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EURO

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by

Francesco Nardello

on 2 February 2015

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Transcript of EURO

Le modalità di transizione dalle monete locali all'euro vennero stabilite dalle disposizioni del

Trattato di Maastricht
del
1992
relative alla creazione dell'Unione economica e monetaria.
Per poter partecipare alla nuova valuta, gli stati membri dovevano rispettare i seguenti criteri, informalmente detti
parametri di Maastricht
:
un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;
un rapporto debito/PIL inferiore al 60%;
un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione;
tassi d'interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione;
appartenenza per almeno un biennio al Sistema monetario europeo.
Nella fase iniziale di accettazione, vennero compresi anche gli stati membri i cui parametri avevano dimostrato la tendenza a poter rientrare nel medio periodo all'interno dei criteri stabiliti dal Trattato. In particolare, all'
Italia
e al
Belgio
fu permesso di adottare subito l'euro anche in presenza di un rapporto debito/PIL largamente superiore al 60%.
Fra i paesi che avevano chiesto l'adesione alla moneta unica sin dal suo esordio, la
Grecia
era l'unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa due anni dopo, il 1º gennaio 2001, e l'introduzione fisica della nuova valuta nel paese avvenne contemporaneamente rispetto agli altri undici paesi, il 1º gennaio 2002.
STORIA DELL'INTRODUZIONE DELL'EURO
Il nome "euro" fu adottato dal Consiglio europeo di Madrid del 1995 per rimpiazzare la sigla ECU (dall'acronimo inglese European Currency Unit, o "Unità di conto europea"), sino a quel momento utilizzata nei trattati e che dal 1978 indicava una valuta scritturale di uso interbancario. Il nome doveva essere semplice, unico e invariabile.È probabile che tale denominazione derivi dall'uso, invalso negli ambienti finanziari britannici, di riferirsi alla vecchia moneta scritturale con l'espressione Euro-currency, dove Euro sta per european: si tratterebbe dunque di un anglicismo, anche se in Italia viene percepito come un accorciamento, in analogia con altre parole che, con composizione neoclassica, usano il confisso euro-, tratto da Europa (europarlamentare, eurovisione ecc.).
Dal 2002 sono in circolazione monete metalliche con otto diversi valori:
4
SVANTAGGI


L'euro entrò in vigore per la prima volta il
1º gennaio 1999
in
undici
degli allora quindici stati membri dell'Unione.

Ai primi undici stati, il 1º gennaio
2001
si aggiunse la
Grecia
, che era rientrata nei parametri economici richiesti nel 2000.

Entrò poi in vigore per :

SLOVENIA
(2007)

CIPRO E MALTA
(2008)

SLOVACCHIA
(2009)

ESTONIA
(2011)

LETTONIA
(2014)

LITUANIA
(2015)
SIMBOLO
Il codice internazionale a tre lettere (in base allo standard ISO 4217) dell'euro è EUR. È stato disegnato anche un simbolo (glifo) speciale per l'euro (€). Dopo che un sondaggio pubblico aveva ristretto la scelta a due, fu la Commissione europea a fare la scelta finale. Il vincitore era ispirato dalla lettera greca epsilon, così come a una versione stilizzata della lettera "E".
PARAMETRI DI ADESIONE:
CRONOLOGIA DELLE ADESIONI :
MONETE
BANCONOTE
Nei mesi immediatamente successivi all'introduzione dell'euro come moneta fisica si verificarono delle conversioni dei prezzi di beni e servizi tra valute nazionali e moneta unica a volte distanti da quelle ufficiali. In alcuni mercati italiani, soprattutto in quelli alimentari e dei beni di consumo (quelli dove si effettuano acquisti di basso valore assoluto),
l'impressione è che spesso si sia convertito 1 euro con 1000 lire
, riducendo di quasi della metà il valore reale della moneta. In altri, per esempio
nel mercato dei servizi pubblici, si assistette all'applicazione di forti arrotondamenti su prezzi e tariffe
. In altri ancora, per esempio
nel mercato dei beni più durevoli
(elettrodomestici, telefonia, hi-tech)
si verificò una leggera diminuzione di prezzi.
CONTROVERSIE SULL'EURO
CRISI DELL'EURO
La Comunità ha il compito di promuovere nell’insieme della Comunità, mediante l’instaurazione di un mercato comune e di un’unione economica e monetaria …
uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, un elevato livello di occupazione … una crescita sostenibile e non inflazionistica, un alto grado di competitività e di convergenza dei risultati economici


