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LE RELIGIONI DEL MONDO

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by

Alessandro Ranieri

on 1 June 2015

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Transcript of LE RELIGIONI DEL MONDO

RELIGIONI NEL MONDO
creato da Alessandro Ranieri

EBRAISMO
CRISTIANESIMO
ISLAM
INDUISMO
BUDDISMO
LE VIE CINESI
SHINTOISMO
RELIGIONI TRIBALI
LE MAGNIFICHE 8
LA TIPOLOGIA
LE RELIGIONI DEL MONDO
TUTTE LE RELIGIONI SONO NATE IN ASIA

per questo, l'Asia è chiamata la culla delle religioni
per ogni religione
bisogna conoscere
questi aspetti.
1. simbolo
2. nome di Dio
3. fondatore
4. escatologia
5. ritualità
6. luogo di culto
7. libro sacro
8. ministro di culto
9. giorno di festa
politeista
monoteista
religioni rivelate
religioni naturali
religioni soprannaturali
POLITEISTA:
crede in molte divinità o in forme diversificate di una sola divinità
MONOTEISTA:

crede in un solo Dio uno e unico o uno e trino
NATURALE
crede in una o più divinità che prendono forma dagli elementi della natura
SOPRANNATURALE
crede in un Dio superiore del mondo che ne è creatore


ATEISMO:

è una religione o
filosofia che non si pone il problema
dell'esistenza di Dio

CRISTIANESIMO
religione monoteista
DIVINITA': Dio Trino

FONDATORE: Gesù di Nazareth
ESCATOLOGIA: vita eterna
LIBRO SACRO: Bibbia
LUOGO DI CULTO: chiesa
MINISTRO SACRO: prete

ISLAM
religione monoteista
DIVINITA': Allah
FONDATORE: Maometto
ESCATOLOGIA: paradiso
LIBRO SACRO: Corano
LUOGO DI CULTO: moschea
MINISTRO DI CULTO: Imam

INDUISMO
religione politeista che tende al monoteismo
DIVINITA': Brahaman
senza fondatore
ESCATOLOGIA: reincarnazione
LIBRO SACRO: Veda
MINISTRO DI CULTO: bramino
LUOGO DI CULTO: tempio

BUDDISMO
religione atea
FONDATORE: Siddharta Gauthama
ESCATOLOGIA: reincarnazione
LIBRO SACRO: tripitaka
LUOGO DI CULTO: pagoda
SHINTOISMO

religione naturale
DIVINITA': Kami
senza fondatore
ESCATOLOGIA: spirito eterno che torna alla natura
LUOGO DI CULTO: Yashiro
LIBRO SACRO: annali e cronache dinastiche
LE VIE CINESI
taoismo
Tao Lao Tse
Confucio
EBRAISMO
religione monoteista
DIVINITA': JHWH
FONDATORE: Abramo - Mosè
ESCATOLOGIA: era messianica
LIBRO SACRO: bibbia ebraica
LUOGO DI CULTO: sinagoga
MINISTRO DI CULTO: rabbino

confucianesimo: rappresenta il lato pratico, sobrio e sociale del popolo cinese.
taoismo: Questo bilancia il popolo cinese appresentando il lato più metafisico, artistico e allegro di questo popolo.
Quando aveva circa 13 anni, la bambina ebrea riceveva già la richiesta di matrimonio. Lei non veniva consultata per questa svolta importante della sua vita, ma erano i relativi padri di famiglia che contrattavano la cosa. Infatti il padre dello sposo andava a parlare, in casa della sposa, proponendo una somma di denaro quale compenso per la famiglia della donna.
In tutto questo i due interessati non venivano mai consultati e tutto veniva svolto dalle rispettive famiglie.
Era un vero e proprio contratto che si compiva con l'ingresso, nella casa dello sposo, della fidanzata.
La giovane sposa, anche se ora aveva cambiato famiglia, non vedeva però mutata la sua situazione, in quanto rimaneva sempre soggetta a qualcuno: prima il padre, ora il marito.
Nella nuova famiglia la sposa aveva come compito il procreare e il prendersi cure di tutte le faccende domestiche.


La Kabbalah.
La Kabbalah è la tradizione mistica Ebraica, definita come una scienza antichissima rimasta segreta fin dalla sua origine e conosciuta solo da pochi.
Il libro più importante della corrente mistica è lo Zohar, in cui sono esposte tutte le principali dottrine cabbalistiche. L'opera fu pubblicata nel XIII secolo dal rabbino spagnolo Mosè de Leon, il quale la attribuì al grande saggio Rabbi Shimon Bar Yochai (II secolo).
Altri testi della tradizione della Kabbalah sono il Sefer Yetzirah e il Sefer HaBahìr.

Il Midrash.
Il Midrash è innanzitutto un metodo per interpetare la Torah che va oltre il senso letterale per ricercare significati simbolici pratici e più profondi. Esistono numerose raccolte di Midrashim (plurale di Midrash), composte a partire dal I secolo a.C. fino al tardo Medioevo, e in esse sono riportate tradizioni antiche sull'esegesi biblica.
 
