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VOGUE MAGAZINE

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by

Marcella Ramundo

on 30 June 2015

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Transcript of VOGUE MAGAZINE

VOGUE
MAGAZINE

from



to
today

NAME
STORY

A
A
1892
1939
1944
1946
1971
André Breton
Sigmund Freud
Vogue nacque a New York nel 1892 da Arthur Bladwin Turnure come "gazzetta mondana" settimanale.
I lettori della rivista erano soprattutto cittadini che aspiravano ad appartenere all'alta società.
Vogue era suddivisa in diverse rubriche, dedicate ad entrambi i sessi.
Nel 1909 si ebbe la così detta "seconda nascita" di Vogue, perchè la proprietà passo a Condè Montrose Nast.
Quest'ultimo attuò una serie di importanti cambiamenti alla rivista e Vogue divenne una vera e propria rivista femminile.
Condè Montrose Nast
Nel 1912, visto l'importante successo che Vogue aveva ottenuto, Condè Nast decise di rendere la rivista internazionale.
Lo scoppio della prima guerra mondiale rese l'esportazione più rischiosa così Nast pensò di lanciare un'edizione locale autonoma in diversi paesi europei, cominciando dalla Gran Bretagna.
L'idea fu un successo e creò redazioni autonome anche in Spagna e Francia.
Nel 1927 Nast decise di quotare il proprio impero imprenditoriale in Borsa a Wall Street. Ma fu un gesto di cui si pentì, quando nel 1929 la crisi del giovedì nero gli fece perdere la proprietà di Vogue.
Il periodo che va dal 1973 al 1979 fu forse il periodo più fiorente per la rivista.
Ad oggi Vogue ha edizioni in 19 paesi ed è la rivista più venduta e famosa al mondo.
Nel corso dell'esistenza di Vogue si sono succedute alla direzione del giornale sette donne. Ognuna di loro ha lascito un segno importante all'interno della rivista ma tra queste ne ricordiamo quattro, sicuramente le più particolari ed eccentriche.
La terza direttrice di Vogue fu Edna Woolma Chase, che diresse il giornale nel 1914.
Per Edna Chase lavorare per Vogue, voleva dire essere ed apparire Vogue.
Nel 1914, inoltre, diede il via alla "sfilata per beneficenza"; i proventi della sfilata furono devoluti alle donne e ai bambini danneggiati dalla guerra.
Edna Woolma Chase
Jessica Daves divenne direttrice di Vogue nel 1952.
Jessica Daves era molto giovane e non possedeva le conoscenze necessarie per questo lavoro, così lasciò ad Alexander Lieberman il compito di gestire la rivista.
La Daves si occupò di innalzare il livello culturale della rivista e ad inserire nella rivista, insieme agli abiti di lusso, anche abiti più economici, adatti anche alle tasche delle lettrici meno abbienti.
Jessica Daves a pranzo con Coco Chanel
La sesta direttrice di Vogue fu la famosa Grace Mirabella che dal 1971 cambò volto alla rivista, adattandola al cambiamento che portarono gli anni Settanta.
Le donne in questi anni divennero vere e proprie donne in carriera, perciò la rivista si adattò alla nuova immagine della donna lavoratrice, che doveva essere impeccabile in ogni momento dela giornata: una donna elegante ma libera di muoversi.
Ultima, ma non per importanza, direttrice di Vogue è l'attuale e stimatissima Annie Wintour che dal 1988 assunse la direzione della rivista.
Appena Annie Wintour assunse la direzione, Vogue perse la sua immagine stereotipata di rivista per élite.
Ancora oggi la Wintour è determinata a conservare il carattere unico della rivista, tenendo ben presente l'obbiettivo della rivista:
Celebrare il bello e il creativo.
Annie Wintour
La copertina di una rivista serve ad attirare l'attenzione dei potenziali lettori.
Condè Nast era consapevole di ciò e decise che doveva essere creato uno stile subito riconoscibile.
Scelse per le sue copertine talenti emergenti, che facevano parte dei nuovi movimenti artistici del tempo come ad esempio il Cubismo o l'Art Deco.
Il 1° Luglio del 1932 Vogue presentò in copertina una fotografia a colori: tale avvenimento si rivelò decisivo.
La fotografia a colori tardava a comparire sulle copertine delle altre riviste del tempo, per via dei costi elevati; ciò rendeva Vogue ancora più unica.
Gli anni Sessanta trasformarono completamente le copertine.
Si ritraeva il volto della modella, con particolare attenzione agli occhi, sempre rivolti verso l'obbiettivo, e alla bocca, che dava il tocco sensuale all'immagine.
Le immagini miravano a mettere in risalto la bellezza della tipica donna americana.
Con Annie Wintour i primi piani furono sostituiti da immagini di modelle a figura intera, che mettevano in risalto l'abbigliamento da loro indossato.
Le modelle dovevano avere un'area moderna e naturale così che le lettrici potessero immedesimarsi.
Alla fine degli anni Ottanta le modelle furono sostituite dalle celebrità di Hollywood.
Il decennio che inizia con il 1920 è passato alla storia come i "ruggenti anni Venti".
Tra il 1920 e il 1928 gli Stati Uniti conobbero una crescita economica senza precedenti che ovviamente portò la qualità della vita di tutti i cittadini ad un livello superiore.

