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Giorgione e Tiziano

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by

silvia forte

on 30 March 2016

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Transcript of Giorgione e Tiziano

Giorgione e Tiziano
LA pittura veneziana del 500
BRAINSTORM
ELEMENTS
Giorgione, probabile pseudonimo di Giorgio o Zorzo o Zorzi da Castelfranco, nasce appunto a Castelfranco Veneto, quasi sicuramente nel 1478.La scarsità di notizie biografiche non cipermette di ricostruire con esattezza le tappe della sua vita, Tuttavia è considerato uno degli artisti più importanti del Rinascimento italiano, meritevole di aver indirizzato la pittura veneziana verso la modernità, innovandola soprattutto dal punto di vista del colore.

Della sua gioventù, soprattutto prima di giungere a Venezia, non si sa praticamente nulla. Nella Repubblica, pertanto, sarebbe stato uno degli allievi di Giovanni Bellini

Giorgio Vasari, nelle sue "Vite", sostiene che ad influenzare il pittore di Castelfranco Veneto sarebbe stato anche Leonardo da Vinci, di passaggio a Venezia proprio durante gli anni in cui, sicuramente, Giorgione si sarebbe trasferito, ossia a cavallo tra la fine del '400 e l'inizio del '500. L'amore per il paesaggio gli deriverebbe proprio dall'aver osservato a lungo il genio fiorentino.

Gli anni giovanili del pittore veneto sono caratterizzati da un'iconografia perlopiù sacra. Nel contesto di questa produzione, si segnalano le opere "La Sacra Famiglia Benson", la "Adorazione dei pastori", "Allendale", la "Adorazione dei Magi" e la "Madonna leggente".

Altrettanto sicura è la datazione, ferma al 1502, di un'altra opera certa di Giorgione, dal titolo "Pala di Castelfranco".Questa committenza sottolinea come il pittore veneto abbia eseguito solo pochissimi lavori di carattere pubblico, prediligendo invece i rapporti con illustri privati, facoltosi e in grado di consentirgli di vivere in maniera agiata.

Per le istituzioni Giorgio da Castelfranco realizza solo un paio di lavori, almeno stando alle fonti. Si tratta di un telero per la Sala delle udienze in Palazzo Ducale, poi andato perduto, e la decorazione a fresco della facciata del nuovo Fondaco dei Tedeschi, della cui opera, attualmente, resta a mala pena un'immagine rovinata.

Opere attribuite a Giorgione con certezza sono: La tempesta che si trova alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, I tre filosofi del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la Venere della Pinacoteca di Dresda, della quale il paesaggio e il Cupido, ora non visibile, probabilmente eseguiti da Tiziano. Ad esse si possono affiancare con sicurezza la Pala di Castelfranco nella chiesa di San Liberale, probabilmente del 1504 e il Ritratto virile del GiorgioneMuseo di San Diego in California.

L'unica firma di Giorgione è quella che egli mette nel 1506 sul "Ritratto di giovane donna detta Laura".

Nel 1510, in piena epidemia di peste, Giorgione muore a Venezia, poco più che trentenne, probabilmente contagiato dal morbo. La conferma di questo dato, si evince dalla corrispondenza di questo periodo che riguarda Isabella d'Este, marchesa di Mantova, e Taddeo Albano. Questi, il 7 novembre dà la notizia della morte di "Zorzo", come lo chiama nella lettera, a causa proprio della peste.
Nel corso del Cinquecento l’arte rinascimentale conosce una diffusione a livello europeo che influenza l’intera scena artistica. Firenze non è più l’unico centro artistico italiano all’avanguardia, ma ad essa si affiancano, altre città, prime tra tutte Roma e Venezia. Ma se la città eterna prende l’eredità più diretta dell’arte nata a Firenze, Venezia, nel corso del XVI secolo, percorrerà una strada stilistica del tutto originale.

L’incontro tra Venezia e l’arte rinascimentale avviene un po’ più tardi rispetto ad altre località italiane. Per buona parte del Quattrocento a Venezia si respira ancora aria di stile bizantino.