Gli scritti dei Maestri.
La comprensione ebraica della Torah è basata sulla vastissima letteratura rabbinica, e per questo motivo gli Ebrei considerano autorevoli tutti i testi composti dai grandi Rabbini di ogni epoca.
Tra gli autori più importanti citiamo Rabbi Shlomo Yitzhaqi (conosciuto con l'acronimo di Rashi), il più famoso commentatroe biblico del Medioevo, e Rabbi Moshe ben Maimon (Rambam), auotre di numerose opere filosofiche e legali. Lo Shulchan Aruch, cioè il testo utilizzato come codificazione più autorevole della Legge Ebraica, è basato in gran parte sugli studi di Rambam.




In età moderna, Moses Mendelssohn è il filosofo che, cerca di conciliare la Haskalah o Illuminismo ebraico con la stessa modernità occidentale, mostrando come l'ebraismo si armonizzi con le esigenze della ragione. Strade simili hanno percorso, più avanti, Hermann Cohen, Franz Rosenzweig e Martin Buber.

All’eta’ di novant’anni, sua moglie Sara mette al mondo un figlio, Isacco. E’il primo ebreo a cui viene effettuata la circoncisione all’eta’ di otto giorni. Abramo si era infatti circonciso a novantanove anni e il fratellastro di Isacco, Ismaele (figlio di Abramo e della sua concubina Agar), a tredici. Isacco e’ dunque il primo, ma non l’ultimo. Verra’ infatti imitato da tutti i suoi discendenti, i membri del popolo ebraico. Isacco e’ il padre di Giacobbe, il terzo e ultimo patriarca. Egli e’ il padre di dodici figli, che daranno origine alle Dodici Tribu’ che compongono il popolo ebraico. Giacobbe viene chiamato da Dio anche con il nome di Israele, il principe di Dio.

Nell'ambiente ebraico, l'uomo e la donna, teoricamente, erano con la stessa dignità. Ma non era così nella vita pratica.
Gli ebrei avevano smarrito, dimenticato, il progetto originario che Dio aveva fatto sull'uomo e sulla donna.
Solo nel Nuovo Testamento tale progetto riprende la sua forma iniziale.
Il Cristo mette, quindi, sullo stesso piano la donna e l'uomo, ascoltando entrambi e dando consigli per vivere in modo migliore la propria vita di fede. 


La donna, poi, fra le sue virtù, ne aveva una che la metteva in particolare rilievo: la fedeltà assoluta al coniuge.
Mentre lo sposo poteva anche commettere adulterio, ed avere anche più mogli, per la sposa non era lo stesso.
Comunque la situazione di bigamia era sempre una condizione piuttosto eccezionale, in quell'ambiente, in quanto era la monogamia lo stato di vita più frequente della famiglia ebraica.
Il dislivello fra maschio e femmina, fra sposo e sposa, era notevole, ma non era stato voluto così dal Creatore.
Il dislivello fra maschio e femmina, fra sposo e sposa, era notevole, ma non era stato voluto così dal Creatore.


Mentre l'ispirazione Divina della Bibbia è affermata anche da altre religioni, Il Talmud è riconosciuto come testo sacro solo dall'Ebraismo.
Il Talmud comprende la Mishnah, cioè l'esposizione della Legge Orale da parte dei Maestri più antichi, e la Ghemarah, ovvero l'insieme dei commenti alla Mishnah.
Nel Talmud sono riportate le innumerevoli discussioni tra i Rabbini che esprimono il loro parere personale allo scopo di ricercare la Verità. Di conseguenza, il Talmud non presenta un punto di vista unico, ma una grande varietà di interpretazioni, spesso contraddittorie, che ci fanno comprendere la concezione ebraica secondo cui ogni studioso della Torah ha il diritto di sviluppare delle proprie idee.
Infatti, mentre Dio è uno, le nostre menti sono invece molte e possono quindi interpretare il messaggio della Rivelazione in modo diverso. E' per questo che, secondo un racconto Talmudico, una voce dal Cielo interruppe una disputa tra gli studenti della scuola di Hillel e quelli della scuola di Shammai (tra cui c'era un totale disaccordo) proclamando questa sentenza: "Avete ragione tutti e due. Entrambi professate la dottrina del Dio Vivente".

Possiamo affermare che il Talmud è una grande enciclopedia dell'Ebraismo che racchiude gli insegnamenti degli antichi Maestri e le conoscenze di varia natura che essi condividevano.
Purtroppo, a causa dell'ignoranza e dell'odio verso gli Ebrei, nel corso della storia il Talmud è stato spesso ridicolizzato e caricato di miti negativi. Ancora oggi, per screditare la religione giudaica, vengono citati dei brani Talmudici tradotti male o interpretati senza tenere conto del contesto in cui furono scritti.
La Tramandazione Ebraica è invece un vero e proprio tesoro dal valore inestimabile e accanto alla Bibbia, essa costituisce il sacro patrimonio culturale che ha permesso ad Israele di preservare la sua identità fino ad oggi.


