Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Le donne tra fascismo e guerra

Di Sara L., Silvia V., Letizia V., Maria D., Beatrice A., Luca D., Francesco S., Paolo M., Marco D.
by

sara librio

on 8 April 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Le donne tra fascismo e guerra

Le donne tra fascismo e guerra
Le donne in guerra
Durante la Seconda Guerra mondiale le donne si trovarono costrette a ricoprire i ruoli che di norma spettavano agli uomini, ora occupati tutti sul fronte.
Le donne dell'epoca dissero però che "era stato bello", poiché erano riuscite ad uscire dal loro ruolo di casalinghe e mogli.
Le donne in America
Le donne in Germania
Le donne in Russia
Le donne
parteciparono in
tutti i ruoli
: infermiere, addette all'artiglieria contraerea (ruolo che potrebbe sembrare non di prima linea ma ugualmente pericoloso), tiratrici scelte, spie, combattenti partigiane, carriste, equipaggi nelle navi, piloti di aerei da bombardamento e da caccia. Ovviamente non mancarono nella fanteria.
Di fatto però furono le
operaie
, non qualificate o semiqualificate, a sperimentare una prima forma di
uguaglianza
, lavorando spesso insieme agli uomini e svolgendo il loro stesso compito.
Le donne pilota
sono state senza dubbio le più famose.
Marina Raskova
, pioniera dell'
aviazione russa
, ottenne da
Stalin
il permesso di organizzare le prime
unità femminili da combattimento
. La Raskova, che aveva una valida preparazione tecnica ma pochi collaboratori altrettanto esperti, si sforzò di trovare donne che avessero già esperienza di volo.
Le donne in Italia
Le donne sotto il fascismo
Negli Stati Uniti, prima della II Guerra Mondiale, le uniche donne che avevano un'occupazione appartenevano a ceti bassi e erano costrette a lavorare per guadagnarsi da vivere, praticavano lavori considerati comunque "femminili" (insegnatni, sarte...).
La maggior parte delle donne era
analfabeta
e le poche che non lo erano leggevano soltanto settimanali e riviste di mod
a
.
Alcune ragazze di origine borghese intendevano prendere una
laurea
, ma non erano mai benvolute alle
università
. Non erano benviste neppure le
lavoratrici
, per cui le donne si limitavano ad essere
lavoratrici
,
casalinghe
e
mogli
.
Prima dei
Conflitti Mondiali
il lavoro femminile era
sminuito
: si pensava anche che le donne dovessero cedere il proprio posto agli
uomini disoccupati
.
Le cose cambiarono radicalmente con l'
arrivo delle Guerra
.
Il matrimonio
Tutte le donne aspiravano al
matrimonio
, che era per loro la
massima ambizione possibile
. Se una donna non riusciva a sposarsi prima dei
25 anni
diventava una zitella.
Dopo i matrimonio ogni unione doveva dare luogo a
numerosi figli
, come minimo quattro.
I parti avvenivano nelle case,
perciò molti
bambini morivano
.
Cosa serviva per il matrimonio?
Quando le truppe Alleate entrarono ed occuparono la Germania nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale, furono commessi diversi
stupri di massa
durante le ultime operazioni militari e nei seguenti anni di occupazione. Molto note e numerose furono le violenze commesse dall'
Armata Rossa
, il cui numero si aggira tra le centinaia di migliaia e i due milioni.
Le donne necessitavano di una dote e d un buon corredo, perciò spesso le figlie di famiglie povere erano la causa della rovina della famiglia, quindi spesso le loro nascite non erano ben' accette.
L'ordine gerarchico
Nel
dicembre del 1941
, dopo l’attacco giapponese di
Pearl Harbor
, gran parte degli americani
partirono per la Guerra
, lasciando le aziende (soprattutto industrie belliche) senza manodopera; dopo una prima restistenza da parte dell'opinione pubblica,
le donne presero il posto degli uomini
.
Nel 1943 le donne impiegate nelle fabbriche di costruzione degli aeroplani erano circa
75 mila
, la maggior parte delle donne però continuò a occupare ruoli più tradizionali e a preferire l’
incarico di impiegate
, perché comportava
orari e condizioni di lavoro meno pesanti
che nelle fabbriche.
Secondo le regole dell'epoca le donne dovevano avere degli
obblighi
in base al loro stato sociale. Le signore dovevano
portare il cappello
mentre le domestiche no; nei giorni di festa si indossavano
vestiti nuovi
; le ragazze per bene uscivano soltanto se
accompagnate
, indossavano il
grembiule
a scuola e portavano le
trecce
e le
calze
con l'elastico sopra il ginocchio; le ragazze
obbedivano
ai genitori e agli insegnanti, le mogli ai mariti e gli uomini ai loro capi. I datori di lavoro
comandavano
non consentendo scioperi ai loro lavoratori e tutti
obbedivano al Duce
.
Marina Raskova
Stupri di Berlino
Le donne durante la guerra
Rosie the Riveter (tradotto: Rosie la Rivettatrice) è un'icona culturale degli Stati Uniti, che rappresenta le donne americane che lavoravano nelle fabbriche durante la seconda guerra mondiale.
Molte delle quali erano impiegate in stabilimenti che producevano munizioni e rifornimenti di guerra, spesso sostituendo gli uomini impegnati nell'esercito. Rosie the Riveter è comunemente usata come simbolo del femminismo e del potere economico delle donne.
Nel gennaio del
1941
le donne provarono per la prima volta l'emozione di poter firmare le pagelle dei figli, a
marzo
incominciarono ad essere assunte con un
contratto a termine
che sarebbe scaduto alla fine dellla guerra. Iniziarono le assunzioni alla
Fiat
e nelle altre fabbriche e per la prima volta una donna poteva
spendere
del denaro suo.
Realizzato da:
Beatrice Albertazzi
Marco De Cesare
Luca Di Candilo
Maria Drusiani
Sara Librio
Paolo Mangiacotti
Francesco Sturaro
Silvia Varesi
Letizia Verri
Classe 3C a.s.2013-14
Il Guercino - IC 9 BO

