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Falcone e Borsellino

Ho elaborato questa presentazione nell'ambito di un progetto sulla legalità svolto a scuola. Ho realizzato una timeline multimediale per ricordare l'operato dei due magistrati e di tanti altri eroi caduti nella lotta contro la mafia
by

Liborio Cali

on 4 May 2015

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Transcript of Falcone e Borsellino

1940
1950
1960
1970
1980
1990
Giovanni Falcone
Nacque il 18 maggio 1939 a Palermo in via Castrofilippo nel quartiere della Kalsa, lo stesso di Paolo Borsellino e di molti ragazzi che in futuro diventeranno mafiosi, come ad esempio Tommaso Buscetta.
Paolo Borsellino
Paolo Emanuele Borsellino nacque a Palermo il 19 gennaio 1940 nel quartiere popolare La Kalsa, dove, durante le tante partite a calcio nel quartiere, conobbe Giovanni Falcone, più grande di lui di sei mesi.
Gli anni della giovinezza
Negli anni dell'oratorio ai nostri eroi capiterà di conoscere loro coetanei che sceglieranno la strada del male e diventeranno dei mafiosi. La scelta dei due amici sarà invece quella di diventare Magistrati e servire la Legge. I due amici si ritrovarono insieme prima sui banchi dell'Università e poi in Magistratura.
La mafia e la strage di Portella della Ginestra
Mentre Falcone e Borsellino vivono gli anni spensierati della fanciullezza, la Mafia si rende complice di orribili delitti come quello avvenuto il Primo Maggio 1947 a Portella della Ginestra. In questa località Vengono feriti numerosi contadini e vengono uccise 11 persone innocenti che tornavano a casa da una pacifica manifestazione.
Placido Rizzotto
La mafia colpisce ed uccide spietatamente numerose persone che non si vogliono piegare alla cultura dell'omertà e del silenzio. Colpisce sindacalisti, politici, imprenditori, giornalisti, giudici, poliziotti, carabinieri, funzionari dello Stato, semplici cittadini.
Una delle vittime di mafia fu il sindacalista Placido Rizzotto rapito ed ucciso nel marzo 1948.
La crescita della Mafia
La mafia negli anni '60 e '70 segue le evoluzioni dell'economia isolana: da agricola diventa urbano imprenditoriale, fa suo il boom edilizio che stravolge i grandi capoluoghi isolani, pur senza abbandonare i suoi interessi in campo agrario, e allarga i suoi interessi a campi quali il contrabbando e il traffico di stupefacenti
La strage di Ciaculli (1963)
Mentre la mafia nel tempo cresce e si trasforma continua a mietere vittime innocenti. Il 30 giugno 1963: il tenente dei carabinieri Mario Malausa, i marescialli Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio Altomare e Mario Farbelli, il maresciallo dell'esercito Pasquale Nuccio e il soldato Giorgio Ciacci, vengono uccisi dallo scoppio di un'autobomba abbandonata dai mafiosi in campagna.
Mauro De Mauro
Mauro De Mauro (Foggia, 6 settembre 1921 – scomparso a Palermo il 16 settembre 1970) è stato un giornalista italiano, rapito dalla mafia e mai più ritrovato.
Peppino Impastato
Il 9 maggio 1978, la mafia uccide Peppino Impastato, giovane attivista politico e speaker radiofonico di Cinisi, in provincia di Palermo.
Piersanti Mattarella - Pio La Torre
Piersanti Mattarella fu un importante esponente della Democrazia Cristiana; Pio La Torre fu il segretario del Partito Comunista Siciliano. Erano divisi dalle idee politiche ma avevano in comune il senso dello Stato e l'amore per la legalità. Entrambi hanno combattuto contro la mafia e sono stati uccisi per la loro integrità morale
Pio La Torre fu ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982 assieme all'autista Rosario Di Salvo
Rocco Chinnici (ucciso il 9/07/1983)
In questi anni la mafia colpì diversi uomini dello Stato : uccise il capitano dell'Arma dei Carabinieri Emanuele Basile e il procuratore Gaetano Costa , amico di Chinnici, con cui aveva condiviso indagini sulla mafia i cui esiti i due giudici si scambiavano in tutta riservatezza dentro un ascensore di servizio del palazzo di Giustizia. Dopo questo omicidio Chinnici ebbe l'idea di istituire una struttura collaborativa fra i magistrati dell'Ufficio (poi nota come "pool antimafia")
Pippo Fava
è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore italiano, ucciso da cosa nostra.
Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. È stato direttore responsabile del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani.
Nasce il Pool Antimafia
Rocco Chinnici costruisce una squadra in cui le informazioni circolano e il pericolo viene condiviso: eliminare un membro del pool non significa 'uccidere' anche le indagini. Chinnici chiama con sé gente come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello. Alla morte di Chinnici il suo posto sarà preso da Antonino Caponnetto.
Carlo Alberto Dalla Chiesa
Il 3 settembre 1982 vengono brutalmente uccisi, mentre andavano a cena a Mondello, Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri e prefetto del capoluogo siciliano; la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, agente di polizia.
Il Maxiprocesso 1986-1992
Grazie al lavoro del Pool si arrivò al Maxiprocesso di Palermo. Un processo celebrato per crimini di associazione di tipo mafioso tra cui omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, associazione mafiosa e altri.
Il maxiprocesso deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli imputati erano 475 , con circa 200 avvocati difensori. Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. A quanto è dato sapere, si tratta del più grande processo penale mai celebrato al mondo.
La strage di Capaci 23 Maggio 1992
Il 23 maggio 1992 nella Strage di Capaci vengono uccisi Giovanni Falcone, magistrato; Francesca Morvillo, magistrato, moglie di Giovanni Falcone; Antonio Montinaro; Rocco Dicillo; Vito Schifani, agenti di polizia facenti parte della scorta di Giovanni Falcone. L'attentato fu eseguito da un commando mafioso che sistemò l'esplosivo in un tunnel scavato sotto un tratto dell'autostrada A29 all'altezza di Capaci.
In ricordo di Giovanni Falcone
Le reazioni dopo la strage di Capaci
La strage di Capaci suscita nell'opinione pubblica italiana una grandissima impressione. Paolo Borsellino sa di essere il prossimo obiettivo della mafia e inizia una corsa contro il tempo per assicurare alla giustizia gli esecutori ed i mandanti di questa orribile strage.
La strage di Via D'Amelio 19 Luglio 1992
Nella strage muoiono Paolo Borsellino, magistrato; Emanuela Loi; Walter Cosina; Vincenzo Li Muli; Claudio Traina, Agostino Catalano, agenti di polizia facenti parte della scorta di Paolo Borsellino. Dalle recenti indagini si è scoperto che i mandanti dell'attentato, messo in atto con un'autobomba parcheggiata sotto casa della madre del giudice Borsellino, vanno ricercati non solo all'interno di Cosa nostra ma anche negli ambienti della politica e dei servizi segreti deviati.
La reazione della società civile
e dello Stato
Dopo lo scoramento iniziale e la rabbia per l'ennesima strage di mafia vi è una fortissima reazione della società civile che prende una forte posizione contro la mafia.
Grazie al nuovo clima culturale la politica si decide finalmente ad approvare La legge Rognoni - La Torre
che, introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Alla stesura della legge avevano collaborato in maniera determinante Falcone e Borsellino
La reazione della società civile
In memoria di Paolo Borsellino
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