Il Talmud.
I precetti rivelati nella Torah Scritta non potrebbero essere messi in pratica senza la guida di una tradizione capace di definire e codificare le leggi che nella Bibbia sono espresse in modo molto vago. Questo è il compito della Torah Orale, donata anch'essa sul Sinai e tramandata da padre in figlio per secoli. Dopo la distruzione di Gerusalemme e la rovina dello Stato, i Maestri temettero che la Tramandazione orale potesse andare perduta, e così iniziarono a metterla per iscritto in modo che si conservasse anche nel corso della diaspora. Nacque così il Talmud, che significa letteralmente "studio", di cui abbiamo due redazioni: il Talmud Yerushalmi, scritto in terra d'Israele, e il Talmud Bavli, molto più esteso, scritto a Babilonia.

In quest'opera Maimonide enuncia la dottrina etica dell'ebraísmo. Sentendo l'intimo legame fra l'uomo e Dio e respingendo il concetto di una morale autonoma e utilitaristica, egli rivolge la sua attenzione ai moventi spirituali che determinano l'azione morale, arrivando ad affermare che la vera moralità si attua nel fare il bene per il bene, senza attendersi da ciò altra conseguenza che non sia quella derivante dalla stessa esecuzione dell'azione morale.
Attraverso vere e proprie dissertazioni sui diversi temi di etica che danno il titolo agli otto capitoli, Maimonide sottolinea la necessità che l'uomo conosca il proprio «io» più intimo per poter accedere alla vera dimensione etica, in cui le azioni sono strumenti di elevazione spirituale. In questo sforzo di innalzamento, l'uomo, armonizzando le proprie energie spirituali, sarà in grado di vivere lontano da qualsiasi eccesso e riuscirà ad acquisire una percezione di Dio adeguata al proprio potenziale spirituale.

Gli Otto Capitoli

Il misticismo ebraico si radica nell'esperienza profetica e, soprattutto, nelle interpretazioni del Ma'asè Merkava (l'"opera del carro") con cui si apre il libro di Ezechiele. Gli studi mistici danno vita alla qabbalah per la quale nel XIII secolo in Provenza si ricordano il Rambàn, Abramo Abulafia e, nel XVI secolo, nella scuola di Safed il maestro Isaac Luria.
In epoca moderna tra gli accademici è Gershom Scholem, il quale ha, tra l'altro, notato le influenze del pensiero di Giovanni Scoto Eriugena sulla mistica ebraica medioevale.
L'illusione pseudomessianica del sabbatianismo ebbe le sue catastrofiche conseguenze; poi la nascita del movimento chassidico polacco (seconda metà del XVIII secolo) che rappresenta uno dei momenti più significativi nello sviluppo del misticismo ebraico, misticismo che ha molto influenzato anche la dottrina ascetica cristiana. È interessante notare la costante tensione, in seno all'ebraismo, fra misticismo e filosofia, poiché, malgrado la diversa prospettiva, i problemi di fondo sono comuni: il rapporto fra creatore e creatura, il legame fra finito ed infinito, le realtà del bene e del male.


Quando le tribù furono a poco a poco unificate, reclamarono un re: il primo re fu Saul, seguito da Davide, il quale combatté contro i filistei (una popolazione che abitava in Palestina) e fondò la "Città di Davide", che successivamente prese il nome di Gerusalemme. Il figlio di Davide, Salomone, diede inizio alla costruzione del primo Tempio di Gerusalemme. Alla morte di Salomone, dieci delle dodici tribù di Israele si separarono, mentre le due tribù che restarono fedeli al figlio di Salomone, Roboamo, formarono il regno di Giuda, o Giudea (da cui viene la parola "giudeo"). Nel 587 a.e.v. Gerusalemme venne distrutta dal re babilonese Nabucodonosor, il Tempio fu bruciato e gli ebrei furono esiliati in Babilonia. L'esilio in Babilonia diede il via alla diaspora, ovvero alla dispersione del popolo ebraico nel mondo.



I re di Israele.

Ebraismo

Nella cultura ebraica, la famiglia aveva un 'sogno' particolare: avere una discendenza molto numerosa. Nel grande numero di figli, la coppia ebraica vedeva la benedizione del Padre Celeste.
Ma il compito principale nella famiglia, per quanto riguardava l'educazione delle figlie, era della madre.


La donna.

Tanakh (La Bibbia Ebraica).

La Bibbia è il testo sacro fondamentale perchè contiene sia le Leggi Divine da seguire, sia la storia del mondo dalla Creazione fino al ritorno dall'esilio in Babilonia del popolo d'Israele. La Bibbia è stata scritta in lingua ebraica (eccetto alcune parti in aramaico) da molti autori diversi e in epoche altrettanto diverse. L'Ebraismo non la considera come un libro unico, ma la suddivide in tre sezioni:
1:  Torah.
2:  Neviim (Profeti).
3:  Ketuvim (Scritti).


