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Filottete

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by

Anderle Cristiana

on 30 May 2013

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Transcript of Filottete

FILOTTETE Sofocle Il Filottete è una delle ultime due tragedie scritte da Sofocle.
Rappresentata nel 409 a.C. ad Atene Personaggi:
Odisseo
Neottolemo
Filottete
Coro dei marinai
Mercante
Eracle Odisseo.... vv.614-9 "Il figlio di Laerte, appena udì queste cose dire il veggente, subito fece promessa che avrebbe mostrato quest'uomo agli Achei..." Neottolemo...
figlio di Achille, si lascia persuadere da Odisseo, contro
i suoi principi più sacri, ad usare l'inganno pur di
partecipare alla vittoriosa conclusione della guerra troiana. Filottete...
è il personaggio tipico di Sofocle, espulso, colpito da un cancro
al piede, vivente fra vita e morte... Antefatto... Durante il viaggio dell'esercito acheo verso Troia, Filottete viene morso ad un piede da un serpente sacro, poiché aveva violato il territorio del santuario di Crise.
La sua ferita inguaribile lo rende inadatto alla vita sociale; è dunque abbandonato dagli Atridi e da Odisseo in un'isola deserta LEMNO.
Nove anni dopo, una profezia dichiara che senza Filottete e il suo arco divino, dono di Eracle, Troia non cadrà. Trama... Odisseo e Neottolemo sbarcano sull'isola di Lemno, dove da dieci anni vive Filottete.
Un oracolo ha predetto ai Greci che potranno conquistare Troia solo avendo l'arco e le frecce di Eracle, custoditi da Filottete.
Odisseo convince Neottolemo a ingannare Filottete
Neotteolemo provando pietà per l'infermo rivela l'inganno.
Filottete si rifiuta di aiutare i Greci.
Infine appare Eracle per cercare di convincere Filottete a salpare verso Troia....Ci riuscirà? Temi della tragedia:
Solitudine
Dolore, malattia
Inganno/Lealtà
Amicizia
Obbedienza Eracle...
Figlio di Alcmena e di Zeus tra le opere sopravvissute fino ai nostri giorni Eracle è protagonista di quattro di esse, Le Trachinie e il Filottete di Sofocle, Alcesti ed Eracle di Euripide. deus ex machina espediente usato abitualmente da Euripide Interviene quando le cose sono procedute fino ad una situazione di scontro senza possibilità di mediazione. Ma perché Filottete custodisce l'arco e le frecce di Eracle? Scena... Un promontorio separa tra loro due insenature. Odisseo è ai piedi della roccia divisoria insieme a Neottolemo, che ha con sé un aiutante di campo. Prologo vv.1-134 (pag.473-476)
[Entrano Odisseo e Neottolemo, seguiti da un marinaio ]
Odisseo espone la situazione di fatto ponendo le premesse dell'azione
Neottolemo identifica la caverna e il suo abitante
Odisseo espone lo stratagemma
Neottolemo accetta Odisseo ...Questa è la costa non calpestata da piede umano, disabitata, della terra di Lemno, circondata all’intorno dal mare. Qui, o Neottolemo, nato dal più forte dei greci, da Achille, io abbandonai un giorno per ordine dei capi l’eroe maliaco, il figlio di Peante, piegato al piede da un male divoratore. Era diventato impossibile per noi attendere indisturbati alle libagioni e ai sacrifici: sempre egli riempiva tutto il campo di grida selvagge e infauste, di urla, di lamenti... [pag.474] tema della solitudine Neottolemo…Una ciotola di legno greggio, opera di un inesperto artigiano, e inoltre questi arnesi per accendere il fuoco…Stesi ad asciugare ci sono anche questi stracci intrisi di ripugnante marciume. [pag.473-474] Neottolemo: “Che mi comandi, dunque?”
