Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Flipped classroom con testo di commento

Presentazione con testo di commento
by

Graziano Cecchinato

on 26 February 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Flipped classroom con testo di commento

In estrema sintesi si propone di invertire i momenti classici dell’attività didattica: la lezione frontale si sposta a casa utilizzando le nuove tecnologie e lo studio individuale a scuola che può così avvalersi della presenza del docente. Vediamo pro e contro di questa duplice inversione e come si trasforma tutta l’impostazione didattica della scuola.
La Flipped classroom non è una rivoluzione improvvisa, ma un processo in evoluzione con radici educative profonde nei movimenti dell’apprendimento attivo. Non è una nuova tecnologia o l’ultima trovata di una creativa startup e non è nemmeno una nuova sperimentazione imposta dall’alto. È una proposta di trasformazione della didattica che emerge dalle esperienze di docenti che vogliono cambiare la scuola.
http://www.teacherspayteachers.com/
teachers pay teachers
http://www.edmodo.com/
http://www.innovascuola.gov.it/
http://www.youtube.com/user/ScuolaInterattiva
http://www.insegnalo.it/
http://www.youtube.com/user/KhanAcademyItaliano/videos?sort=p&view=0
screencasting
Learning is experience.
Everything else
is just information.
http://www.khanacademy.org/
http://ed.ted.com/
http://www.youtube.com/user/KhanAcademyItaliano/
Esempio: http://voicethread.com/share/628336/
http://voicethread.com/
http://www.slideshare.net/
The peers can be the best teachers, because they're the ones that remember what it's like to not understand.
http://www.ispot.org.uk/
http://www.nquire.org.uk/
http://wise.berkeley.edu/
https://learningcatalytics.com/
http://www.ted.com/talks/dan_meyer_math_curriculum_makeover.html
http://blog.mrmeyer.com/
peer learning
inquiry learning
La mappa della conoscenza
Strumenti di gestione di una classe
https://moodle.org/
In Italia?
Learning Management System
http://lapapainterrogadomani.net/members/romina-papa/
https://sites.google.com/site/chimica1fermi/
Videolezioni
Salman Khan, http://www.khanacademy.org/
www.youtube.com/education
www.apple.com/it/education/itunes-u/
www.youtube.com/user/teachers/Teach
Open Educational Resources
http://www.slideshare.net/brocansky/how-i-flipped-my-classroom#btnNext
PC
Web
Videogames
Realtà
virtuale
Realtà
aumentata
http://scoop.it
http://www.scoop.it/t/flippedclassroom
N E W M E D I A
apprendimento esperienziale
http://www.ted.com/talks/peter_norvig_the_100_000_student_classroom.html
apprendimento informale
apprendimento formale
Provando attivamente
Contestualizzato
Socialmente
Per interesse
Ascoltando passivamente
Decontestualizzato
Individualmente
Per dovere
con i media
a scuola
Liberamente tratto da Pier Cesare Rivoltella: https://sites.google.com/site/mindsharedb/mediateca
The formulation of a problem is often more essential than its solution, which may be merely a matter of mathematical or experimental skill.
Flipped classroom
Butchart S., Handfield T., Restal G. (2009), Using Peer Instruction to teach Philosophy, Logic and Critical Thinking (http://consequently.org/papers/peer-instruction.pdf)

Friesen N., (2011), The Lecture as a Transmedial Pedagogical Form: A Historical Analysis, Educational Researcher, Vol. 40, No. 3, pp. 95–102
(http://www.academia.edu/1210577/The_Lecture_as_a_Transmedial_Pedagogical_Form_A_Historical_Analysis)

G.Gibbs (1981), Twenty terrible reasons for lecturing, SCED Occasional Paper No. 8, Birmingham (http://www.brookes.ac.uk/services/ocsld/resources/20reasons.html)

Lage M. J., Platt G. J. e Treglia M. (2000), Inverting the Classroom: A Gateway to Creating an Inclusive Learning Environment, Journal of Economic Education, v31 n1 p30-43
(http://www.flipteaching.com/resources/Inverting-the-Classroom_-A-Gateway-to-Creating-an-Inclusive-Learning-Environment.pdf)

Noschese F. (2011), Khan Academy: My Final Remarks,http://fnoschese.wordpress.com/2011/05/10/khan-academy-my-final-remarks/

Smith, K. A., S. D. Sheppard, D. W. Johnson, R. T. Johnson (2005), Pedagogies of Engagement: Classroom-Based Practices, http://www.ce.umn.edu/~smith/docs/Smith-Pedagogies_of_Engagement.pdf