TRATTATO DI MAASTRICHT :
articolo 2
Dal 2008 a oggi la crisi ha stravolto l'economia europea. Gli equilibri sono stati più volte (e restano tutt'ora) precari. E la tenuta dell'euro è stata messa a dura prova. La crisi greca ha fatto tremare la solidità di un sistema che non è mai arrivato fino in fondo. A quell'unione politica che era nella mente dei costituenti, ma che ancora non è stata raggiunta.

La crisi è sotto i riflettori di tutti, americani e asiatici compresi, perché anche a loro, e ai loro affari, serve che resti ben solida.
fonte:PANORAMA
LA CRISI COINVOLGE ANCHE L'ITALIA
Dopo parecchi anni dall'introduzione della moneta unica europea parte dell'
opinione pubblica italiana rimane convinta del fatto che con la lira si stesse meglio e che l'euro abbia avuto effetti complessivamente negativi sulle nostre tasche
. Vediamo dunque di analizzare i
vantaggi
e gli
svantaggi
in termini generali e dal particolare punto di vista del cittadino di casa nostra.

VANTAGGI
-avere un
unica moneta per un mercato allargato
all'
Europa rende più facile la circolazione delle merci
, favorisce la concorrenza a vantaggio del consumatore e riduce i costi di transizione eliminando gli acquisti e le vendite di valute e
tutelandosi dalle oscillazioni dei cambi.
1
2
-avere un unica moneta consente di fare
raffronti immediati sul costo di uno stresso prodotto in paesi diversi con una maggiore trasparenza sui prezzi per il consumatore
3
-si ha una politica monetaria stabilita a livello centrale dalla BCE che può operare
svincolata dagli interessi di piccolo cabotaggio dei singoli stati
-l'euro è una moneta forte che contiene in se tutti i vantaggi di monete già prima solide come il marco e il franco. Anzi la sua
solidità
si è ancora più incrementata. In virtù del suo pregio l'Euro è considerata una moneta di riserva ambita da tutte le banche e gli istituti finanziari del mondo. Una parte della moneta europea viene stampata per essere acquistata all'estero. ancora più importante è il fatto che
il cambio favorevole con le altre valute consente di importare prodotti a prezzi convenienti
e di
potersi spostare nei paesi paesi extraeuropei spendendo meno di quanto facessimo con una moneta debole rispetto al dollaro
. Dunque l'euro a parità di altre condizioni fa
costare meno i prodotti di importazione
e
favorisce la mobilità.
VANTAGGI DAL PUNTO DI VISTA ITALIANO
SVANTAGGI GENERALI
SVANTAGGI DAL PUNTO DI VISTA ITALIANO
VANTAGGI GENERALI

