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L'Agamennone di Eschilo

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by

Giacomo Bonetti

on 6 June 2014

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Transcript of L'Agamennone di Eschilo

Altri personaggi
Vedetta: Osserva il monte Aracneo in attesa del segnale del ritorno degli Achei. Compare nel prologo, dove presagisce i tristi eventi che stanno per accadere: "
(...)

mentre di notte mi agito su questo giaciglio bagnato

(...)
"; "
(...)

la paura mi è sempre accanto

(...)
"; "
(...)

gemo sulla sorte di questa casa, che non è più rettamente governata come un tempo
".
Cassandra
Araldo di Agamennone
Servi e ancelle di Clitemnestra
Uomini armati di Egisto
Agamennone
Eschilo
Prima tragedia della trilogia
Orestea
.

Venne rappresentata per la prima volta nel 458 a. C. ad Atene, vincendo le Grandi Dionisie.

È ambientata ad Argo, nel piazzale antistante la reggia di Agamennone.
Iconografia
P. N. Guérin.
Clitemnestra esita prima di uccidere Agamennone dormiente. Sulla sinistra, Egisto la incita.
Personaggi principali
Fonti
È la protagonista della tragedia, moglie infedele e gelosa di Agamennone, madre di Ifigenia e Oreste, amante di Egisto. Si configura fin dall'inzio come padrona della casa, in contrasto con la tradizione greca.

Nel prologo viene definita "
(...)

donna con ambizioni da uomo
" (
andróboulon... kear)
. La caratterizzano infatti la sua ipocrisia e la sua astuzia.

Clitemnestra
Pintacuda Mario, Venuto Michela.
Grecità 2.
Il teatro greco: Tragedie
. Edizioni BUR, Rizzoli.
Wikipedia, l'enciclopedia libera. http://it.wikipedia.org/
Agamennone
Egisto
Cugino di Agamennone (figlio di Tieste);
Fino alla sua apparizione viene spesso chiamato "donna" dal coro, mentre Clitemnestra appare come il vero "uomo";
È subdolo e vigliacco; si serve di Clitemnestra per uccidere Agamennone.
Tematiche
L'arrivo ad Argo
Clitemnestra si rivolge con un
résis
ipocrita prima al coro, poi al marito. Agamennone è ignaro di ciò che sta per accadere e si rivolge con espressioni laconiche alla moglie, che lo adulatra eccessivamente: "
(...) perché la lode sia conveniente, è un dono che deve venire da altri
".

Agamennone inizialmente rifiuta di camminare sui drappi color
porpora
che la moglie lascia per lui - l'omaggio più grande, ma anche la più grande dimostrazione di ipocrisia -, infine accetta.
Due possibili spiegazioni per la sua riluttanza:
Finta modestia. Agamennone in realtà è superbo, quindi commette
úbris
.
Agamennone è cambiato, ha imparato la lezione del
pátei máthos
.

Il "varco" dei tappeti
Vengono definiti "
petásmata
" (perché distesi a terra, da
petánnuntai
) e anche "
éimata
", "vestiti, mantelli". Anche se è tradotto così, non si tratta di tappeti, quanto più di drappi.
Calpestarli equivale a rovinarli
.

Indice di un mutamento dei costumi a Argo, da una forma di esistenza greca semplice e modesta ad una fastosa e barbara.
Agamennone si configura perdente nella battaglia ingaggiata con la moglie (
catéstrammai
lett. "
sono stato abbattuto, sono stato vinto
" - "
poiché mi sono arreso alle tue parole
" (trad. Norma Fanoli).

La porpora
Richiama al colore rosso del sangue. I drappi gettati a terra sono il sangue versato durante la guerra di Troia e quello che è già stato e verrà nuovamente sparso nella casa degli Atridi.

La porpora nell'antichità era simbolo di ricchezza, poiché si estraeva attraverso un costoso e lungo procedimento da un mollusco (il
murice comune
). Clitemnestra accenna spesso alla ricchezza e della loro famiglia.



Corifeo: "
Ma tu sei, - una donna! poiché resti in casa ad aspettare chi torna dalla guerra - tu sei, che hai contaminato il letto di un eroe e hai macchinato questa morte contro un capo d'esercito!
"
(...)
Egisto: "
Ingannarlo era compito della donna, chiaramente. Io, vecchio nemico del re, ero sospetto.
"

[Nelle Coefore Egisto sarà esplicitamente definito "femmina".]
Una tematica centrale nel teatro di Eschilo. Agamennone, uccidendo Ifigenia, si è macchiato di una colpa che verrà estinta solo con la sentenza finale dell'Areopago, che scagionerà Oreste dalla colpa di aver ucciso la madre (Coefore).
L'ereditarietà della colpa
Clitemnestra vuole vendicare l'uccisione della figlia Ifigenia. Alla fine del dramma si vanta del delitto commesso assimilandosi al demone vendicatore (
alástor
) di Atreo.

Egisto vuole vendicare il padre Tieste: Atreo con l'inganno gli aveva fatto mangiare i propri figli.
La vendetta
"Ogni tragicità è fondata su un conflitto inconciliabile. Se interviene o diventa possibile una conciliazione, il tragico scompare."
W. Goethe
"Soffrire per comprendere"
"Zeus mostrò ai mortali la via della saggezza, fissando la legge: «Soffrire per comprendere.»"

Gli dei hanno imposto che gli uomini per diventare saggi, debbano soffrire. Se peccano di ubris, vanno incontro alla
fthónos theón
, l'"invidia degli dei". Questo è anche il motivo per cui Agamennone rimuove i calzari prima di camminare sui drappi.



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