Odisseo: “Devi raggirare la mente di Filottete parlandogli con accorti discorsi. Quando ti chiederà chi sei e da dove vieni, rispondi pure che sei figlio di Achille: questo non va tenuto nascosto. Ma dovrai dire che stai navigando verso casa, e che hai lasciato la flotta e l’esercito dei Greci per odio immenso verso di loro, che prima con preghiere ti fecero venire dalla tua patria, poiché non avevano altro mezzo per espugnare Troia, e poi, quando arrivasti, non ti ritennero degno delle armi di Achille, che tu richiedevi con pieno diritto, e le assegnarono ad Odisseo: a questo punto aggiungi pure contro di me tutte le più atroci ingiurie che vorrai…Ma questo appunto è lo stratagemma che bisogna escogitare, perché tu possa rubargli l’arma invincibile….”
Neottolemo: “Perché con inganno e non con la persuasione?”
Odisseo: “Non si lascerà persuadere, e con la forza non riusciresti a prenderlo.” [pag.474-475] tema dell'inganno Parodo vv.135-218 (pag.476- 478)
[ Odisseo esce; irrompe nell'orchestra il Coro, composto dai marinai di Neottolemo]
Il Coro chiede a Neottolemo come deve comportarsi con Filottete
Neottolemo ordina ai marinai di seguire le sue indicazioni
Il Coro prova commiserazione per Filottete Coro: Che cosa devo nascondere, signore,
che cosa dire,
io straniero in terra straniera,
ad un uomo sospettoso? Spiegami tu.
Neottolemo: Per il momento vuoi forse vedere il luogo in cui abita, in questo estremo lembo di terra. Guarda pure, senza timore. Quando poi giungerà il tremendo viandante, ti ritirerai dal suo antro, avanzando ai cenni che di volta in volta ti farò, e cercherai di assecondarmi secondo le necessità del momento.[pag.476] Atteggiamento Neottolemo=Odisseo(vv.131) Coro: Ho pietà di lui, al pensare come,
senza un uomo che lo assista,
senza avere accanto a sé uno sguardo amico,
infelice, sempre solo,
soffre per una male selvaggio
ed è in preda alla disperazione,
per ogni nuova necessità che insorga.
Come può, come può, infelice, resistere?
O miseri accorgimenti umani,
o sventurati stirpi dei mortali,
la cui vita sfugge alla misura comune!
Quest’uomo, non secondo forse a nessuno
per nobiltà di stirpe,
privo di ogni conforto nella vita,
giace qui solo, abbandonato da tutti,
in compagnia di belve maculate ed irsute,
miserando nelle sofferenze
e nella fame più aspra,
oppresso da angosce senza rimedio.
E l’eco della libera voce
va sporgendo lontano
i suoi amari lamenti.[pag. 477] Tema della solitudine tema della malattia tema dell'infelicità umana Neottolemo: Nulla di tutto questo mi sorprende. Per volere divino, se ben comprendo, ricaddero su di lui quelle antiche sofferenze, inflitte dalla spietata Crise;[pag. 477] Dolore che proviene dal divino Coro: Si è levato improvviso un suono,
quale si accompagna
a persona che soffre,
da questo, forse, o da quel lato.[pag.478] Eschilo Sofocle Il dolore é conseguenza di un colpa
e porta alla comprensione Il dolore provocato dall'incomprensibilità del volere divino che si abbatte sulla esistenza dell’uomo. Primo episodio vv.218-675 (pag.478-488)
[Filottete compare sulla scena]
Filottete chiede agli stranieri chi siano.
Filottete racconta a Neottolemo le sue condizioni di vita sull'isola di Lemno.
Neottolemo racconta il motivo del suo contrasto con gli Atridi e Odisseo e della sua partenza da Troia (inganno).
Neottolemo finge di lasciare Lemno...Filottete lo supplica di condurlo con sé.
[Entra il falso mercante, scortato da un marinaio di Neottolemo]
Il falso mercante cerca di mettere fretta a Neottolemo.