I nazisti si opposero al movimento femminista, sostenendo che era guidato dagli ebrei, che aveva un programma di sinistra che era una cosa negativa sia per gli uomini che per le donne. Il regime nazista sosteneva una società patriarcale in cui le donne tedesche avrebbero dovuto riconoscere che "il loro mondo è il marito, la famiglia, i bambini e la casa". Hitler sosteneva che il fatto che le donne avessero preso importanti posti di lavoro agli uomini durante la grande depressione era stato un danno per le famiglie. Successivamente le donne ennero educate alla guerra per far fronte alle numerose sconfitte subite dallo stato tedesco.


I razionamenti
Durante il periodo i guerra era neccessario
razionare il cibo
, per questo viene creata la
tessera

annonaria
, con la quale era possibile acquistare cibo in quantità diverse a seconda del proprio stato.
A seguito del razionamento di
carne e pasta,
1942
,venne razionato
il
pane
e il terrore si diffuse tra la
popolazione e perciò nacque in
modo illegale la
borsa

nera
.
WAVES era l'acronimo del Women Accepted for Volunteer Emergency Service, fu una divisione dell'U.S. Navy composta interamente da donne.
Le donne Inglesi
L'enorme numero di uomini sotto le armi costrinse tutte le nazioni belligeranti a sostituire i lavoratori maschi con ragazze e donne. In Inghilterra il
lavoro femminile
fu largamente impiegato in
lavori pericolosi
come quelli dell'industria degli esplosivi, o in mansioni tecnologicamente delicate come quelle dell'industria aereonautica.
Mary MacHarthur
La borsa nera
Mary Macarthur,
dirigente dei sindacati
, guidò la campagna per proteggere le donne obbligate a lavorare nell'industria delle munizioni. Mary Macarthur sottolineò con forza che la paga delle donne era in media meno della metà della paga degli uomini. Dopo molte discussioni si convenne di aumentare le paghe delle donne.
Le partigiane
La borsa nera nacque dalla
carenza di beni
e fu
creata dalle donne
.
I viveri venivano
portati nelle città
dalle donne che superavano con vari
trucchi
i controlli, ad esempio travestendoli da neonato; mentre a volte le cittadine andavano in
campagna
a
fare provviste.
Il caro-prezzi e le prime difficoltà
In Italia alcune donne di
famiglie antifasciste
cominciarono a entrare nella
resistenza
diventando
partigiane
e facevano delle
staffette per consegnare gli ordini
, i
manifestini
, i
pezzi di ricambio
delle radio e delle armi da un quartiere all'altro della città o dalle città alle campagne. Se ai posti di blocco venivano
scoperte
venivano
arrestate
,
torturate
e poi
fucilate
.
A mano a mano che
la guerra avanzava
diventava sempre più
difficile trasportare i viveri
, per questo i prezzi alla borsa nera
crescevano
e le razioni della
tessera annonaria
diminuivano.
comparsero le prime
donne
imprenditrici
che vendevano
lavori
fatti a maglia
, e furono quelle con
profitti maggiori
.
La ricerca del cibo
Dopo l'
8 settembre
del 1943, giorno dell'
armistizio italiano
, la situazione
diventò disperata. L'
SS
fucilavano civili
e organizzavano retate, i
partigiani
organizzavano attentati e il
coprifuoco
era per le cinque di pomeriggio.
Non c'era più
niente da mangiare
e l'attività principale delle donne diventa appunto la
ricerca del cibo
anche assaltando forni e cantine dei gerarchi nazisti, la parola
legalità
non aveva più senso.
Gli scioperi e la "guerriglia urbana"
Mentre nel nord le
partigiane
combattevano
una guerra fatta di
agguati
e
fughe
disperate
, le operaie ne combattevano
un'altra fatta di
scioperi
e
manifestazioni
di protesta
. Era una guerra per la
distribuzione
regolare delle
razioni
, l'obbiettivo era una manciata di riso o di zucchero.
Questa forma di
guerriglia urbana
cominciava nelle
code per acquistare gli alimenti
e a volte si riuscivano ad organizzare anche
azioni concrete
perché le SS non riuscivano più a mantenere l'ordine.
La delusione
L'
1 maggio 1945
l'Italia del nord venne
liberata
, ma per le donne partigiane segnò l'inizio del
ritorno al passato
: basti pensare che si voleva che le partigiane sfilassero perché si credeva che la loro presenza potesse
scandalizzare
la gente comune.
Full transcript