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TESINA- Il Potere della Fotografia

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Eleonora Moretti

on 1 July 2014

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Transcript of TESINA- Il Potere della Fotografia

Il potere della fotografia
Come una semplice immagine possa fare la differenza,documentando e suscitando emozioni anche a scopo politico e sociale-dall'800 ad oggi.
Il potere della fotografia come denuncia
8 giugno 1972: un gruppo di bimbi fugge da un bombardamento aereo. Il fotografo Nick Ut ferma l'immagine di una ragazzina nuda e in lacrime e la consegna alla Storia.
Il potere della fotografia come influenza sociale
La principale azione di Mussolini dal punto di vista della comunicazione, consiste nell’attivare una vasta parte della popolane, egli vede gli italiani come consumatori politici, così il fascismo non si rivolge all’individuo in quanto persona, ma all’individuo in quanto cittadino. Si fa così appello alle varie forme dell’immagine di massa. L’immagine rurale diventa protagonista perché è immediatamente percepibile e la si trova sui francobolli, nei film dell’Istituto LUCE, nella letteratura infantile e nel fumetto.
Durante il regime fascista, la spettacolarizzazione della vita politica costituisce la base e il presupposto della strategia di governo.Il regime si rende conto che ancora gran partedella popolazione è sotto-letterata perciò delle immagini avrebbero diffuso al meglio la nuova propaganda.
“Le masse non devono sapere, ma credere! ”
Benito Mussolini

Oggi la signora Kim Phuc vive a Toronto in Canada, è ambasciatrice per la pace per l’Unesco e si occupa dei bambini vittime di guerra
Alcune caratteristiche base di una macchinetta fotografica:
Obiettivo:
Gli obiettivi sono le lenti che si applicano alla nostra macchina e servono per permettere alla macchina fotografica di vedere.
Diaframma:
Questa parte è molto importante perché è quella che determina la quantità di luce che può entrare. Il fotografo ha il controllo del diaframma, infatti può decidere di aprirlo e chiudere a suo piacimento. Il simbolo F sulla macchina indica il diaframma mentre invece il numero indica quante volte l’apertura desiderata entra nel diaframma completamente aperto.
Sensore:
La luce passa nella lente dell’obiettivo, supera il diaframma ed illumina un sensore. Il sensore è la parte tecnologica più importante di una macchina fotografica digitale, è infatti questo componente che cattura la luce e trasforma l’immagine in numeri, in modo da poter consentire al processore di elaborare l’informazione.
Se la luce non illumina il sensore, allora illumina uno specchietto che riflette la luce nello spioncino. Ed è qui che entra in gioco il nome della macchina fotografica: reflex infatti significa riflesso e sta ad indicare che l’immagine che si vede nello spioncino è esattamente quella che sarà impressa sul sensore una volta sollevato lo specchietto.
Una componente che va analizzata dopo ma comunque importante è il Flash, molto utile per la riuscita adeguata della foto.
Henri Cartier-Bresson
(1908-2004)
"S'il n'y a pas d'émotion, s'il n'y a pas un choc, si on ne réagit pas à la sensibilité, on ne doit pas prendre de photo. C'est la photo qui nous prend."
Un des plus grands photographes du monde, hautement respecté par ses contemporains, est une légende aujourd'hui. Un pilier de la photographie qui a marqué et continue de marquer tous ceux qui s'approchent du domaine de la photographie artistique, au point d’être considérée l’œil du siècle.
L'instant décisif:
« Photographier, c'est retenir son souffle quand toutes nos facultés se conjuguent devant la réalité fuyante; c'est alors que la capture de l'image est une grande joie physique et intellectuelle. Photographier, c'est mettre sur la même ligne de mire la tête, l'œil et le coeur. »