[Esce il mercante]
Filottete e Neottolemo entrano nella grotta Filottete: Stranieri! Chi siete voi che approdaste per nave a questa terra importuosa e deserta? Da che patria o stirpe dovrei dirvi discesi? L’aspetto delle vostre vesti è quello della Grecia a me carissima, ma vorrei sentire la vostra voce. Non rimanete esitanti e turbati per timore del mio aspetto selvaggio ma siate mossi a pietà per un uomo infelice, così solo, abbandonato, senza il conforto di un amico. Parlate, se venite come amici, ad uno sventurato che vi invoca. Rispondete, dunque. Non è giusto che mi neghiate questo, né che io lo neghi a voi.[pag.478] Filottete:…Il tempo passava per me, giorno dopo giorno, e bisognava che provvedessi tutto da solo, sotto questo misero tetto. Per la mia fame, quest’arco mi procurava il necessario trafiggendo le alate colombe; ma ad ogni preda che la freccia, balzando dalla corda tesa, colpiva, dovevo io stesso, sciagurato, spingermi arracando fin lì, strascicando il mio povero piede. Se avevo bisogno di procurarmi un po’ da bere, oppure di spaccare legna quando s’era sparsa la brina, come accade in inverno, dovevo trascinarmi penosamente e ingegnarmi in tutto. E poi non c’era il fuoco; ma sfregando pietra contro pietra con fatica, feci sprizzare l’occulta scintilla: quella che mi conserva ancora in vita. L’antro che mi fa da casa mi offre con il fuoco, tutto il necessario, tranne la guarigione del mio male. E ora, figlio, voglio anche parlarti di quest’isola…[pag. 479-480] εμηχανώμην = l'uso di questo verbo può sembrare esagerato ma... Antigone (primo stasimo) tema del progresso Filottete descrive la sua situazione.... Temi:
solitudine
dolore Elettra -Sofocle Filottete: … Per questo appunto voglio chiederti di un uomo indegno, ma abile nel parlare e scaltro: che ne è di lui?
Neottolemo: Di chi altro parli se non di Odisseo?
Filottete: Non mi riferivo a lui. C’era un certo Tersite… [pag.483] Sofos Odisseo Filottete: Così doveva essere! Nulla di ciò che è spregevole è mai andato in rovina; al contrario gli dei lo circondano di ogni cura, e godono di far risalire dall’Ade quanto c’è di perverso e disonesto, mentre vi mandano sempre ciò che è giustizia e retitudine. Come si devono interpretare queste cose, come approvarle, se, quando voglio lodare le opere divine, trovo che gli dei sono malvagi?[pag.483] Filottete: Come, figlio, ve ne andate già?
Neottolemo: L’opportunità ci invita ad attendere vicino, e non lontano dal mare, il momento di imbarcarci.
Filottete: In nome di tuo padre e di tua madre, figlio, in nome di quanto in patria ti è caro, io, tuo supplice, ti scongiuro di non lasciarmi qui, così solo, abbandonato, in mezzo alle sofferenze che vedi e a quelle in cui hai sentito che vivo.[pag.483-484] tema dell'amicizia Obiettivo Filottete: TORNARE A CASA Mercante: Tu, forse non sai nulla di ciò che ti riguarda, dei nuovi propositi che gli Argivi hanno sul tuo conto, e non solo propositi, ormai, ma azioni in via di compimento, che non conoscono più indugio…Non farmi più domande, ma vattene, salpa al più presto da questa terra.
Filottete: Figlio mio, andiamocene: che molto mare ci separi dalla nave di Odisseo! Partiamo; la fretta al momento apportuno suole poi arrecare, quando cessa la fatica, sonno e riposo.[pag.485-486-487] tema della fretta Neottolemo: Ѐ l’arco famoso, quello che hai con te?