I Testi Sacri

Maimonide è sicuramente una delle personalità ebraiche (il maggior spicco nella storia del pensiero filosofico medioevale e nel campo della codificazione alachico-rituale. Conosciuto come Rambam, dalle iniziali del suo nome, Rabbenu Moshè Ben Maimon è nato a Cordova, in Spagna, nel 1138 ed è morto in Egitto nel 1204. Più tardi è stato sepolto a Tiberiade. Tra le sue opere principali vanno ricordate il Commento alla Mishnà, il libro dei precetti, il Mishnè Torà, la Guida degli smarriti.


Mosè Maimonide.

Deuteronomio: (devarim: “Parole”), riassume le leggi ebraiche e presente le ultime raccomandazioni di Mosè che muore prima dell’ingresso degli Ebrei in Terra promessa.
Dieci comandamenti
1. Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d`Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me.
2. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.

3. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
 
4. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

5. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio.

6. Non uccidere.

7. Non commettere adulterio.

8. Non rubare.

9. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

10. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".


I dieci Comandamenti
(Deuteronomio)

L'Ebraismo ha prodotto anche una filosofia vera e propria, la quale secondo alcuni accademici passa attraverso l'influenza stoica, neoplatonica ed aristotelica, quest'ultima mediata dai pensatori musulmani (Avicenna e Averroè in particolare); il legame con Aristotele viene ancora individuato da Maimonide, mentre Hillel da Verona in molti punti richiama Tommaso d'Aquino. Per quanto riguarda l'apporto filosofico, si ricordano, nel medioevo ebraico, le figure di Yehudah HaLevi, di Mosè Maimonide e di Hillel da Verona. L'Ebraismo sefardita si distingue per i suoi studi di natura filosofico-teologica, mentre l'Ebraismo ashkenazita si caratterizza per una maggiore concentrazione sugli studi talmudici e sulla mistica, la quale sfocerà nel movimento chassidico dell'Europa orientale

La filosofia Ebraica.

Intorno all'anno mille, sorsero in Europa due nuovi poli della cultura ebraica: in Spagna si formò la comunità sefardita (fino a quando, nel 1492, gli ebrei furono cacciati dalla Spagna), mentre l'Europa orientale divenne la culla dell'ebraismo askenazita. Fino al XIX secolo, gli ebrei hanno vissuto in tanti paesi come gruppo religioso di minoranza, spesso perseguitato. Dalla metà del Cinquecento vennero obbligati a risiedere in quartieri separati - i ghetti - che venivano chiusi di notte e riaperti di mattina. Le persecuzioni si intensificarono tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, quando in Russia gli ebrei subirono numerosi massacri e saccheggi (pogrom). Sotto il nazismo (1933-1945), milioni di ebrei vennero perseguitati, deportati e sterminati (Shoah).
Fu circa nello stesso periodo che si affermò il sionismo, un movimento culturale e politico il cui scopo era di ricondurre gli ebrei nella terra di Israele per costituirvi una comunità nazionale, al riparo dalle persecuzioni.
Attualmente, l'Ebraismo si suddivide in diversi movimenti religiosi. I gruppi più importanti sono: gli ebrei riformati (che lasciano ai singoli credenti la libertà nell'interpretare gli insegnamenti della Bibbia e nell'osservare le leggi rituali), gli ortodossi e ultra-ortodossi (per i quali le leggi rituali e cerimoniali vanno considerate come immutabili), e i conservative (una ortodossia più attenuata).


Dalla Diaspora ai giorni nostri.

Nel 538 a.e.v., il nuovo re di Babilonia autorizzò il ritorno degli ebrei in Israele e la costruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme (che fu poi distrutto dai romani nel 70 della nostra era). Gli ebrei passarono sotto varie dominazioni fino a quando, nel II secolo a.e.v., la rivolta dei Maccabei restituì l'indipendenza politica al popolo di Israele, indipendenza che durò fino al 63 a.e.v., quando i Romani conquistarono la Giudea. Tra il I e il IX secolo e.v. vennero redatti la Mishnah e i due Talmudim (il Talmud di Gerusalemme e il Talmud di Babilonia), testi fondamentali della religione ebraica che racchiudono la giurisprudenza e le credenze dell'Ebraismo. In questo periodo, gli ebrei vivevano in diversi imperi: in quello romano, che lentamente stava diventando cristiano, e in quello babilonese, che stava diventando musulmano.


Dalla cattività babilonese alla Diaspora.

I suoi discendenti, trasferitisi in Egitto a causa di una terribile carestia che aveva colpito la loro terra, diventano presto schiavi del loro ospite, il Faraone. Questi li sottopone a lavori durissimi e a ogni tipo di sevizie. Le grida dei figli d’Israele vengono ascoltate da Dio, il quale affida a Mose’ il compito di far uscire il popolo dall’Egitto. Cinquanta giorni dopo l’uscita dall’Egitto, il popolo riceve la Torah-Bibbia sul monte Sinai. Questo importantissimo evento segna l’alleanza fra Dio e il suo popolo come un contratto che li unisce eternamente, alleanza stretta attraverso il dono delle Tavole della Legge che rappresentano tutta la Tora’ e ne sono il simbolo. Dopo quarant’anni di peregrinazioni il popolo ebraico, guidato da Giosue’, entra nella Terra Promessa. Il suolo viene spartito fra le Dodici Tribu’.