-
la lira era una moneta che tendeva continuamente a perdere valore rispetto alle principali altri valute
. Questo produceva continuamente inflazione e perdita del potere d'acquisto nei redditi fissi. Il rimedio che fino agli anni ottanta veniva utilizzato era la scala mobile ossia l'aggiornamento automatico della retribuzione da lavoro dipendente rispetto all'aumento del costo della vita. Con questo sistema però non si faceva altro che incrementare il circolo vizioso poiché si doveva stampare ancora più carta moneta favorendo così la svalutazione e l'inflazione.
L'euro ha eliminato il problema della cromica svalutazione della lira e infatti gli incrementi dell'inflazione a due cifre degli anni 80 non si registrano più
.
1
-
per entrare nell'euro occorreva rispettare dei limiti sull' inflazione imposti da Masstricht
: il tasso d'inflazione di uno Stato membro non deve superare di oltre l'1,5% quello dei tre Stati membri che avranno conseguito i migliori risultati in materia di stabilità dei prezzi. Quindi entrare nell'area euro ci ha imposto un cambio di mentalità benefico e il rimanerci è garanzia per il cittadino che l'inflazione in Italia non potrà aumentare più di una certa soglia rispetto agli altri paesi.
2
-
Maastricht ha imposto dei severi vincoli anche sui tassi di interesse
: infatti i tassi di interesse a lungo termine non dovevano superare il 2% rispetto alla media dei tre stati membri con i risultati migliori in questo ambito. Se non fossimo entrati nell'area euro ci saremmo trovati dunque con
tassi di interesse ben più alti
di quelli attuali con riflessi negativi sia per quanto riguarda i mutui delle famiglie sia per gli interessi sul nostro enorme debito pubblico e quindi con esborsi al fisco ancora maggiori da parte del contribuente.

3
NOME
L'euro
(EUR o €)
è la valuta comune ufficiale dell'Unione europea
(nel suo insieme) e quella unica attualmente adottata da
19 dei 28 stati membri dell'Unione
aderenti all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea, ossia Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.L'ultimo stato ad aver adottato l'euro è stata la Lituania il 1º gennaio 2015.
L'EURO
Le
banche centrali
dei paesi membri non possono fare scelte in contrasto con la
Banca Centrale Europea
in materia monetaria e quindi è diminuito il loro potere di controllo sulla situazione monetaria ed economica nazionale.
I consumatori dovranno gradualmente superare le difficoltà pratiche create dall’indicazione dei prezzi in euro.
Le banche hanno dovuto modificare i propri sistemi informatici e gli sportelli automatici.

diversa velocità con cui l'unione monetaria ed economica dell'Europa sta procedendo rispetto all'unione politica
. Questo fa in modo che i benefici effetti di un mercato più grande e concorrenziale siano avvertiti in misura minore in quegli stati dove la mentalità politica e culturale tende a proteggere ancora interessi particolari dotati di una forte capacità di pressione.
il fatto che il cambio di un euro sia stato fissato a 1936,27 ha favorito le speculazioni. infatti non solo si tendeva ad arrotondare il cambio di un euro a 2000 lire ma spesso nelle vendite si tendeva ad associare l'euro con le mille lire con la conseguenza che
nella prima fase di circolazione della nuova moneta prodotti di largo consumo venivano proposti da esercenti senza scrupoli con un rincaro raddoppiato rispetto al vecchio prezzo in lire
. L'assenza di adeguati controlli ha permesso che questi sistemi potessero essere portati avanti con profitto per molto tempo. Dove si sono fatti accordi tra associazioni di imprenditori e di consumatori per monitorare la situazione ha permesso di calmierare i prezzi. Se queste iniziative fossero state stimolate e coordinate dal potere centrale probabilmente si sarebbero potuti ottenere migliori risultati
1
3
4
1
2
i nostri imprenditori sfruttavano la svalutazione della lira per proporre i loro prodotti all'estero contando sul cambio favorevole per chi importava
. Con l'euro questo vantaggio per le nostre esportazioni è cessato e questo ha sicuramente creato delle difficoltà alle nostre aziende meno preparate. Anzi sono state le imprese di mercati tradizionalmente più forti di noi come quello americano a sfruttare l'effetto cambio contando sulla perdita relativa del dollaro immettendo nel mercato europeo prodotti a prezzi concorrenziali per le nostre aziende. E' l'altra faccia della medaglia: si importa a condizioni più convenienti per il consumatore, ma le aziende fanno più fatica a esportare.

2
FINE
L'EURO:
la valuta
dell'Unione europea
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