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Untitled Prezi

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by

Alfredo Sannoner

on 29 July 2014

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Transcript of Untitled Prezi

I fondamenti normativi
I princìpi del D.Lgs. 231/2001
Il D.Lgs. 231/01 disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.
L'approccio nella costruzione del modello
I requisiti minimi del modello (art. 6):
Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati
Prevedere specifiche procedure dirette a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'organizzazione in relazione ai reati da prevenire
Individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati
Prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli
Introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello
Il modello di organizzazione e gestione
L'Organismo di Vigilanza
Le condizioni:
sia stato commesso uno dei reati previsti dal Decreto;
l’autore del reato sia un soggetto in posizione apicale all’interno della struttura ovvero un sottoposto o comunque capace, anche di fatto, di impegnare l’Ente;
che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’Ente;
che il reato commesso dai soggetti indicati costituisca espressione della politica aziendale ovvero, quanto meno, derivi da una “colpa di organizzazione”.
Le sanzioni:
pecuniarie (sistema delle quote, da 25.822€ a 1.549.370€)
interdittive (fino a 3 anni)
confisca
pubblicazione della sentenza
La società non risponde se prova che:
ha adottato ed efficacemente attuato modelli idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
ha affidato ad un organismo interno, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento, osservanza e aggiornamento del modello;
le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello;
non vi è stata “omessa o insufficiente vigilanza” da parte dell’organismo di controllo.
I reati previsti dal decreto (1)

contro la Pubblica Amministrazione
commessi nei rapporti con la P.A.
informatici
associazione a delinquere e traffico di armi
falso nummario e in segni di riconoscimento
Societari, inclusa la corruzione tra privati
con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico
pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
contro la personalità individuale
I reati previsti dal decreto (2)

contro l’industria e il commercio
abuso di mercato
omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro
ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
violazione della Legge sul diritto d’autore
induzione a non rendere o rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria
utilizzo di manodopera irregolare
transnazionali
ambientali
La bontà di un modello poggia su fondamenta così articolate:
una valutazione dei rischi approfondita e attenta alla effettiva situazione dell’azienda;
la regolamentazione di tutte le attività pericolose attraverso, ad esempio, procedure, istruzioni, comunicazioni interne;
la formazione e l’informazione di tutto il personale interessato dai rischi (incluso il personale esterno);
la verifica (audit interno) del grado di applicazione assicurando la risoluzione delle eventuali anomalie senza indebiti ritardi e con misure proporzionate ai rischi evidenziati.
Il Codice Etico e le Linee Guida Anticorruzione
Definite da Aon a livello mondiale, seppure non costituiscano un requisito vincolante per la compliance al D.Lgs. 231/2001, stabiliscono i principi etici cui la Società si attiene, nonché le responsabilità dell'azienda e quelle di dipendenti e terze parti, vincolandone le violazioni a azioni disciplinari.
Il Modello di organizzazione e gestione
Costruito sulla base delle linee guida di Confindustria, rappresenta il recepimento da parte della società delle prescrizioni del D.Lgs. 231/2001
Le procedure aziendali
Stabiliscono, per tutti i processi aziendali ritenuti rilevanti, i ruoli, le responsabilità, le attività, le registrazioni e i flussi informativi necessari a garantire un adeguato livello di controllo da parte della Direzione.
Il sistema sanzionatorio
Ogni società è tenuta ad introdurre un sistema disciplinare in grado di sanzionare il mancato rispetto delle prescrizioni del proprio modello.
Nella definizione di tale sistema sanzionatorio, è necessario tenere conto dei seguenti fattori:
il sistema deve operare in base al principio della gradualità, comminando sanzioni proporzionate alla carica ricoperta dal responsabile dell’infrazione, all’infrazione stessa ed all’impatto che questa comporta;
il sistema non può prescindere dalla legislazione vigente, in particolare dall’ art. 2106 del Codice Civile.
L’autorità disciplinare è esercitata, secondo le tipologie di sanzioni stabilite dal modello, dall’Amministratore Delegato su indicazione dell’OdV.
Composizione
Fabio Tartaglia (Presidente)
Conny Mastroieni
Alessandro Fumarola
Compiti
Verifica sull’adeguatezza del modello
Vigilanza sull’effettività del modello
Analisi circa il mantenimento
Cura dell’aggiornamento
Come comunicare con l'OdV
I Destinatari che intendono segnalare una violazione (o presunta violazione) del modello possono contattare il proprio diretto superiore gerarchico, o referente. In via sussidiaria potrà essere contattato direttamente l’OdV attraverso la piattaforma Key Rules, sia in forma anonima che nominativa.
Cosa comunicare all'OdV
I provvedimenti e/o notizie provenienti da ogni autorità giudiziaria, dai quali emerga lo svolgimento di indagini per illeciti ai sensi del decreto in cui possa essere coinvolta l’azienda
le richieste di assistenza legale inoltrate dai dipendenti in caso di avvio di procedimento giudiziario nei loro confronti ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
i rapporti dei Responsabili delle unità operative dai quali emergano atti od omissioni contrari alle norme previste dal modello
le notizie relative ai procedimenti disciplinari ed alle eventuali sanzioni comminate nei confronti dei dipendenti, oppure dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni
le decisioni relative alla richiesta, erogazione ed utilizzo di finanziamenti pubblici e sostanzialmente qualsiasi altro rapporto intrapreso con la Pubblica Amministrazione, che non sia tra quelli rilevati come in essere al momento della predisposizione dell’analisi di rischio
tutte le eventuali segnalazioni, non tempestivamente riscontrate dalle funzioni
competenti, concernenti possibili carenze o inadeguatezze dei luoghi o delle attrezzature di lavoro, ovvero dei dispositivi di protezione messi a disposizione della Società, sia ogni altra situazione di pericolo connesso alla salute e sicurezza sul lavoro
Policies, Linee Guida e procedure del Gruppo
Definite da Aon Corporation con l’obiettivo di adeguarsi costantemente e tempestivamente alla normativa cui è soggetta
Compliance Officer
A livello centrale e locale, hanno il compito di:
monitorare l’effettiva implementazione delle misure previste da Aon Corporation, ivi compreso il Codice di Comportamento Aziendale;
investigare le eventuali violazioni sospette o conclamate, riportando i risultati all’EMEA Compliance Officer;
garantire e promuovere la costante conformità delle attività aziendali
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