Filottete: Questo che tengo in mano, e nessun altro.[pag.488] Cosa rappresenta l'arco per Filottete? falso mercante (έμπορος)
varie interpretazioni... Primo stasimo vv.676-729 (pag.489-490)
Il Coro racconta la storia di Issione
Il Coro trova immotivata la sofferenza di Filottete
Il Coro menziona Eracle Coro: Ho per fama udito
-ma veduto non ho mai-
di quell’uomo che osò un tempo accostarsi
al talamo di Zeus, come fu incatenato
al giro eterno di celere ruota
dall’onnipossente figlio di Crono. [pag.489] Mito di Issione Ma ora che ha incontrato sul cammino
il figlio di un nobile padre,
alla fine, dopo quelle sofferenze,
felice e potente diventerà:
egli, al compiersi di molti mesi,
su di una nave che solca il mare,
lo riconduce in patria,
alla dimora delle ninfe Maliadi
e presso le rive dello Spercheo
dove l’eroe dal bronzeo scudo
ascese agli dei tutti,
splendente del fuoco celeste,
sopra i gioghi dell’Eta. [pag.490] Eracle Secondo episodio vv.730-826 (pag.490-493)
[Rientrano in scena Neottolemo e Filottete]
Filottete ha un improvviso attacco del suo male
Filottete consegna a Neottolemo l'arco
Filottete cade in un sonno profondo Filottete: Sono perduto, figlio mio, e non potrò nascondere il mio male davanti a voi. Ahimè! Mi trafigge, mi trafigge, o me infelice, sventurato! Sono perduto, figlio: mi sento divorare, figlio. Ohimè! Ah, ah, ah, ah, ahi! Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ahi! In nome degli dei, se hai a portata di mano una spada, figlio mio, colpisci all’estremità del piede: recidi al più presto. Non mi risparmiare la vita. Fa’ presto, figlio![pag.490-491] Neottolemo: Che debbo fare?
Filottete: Non m’abbandonare inorridito. Essa giunge dopo lunghi intervalli, quando forse è sazia del suo vagare altrove. [pag.491] νόσος Personificazione
della malattia Neottolemo: Ah, sventurato che sei! Sì, sventurato tu mi appari, in mezzo a tutte le tue pene. Vuoi che ti aiuti e ti sorregga un poco?
Filottete: No, questo no; Ma prendi quest’arco, come mi chiedevi poco fa, finché si plachi quest’accesso del male che ora mi affligge, veglia su di esso e custodiscilo…[pag.491] Filottete:…O morte, morte, perché ti invoco così, sempre, giorno dopo giorno, e tu non puoi mai venire?[pag. 492] Dolore Morte Neottolemo:…Lasciamolo dunque tranquillo, amici, perché si immerga nel sonno. Kommos vv.827-64 (pag. 493-494)
Il Coro intona una preghiera a Sonno Coro: Sonno ignaro di dolore,
sonno ignaro d’affanni,
vieni a noi con soffio soave,
vieni beneficio, beneficio, o signore! [pag. 493] Sonno... Neottolemo:…Vantarsi di un’impresa incompiuta che s’accompagna alla frode è vergognosa infamia. Terzo episodio vv.865-1080 (pag. 494-499)
[ Filottete si risveglia]
Filottete ringrazia Neottolemo
[Filottete alzatosi fa per avviarsi sostenuto da Neottolemo...quando quest'ultimo si arresta turbato]
Neottolemo svela l'nganno
[Sopraggiunge di corsa Odisseo con dei marinai]
Discussione tra Odisseo e Filottete
Neottolemo consegna l'arco ad Odisseo e se ne va lasciando Filottete con il Coro. Filottete (Risvegliandosi) Oh, luce che succedi al sonno! Oh, assistenza, del tutto insperata, di questi stranieri! Non avrei mai creduto, o figlio, che tu così pietosamente avresti resistito a queste mie sofferenze, rimanendo qui e porgendomi il tuo aiuto. Certo, tanto coraggio non l’ebbero gli Atridi, i grandi condottieri!...Ed ora poiché di questo male sembra che vi sia un momento di oblio, di tregua almeno, sollevami, o figlio, con le tue mani, rimettimi in piedi, figlio mio, perché ci si avvii alla nave, non appena sarà scomparsa questa mia spossatezza, e si salpi senza indugio.[pag.494] Neottolemo: Ahimè! Ed ora, che debbo fare?
Filottete: Che c’è, figliolo? Che intendi dire?
Neottolemo: Non so dove rivolgere le mie parole, che non hanno vie d’uscita.
Filottete: Non hai vie d’uscita? Per che cosa? Non parlare così, figlio mio!
Neottolemo: Pure, a questo punto d’angoscia mi trovo ormai!
….
Filottete: Che intendi dire, figlio? Non comprendo.
