

Dall’altro un soggetto può elaborare una strategia per far percepire la sua
ricerca di mantenere,
ma come riflesso facendo in modo che l’altro sappia che gli piace mantenersi in una
relazione io-tu
La silhouette di Chanel,
come s’è dimostrato non è riducibile
solo alla sua dimensione figurativa e ancor meno alla sua storia. Essa è stata infinite volte
ridefinita e arricchita
: rappresenta una costanza e una perseveranza e non una continuazione e una preservazione.

Le invarianze
di questa silhouette convincono del suo essere in fatto di stile e un progetto di vita o una visione etica di cui il mantenimento è il valore di base:
rappresenta un progetto e una forma di vita
.
L’etica del mantenimento

si manifesta attraverso il portamento
della testa, le spalle dritte e la schiena retta
A loro volta queste parti del corpo esprimono il mantenimento attraverso un trattamento particolare delle forme dell’abito, così come attraverso la loro combinazione: grazie a pettinature che liberano il collo si definisce portamento della testa
Molti aspetti della
silhouette e della forma di
vita del
dandy
si ritrovano nell’etica e nell’estetica di Chanel:
mise sobria ma impeccabile.

Ma anche sul piano del contenuto c’è una similitudine, in quanto anche la figura del
DANDY
si fonda sulla ricerca del mantenimento, la non discontinuità diventa forza d’animo, eroismo della vita moderna.

Visione classica
la luce serve alla piena manifestazione e all’immediata leggibilità delle forme, articolazione.

Visione barocca
privilegio della desaturazione, in quanto la realtà è sottomessa al capriccio della luce (la forma chiara si allontana da ciò che è scuro).
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