Cela a toujours était le « click » qui a intéressé le plus Henri, le moment si bref de « prendre » la photo, la prise de vue,voler l’instant.
Sur cet instant de décision il dira lui-même : « C'est pour chacun de nous, en partant de notre œil que commence l'espace qui va s'élargissant jusqu'à l'infini, espace présent qui nous frappe avec plus ou moins d'intensité et qui va immédiatement s'enfermer dans nos souvenirs et s'y modifier. De tous les moyens d'expression, la photographie est le seul qui fixe un instant précis. »
Magnum Photos:
Le 22 mai 1947, est né le nouvelle société des photographes sous le nom de "Magnum Photos".
Ce n’est pas une agence avec patron et employés, mais une coopérative.
Elle est fondé sur le principe de ne jamais devenir l’esclave du marché, mais non pour pouvoir nier la commande mais pour pouvoir la maîtriser.
« Chers collègues,
Étant depuis de nombreuses années en profond désaccord avec la tournure que prenait Magnum, et en tant qu’un des deux fondateurs survivants, je vous ai demandé de vouloir bien m’accorder le statut de « contributor », espérant, en prenant mes distances, créer un choc purificateur dans l’organisation. Vous m’avez répondu d’attendre mes soixante ans pour devenir contributoire – mais je ne sais quand j’atteindrai cet âge, et non plus ce que vous entendez par soixante ans. Entre-temps, j’ai constaté que l’écart va s’amplifiant entre l’esprit de Magnum que nous avons créé et l’actuel, pour une certaine partie de mes associés.
Je respecte profondément les raisons personnelles et les contingences qui les motivent, mais je ne désire pas que notre passé serve à couvrir un esprit photographique qui n’est pas celui qui a présidé aux grandes activités de Magnum. Je suis donc dans l’obligation de vous demander de créer deux groupements, qui mettraient fin à l’actuelle ambiguïté et à la situation malsaine dont nous souffrons tous : un petit groupe artisanal voué, dans l’esprit initial, à la photographie vivante, au reportage éditorial et industriel ainsi qu’à la photo souvenir, et d’autre part, une organisation dédiée à la photographie apprêtée, plus inventive, glorieuse et de poids – le nom de Magnum devant être réservé au premier groupe, et un nom du genre « Mignum » ou « Mignon » (voir Paris I et Parly II), pour l’autre, des liens amicaux liant ces deux filiales. Ceci nous permettrait de nous respecter les uns et les autres, les photographes cooptant, et j’entrevois même le cas de deux photographes qui, à mon avis, pourraient – s’ils le désirent – appartenir dans une proportion à définir à l’un et l’autre groupe. Nos avocat et services administratifs et comptables s’assureront que le petit groupe ne va pas dévorer le grand – ou la réciproque.
Au cas où ce système – qui préserverait à mon avis l’esprit des fondateurs et d’un certain nombre de photographes – ne pourrait être accepté, je me verrais dans la bien pénible obligation de me retirer purement et simplement, immédiatement et suavement, avec toutes mes salutations, félicitations et condoléances. Vôtre,
HENRI CARTIER-BRESSON

Gandhi moins d'une heure avant d'être assassiné.

30 janvier 1948
Gare Saint Lazare-Symbole du moment decisif
I due scrittori siciliani a confronto con il Potere della fotografia: Verga e Pirandello
Contemporaneamente alla nascita dello scrittore siciliano Giovanni Verga, nel 1840, avveniva la nascita ufficiale della fotografia in Francia, datata 1839. Cos’era la fotografia per Verga? Una “segreta mania”, come lui stesso la definì nel 1880,ma comunque un’attività in cui lui stesso riconosceva i propri limiti.
Le campane di Vizzini
La foto 228 ritrae una panoramica di Vizzini (3 maggio 1892), che si ritrova nell’incipit del
romanzo Mastro-don Gesualdo

Suonava la messa dell'alba a San Giovanni; ma il
paesetto dormiva ancora della grossa, perché era
piovuto da tre giorni, e nei seminati ci si affondava
fino a mezza gamba.
[...]
Per tutta la campagna
diffondevasi un uggiolare lugubre di cani. E subito,
dal quartiere basso, giunse il suono grave del
campanone di San Giovanni che dava l'allarme
anch'esso; poi la campana fessa di San Vito; l'altra
della chiesa madre, più lontano; quella di Sant'Agata che parve addirittura cascar sul capo agli
abitanti della piazzetta. Una dopo l'altra s'erano svegliate pure le campanelle dei monasteri, il
Collegio, Santa Maria, San Sebastiano, Santa Teresa: uno scampanìo generale che correva sui tetti
spaventato, nelle tenebre.
Nelle “Novelle per un anno”, vi sono alcune novelle in cui Pirandello ricorre alla fotografia in funzione tematica e narrativa; analizzando la novella “ Con altri occhi” del 1901 possiamo vedere come compaia il motivo del ritratto fotografico in chiave drammatica.
E l’altro grande scrittore siciliano: Luigi Pirandello?
In questo testo una fotografia, trovata per caso, diviene il pretesto per l’intrusione perturbante di una persona morta, quasi dimenticata dietro il paravento di un suicidio disonorante, nella vita apparentemente serena di una coppia, costituita da Anna e Vittore Brivio, che vive una dignitosa vita borghese in una città di provincia.
Sembrava bello, molto più bello del suo anche a lei quel volto che, dal ritratto, appariva bruno. Ecco: e quelle labbra si erano congiunte nel bacio alle labbra di lui; ma perché mai a gli angoli della bocca quella piega dolorosa? e perché così mesto lo sguardo di quegli occhi intensi? Tutto il volto spirava un profondo cordoglio; e Anna ebbe quasi dispetto della bontà umile e vera che quei lineamenti esprimevano e quindi un moto di repulsione e di ribrezzo, sembrandole a un tratto di scorgere nello sguardo di quegli occhi la medesima espressione degli occhi suoi allorché, pensando al marito, ella si guardava nello specchio, la mattina, dopo essersi acconciata.
Il funzionamento del flash di una macchina fotografica è basato sulla scarica di un condensatore in un circuito RC che può essere schematizzato in questo modo:
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