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La Censura nei Totalitarismi

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by

cecilia regard

on 27 June 2014

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Transcript of La Censura nei Totalitarismi

Nineteen Eighty-Four
One of the main theme of Nineteen Eighty-Four is censorship, used by The Party to brainwash people in order to keep the power.
The main strategies of censorship are memory holes and the manipulation of history, in fact in Oceania history is continuously being rewritten.

By use of the memory holes, inner Party members assure that any information that may alter the public’s view on Big Brother is destroyed. Memory holes consist of thousands of slits which are connected to furnaces ready to devour information with their flame.


Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.



The slogan is an important example of the Party’s technique of using false history to break down the psychological independence of its subjects. Control of the past ensures control of the future, because the past can be treated as a set of conditions that justify or encourage future goals.





La censura fascista
La censura franquista
Cecilia Regard
Classe VEL
Anno Scolastico 2013-2014
Liceo Classico Dante Alighieri
La Censura nei Totalitarismi
La censura è lo strumento di controllo con il quale il potere limita la libertà di espressione e la diffusione di informazioni ed idee considerate pericolose per lo stato.
Durante i regimi totalitari del 20° secolo, la censura ha avuto un ruolo fondamentale nel mantenimento del potere, impedendo manifestazioni di dissenso e la diffusione di qualsiasi idea non conforme all'ideologia del partito al potere.

La censura nazista
Il nazismo è un movimento politico di origine tedesca, collegato all'avvento al potere in Germania nel 1933 da parte del suo principale ideatore Adolf Hitler, e conclusosi con la fine della seconda guerra mondiale nel 1945.
Questa spietata dittatura fu caratterizzata da un programma sistematico di eliminazione degli avversari politici e di persone appartenenti a categorie ritenute inferiori o dannose per la società, quali ebrei, omosessuali e portatori di handicap fisico o mentale.

Al fine di mantenere il controllo del potere, il Nazismo attuò una politica repressiva basata sulla censura non solo della stampa e dei mezzi di comunicazione, ma anche per quanto riguarda il cinema e la letteratura.
Il maggior responsabile della censura e del controllo dell’opinione pubblica fu Goebbels, Ministro della Propaganda dal 1933 alla caduta del Terzo Reich
In tale veste, Goebbels assunse il controllo totale di ogni ramo dell'informazione e della vita culturale e sociale tedesca, stampa, cinema, teatro, radio, sport, applicando con rigore i principi della "morale nazista", e divenendo così il vero e proprio "dittatore della cultura" del Terzo Reich
Fu sostenitore e organizzatore di uno dei principali casi di censura letteraria, il rogo dei libri, durante cui furono bruciate le opere ebraiche, marxiste e pacifiste in cui apparivano ideologie opposte al nazismo.

«I grandi riflettori puntati sulla Piazza dell'Opera spandevano la loro luce anche sull'abisso in cui sprofondavano la nostra esistenza e il nostro destino. Non sono stati accusati solo ebrei, ma anche uomini di puro sangue tedesco. Questi ultimi vengono giudicati esclusivamente per le loro azioni. Per gli ebrei, invece, non c'è bisogno di nessun motivo specifico; come recita l'antico detto: "l'ebreo finirà bruciato"».

El franquismo fue una larga dictadura, personalizada en la figura del general Francisco Franco, quien acaparó todos los poderes del Estado hasta su defunción, en 1975.
Esta dictadura se impuso por la fuerza después de un golpe de estado militar contra el gobierno legítimo de la II República.
Una de las características de estos casi cuarenta años de dictadura fue la sistemática represión que las autoridades franquistas ejercieron sobre la cultura espanola. Esto explica la fuga hacia el exilio de centenares de miles de personas ante el avance de las tropas rebeldes.

Durante su dictatura, Franco actuò un gobierno basado en la censura para mantener el control y el poder.
Esto provocó que este período fuese el más oscuro para la cultura española a lo largo del siglo XX.
Una infinidad de leyes, decretos y normas de funcionamiento dotó de instrumentos eficaces al cuerpo de censores que desde las delegaciones provinciales, comarcales y locales ejercía un severísimo control sobre los medios de comunicación social.

La Prensa
En esta época marcada por la censura, el concepto de periodista era el de una persona que solo tiene por misión el tener a
“la verdad, a la patria y al servicio de ésta como principal objetivo”.


Los periódicos eran de institución nacional. Tal era el control que poseían, que no sólo les censuraba lo que no convenía dar a conocer, sino que les obligaba a publicar lo que el poder quería en el momento indicado.
Para controlar el contenido de los periodicos y los periodistas, Franco promulgò dos leyes, la ley de 1938, con la cual se buscaba un periodismo nuevo, al servicio del poder político, que transmite al pueblo lo que el Estado quiere decir; y la ley Fraga en 1966, que es un avance con respecto a la de 1938, aunque la la libertad de expresión era muy condicionada y limitada.

