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La pena di morte

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Claudio Tartarelli

on 27 March 2015

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Transcript of La pena di morte

La pena di morte

La pena di morte, è l'uccisione di un individuo ordinata da un'autorità a titolo di sanzione penale.
Metodi di esecuzione capitale
La bollitura a morte è un metodo di esecuzione che consiste nella bollitura fino alla morte di un condannato.
203 a.C.
BOLLITURA A MORTE
La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte ispirato all'introduzione dei gas venefici durante la prima guerra mondiale.
CAMERA A GAS
1920
DECAPITAZIONE
Per decapitazione o decollazione si intende tagliare la testa a qualcuno provocandone così la morte.
FUCILAZIONE
La fucilazione è un tipo di esecuzione capitale effettuata tramite armi da fuoco. Un uomo, o un gruppo di uomini spara addosso al condannato provocandone la morte.
GHIGLIOTTINA
La ghigliottina è una macchina per la decapitazione di persone condannate alla pena capitale.
IMPALAMENTO
L'impalamento era un antico metodo di messa a morte di una persona tramite tortura, consistente nell'infilzare il condannato con un palo di legno, per poi sollevarlo in posizione verticale fissando il palo nel terreno.
IMPICCAGIONE
L'impiccagione è un metodo di esecuzione capitale che consiste nel sospendere per il collo una persona tramite una corda.
INIEZIONE LETALE
Al condannato è inflitta un'iniezione per via endovenosa contenente una dose letale di pentothal, seguito da una sostanza che rilassa i muscoli generalmente il pancuronio, che paralizza il diaframma (in modo tale da impedire ai polmoni ogni movimento) e un'altra che provoca l'arresto cardiaco (cloruro di potassio)
LAPIDAZIONE
La lapidazione è un tipo di pena di morte, diffusa fin dall'antichità, nella quale il condannato è ucciso attraverso il lancio di pietre.
MORTE SUL ROGO
La morte sul rogo è una forma di condanna capitale, utilizzata nei secoli passati in tutto il mondo e applicata soprattutto ai condannati per stregoneria, eresia e sodomia.
SEDIA ELETTRICA
La sedia elettrica è uno strumento utilizzato in vari stati moderni per le condanne a morte. Inventata da Thomas Edison
1888
SEPOLTURA DA VIVO
La sepoltura da vivo può essere volontaria (come può esserlo un metodo di esecuzione, che consiste nel seppellire o murare viva una persona), accidentale (come conseguenza di crolli, terremoti, valanghe, ecc.) o erronea (come nel caso delle cosiddette esequie premature, quando si ritiene per errore che una persona sia morta, mentre invece è ancora viva).
PAESI MONITORATI 152
PAESI MONITORATI 172
PAESI MONITORATI 178
PESI MONITORATI 183
PAESI MONITORATI 196
PAESI MONITORATI 198
1960-2013
Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati a marzo 2014:
98 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato.
7 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra.
35 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte.
58 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono eseguite è molto più basso.

Paesi totalmente abolizionisti: 98
sono quei paesi che hanno abolito la pena di morte per tutti i reati
Albania, Andorra, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bhutan, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Burundi, Cambogia, Canada, Capo Verde, Cipro, Città del Vaticano, Colombia, Costa Rica, Costa d'Avorio, Croazia, Danimarca, Ecuador, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Gibuti, Grecia, Guinea Bissau, Haiti, Honduras, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Salomone, Italia, Kirghizistan, Kiribati, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Mauritius, Messico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Montenegro, Mozambico, Namibia, Nepal, Nicaragua, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Palau, Panama, Paraguay, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Romania, Ruanda, Samoa, San Marino, Sao Tomè e Principe, Senegal, Serbia (incluso il Kossovo), Seychelles, Slovenia, Spagna, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Timor Est, Togo, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela.
Paesi abolizionisti per reati comuni: 7
sono quei paesi che hanno abolito la pena di morte per i reati comuni, ma la mantengono per casi eccezionali quali, ad esempio, i reati commessi in tempo di guerra

Brasile, Cile, El Salvador, Fiji, Israele, Kazakistan, Perù.
Paesi abolizionisti de facto: 35
sono quei paesi che mantengono in vigore la pena di morte, ma nei quali le esecuzioni non hanno luogo da almeno dieci anni, oppure sono paesi che hanno introdotto delle moratorie sulle esecuzioni.

