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Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in mater

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Riccardo Christanell

on 10 January 2016

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Transcript of Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in mater

La Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici 2009 si è svolta presso il Bella Center di Copenaghen, in Danimarca, tra il 7 e il 18 dicembre 2009.Il tema di questa conferenza sul clima è fare un accordo sulla diminuzione di emissioni di anidride carbonica.Le delegazioni partecipanti alla conferenza sono 192, tutte Membri dell'UNFCCC.




La Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici , COP 21 o CMP 11 si è tenuta a Parigi, Francia, dal 30 novembre al 12 dicembre del 2015. È stata la 21ª sessione annuale della conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) del 1992 e la 11ª sessione della riunione delle parti del protocollo di Kyoto del 1997[1].
Secondo il comitato organizzatore prima dell'inizio dei colloqui, il risultato chiave è stato quello di prevedere un accordo per fissare l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (° C) . Nella versione adottata dell'Accordo di Parigi, le parti si impegneranno anche di "proseguire gli sforzi per" limitare l'aumento della temperatura di 1,5° C. Secondo alcuni scienziati, l'obiettivo di 1,5° C richiederà l'inizio delle "emissioni zero" a partire da un periodo compreso tra il 2030 e il 2050 Il 12 dicembre 2015 i 196 paesi partecipanti hanno concordato al termine della conferenza e all'unanimità un patto globale, chiamato. Nel documento di 12 pagine i membri hanno concordato di ridurre la loro produzione di ossido di carbonio "il più presto possibile" e di fare del loro meglio per mantenere il riscaldamento globale "ben al di sotto di 2° C".
Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale. Redatto l'11 dicembre 1997 nella città giapponese di Kyoto da più di 180 Paesi in occasione della "Conferenza COP3" della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia. Il trattato prevede l'obbligo di operare una riduzione delle emissioni di elementi di inquinamento (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore all'8,65% rispetto alle emissioni registrate nel 1985 – considerato come anno base .Il protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questi gas.


Nel novembre 2001 si tenne la Conferenza di Marrakech, settima sessione della Conferenza delle Parti. In questa sede, 40 Paesi sottoscrissero il protocollo di Kyoto. Due anni dopo, più di 120 Paesi avevano aderito al trattato, fino all'adesione e ratifica della Russia nel 2004, considerata importante poiché questo paese produce da solo il 17,6% delle emissioni. I Paesi in via di sviluppo, al fine di non ostacolare la loro crescita economica frapponendovi oneri per essi particolarmente gravosi, non sono stati invitati a ridurre le loro emissioni. L'Australia, che aveva firmato ma non ratificato il protocollo, lo ha ratificato il 2 dicembre 2007.
ADESIONI AL PROTOCOLLO
L'Unione europea è la principale sostenitrice internazionale, poiché essendo ad un livello economico molto alto cerca il più possibile di sostenere questo protocollo.
Il 16 marzo 2012 è stato attuato da Corrado Clini il "Fondo rotativo per Kyoto" da 600 milioni di euro per finanziare, con tassi agevolati di interesse, gli investimenti in efficienza energetica, le energie rinnovabili, le tecnologie di cogenerazione e trigenerazione.Grazie all'iniziativa, secondo i dati ufficiali diffusi a fine 2012, nell'anno «sono stati finanziati 588 progetti proposti da caserme, ospedali, amministrazioni locali, scuole, musei e poli industriali per complessivi 330 ...
Tra i Paesi non aderenti figurano gli USA, i responsabili del 36,2% del totale delle emissioni di biossido di carbonio (annuncio del marzo 2001). In principio, il presidente Bill Clinton, incoraggiato dal vice Al Gore aveva firmato il protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta e promessa in campagna elettorale. Alcuni stati e grandi municipalità americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la possibilità di emettere provvedimenti che permettano a livello locale di applicare il trattato. Anche se il provvedimento riguardasse solo una parte del paese, non sarebbe un evento insignificante: regioni come il New England, da sole, producono tanto biossido di carbonio quanto un grande paese industrializzato europeo come la Germania.
L'India e la Cina, che hanno ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni di anidride carbonica nel quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione ricca e poco efficace. Cina, India e altri Paesi in via di sviluppo sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyoto perché essi non sono stati tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il cambiamento climatico. I Paesi non aderenti sono responsabili del 40% dell'emissione mondiale di gas serra.
Nell'ottobre 2009 le nazioni firmatarie del protocollo di Kyoto erano 184, se escluse le isole Cook e Niue, che pur essendo poste sotto la sovranità della Nuova Zelanda, aderiscono all'UNFCCC separatamente da essa, e l'UE, che costituisce un ente separato dai suoi Stati membri.
N. PARTECIPANTI

Prosegue il percorso dell'Italia verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Nel 2012 è stato raggiunto e superato l' obiettivo di Kyoto (-7,8 per cento rispetto al 1990, a fronte di un obiettivo del 6,5 per cento) e nel 2013 c’è stata un ulteriore riduzione delle emissioni che fa ben sperare anche in prospettiva del target del 2020, stabilito dal pacchetto clima-energia.
Unione europea

L'Unione europea propone di tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.

Oppure tagliare le emissioni di gas serra del 30%, rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, se gli altri paesi arrivano ad un accordo internazionale più avanzato.
Stati Uniti

Gli Stati Uniti propongono di tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020, del 42% entro il 2030 e l'83% entro il 2050.

Ciò significa ridurre drasticamente i gas serra del 1,3% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, del 31% entro il 2030 e dell'80% entro il 2050.
Cina

La Cina propone di tagliare l'intensità di emissioni di gas nell'aria del 30-45% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020.
India

L'India propone di tagliare l'intensità di emissioni del 20-25% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020.
impegni presi dagli stati
Brasile

Il Brasile propone di tagliare le emissioni del 38-42% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020.

Ciò equivale a un taglio di emissioni tra 1,8% e il 5% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.
Giappone

Il Giappone propone di tagliare le emissioni del 25% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.
Australia

L'Australia propone di tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 5% rispetto ai livelli del 2000 entro il 2020.

Ciò equivale a un taglio di emissioni del 23,9% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.
Sudafrica

Il Sudafrica propone di tagliare le emissioni del 34% rispetto ai livelli attuali entro il 2020.

Ciò equivale a un taglio di emissioni tra il 3% e il 10,4% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.
Conferenza di Parigi 2015
Conferenza Onu sui cambiamenti climatici
Questa conferenza ha avuto come presidente il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ed è stata organizzata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), un trattato ambientale creato dalla Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED). L'obiettivo della conferenza è stato quello di concludere, per la prima volta in oltre 20 anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima .
A Varsavia il processo decisionale ha fatto deboli e insufficienti passi avanti. L’unico vantaggio è che il processo negoziale è ancora in linea per prendere le decisioni nei tempi e nei modi indicati dall’IPCC, l’organismo istituito da United Nations Environment Programme e World Meteorological Organization per fornire un punto di vista scientifico sul cambiamento climatico e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici. con la partecipazione di circa 12.000 persone, tra essi: esperti, rappresentanti del mondo ambientalista, della società civile, delle imprese, dei media e giovani rappresentanti delle future generazioni
LE CONFERENZE
sul clima.

protocollo di kyoto
io penso che se si avesse cominciato a non inquinare l' ambiente non ci sarebbero state queste conferenze . A questo punto bisogna cercare di rimediare ai danni fatti e non inquinare piu'.
La mia riflessione.
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