Neottolemo: Non ti terrò nascosto nulla. Tu devi salpare alla volta Troia, per raggiungere gli Achei e l’esercito degli Atridi.[pag. 495] Sofferenza morale Verità Filottete:…M’hai strappata la vita, sottraendomi l’arco. Rendimelo, ti prego, rendilo, te ne scongiuro, figlio mio! Per gli dei dei tuoi padri, non mi togliere…la vita![pag.496] βιός(arco) βίος(vita). Odisseo: (A Neottolemo) Scelleratissimo fra gli uomini, che fai? Lascia a me quelle armi e fatti indietro.
Filottete: Ahimè! Chi è costui? Non è di Odisseo la voce che odo?
Odisseo: Di Odisseo, certo, di me che qui vedi.
Filottete: Ahimè, sono stato tradito, sono perduto! Ecco chi mi ha preso in trappola e privato delle armi!

Filottete:…Ed ora, infame, pensi di condurmi via in catene da questa riva sulla quale un giorno mi gettasti, senza il conforto di un amico, in solitudine, fuori dal mondo abitato, un morto fra i vivi? Ah! Possa tu perire! Molte volte te l’ho già augurato. Ma poiché a me gli dei non concedono nessuna gioia, tu sei vivo e te la godi, mentre io ho anche questo dolore, di vivere, povero me, in mezzo a molte disgrazie…
Odisseo: …Di te non abbiamo nessun bisogno, ora che possediamo quest’arco: c’è fra noi Teucro, che sa usarlo, e vi sono io, che credo di non essere affatto inferiore a te nel maneggiarlo e nel tenerlo con mano sicura…[pag.497-498-499] Neottolemo: (a Odisseo) Noi due avviamoci, e voi, quando vi chiameremo, affrettatevi a venire.[pag.499] Kommos vv. 1081-1217 (pag. 499-503)
[Filottete e il Coro rimango soli sulla scena]
Filottete, disperato, ha un dialogo con il Coro Filottete: O cavità scavata nella nuda roccia,
ora rovente, ora gelida,
era dunque destino, me infelice,
che non dovessi lasciarti mai,
ma tu mi sarai testimone
anche nell’ora della morte…[pag.499] Coro: Vieni dunque, sventurato,
come ti consigliamo.
Filottete: Mai, mai, tieni ben fermo questo,
neppure se Zeus tonante
che porta il fuoco venisse ad incendiarmi
con le vampe della sua folgore.
Perisca Ilio,
e tutti quanti stanno sotto le sue mura,
che ebbero il coraggio di respingere
questo mio piede malato.
Ma voi, stranieri,
date ascolto a una mia preghiera. Filottete Capaneo Sette contro Tebe (Eschilo) Filottete Aiace Quarto episodio vv.1218-1408 (pag.503-508)
[ Entrano Odisseo e Neottolemo]
Neottolemo informa Odisseo di voler restituire l'arco a Filottete.
[Odisseo si allontana]
Neottolemo restituisce l'arco a Filottete.
[Mentre Filottete sta ricevendo l'arco e le frecce, interviene Odisseo]
Filottete tenta di uccidere Odisseo ma...
Neottolemo cerca di convincere Filottete ad andare a Troia. Odisseo: Non vuoi dirmi per quale motivo stai tornando di nuovo indietro, così veloce è con tanta fretta?
Neottolemo: Per rimediare all’errore commesso.

Odisseo: Per Zeus, che intendi dire? Non penserai di ridarglielo?
Neottolemo: Sì, dal momento che gliel’ho sottratto in modo indegno ed iniquo.

Odisseo: C’è qualcuno, c’è chi ti impedirà di farlo.
Neottolemo: Che cosa vuoi dire? Chi sarà ad impedirmelo?
Odisseo: Tutto l’esercito degli Achei, ed io con essi.

Neottolemo: Con la giustizia dalla mia parte, non temo il tuo esercito. [pag.504] Neottolemo: Non imprecare più, e ricevi dalla mia mano quest’arco.
Filottete: Che hai detto? Vengo forse ingannato un’altra volta?