Algeria, Benin, Brunei Darussalam, Burkina Faso, Camerun, Congo, Corea del Sud, Eritrea, Federazione Russa, Ghana, Grenada, Kenya, Laos, Liberia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Mauritania, Marocco, Mongolia, Myanmar, Nauru, Niger, Papua Nuova Guinea, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sri Lanka, Suriname, Swaziland, Tagikistan, Tanzania, Tonga, Tunisia, Zambia.
Paesi mantenitori: 58
sono quei paesi che mantengono in vigore la pena di morte

Afghanistan*, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita*, Autorità Palestinese*, Bahamas, Bahrain, Bangladesh*, Barbados, Belize, Bielorussia*, Botswana*, Ciad, Cina*, Comore, Corea del Nord*, Cuba, Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia*, Giamaica, Giappone*, Giordania, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, Guyana, India*, Indonesia, Iran*, Iraq*, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan*, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Singapore, Siria, Somalia*, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, St. Vincent e Grenadines, Stati Uniti d'America*, Sudan*, Sudan del Sud*, Thailandia, Taiwan*, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen*, Zimbabwe.

* paesi che hanno eseguito condanne a morte nel 2013.
2014
PENA DI MORTE IN CINA
Dai rapporti firmati da Amnesty International la Cina manca dal 2009. Difficile capire quante esecuzioni vi siano effettuate ogni anno. Adesso un rapporto della Dui Hua Foundation, una ong attiva sul fronte dei diritti umani con sede negli Stati Uniti, tenta di fare chiarezza: secondo i numeri diffusi dall’organizzazione la Repubblica popolare avrebbe giustiziato nel 2013 2.400 persone. Un calo notevole rispetto alle 12mila esecuzioni fatte segnare appena una dozzina di anni fa, nel 2002.
PENA DI MORTE IN ITALIA
Illustrazione dell'evoluzione dell'ordinamento italiano in tema di pena di morte
Pena di morte viene esclusa dall'ordinamento con il 1° codice penale italiano del 1889 chiamato anche codice Zanardelli
Il codice penale italiano del 1889 (comunemente detto Codice Zanardelli dal nome di Giuseppe Zanardelli, allora ministro di Grazia e Giustizia che ne promosse l'approvazione) era il codice penale in vigore nel Regno d'Italia dal 1890 al 1930.
Nel 1926, con l'opposizione di 12 Deputati e di 49 Senatori, venne reintrodotta da Mussolini la pena di morte per punire coloro che avessero attentato alla vita del capo del governo e per vari reati contro lo stato.Con il Codice Rocco, entrato in vigore il 1º luglio 1931, aumentò il numero dei reati contro lo stato punibili con la morte e reintrodusse la pena di morte per alcuni gravi reati comuni.
Il codice penale italiano (noto come codice Rocco dal nome del suo principale estensore, il guardasigilli del Governo Mussolini Alfredo Rocco) è un corpo di norme in tema di diritto penale.
La Costituzione italiana, approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948, abolì definitivamente la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace.
PENSATORI SUL TEMA DELLA PENA DI MORTE
SENECA
Seneca è favorevole alla pena capitale per gravi delitti e commina la massima pena solo in casi estremi, e seguendo la ragione e non l'impulso del momento.
AGOSTINO DI IPPONA
Ad Agostino di Ippona (354- 430) si deve la prima condanna esplicita e argomentata della pena di morte nella storia del pensiero cristiano.
TOMMASO D'AQUINO
Tommaso d'Aquino anch'egli a favore della pena di morte sulla base del concetto della conservazione del bene comune. Il teologo sosteneva tuttavia che la pena andasse inflitta solo al colpevole di gravissimi delitti.
CESARE BECCARIA
Nel 1764 la pubblicazione del pamphlet (trattato breve) Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria stimolò la riflessione sul sistema penale vigente. Nel trattato Beccaria si esprimeva contro la pena di morte, affermando che con questa pena lo Stato, per punire un delitto, ne commetterebbe uno a sua volta.
Tuttavia, la condanna di Beccaria verso la pena di morte non era espressa in termini assoluti : essa è necessaria.

« La morte di un cittadino non può credersi necessaria, che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza, che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di un cittadino divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell'anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi. »
FRIEDRICH NIETZSCHE
Friedrich Nietzsche contestò il concetto filosofico di libero arbitrio e la funzione rieducativa della pena, considerando la morte del criminale come l'unico atto che restituisce dignità al suo gesto, assolvendolo dalla colpa e liberandolo dall'umiliazione del pentimento.
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