La schiavitù in Egitto ed il ritorno a Canaan.

La storia del popolo ebraico inizia con Abramo. Il primo patriarca nacque circa nel 1813 a. C. Secondo la tradizione Abramo scopri’ l’esistenza di Dio, cioe’ di una divinita’ ultraterrena unica e inscindibile, all’eta’ di tre anni. Per ordine del Creatore, all’eta’ di settantacinque anni Abramo lascio’ la casa paterna per trasferirsi in una terra lontana, la Terra nella citta’ di Ur Kassdim, in Caldea.

Storia del popolo ebraico

Abramo era un "arameo errante" al quale, secondo la Genesi, YHWH chiese di spostarsi da Ur dei Caldei (anacronismo) a Nord, verso Harran (nell'attuale Siria), per poi scendere fino nella terra di Canaan (attuale Israele), la terra promessa. Questo evento segna una svolta decisiva nella vita del patriarca e nella storia della religione ebraica: Abramo inizia ad avere un contatto con Dio. Questo legame viene rinforzato con il “Patto delle Parti”, col quale Dio promette ad Abramo e ai suoi discendenti la Terra d’Israel. All’eta’ di novant’anni, sua moglie Sara mette al mondo un figlio, Isacco


Il viaggio di Abramo

Quindi per me ascoltare il silenzio buddhista è mettermi in sintonia con questo grido e accettare di rimanere sulla soglia del Mistero con i miei fratelli buddhisti, ma – e sottolineo questo ma – in fiduciosa e amorosa attesa, perché come cristiana credo profondamente che quella soglia è stata attraversata per sempre, non dall’uomo ma da Dio e che in quel silenzio è stata pronunciata per sempre e per tutti – anche per i miei fratelli buddhisti – la Parola che si è fatta carne.

C'è stata una sola setta buddhista, che considerava Buddha un essere trascendente (cioè un dio) e il Buddha storico solo un fantasma emanato da questo.
Furono i membri di tale setta a scolpire tra il 200 e il 500 d. C. le enormi statue del Buddha nelle rocce del Bamiyan, in Afghanistan, proprio quelle bombardate dai talebani nel 2001.

Il Buddha morì a 80 anni, attorniato dai suoi discepoli.
Le sue ultime parole furono:
Monaci, io vi dico: tutto trascorre e perisce. Ma il vostro compito è di cercare la verità e mirare alla salvezza eterna.

Verrà il giorno in cui anche in questo grembo, che è il silenzio del Buddha, germinerà in pienezza la Parola che è Cristo, Verbo di Dio al mondo.
Verrà il giorno – anzi forse è già venuto – in cui in Occidente come in Oriente dovremo trovare il coraggio di rimanere a lungo in questo silenzio per poter ascoltare la Parola.

(Maria De Giorgi, in Uomini e Profeti, Radio RaiTre, gennaio 2007)

Il Buddha ha percepito il gemito di questo mondo visibile, ha intuito la via che porta oltre questo mondo fenomenico, ha additato il Mistero… ma poi ha taciuto, quasi a ricordare all’uomo religioso di ogni tempo che mai potrà imprigionare l’Assoluto in qualsivoglia categoria mentale, né ridurlo alle dimensioni della propria mente.

È costituito da un insieme di esercizi psicofisici che mirano a riprendere possesso del proprio corpo, a riequilibrarne le energie interne, per acquistare una più grande libertà interiore.
In definitiva si tratta di una disciplina spirituale, che in occidente forse abbiamo un po’ banalizzato.

LO YOGA

Altri divieti sono raccolti in 220 disposizioni.
Interessante la confessione pubblica delle colpe, prevista per i monaci di fronte alla comunità.

Cinque comandi (solo per i monaci):

Non mangiare dopo mezzogiorno
Non dormire sul letto
Non toccare denaro
Non assistere a spettacoli (musica, danza, teatro…)
Non usare profumi, unguenti e ghirlande).

DIECI REGOLE

Proprio come un uccello ha bisogno di due ali per volare, una persona dotata di saggezza ma priva di compassione è come un eremita solitario che vegeta sulle montagne; una persona compassionevole ma priva di saggezza non è niente più che un simpatico sciocco. Entrambe queste qualità sono necessarie; si rafforzano reciprocamente.
(Dalai Lama, La saggezza del perdono)

SAGGEZZA E COMPASSIONE

La vacuità [il vuoto interiore come liberazione] ci permette di avere una comprensione della realtà ultima. Ci aiuta ad apprezzare la saggezza dell'interdipendenza - una legge fondamentale della natura. Arriviamo a riconoscere il valore del nostro essere tutti fondamentalmente correlati.
E' a causa di questa interrelazione che siamo in grado di entrare in empatia con gli altri che soffrono. Con la condivisione, la compassione sgorga naturalmente. Sviluppiamo un'autentica empatia per la sofferenza degli altri, e la volontà di aiutarli a sradicare il loro dolore.

