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Eredità pedagogica SDB

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Michal Vojtas

on 30 January 2015

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Transcript of Eredità pedagogica SDB

Le linee tracciate da don Rua nella logica della fedeltà a don Bosco
«Noi dobbiamo stimarci ben fortunati di essere figli di un tal Padre. Perciò nostra sollecitudine dev’essere di sostenere e a suo tempo sviluppare ognora più le opere da lui iniziate, seguire fedelmente i metodi da lui praticati ed insegnati, e nel nostro modo di parlare e di operare cercare di imitare il modello che il Signore nella sua bontà ci ha in lui somministrato».
Lo
zelo
del "da mihi animas caetera tolle" di don Bosco
che «non diede un passo, non pronunziò parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù»
L’educazione del cuore
caratterizza sia il
metodo
educativo, educare con amorevolezza e pazienza ma senza sdolcinature, che il
nucleo teleologico
della proposta salesiana – educare buoni cristiani e onesti cittadini
«Ricordiamoci poi che noi mancheremmo alla parte più essenziale del nostro compito, se ci riducessimo solo ad impartire l’istruzione letteraria, senza unirvi l’
educazione del cuore
. A questo sovratutto dobbiam mirare, a formare dei nostri allievi dei buoni cristiani, degli onesti cittadini, coltivando pure le vocazioni che fra loro s’incontrano».
«le verità seminate ne’ loro cuori erano profondamente radicate e non erano rimaste senza frutto»
Le applicazioni di don Francesco Cerruti e don Giuseppe Bertello nelle scuole salesiane
Il programma di don Cerruti di «
fare della scuola una missione
» vede nella finalità della scuola non solo quella di preparare il giovane all’esame, ma di prepararlo «pure e anche di più alla vita, e vita davvero cristiano-cattolica, formando ad un tempo di lui l’uomo e il cittadino o meglio tutto l’uomo».
le
scuole professionali
: «non siano solo per avere lavoro, ma per educare e formare buoni e valenti operai»
Le linee orientative per gli Oratori e per gli Antichi allievi
1. La scelta di un membro del capitolo superiore in particolar modo incaricato degli oratori festivi;
2. L’apertura di Oratori separati dalle Case Salesiane, con Scuole diurne e serali;
3. L’organizzazione in essi di una scuola di religione;
4. L’auspicabile apertura degli Oratori per tutta la giornata;
5. La cura della dovuta assistenza
CG7 (1895)
La priorità dell’
amore
e dello
zelo
: «Altrove noi troveremmo vaste sale, ampi cortili, bei giardini, giochi d’ogni fatta: ma noi amiamo meglio venir qui ove non c’è niente, ma sappiamo che ci si vuol bene».

L’oratorio salesiano è visto come un centro d’irradiazione e viene esplicitamente legato all’Associazione degli
Antichi Allievi
: «dagli Oratori Festivi all’Associazione degli Antichi Allievi è breve il passo».
Don Paolo Albera e la linea della pietà nell’educazione

«A chi di noi non è avvenuto le mille volte di udire a parlare dello spirito d’iniziativa e dell’attività dei Salesiani?» ... «nel doloroso pensiero e nel timore che questa
vantata attività
dei Salesiani, questo zelo che sembrò finora inaccessibile ad ogni scoraggiamento, questo caldo entusiasmo che fu fin qui sostenuto da continui felici successi, abbiano a venir meno un giorno ove non siano fecondati, purificati e santificati da una vera e soda pietà».
Pietà
è «il dovere di servire Iddio con quel tenerissimo affetto, con quella premurosa delicatezza, con quella profonda devozione, che è l’essenza della religione». Slide
«Il sistema educativo di Don Bosco, per noi che siamo persuasi del divino intervento nella creazione e nello sviluppo della sua opera, è
pedagogia celeste
»

1888
EREDITÀ PEDAGOGICA
della
CONGREGAZIONE SALESIANA

1888 - 1950

1900
1910
1921
1931
1951
Michal Vojtáš
Michele Rua
Paolo Albera
Giuseppe Bertello
Francesco Cerruti