Ma perchè vengono definiti "Anni Ruggenti"?
Semplicemente si voleva enfatizzare l'energia che caratterizzò alcuni specifici aspetti di questo periodo.
Il divertimento era alla base di tutto; gli americani volevano mostrare la loro ricchezza attraverso feste indimenticabili, oggetti e accessori costosi e abbigliamento pregiato e ricco di particolari.
I conservatori e i repubblicani desideravano fermare l'euforia e decisero di proibire esattamente la cosa che meglio rallegrava le persone durante le loro follie notturne: l'alcool.
Dal 1921 parte il periodo chiamato del Proibizionismo.
Divenne illegale la fabbricazione, la vendita il consumo e il trasporto in tutti gli Stati Uniti di qualunque bevanda alcolica.

Questa legge putroppo favorì la crescita della criminalità organizzata.
I gangster accumularono grandi profitti attraverso la vendita clandestina e il contrabbando di alcolici.
La legge venne così abolita nel 1933.
Nulla riuscì a fermare il fervore di questi anni.
Vogue elogiò questi anni con copertine illustrate che esaltavano la ricchezza della donna.
Le copertine erano colorate, brillanti, ricche di particolari e rappresentavano donne dell'alta classe americana, adornate di perle e foulard.
Gli articoli che Edna Chase ordinava erano ricchi di contenuti storici e sociali.

Negli anni Venti i repubblicani acquistarono e mantennero la presidenza.
Favorirono un programma economico liberista; il potere politico doveva fare un passo indietro di fronti agli interessi privati.

In questi anni divenne una moda per tutti, anche per i piccoli risparmiatori, quotare in Borsa a Wall Street.
Ciò avvenne perchè il numero e il prezzo dei tioli trattati negli Stati Uniti crebbe ad una velocità impressionante e tra il 1927 e 1929 il valore delle azioni raddoppiò.
Il prezzo delle azoni delle società quotate in borsa cresce quanto più sono ottimistiche le previsioni dei profitti e quanto più basso e il tasso d'interesse.
Negli stessi anni anche Condè Nast, che vedeva il suo impero fiorire sempre più, decise di quotare in borsa la sua compagnia e Vogue magazine nel 1927.


Nell'estate del '29 i titoli in Borsa continuavano a salire ma il loro valore non rispecchiava più lo stato economico delle aziende.
Tutti videro il valore delle loro azioni gonfiarsi e il loro valore calare inesorabilmente, così, il 24 Ottobre del 1929, il panico dilagò.
Il valore delle azioni crollò portando via con loro molte fortune.
In questa giornata anche Condè Nast vide crollare il suo impero.
Nast perse il controllo del suo gruppo editoriale e contrasse un debito di 2 milioni di dollari che aumentò fino a diventare di 5 milioni di dollari.
Perse il controllo di Vogue ma rimase membro attivo della Condè Nast Publications.
I debiti però lo logorarono fino alla sua morte. Dopo il 1942 tutte le proprietà di nast furono vedute per saldare i sui debiti.
La parola "surrealismo" venne adottata da André Breton nel 1924 all'interno del Manifesto del movimento surrealista.
Questo movimento occupò la scena artistica fino al secodo dopoguerra.
L'obbiettivo del Surrealismo era quello di esprimere il vero funzionamento della mente.
Tutto nacque dalla scoperta da parte di Breton di alcuni fondamenti della psicoanalisi fondati a Sigmund Freud.
Ma quando Breton incontrò il famoso psichiatra, i due si trovarono in disaccordo:
per Breton i "matti" andavano elogiati, per Freud andavano curati.
Tale diverbio portò André Breton a redigere un seondo Manifesto Surrealista nel 1928.
In questo Manifesto veniva espresso come obbiettivo primario quello di ribellarsi moralmente al pesiero di Freud.
COSA SIGNIFICA "SURREALISMO"?
La parola Surrealismo significa "superamento del realismo".
Propone di esprimere il funzionamento reale del pensiero al di fuori d'ogni controllo esercitato dalla ragione.
"Credo alla futura soluzione di quei due stati, in apparenza così contraddittori, che sono il sogno e la realtà, in una specie di realtà assoluta, di surrealtà se così si può dire."
cit. André Breton
Salvador Dalì, famoso artista spagnolo, si legò al movimento nel 1928 a Parigi, ma, alla fine degli anni Treta, Breton rompe con lui ogni rapporto, criticando i suoi interessi commerciali e il suo personaggio agli estremi di ogni limite.
Negli ultimi decenni della sua vita Dalì finisce per diventare prigioniero della sua stessa immagine.
L'artista muore nel 1989 e con lui muore l'ultimo protagonista delle avanguardie del Novecento.

L'artista appartenne al versante figurativo e sviluppò un suo metodo, chiamato "paranoico-critico".
"La paranoia è una malattia mentale cronica, i cui sintomi più caratteristici consistono nelle delusioni stematiche(...)."
"Le delusioni possono prendere la forma di manie di persecuzione o di grandezza e ambizione."
cit. Salvador Dalì
Dalì, oltre ad essere un pittore, era anche uno stimato disegnatore e stilista di moda.
Fattore importante per questa sua carriera fu sicuramente la collaborazione con Vogue magazine iniziata dalla fine degli anni Trenta in poi.
Salvador Dalì realizzò dal 1939 al 1971 quattro bellissime e particolari copertine per Vogue magazine.
Il meccanismo dell'arte surrealista parte dall'inconscio dell'animo umano.
Importante è la tecnica dell'automatismo psichico: lasciare che il pennello disegnasse senza alcun controllo morale o mentale.
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