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Giacomo Leopardi

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by

cristina piazzalunga

on 7 September 2013

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Transcript of Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
Recanati 28 giugno 1798
Napoli 14 giugno 1837

Recanati

stato pontificio
politicamente reazionaria
culturalmente arretrata
la famiglia
IL PENSIERO
nobile spiantato a causa dei debiti
Monaldo Leopardi
conservatore
contrario alla dominazione francese
lascia alla moglie le questioni amministrative
si dedica allo studio e
alla sua vastissima
biblioteca
non si interessa del figlio, non ne comprende le esigenze, si rifuta di concedergli il permesso di lasciare Recanati
la contessa Adelaide
donna dura e severa
ossessionata dal timore del
dissesto economico
affetta da una forma di alienazione religiosa che le fa preferire il brutto al bello, l'infeliticà alla felicità
Quanto anche la religion cristiana sia contraria alla natura, quando non influisce se non sul semplice e rigido raziocinio, e quando questo solo serve di norma, si può vedere per questo esempio. Io ho conosciuto intimamente una madre di famiglia che non era punto superstiziosa, ma saldissima ed esattissima nella credenza cristiana, e negli esercizi della religione. Questa non solamente non compiangeva quei genitori che perdevano i loro figli bambini, ma gl’invidiava intimamente e sinceramente, perché questi eran volati al paradiso senza pericoli, e avevan liberato i genitori dall’incomodo di mantenerli. Trovandosi più volte in pericolo di perdere i suoi figli nella stessa età, non pregava Dio che li facesse morire, perché la religione non lo permette, ma gioiva cordialmente; e vedendo piangere o affliggersi il marito, si rannicchiava in se stessa, e provava un vero e sensibile dispetto. Vedendo ne’ malati qualche segno di morte vicina, sentiva una gioia profonda (che si sforzava di dissimulare solamente con quelli che la condannavano); e il giorno della loro morte, se accadeva, era per lei un giorno allegro ed ameno, né sapeva comprendere come il marito fosse sì poco savio da attristarsene
(zibaldone, 25 novembre 1820)
La vita
fino a 10 anni studia con precettori privati: formazione classicista
seguono "sette anni di studio matto e disperatissimo"
impara il greco, il latino, l'ebraico
compone due tragedie, saggi eruditi, prose in latino e in italiano
questo studio mina pesantemente la sua salute
si ammala gravemente agli occhi e alla schiena
I FASE: la formazione erudita: 1798-1815
II fase: dall' erudizione al bello: 1816-1818
abbandona l'erudizione fine a se stessa e si dedica con entusiasmo alla poesia
legge i grandi poeti dell'antichità (Omero, Virgilio) , i classici italiani (Dante) e gli autori del Settecento (Alfieri, Foscolo, Goethe)
entra in contatto con la cultura romantica
partecipa al dibattito classici-romantici
conosce l'intellettuale Pietro Giordani, di orientamento classicista e politicamente liberale
si allontana dall'ideologia consevatrice del padre e si avvicina a un patriottismo laico e liberale
III fase: dal bello al vero: 18 19-1821
1819 anno critico:
peggiora la sua malattia agli occhi
medita più volte il suicidio
tenta una fuga da Recanati ma viene scoperto dal padre
matura una "conversione filosofica", dalla poesia alla filosofia, che lo porta alla riflessione lucida e pacata sulla nullità delle cose: (PESSIMISMO STORICO)
cade in una disperazione ancor più profonda
1822: VIAGGIO A ROMA
grande delusione
IV fase: 1823 - 1828: L'ACERBO VERO
consapevolezza di non poter sfuggire alla sua condizione
aridità interiore: abbandono della poesia; scrive prose (OPERETTE MORALI)
elabora il suo PESSIMISMO COSMICO
1825 LASCIA RECANATI PER BOLOGNA E POI PER MILANO; TORNA POI A BOLOGNA
LAVORI PRESSO EDITORI (REVISIONE OPERE DI CICERONE E PETRARCA)
1827 A FIRENZE: HA MODO DI CONOSCERE MANZONI
STRINGE UNA FORTE AMICIZIA COL NAPOLETANO ANTONIO RANIERI
ALLA FINE DELL'ANNO SI TRASFERISCE A PISA DOVE IL CLIMA MITE CONSENTE LIEVI MIGLIORAMENTI ALLA SUA SALUTE
RINASCE LA SUA FACOLTA' IMMAGINATIVA
SCRIVE I SUOI PIù GRANDI CAPOLAVORI
GLI ULTIMI ANNI
1828: torna a Recanati per l’ultima volta
1830: lascia definitivamente Recanati per Firenze
Rapporti sociali più intensi
Partecipa al dibattito culturale e politico
1831: pubblica la prima edizione dei Canti
Stringe amicizia con Antonio Ranieri
Si innamora (non corrisposto) di Fanny Targioni Tozzetti
1833: si trasferisce a Napoli con Ranieri, alla ricerca di un clima più mite per la sua salute
Polemica politica con intellettuali liberali e esponenti dello spiritualismo cattolico
1837: muore a soli 39 anni. E’ sepolto nel cimitero di Fuorigrotta e nel 1839 è traslato in quello di Mergellina dove si trova tuttora

TOMBA DI LEOPARDI A NAPOLI
LA TEORIA DEL PIACERE
ricollegandosi al sensismo settecentesco, Leopardi crede che la felicità sia determinata da un piacere sensibile e materiale
L’uomo non cerca UN tipo di piacere ma IL piacere INFINITO per estensione e durata
I momenti di felicità sono brevi, illusori e non appaganti perché nessuna esperienza sensibile può essere infinita
Ne deriva, quindi, la NECESSARIA INFELICITA’ DELL’UOMO

IL PESSIMISMO STORICO
La natura BENIGNA offre un rimedio alle sofferenze dell’uomo attraverso le ILLUSIONI
Causa dell’infelicità umana è la RAGIONE che allontana l’uomo dalla natura e dalla capacità di illudersi
gli antichi e i bambini sono più vicini alla natura e quibdi più capaci di illudersi
- grandi gesta degli antichi
- soensieratezza dei bambini



IL PESSIMISMO COSMICO
La natura ora è MALIGNA: non mira al bene degli individui ma alla conservazione della specie e si disinteressa dei singoli
La natura è un meccanismo cieco indifferente alla sorte delle creature: sofferenza e morte sono indispensabili per la conservazione del mondo
Colpa dell’infelicità dell’uomo non è dell’uomo che si è allontanato dalla natura, ma della natura stessa
Tutti gli uomini, in qualunque epoca storica o età della vita, sono necessariamente infelici

grazie per l'attenzione!
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