La Censura cinematogràfica
Cuando Franco empezó su dictadora las películas fueron gravemente censuradas por el gobierno. Nada que pudiera alterar la moral y el orden establecidos -ideas políticas, religión, pero sobre todo sexo- escapaba al control de los censores, que devolvían los carteles a los artistas para retocarlos.

"La censura franquista en el cartel de cine"
es un libro que reúne en imágenes las incongruencias del régimen que alcanzaron a la producción cinematográfica que llegó a España durante la dictadura del Generalísimo. La investigación de Bienvenido Llopis es una exploración a los retoques que sufrieron los afiches de cine y que suponían una agresión a la sensibilidad del espectador.



Il fascismo è movimento politico fondato da Benito Mussolini il 23 Marzo 1919, a Milano.
Regime di caratere totalitario, il fascismo fu caratterizzato dalla concentrazione del potere nelle mani di un unico partito, da un’ideologia basata sul culto del "duce" e dalla soppressione di tutte le libertà politiche e civili.

La censura fascista in Italia consiste nel controllo della comunicazione e, in particolare, della libertà di espressione, di pensiero, di parola, di stampa e nella repressione della libertà di associazione, di assemblea e di religione.
Gli scopi principali della censura si possono riassumere in quattro punti:
• Controllo dell’opinione pubblica per ottenere consensi;
• Mantenimento della buona immagine del regime, ottenuta tramite la soppressione di qualsiasi forma di critica o di opposizione sul fascismo;
• Creazione di schedature di tutti i cittadini contenenti abitudini, idee e relazioni di ognuno al fine di controllarli e creare uno Stato di polizia;
• Lotta a qualsiasi contenuto ideologico estraneo al fascismo e a qualsiasi atto che potesse incoraggiare a credere in ideologie diverse da quella fascista.

"Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime."
Durante tutto il ventennio fascista, la stampa fu soggetta ad una durissima politica di censura e repressione che controllava il contenuto degli articoli in modo da evitare la diffusione di ideologie, notizie ed informazioni, ritenute pericolose per il fascismo.
Fu stabilita una norma per cui potesse essere iscritto all'ordine dei giornalisti solo chi non avesse svolto attività in contrasto con gli interessi della nazione.
I giornalisti potevano ora riportare solo le notizie che arrivavano alle redazioni tramite le disposizioni del Ministero della Cultura popolare che si preoccupavano anche della forma ritenuta la più conforme agli ideali e ai modi fascisti.

Solaria
Una rivista molto importante nello scenario fascista fu Solaria.
Solaria fu una rivista letteraria fondata nel 1926 da Alberto Carocci.
Esaminando le tendenze letterarie dei suoi collaboratori, individuiamo da subito all’interno del giornale due diverse correnti di pensiero: quella dei cosiddetti rondisti, decisi a dar vita ad una vera e propria civiltà umanistica indipendente dalla politica; e quella dei solariani, a cui appartiene Eugenio Montale, che sostengono un’attività di denuncia e di critica nei confronti della realtà contemporanea, incarnata nella fattispecie nel regime fascista.
A causa della decisa e chiara opposizione alla dittatura fascista, Solaria viene colpita a più riprese dalla censura.

Non Mollare
Ben presto, a causa delle gravi difficoltà a divulgare notizie ed opinioni che non fossero completamente allineate all'ideologia di regime, ebbe un notevole sviluppo la stampa clandestina.
Già nel gennaio del 1925 per opera di alcuni giornalisti nacque il primo quotidiano clandestino antifascista, il Non mollare, il cui scopo era quello di disobbedire alle proibizioni impartite dal governo fascista, esercitando il diritto a promuovere il libero pensiero.

La censura nazista non fu presente esclusivamente in Germania, ma colpì svariati autori, registi o artisti provenienti da nazioni diverse.
Walt Disney, per esempio, fu costretto ad autocensurare “Der Fuehrer’s Face”, cartone critico nei confronti del nazismo, a causa della natura propagandistica del corto, e della rappresentazione di Paperino come un nazista.
Paperino è costretto a lavorare in una fabbrica in un ideale villaggio tedesco, in cui è onnipresente la svastica nazista, dove viene bombardato da messaggi propagandistici sulla superiorità della razza ariana e sulla gloria derivante dal lavoro per il Führer.
Fortunatamente Paperino si sveglia negli Stati Uniti e capisce che è stato tutto un terribile incubo.

Der Fuehrer’s Face
“Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano”

Le realtà analizzate durante questo percorso non sono così lontane da noi, e ancora oggi molte notizie vengono oscurate, nascoste, modificate. Ovviamente questo può essere utile per difenderci da contenuti o argomenti pericolosi o compromettenti, ma spesso serve soltanto a farci credere ciò che qualcuno decide, a farci seguire degli ideali in mancanza di altri, a mantenerci mansueti ed innocui.
Ritengo dunque che sia necessario avere il coraggio di cercare la verità, di difendere le nostre opinioni, la stampa, la parola, per mantenere inalterata la nostra libertà.
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