SAGGEZZA E COMPASSIONE

Il buddha non parla mai di Dio nella sua predicazione. Sulla questione mantiene un silenzio rispettoso (forse per reazione ad un eccesso di rappresentazioni del divino nell’induismo).
Alcuni l’hanno definita una scelta di ateismo.
Altri sostengono che Buddha, con la sua via di mezzo, si è mantenuto equidistante dai due estremi del teismo e dell’ateismo.

UNA RELIGIONE SENZA DIO

Buddha non scrisse alcun testo.
Il suo insegnamento fu inizialmente tramandato in forma orale.
Sorsero molte controversie dottrinali, per cui furono indetti vari concili.
Nel I secolo a.C. fu redatto in lingua pali (dialetto del sanscrito) il canone, cioè l’elenco ufficiale dei testi sacri.

I TESTI SACRI

Dopo anni di duro ascetismo rischia la morte senza essere giunto alla liberazione.
Abbandona così la via induista e intraprende la ricerca di una nuova via, né troppo rigida da far rischiare la morte né troppo leggera da risultare inefficace: una via di mezzo.

Perché la vita, perché la morte, perché la sofferenza?

Lascia la reggia ed entra nel mondo dei comuni mortali. Viene così a conoscenza della verità sulla sofferenza che connota la vita di tutti gli esseri.
Egli non accetta questa realtà e decide di intraprendere la via della liberazione secondo la pratica induista.

Ecco la testimonianza di Maria De Giorgi, missionaria saveriana in Giappone, che ha dialogato, pregato e meditato per lunghi anni con esponenti del buddhismo zen:

Il silenzio buddhista è un grido sulla soglia del mistero, e a volte non c’è grido più lacerante del silenzio.


UN’ESPERIENZA DI DIALOGO CRISTIANO-BUDDHISTA

Statua di Buddha in Cina

Cinque proibizioni (per tutti):

Non uccidere
Non rubare
Non fare un uso sregolato del sesso
Non dire il falso
Non bere bevande inebrianti.



DIECI REGOLE

Mi rifugio nel Buddha.

Mi rifugio nel dharma (= dottrina o legge).

Mi rifugio nel sangha (= comunità monastica).

Ci si professa buddhisti con la

FORMULA DI RIFUGIO

Gli otto raggi della ruota rappresentano l’ottuplice sentiero.

La circonferenza
corrisponde
alle reincarnazioni.

Il centro è il nirvana.

Retta visione (la realtà appare così com’è)
Retto pensiero (intenzione o proposito)
Retta parola (linguaggio adeguato)
Retta azione (fare la cosa giusta)
Retta condotta (coerenza di vita)
Retto sforzo (applicazione costante)
Retta attenzione (consapevolezza)
Retta concentrazione (meditazione).

OTTUPLICE SENTIERO

Le quattro nobili verità  Cfr. dossier p. 15

Tutto è dolore (tutto è apparente e mutevole).
Il dolore nasce dal desiderio (che ci imprigiona nel ciclo delle esistenze).
Estinguendo il desiderio si elimina il dolore (nirvana = estinzione).
La via per raggiungere il nirvana è l’ottuplice sentiero.

DOTTRINA PRINCIPALE

Dopo anni di pratiche,una notte raggiunge la liberazione, diventa l‘Illuminato (=Buddha) e si sente portato in una beatitudine straordinaria: il Nirvana.
Rinuncia a lasciarsi morire in questa beatitudine per diventare maestro della via di mezzo per tutti gli uomini.
Nasce il Buddhismo, la via del Buddha, l‘Illuminato, che diventa un predicatore itinerante, accompagnato dai suoi monaci.

L’ILLUMINAZIONE

Nel VI sec. a.C. il principe Gautama Siddharta vive nella reggia del Padre, in India.
Siddharta significa colui che cerca o colui che ha raggiunto lo scopo.
Egli non conosce la verità della vita poiché il padre lo trattiene lontano dal mondo, gli nasconde la verità del mondo, le sofferenze della vita, la malattia, la vecchiaia, la morte, la rinascita.
Un giorno, ispirato da un' artista che cantava le bellezze dei suoi viaggi, si risveglia in lui il desiderio di conoscere la verità del mondo.
[1] http://www.corsodireligione.it/religioni/buddhismo/bud_60.htm

CHI E' IL BUDDHA?[1]

Lanfranco Gianesin

Una religione senza Dio?

BUDDHISMO

INDRA

VISHNU

BRAHMA

E’ una religione:
Monolatrica  esiste un assoluto da cui tutto deriva e si chiama “brahman”
Panteista  tutta la natura è impregnata della presenza divina
Politeista  sono innumerevoli le potenze soprannaturali a cui viene reso il culto (montagne, fiumi, animali)

LE DIVINITA’ 1/2

.










.