Primo periodo 1888-1921
Il magistero di don Filippo Rinaldi sulla scia della paternità vissuta
«La nostra Società doveva sapere adattarsi, nello svolgimento della propria azione benefica, alle necessità dei tempi, alle consuetudini dei luoghi: doveva essere progressivamente sempre
nuova e moderna
, pur conservando la sua
particolare fisonomia
di educatrice della gioventù mediante il sistema preventivo basato sulla dolcezza e sulla bontà paterna».
Il principio dell’
unità tra lo studio e la prassi
trova attuazione nel tirocinio pratico e nell’accresciuta attenzione ai ruoli educativi all’interno della casa salesiana
Lo studio della teoria pedagogica collegato
con la virtù e la prassi educativa
l’accento da lui posto sulle
Compagnie
all’interno delle case salesiane in rapporto con l’Azione Cattolica e lo sviluppo delle missioni
«Continuate a coltivare questo
spirito missionario
[… è ]uno dei mezzi più efficaci per formare il [...] cuore ad affetti elevati e santi, un mezzo che li distoglie dai sentimentalismi morbosi tanto comuni a quell’età, un mezzo che ricorda loro la realtà della vita e le miserie di questo mondo, fa loro apprezzare il bene d’essere nati in paese cattolico, nella luce e nella civiltà del Vangelo, e li anima così a corrispondere a questa segnalata grazia del Signore con una vita veramente cristiana»
Bartolomeo Fascie
Il tirocinio, come applicazione pratica, viene visto come «il corso di studio della nostra pedagogia», che non può essere imparata dai libri, ma «dal libro della vita e della tradizione salesiana».
La vera grandezza e originalità del fondatore della Società Salesiana si trova «nel campo pratico dell’arte educativa e dell’opera dell’educatore».
Secondo periodo 1922-1931
Pietro Ricaldone
Il periodo del governo e delle sintesi di don Pietro Ricaldone
L’importanza della formazione e dello studio della
pedagogia

Il Sistema preventivo è reinterpretato dal superiore quale metodo scientifico
Sono valorizzati alcuni apporti della corrente delle scuole attive
Amore e disciplina
«il santo della
carità
, della dolcezza, dell’amore. Egli non si appaga di esteriorità, ma vuole la virtù che è forza, che è sforzo; vuole anzi la regina delle virtù, della quale è detto che è forte come la morte. Era convinto che tutto è possibile ad un’anima infiammata dagli ardori purissimi dell’amore. Questo appunto ci spiega l’
operosità
instancabile e l’
efficacia
prodigiosa del B. D. Bosco che volle la carità
norma
costante del proprio operare,
base
del suo sistema pedagogico,
anima
del suo apostolato».
un’autorità e di una disciplina che è tutta al servizio dell’educando, a lui vicina e che illumina l’intelligenza e soprattutto muove la volontà attraverso l’amore
Catechesi e formazione religiosa
«È vero, siamo pochi e impari ai bisogni assillanti e immensi; inoltre il nostro apostolato è di ieri […]
«E qui è bene mettere in particolare rilievo che, non solo le verità insegnate da Gesù Cristo, ma anche il
metodo da lui seguito
per farle penetrare nelle menti di coloro che accorrevano ad ascoltarlo, sono indicati, e talvolta coi più minuti particolari, nel santo Vangelo, ov’è descritto con quali mezzi e sussidi il Salvatore rendeva accessibile la sua dottrina».
Terzo periodo 1832-1951
La
fedeltà al metodo educativo salesiano
che si esprime nel riprodurre i
lineamenti di don Bosco
nella pratica educativa:
La vigilanza e la cura perché il
sistema preventivo
sia compreso e attuato nella sua
integralità
, vigilando sui riduttivismi antropologici e metodologici delle nuove correnti pedagogiche
Conclusioni
La
formazione degli educatori
tra lo studio della pedagogia (ISP) e la pratica educativa che forma "osmoticamente" (tirocinio)
continuando la tradizione di Valdocco della "
Scuola di pedagogia
" e delle "
Conferenze Capitolari"
È dover nostro, in questa fausta ricorrenza delle feste centenarie, dare fiato alle trombe e far riecheggiare sotto tutti i cieli con fremito possente la voce di Dio e della Chiesa, che tutti invita alla
santa crociata
»
Filippo Rinaldi
del magistero pedagogico dei Rettor Maggiori
Chiavi di lettura

esigenze del contesto
strutture educative di riferimento
demografia dei confratelli
temperamento ed esperienza
collaboratori
punti permanenti - eredità pedagogica
- la sua
paternità e amorevolezza
(in un contesto della pedagogia dei doveri)
- il suo
zelo per la salvezza dei giovani
(equilibrato da obbedienza e pietà)
- l’attenzione ai
più poveri
e alle strutture educative "svantaggiate"(oratorio)
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