Nella seconda metà del Quattrocento il rinascimento inizia a comparire grazie alla presenza a Venezia di Antonello da Messina e grazie ai contatti tra la famiglia Bellini e Andrea Mantegna. Fu soprattutto Giovanni Bellini a sintetizzare gli elementi appresi da Mantegna e da Antonella da Messina in uno stile del tutto nuovo, in cui non erano esenti alcune reminescenze tardo gotiche. Questo nuovo stile, che dà luogo ad un rinascimento che possiamo definire veneziano, consisteva in un uso del tutto nuovo del colore, che diede vita a quella pittura definita tonale. Questa nuova tendenza trovò nuovi interpreti e sperimentatori in due straordinari artisti: Giorgione e Tiziano. Il primo ebbe vita breve, anche se la sua opera rimane un punto fermo dell’esperienza pittorica veneziana agli inizi del Cinquecento. Fu invece Tiziano il grande protagonista della stagione rinascimentale veneziana, grazie ad una vita lunga ed intensa che lo portò ad operare anche fuori Venezia. La pittura di Tiziano rimase un grande esempio per le generazioni successive di pittori.



Tiziano Vecellio, meglio noto soltanto come Tiziano, presumibilmente tra il 1480 e il 1485. Sulla sua data di nascita i pareri degli studiosi sono sempre stati discordanti. Stando ad una sua lettera, scritta nel 1571 e inviata al re Filippo II di Spagna, la data esatta da lui ventilata sarebbe il 1477 ma è fuor di dubbio che il pittore, per ottenere un copioso pagamento dal regnante, avesse aumentato la propria età, con il fine di impietosirlo.

È stato uno dei più importanti artisti della storia italiana, ammirato e studiato in tutto il mondo.

la sua formazioneè veneziana. Allievo dapprima del Bellini entra poi nella bottega di Giorgione, nei cui dipinti deve aver apprezzato l'ampio respiro con la natura ed il rapporto con l'uomo, l'uso del colore tonale e l'assenza del disegno. Le prime opere di Tiziano ur rientrando nell'ambito della corrente pittorica che dette Giorgionismo se ne differenziano per l'impeto che ne caratterizzano.


Agli inizi del Cinquecento l'arte figurativa veneziana è in costante rinnovamento e Tiziano può apprendere questa evoluzione dai migliori maestri del tempo, come Vittore Carpaccio, Giovan Battista Cima da Conegliano, i giovani Lorenzo Lotto e Sebastiano Luciani poi detto "del Piombo" e, naturalmente, il grande Giorgione da Castelfranco.

Il soprannome di "nuovo Giorgione" ha per Tiziano una sua fondatezza e giustificazione. È appurato infatti che nel 1510, alla morte di Giorgio da Castelfranco, Tiziano viene ufficialmente chiamato a completare l'opera "Venere dormiente", di Dresda, lasciata incompiuta dal maestro. I particolari inseriti dal giovane pittore sono riconoscibili nelle accentuazioni erotiche, evidenti nel panneggio scompigliato su cui poggia il corpo della dea. È un passaggio di testimone ,Tiziano Vecellio raccoglie l'eredità di Giorgione e prosegue la sua opera, da questo momento in poi, indirizzandola verso un rinnovamento del linguaggio coloristico che non ha precedenti nella storia dell'arte

Dal 1511, di fatto, Tiziano inizia i suoi primi lavori autonomi. Raccoglie sempre più successi e diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Lavora anche su commissione per gli Este e i Gonzaga. Nel 1525 sposa Cecilia Soldani, che dopo due figli maschi, muore di parto mentre dà alla luce la terza bambina. Un lutto che segna indelebilmente il pittore al punto di bloccare per qualche mese la sua produzione artistica. Una volta ripreso a dipingere, però, niente lo ferma più. Sempre più osannato come il pittore più celebre del tempo, trascorre qualche anno anche a Roma, lavorando per Papa Paolo III. Addirittura Carlo V e suo figlio, Filippo II lo scelgono come pittore prediletto. Continua così a lavorare, fino alla sua morte, nel 1576. Lascia incompiuta l'opera che avrebbe voluto sulla sua tomba: La Pietà
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