Brain storming

“Interrogato da un discepolo sul modo di cercare Dio, un celebre guru (maestro) gli immerse la testa in un ruscello, tenendola sott'acqua fin quasi all'annegamento. Quando il discepolo poté finalmente sollevare la testa, il guru gli chiese: "A che cosa pensavi?" - "Tutto il mio essere non tendeva che a respirare. Non desideravo che quello" - "Ebbene, concluse il maestro, quando tu avrai un uguale bisogno di Dio, sarai liberato".
(Dal Libro Sacro delle Upanishad)

SHIVA

Credenze e comportamenti della regione del fiume Indo
1800-1500 a.c
820 mln di fedeli
50 mln fuori dall’India

LE ORIGINI

INDUISMO

meglio conosciuto come…

SANATNA DHARMA

- Ogni casta ha le sue regole e le sue tradizioni
Il passaggio da una casta ad un’altra è molto difficile
- I paria sono “fuori casta” perché considerati impuri. Sono enormemente sfavoriti a livello sociale ed economico

Paria

Servitori

Popolo - lavoratori

Guerrieri e governanti

brahmani

Abolito ufficialmente nel 1947
Casta = gruppo  senso di appartenenza
Ogni casta ha un ruolo specifico

IL SISTEMA DELLA CASTE

E tantissimi altri dèi o manifestazioni del brahman

Atman

Corpo

Anima

Esseri viventi

Simboleggia la distruzione del mondo

Simboleggia la conservazione

Simboleggia la creazione

Brahma

Vishnu

Shiva

BRAHMAN

LE DIVINITA’ 2/2

Lo Shintoismo convive facilmente con le altre religioni e, difatti, molti shintoisti sono contemporaneamente devoti al Buddhismo. Si tratta di una religione che non incoraggia il proselitismo poiché è considerata inadatta ai popoli non giapponesi.

Testi sacri Sebbene lo Shintoismo non abbia dei veri e propri testi sacri, vi sono alcuni libri che raccolgono i miti e le tradizioni religiose del popolo giapponese: tra questi, i principali sono il Kojiki ("Memorie degli avvenimenti dell'antichità"), e il Nihon shoki ("Annali del Giappone"), scritti nell'VIII secolo, in cui si trova la storia del Giappone dalla sua creazione - per opera della coppia divina, Izanagi (maschio) e Izanami (femmina) - all'anno 697.

Lo Shintoismo non ha fondatore.
In origine, lo Shintoismo era il frutto della mescolanza di riti, miti, credenze, tecniche divinatorie, usi e costumi profondamente radicati nella vita quotidiana del popolo giapponese.
Dapprima tale complesso di pratiche e di credenze non portava nessun nome, e soltanto con l'avvento del Buddhismo in Giappone (nel VI secolo) venne a essere distinto con il nome di shinto (che significa "via degli dei").
Oggi possiamo dire che Buddhismo e Shintoismo siano “fuse” insieme.

Diffusione e localizzazione geografica Lo Shintoismo è praticato quasi esclusivamente in Giappone. È molto difficile stimare il numero complessivo degli shintoisti in quanto si può essere shintoisti e, contemporaneamente, aderire alBuddhismo. Secondo alcune fonti vi sono circa 100 milioni di giapponesi che praticano una combinazione di Shintoismo e Buddhismo.

Il simbolo della religione shintoista è rappresentato dal Torii
che è il portale di accesso a un santuario shintoista, formato da due stipiti verticali rossi sovrastati da altrettanti architravi, anch'essi rossi.

La filosofia di vita shintoista ruota intorno all'idea che vi sia un'armonia profonda tra gli esseri umani, la natura, e le numerose divinità che popolano l'universo. Gli esseri divini si chiamano kami, sono generalmente benigni e proteggono coloro che si rivolgono a essi. I kami si identificano con numerosi oggetti naturali (montagne, ruscelli, animali, alberi, ecc.), con alcuni personaggi mitici o storici e con gli antentati. Secondo la mitologia shintoista del Kojiki e del Nihon shoki, la famiglia imperiale (il cui primo imperatore è ritenuto Jimmu Tenno) discende direttamente dalla dea del sole Amaterasu, considerata come capostipite.

Gli insegnamenti confuciani vertono più che altro sulle norme morali di comportamento che ogni individuo deve seguire, non perché gli siano imposte, ma perché, dopo averle apprese tramite uno studio rigoroso, egli sa esattamente come deve agire nella società.
Colui che segue queste norme è consapevole che la famiglia e lo stato si basano su rapporti gerarchici, che implicano il riconoscimento dell'autorità e di determinati doveri reciproci: i doveri che legano principe e ministro, padre e figlio, marito e moglie, fratello maggiore e fratello minore, amico maggiore e amico minore.

Il Confucianesimo (termine usato la prima volta dai gesuiti nel XVII secolo) è uno dei tre credi della Cina .
Fuori dalla Cina, la principale comunità confuciana si trova nella Corea del Sud.

Non esiste la concezione del bene e del male fini a se stessi, ma è riprovevole un cattivo comportamento. Non esiste il concetto del peccato, o la concezione di un essere trascendente o di mondo ultraterreno. Esiste la società, nella quale si vive: il confuciano impara attraverso lo studio a comprendere razionalmente la realtà che lo circonda e, di conseguenza, a comportarsi nella maniera appropriata in ogni occasione, non contrastando con il suo agire l'armonia che deve esistere in ogni ambito, umano e naturale.

