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Castelli e cavalieri

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by

chiara anghilieri

on 23 February 2016

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Transcript of Castelli e cavalieri

Castelli e cavalieri
Le invasioni di Ungari, Saraceni e Vichinghi provocarono in Europa un clima di paura.
Si abbandonarono terre e villaggi in cerca di luoghi sicuri, spopolando le campagne.
FINE DELLE INVASIONI
LA CREAZIONE
DEI CASTELLI
Nel IX secolo con le invasioni infatti i feudatari per difendere loro stessi, le proprie terre e i propri servitori costruirono castelli. Prima semplici centri fortificati, poi luoghi di grandi insediamenti con torri di legno circondati da fossati. Dal X secolo i castelli divennero di pietra con cinta murarie possenti con merlature, all'interno il mastio dove risiedeva il signore, circondato da case e stalle e torrette esterne di avvistamento.
NASCE L'INCASTELLAMENTO
Questo fenomeno per cui il feudatario o il vescovo comincia a costruire castelli prende il nome di INCASTELLAMENTO.
PIANTA DEL CASTELLO
Il castello era un luogo strategico. La cinta muraria era costituita da cortine, mura continue, dove si scorgevano le merlature che proteggevano i soldati. Le torri erano imponenti, dotate di feritoie. Era circondato da fossato per superato il quale col tempo servirà il ponte levatoio. I castelli più grandi avevano una corte bassa per il popolo e una alta, il cortile interno del signore. Nel mastio del signore al primo piano si trovavano le cucine e la sala da pranzo, al secondo le camere e la cappella privata. Nei sotterranei trovavano posto le prigioni.
CONSEGUENZE DELLE INVASIONI
Nel X secolo cominciarono a diminuire fino a sparire. Tre i motivi della fine delle invasioni:
- a mano a mano che il territorio veniva depredato gli invasori si spostavano sempre più lontano fino a quando diventarono per essi meno convenienti
- i feudatari e i vescovi cominciarono a fortificare i loro possedimenti, castelli e monasteri, dove si rifugiavano anche contadini e poveri
- gli invasori nomadi si abiturarono piano piano alla vita sedentaria, trovarono accordi per creare i loro feudi
il castello divenne sempre di più borgo fortificato, con cinta murarie interne, posti di guardia, ponti levatoi; si costruirono cappelle e piazze e fino al XIII secolo organizzò la vita rurale e il suo sviluppo. Vicino al castello si praticava agricoltura intensiva con orti e frutteti, più lontano agricoltura estensiva con cereali, legumi, oliveti, pascoli e boschi.
IL CAVALIERE
Non si può parlare di castello senza parlare del cavaliere, che ne era uno dei protagonisti.
Figlio cadetto delle famiglie nobili, non avviato alla vita di Chiesa, riceveva una solida formazione militare per servire un nobile più potente presso il quale prestare servizio e diventare proprietario di feudi.
Era coraggioso, cortese e riceveva un'investitura solenne, giurando di rispettare gli obblighi della cavalleria, generosità, coraggio e protezione di donne e bambini.
Aveva il compito si servire il suo signore, combattendo per lui in battaglia e comportandosi con onore
LA VITA DEL CASTELLO
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