Neottolemo: No, lo giuro sulla suprema maestà dell’altissimo Zeus.
Filottete: Oh, parole dolcissime, se dici il vero!
Neottolemo: Eccone la prova evidente: tendi la destra e riprendi possesso delle tue armi.[pag.505] Odisseo: (a Filottete) Siine certo, e puoi vedermi anche da vicino. Io ti condurrò alle pianure di Troia con la forza, che il figlio di Achille lo voglia o no.
Filottete: (Puntando l’arco contro Odisseo) Ma non avrai a goderne, se questo mio dardo colpirà nel segno. [pag. 506] Filottete cerca di uccidere Odisseo ma... Neottolemo:… Tu soffri di questo male per un destino voluto dagli dei, perché ti accostasti al guardiano di Crise, il serpente che vigila nascosto e custodisce quel santuario scoperto: e sappi che non avrai mai tregua da questa grave malattia finché questo sole da qui sorga e di là tramonti, se prima non vieni tu stesso di tua spontanea volontà alle pianure di Troia. Là dopo esserti incontrato con i figli di Asclepio che sono al nostro campo, sarai guarito dal tuo male, e con quest’arco e con me avrai la gloria di espugnare Pergamo.[pag.506-507] Troia vantaggi Filottete: guarigione- gloria Asclepio... Neottolemo: Andiamo, se è questo che vuoi.
Filottete: O nobile parola!
Neottolemo: Ora appoggia il tuo passo al mio.
Filottete: Per quanto mi reggono le forze.
Neottolemo: Come sfuggirò alle accuse dei Greci?
Filottete: Non ci pensare.
Neottolemo: E se saccheggeranno la mia terra?
Filottete: Ci sarò anche io …
Neottolemo: Che aiuto mi darai?
Filottete: Con le armi di Eracle …
Neottolemo: Che intendi dire?
Filottete:… impedirò loro di avvicinarsi.
Neottolemo: Rivolgi un saluto a questa terra e vieni. [pag.508] Ritorno in patria Filottete arriverà a casa? Esodo vv. 1409- 1471 (pag.508-509)
[Apparizione miracolosa di Eracle]
Filottete acconsente ad andare a Troia. Eracle: No, non ancora, figlio di Peante, non prima di aver ascoltato le mie parole. di Eracle la voce che senti, è il suo aspetto che vedi. Per te sono qui venuto, lasciando le sedi celesti, per manifestarti il volere di Zeus e trattenerti dal viaggio che vuoi intraprendere. Ascolta le mie parole….Ti recherai con quest’uomo alla città troiana. Qui, anzitutto avrai pace dalla tua malattia funesta e poi, dopo esser stato prescelto come il primo dell’esercito per la virtù militare, ucciderai con il mio arco Paride, che è la causa di questi mali; espugnerai Troia, e invierai le spoglie che otterrai dall’esercito come premio del tuo valore, nella tua casa, al padre Peante, nelle contrade dell’Eta, la tua terra natale.[pag. 508-509] Eracle deus ex machina Eracle Atena Filottete: O tu che mi rivolgi la tua voce tanto desiderata, tu che mi sei apparso dopo lungo tempo, non mi rifiuterò di obbedire alle tue parole.
Neottolemo: Questa è anche la mia volontà.
Eracle: Non tardare ad agire: il momento è propizio e il vento incalza da poppa.[pag.509] Tema dell'obbedienza Corifeo: Sì partiamo insieme, tutti, e facciamo voto alle ninfe marine perché ci assistano benigne nel nostro viaggio di ritorno.[pag.509] Fonti...
Sofocle, Filottete, ed.Fondazione Lorenzo Valla, 2003, introduzione e commento di Pietro Pucci, testo critico a cura di Guido Avezzù, traduzione Giovanni Cerri
Sofocle ed. La nuova Italia, 1983, Vincenzo Di Benedetto
Sofocle, Filottete, ed. Besa, 2004, traduzione di Maricla Boggio e Agostino Masaracchia
Tragedie e frammenti di Sofocle, ed. Torinese, 1982, Guido Capuano
Il teatro greco- Tragedie, ed. BUR, 2010
Wikipedia
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