Flipped Classroom
http://www.thedailyriff.com/articles/the-flipped-class-manifest-823.php
http://www.knewton.com/flipped-classroom/
http://www.eschoolnews.com/2012/03/26/flipped-learning-a-response-to-five-common-criticisms/?
http://www.eschoolnews.com/2011/07/27/ending-the-tyranny-of-the-lecture/
http://www.flipteaching.com/resources/Inverting-the-Classroom_-A-Gateway-to-Creating-an-Inclusive-Learning-Environment.pdf

Peer Instruction
http://mazur.harvard.edu/education/pi_manual.php
http://newfaculty.mst.edu/media/campussupport/newfaculty/documents/MazurActiveLearning.pdf

Inquiry-based learning
https://docs.google.com/viewer?url=http://www.innovationunit.org/sites/default/files/Teacher%2527s%2520Guide%2520to%2520Project-based%2520Learning.pdf
http://modelinginstruction.org/wp-content/uploads/2011/08/ModInstrArticle_NSELAspr08.pdf
http://edudemic.com/2012/10/net-power-sandel-ipad-app/
http://www.khanacademy.org/math/algebra/algebra-functions/v/domain-of-a-function
http://www.ted.com/talks/peter_norvig_the_100_000_student_classroom.html
http://www.youtube.com/user/FUNDAWatch
peer learning
Peter Norvig
peer learning
peer learning
peer learning
inquiry learning
inquiry learning
inquiry learning
inquiry learning
inquiry learning
inquiry learning
http://www.oilproject.org/
Bibliografia:

http://www.scoop.it/t/flippedclassroom

Gli scenari culturali prodotti dallo sviluppo dei nuovi media pervadono la quotidianità delle giovani generazioni e impongono un ripensamento delle strategie educative nella scuola. Una pratica che sta ottenendo consenso nelle comunità di docenti prevede di capovolgere (to flip) i momenti classici dell’attività didattica: la lezione frontale e lo studio individuale. Grazie alla crescente disponibilità di videolezioni, di risorse multimediali, di strumenti di interazione online la fruizione dei contenuti può essere svolta al di fuori delle mura scolastiche, mentre la fase di esercitazione, applicazione ed elaborazione si sposta a scuola, in un contesto collaborativo ideato e condotto dal docente. Le implicazioni pedagogiche di questa inversione sono molteplici: dalla individualizzazione e personalizzazione dell’apprendimento nel primo spostamento, all’apprendimento attivo e fra pari nel secondo, consentendo di trasformare una didattica fondamentalmente istruzionista in una costruttivista e sociale. Questa presentazione offre una panoramica dei presupposti psico-pedagogici, dei nodi problematici, delle pratiche didattiche e degli strumenti operativi coinvolti in questa strategia.
Innovare la scuola con le tecnologie digitali
Questo dipinto del 1350 riproduce una lezione all’Università di Bologna che ricorda molto la scuola di oggi non solo per la presenza della cattedra, dell’insegnante, del libro, ma soprattutto per il clima della classe. Sembra che i secoli, lo sviluppo tecnologico, la ricerca pedagogica, la sperimentazione didattica non abbiano cambiato molto. Come è possibile?
Più che le resistenze istituzionali e culturali ciò che ha fissato la lezione frontale nel tempo è la tecnologia su cui si basa: il libro. Libro e lezione sono strettamente legati: lectio deriva da legere e ai tempi del dipinto la lezione consisteva nella lettura ad alta voce del libro, che era un oggetto raro e costoso. Oggi la sua funzione non è più la lettura del libro alla classe, ma l’esposizione che ne fa il docente. Questa trasformazione è dovuta ad un cambiamento tecnologico: l’avvento della stampa che ha reso il libro facilmente accessibile. Oggi, come è evidente, ci troviamo a vivere in una nuova fase di profonda trasformazione delle tecnologie intellettuali e in uno scenario culturale profondamente mutato. I cosiddetti nativi digitali, immersi dalla nascita in un ambiente pervaso da tecnologie multimediali e interattive, vivono la realtà scolastica come estranea al proprio modo di apprendere. Come la stampa qualche secolo fa ha reso improduttiva la lettura di un testo ad una classe, oggi le tecnologie digitali riproducendo le lezioni e trasformandole in videolezioni rendono improduttivo trovarsi in classe per ascoltare passivamente l’esposizione di contenuti.
La libera disponibilità di videolezioni sta mettendo in seria discussione il sistema dell’istruzione superiore. Negli Stati Uniti startup come Coursera, Udacity, Udemy attivano corsi con centinaia di migliaia di studenti (MOOCs, Massive Open Online Courses), sostenibili sia sul piano formativo sia su quello economico.
Anche nell'ambito della scuola si moltiplicano iniziative. La Khan Academy è una realtà che sta incidendo in modo significativo nella realtà scolastica degli Stati Uniti con più di 4500 lezioni e oltre 200 milioni di visualizzazioni. La sua popolarità oltre che dalle capacità di Salman Khan deriva dalla strategia comunicativa che non è quella del docente in cattedra, ma di un tutor a fianco dello studente.
I video non sono “lezioni magistrali”, ma interventi informali. Questi aspetti producono coinvolgimento negli studenti, che si sentono accompagnati nell’apprendimento da un amico piuttosto che da un docente. Tutto ciò, lungi dell’essere frutto dell’improvvisazione, richiede, come è facilmente intuibile, una profonda competenza delle materie trattate e grandi doti di carattere didattico e comunicativo. Provare per credere.
La Khan Academy ha sviluppato anche altre funzionalità, come la Mappa della conoscenza che personalizza per ogni studente una serie di esercizi in base alle videolezioni visualizzate. Il superamento degli esercizi fa conseguire, badge che si possono esibire come trofei.
Khan Academy si propone anche come strumento per la gestione della classe. Con l’iscrizione gratuita dei suoi studenti un insegnante dispone di un ambiente di gestione delle attività didattiche. Le risorse visualizzate, il tempo dedicato, gli esercizi svolti, gli errori compiuti vengono tracciati in modo da produrre dati, grafici e statistiche. Non è difficile scorgere alla base di tutto questo una visione dell'apprendimento di stampo comportamentista. Le critiche più lucide sostengono che Khan Academy lungi dall’essere la scuola del futuro offra invece una risorsa funzionale alla scuola così com’è oggi. Le videolezioni non sarebbero altro che ripetizioni a buon mercato che rinforzano un apprendimento nozionistico e migliorando il rendimento scolastico, da cui appunto deriverebbe buona parte della loro popolarità. Anche il sistema di esercizi incentiva gli studenti a conquistare livelli come nei videogiochi, piuttosto che sollecitare una comprensione profonda. Si tratta di analisi fondate che però non mettono in discussione la Khan Academy nel suo complesso, ma consentono di inquadrarla in una più corretta prospettiva, quella della flipped classroom.
Oltre a Khan Academy ci sono molte iniziative nella Rete. YouTube ha prodotto un servizio per docenti proponendo video organizzati per materia e ordine scolastico. TEDEd propone video appositamente per la Flipped classroom e strumenti per adattarli alle specifiche esigenze di un docente. In questo ambiente o-gnuno può caricare i propri video e poi predisporre la lezione con gli strumenti di personalizzazione.
Ci sono anche iniziative che si discostano dal modello delle Open Educational Resources e si ispirano a quello del mercato delle app per smartphone, cioè prodotti a prezzi irrisori per ottenere profitti da grandi volumi di vendita. In questo sito di recente un insegnante ha guadagnato un milione di dollari vendendo le proprie unità di apprendimento.