I testi sacri del Confucianesimo vengono divisi in:
I Cinque Classici e I Quattro libri

Come egli stesso dichiarava, il suo era il compito di un maestro che trasmetteva, non creava. Confucio raccolse e riordinò quindi i testi antichi, ma non scrisse niente di quanto insegnava. I suoi insegnamenti ci sono giunti solo attraverso i discepoli che trasmisero ai posteri le sue parole.

Confucio (termine usato in Occidente per Kongfu zi, 551-479 a.C.), discendente di una nobile famiglia decaduta, nacque nello stato di Lu, in quella che è l'attuale provincia dello Shandong.
Attento studioso delle antiche tradizioni, Confucio visse in un periodo di aspre lotte (vari stati si combattevano, cercando con ogni mezzo di prevalere l'uno sull'altro).
Rendendosi conto che gli antichi valori stavano ormai decadendo, Confucio decise di insegnare ai giovani la saggezza degli avi.

Il tempio taoista non è dedicato a nessun dio in particolare, in un tempio taoista l’oggetto principale è il grosso tripode di pietra che serve da incensiere e simboleggia la comunità religiosa. Bruciare l’incenso e piegare a terra le ginocchia e battere la testa contro il pavimento, costituisce la solita riverenza taoista.

Testi sacri:
Daodejing, o "Classico della via e della virtù" composto da due parti (Daojing e Dejing), suddivise complessivamente in 81 sezioni, contiene riflessioni sul mondo e consigli al sovrano
il Zhuangzi (probabilmente anteriore al Daodejing): opera di notevole valore letterario, compilata in parte dal filosofo da cui trae il nome, i cui 33 libri, sono costituiti da saggi su argomenti specifici, aneddoti, dialoghi, allegorie, e fiabe
il Liezi, in parte simile al Zhuangzi, che fa riferimento a esseri soprannaturali o a personaggi di epoche mitiche

Come religione organizzata, il Taoismo è documentato solo a partire dal II secolo d.C., anche se il Taoismo religioso affonda le proprie radici in pratiche magiche molto più antiche.
Durante il III e il IV secolo d.C. il Buddhismo Mahayana si diffuse capillarmente in Cina durante un periodo di estrema instabilità politica. Fu allora che i taoisti cominciarono a organizzarsi, prendendo a modello le istituzioni e i riti buddhisti.

Diffusione e localizzazione geografica Al mondo vi sono circa 20 milioni di taoisti, concentrati soprattutto in Taiwan. Cenni storici La tradizione attribuisce la nascita del pensiero taoista a Laozi (Vecchio Maestro, che un tempo in Occidente era noto come Lao Tze), una figura leggendaria che sarebbe vissuta nel VI secolo a.C.
Si dice che Laozi nacque vecchio dopo ottantun anni di gestazione e che, allontanatosi dalla città di Luoyi (la capitale della dinastia degli Zhou orientali), si diresse verso i paesi d'Occidente sul dorso di un bufalo per diffondere la sua dottrina presso i popoli non cinesi.

Tutto il mondo manifestato si regge sui due principi yin e yang;
1. Yin e yang sono opposti 
Qualunque cosa ha un suo opposto, non assoluto, ma in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang; essa contiene il seme per il proprio opposto. Per esempio, il freddo può diventare caldo; "ciò che va su deve venire giù".
2. Lo yin e lo yang hanno radice uno nell'altro 
Sono interdipendenti, hanno origine reciproca, l'uno non può esistere senza l'altro. Per esempio, il giorno non può esistere senza la notte.
3. Lo yin e lo yang diminuiscono e crescono 
Sono complementari, si consumano e si sostengono a vicenda, sono costantemente mantenuti in equilibrio. Però ci possono essere degli sbilanciamenti che creano problemi; i quattro possibili sbilanciamenti sono: eccesso di yin, eccesso di yang, insufficienza di yin, insufficienza di yang.
4. Lo yin e lo yang si trasformano l'uno nell'altro 
Ad un certo punto, lo yin può trasformarsi nello yang e viceversa. Per esempio, la notte si trasforma in giorno; il calore in freddo; la vita in morte.

Il  Tao  è il perfetto equilibrio che regola l'universo,  E’ raffigurato dal binomio dello Yin e dello Yang: i  due Principi Fondamentali  della suprema polarita' chiamata Tai Chi.               
Vengono  raffigurati  con  due figure  a  forma di goccia racchiuse in un cerchio.
Yin, raffigurato in nero, è il Principio negativo, la notte, il femminile, il materiale, la quiete.
Yang,  raffigurato in bianco, è il Principio positivo, il cielo, il maschile, il giorno, l'elemento leggero.
Non si contrastano, ma si completano in un perfetto equilibrio.
Uno non può esistere senza l’altro e nessuno dei due predomina sull’altro.
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