L’utilizzo di queste risorse nella scuola italiana presenta limite della lingua. La Khan Academy ha una sezione di sottotitolazione delle videolezioni che si avvale di volontari. C’è anche una comunità italiana che pubblica su YouTube i video doppiandone la voce.
In Italia le iniziative che si possono citare sono: OilProject con migliaia di videolezioni e oltre 250.000 utenti; ScuolaInterattiva che pubblica liberamente su YouTube videolezioni utilizzando mappe concettuali; Insegnalo.it con corsi che possono essere anche a pagamento; Innovascuola con risorse per ciclo scolastico e materia.
flipped teachers
Uno strumento di interazione didattica che consente non solo ma presentazione di materiali, ma la partecipazione attiva degli studenti
Esempio di video interattivi
Esempio di repository di risorse
Esempio di repository di risorse
Esempi di repository di risorse
Una delle attività della Flipped classroom è la produzione diretta da parte degli insegnanti di videolezioni. Questa strategia consente di realizzare prodotti personali, ma richiede lo sviluppo di competenze tecnologiche e metodologiche. Per l’aspetto tecnologico occorre apprendere un ambiente di screencasting. La Rete ne offre molti gratuiti e di facile uso che richiedono un normale computer dotato di webcam e microfono con cui si può apprendere come effettuare la registrazione, l’editing, il montaggio e la produzione di una videolezione. Più difficile apprendere a parlare davanti ad una webcam. Occorre la volontà di impegnarsi in una nuova sfida.
Ma alcuni docenti dimostrano di avere doti sorprendenti
Tutte le risorse viste possono essere proposte alla propria classe utilizzando un Learning Management System come Moodle, o prodotti che non necessitano di approntare server, come Edmodo, pensato per scuole o singoli docenti che vogliono gestire la propria classe online.
Portare in aula lo studio individuale non significa banalmente svolgere in classe i tradizionali compiti per casa, ma progettare attività didattiche centrate sull’apprendimento, cioè far apprendere piuttosto che insegnare. Significa portare al centro dell’azione didattica non tanto i contenuti, ma i processi con i quali avviene l’apprendimento: la riflessione; la motivazione; la capacità di analizzare, valutare, applicare in contesto le conoscenze. Al centro dell’aula non c’è più il testo e nemmeno il docente, ma ogni studente. Il docente svolge il ruolo di facilitatore dei processi di apprendimento, di sostegno allo sviluppo delle facoltà cognitive, di guida nello sviluppo delle competenze: attività oggi più rilevanti e critiche di quelle della diffusione dei contenuti.
Occorre progettare attività didattiche che si concentrino sullo sviluppo di competenze e che riescano a co-involgere attivamente gli studenti anche attraverso le strategie introdotte dalle nuove tecnologie, cioè at-traverso un apprendimento esperienziale, collaborativo, contestualizzato e guidato dall’interesse.
L’attività didattica si può trasformare secondo le linee riconducibili all’active learning. Le esperienze più significative dei docenti che hanno adottato la flipped classroom hanno messo in evidenza due capisaldi: l’apprendimento per ricerca (Inquiry Based Learning) e l’apprendimento fra pari (Peer Learning).
Un modello per l’apprendimento fra pari è il Peer Instruction proposto da Eric Mazur. Dopo aver proposto materiali di studio agli studenti le attività d’aula sono condotte attraverso la proposizione di domande con l’obiettivo che risponda correttamente una percentuale compresa fra il 30 e il 70% della classe. Si da quindi avvio al confronto in gruppi che contengano studenti che hanno dato risposte diverse chiamati ognuno a sostenere le proprie posizioni. Questo confronto aiuta a chiarire le idee e a migliorare le proprie riflessive. Al termine di questa fase la riproposizione della stessa domanda porta generalmente a un esito decisamente migliore, che consente di chiudere il problema con una condivisione guidata dal docente dei processi e delle soluzioni emerse nei vari gruppi e con una spiegazione finale.
In una aula numerosa, come può essere quella universitaria, l’interazione fra studenti e docente può avvenire distribuendo schede prestampate con le diverse risposte, oppure con risponditori elettronici (clicker) che consentono ad ognuno di indicare in forma anonima le proprie scelte, o anche utilizzare semplicemente gli smartphone. Nello schermo del docente appare in tempo reale il quadro delle risposte, per impostare i gruppi di interazione fra studenti e procedere con le attività.
Queste attività possono essere condotte senza l’impiego di alcuna tecnologia digitale, ma ci si può avvalere di un ambiente prodotto dallo stesso gruppo di ricerca che gestisce l’interazione degli studenti online e in aula.
Si cerca di trasformare la classe in una comunità di ricerca impegnata ad affrontare i contenuti attraverso i processi di pensiero che costituiscono le basi epistemologiche dell’ambito indagato, adottando, per quanto possibile, le stesse strategie e metodologie della ricerca scientifica.
Più che a risolvere problemi astratti e codificati, gli studenti sono chiamati a porre problemi significativi e concreti, e solo successivamente a individuare strategie per la loro soluzione, come illustrato in questo video.
Esempio di esercizio non significativo
Esempio di trasformazione di una formula geometrica in problemi significativi
Trasformazione della didattica attraverso l'inquiry learning
iSpot, rivolto a provetti ricercatori in scienze naturali con un’appassionata comunità di giovani studenti, esperti e appassionati.
Risorse della Rete per l’inquiry learning
WISE Web-based inquiry science environment, dell’Università di Berkeley con esempi per diverse discipline.
nQuire, software delle Università di Nottingham e Open University che guida nelle varie fasi di un progetto di ricerca e fornisce una libreria di ricerche facilmente personalizzabili.
Full transcript