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LA SETE NEL MONDO

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by

Elena Fusco

on 13 December 2016

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Transcript of LA SETE NEL MONDO

Il mondo ha sete:
8 milioni i morti all'anno
LA SETE NEL MONDO
L'acqua è il principale costituente del nostro corpo.
Basti pensare che, alla nascita, l'80% del nostro peso è composto di acqua, per cui è impossibile
non capirne l'importanza.
Molto spesso ci ammaliamo e invecchiamo proprio perchè la percentuale di acqua del nostro corpo diminuisce; infatti, nelle persone anziane la sua presenza si riduce al 50%; quindi è importantissimo, per la nostra salute, bere molta acqua e
di ottima qualità.
L'acqua ha un impatto fondamentale nella nostra vita, nella capacità che ha il nostro corpo di resistere alle minacce interne ed esterne per evitare le malattie.
L'acqua è, quindi, fondamentale per permettere al nostro corpo di funzionare in modo ottimale e difendersi.
L'acqua per l'uomo
L'IMPORTANZA DELL'ACQUA, L'ORO BLU
L'acqua è un composto chimico chiamato H2O, in cui i due atomi di idrogeno sono legati all'atomo di ossigeno. È costituito da un liquido incolore e insapore e da un gas incolore, detto vapore acqueo. Si presenta allo stato solido, detto ghiaccio, nel caso in cui la temperatura sia uguale o inferiore alla temperatura di congelamento.
Nel 2030 quasi metà della popolazione mondiale, oltre 3 miliardi di persone, potrebbe rimanere senz’acqua, ma già oggi si contano 8 milioni di morti l’anno, causati proprio dalla siccità e dalle malattie legate alla mancanza di servizi igienico-sanitari e di acqua potabile. Secondo alcuni dati dell’Onu, 3.900 bambini muoiono per questa ragione ogni giorno.
I morti causati dall'assenza d'acqua
La zona più esposta rimane l’Africa: fino a 250 milioni di persone coinvolte e seri rischi per l’area sub-sahariana. Il Medio Oriente e gli Emirati Arabi sono le zone al limite delle risorse idriche a livello mondiale. Dalle previsioni, la popolazione mondiale, ora a 6,6 miliardi di persone, crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050 comportando un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all’anno. Secondo i dati Onu, più di un miliardo e 200 milioni di persone non hanno accesso sufficiente a fonti di acqua pulita e quasi altri due miliardi vivono senza servizi igienici. Alla mancanza d’acqua si aggiunge il problema di quella sporca, malata, che fa ogni anno nel mondo oltre 1,6 milioni di morti: il 90% delle vittime sono bambini sotto i 5 anni, la maggior parte nei Paesi in via di sviluppo.
Il fabbisogno minimo
Senza acqua non si può vivere oltre una settimana: il fabbisogno minimo biologico pro-capite per la sopravvivenza umana è di 5 litri nelle 24 ore, ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per poter parlare di condizioni accettabili di vita, occorrono non meno di 50 litri d’acqua al giorno per ogni essere umano, al di sotto la situazione è di sofferenza. "L’acqua è fonte di vita e rappresenta il nesso che lega tutti gli esseri viventi su questo pianeta" ha osservato il diplomatico sudcoreano Ban Ki Moon nel messaggio inviato in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua.
Numerose sono state e sono ancora oggi le guerre per l’acqua che sono scoppiate in vari paesi del mondo. La risorsa idrica sta sempre più assumendo, nel corso degli anni, una valenza politica che le ha valso il soprannome di oro blu.
Un esempio su tutti è il Sudan: questo paese si contende con l’Uganda l’utilizzo delle acque del Nilo, causando contrasti elevati. All’interno, invece, una guerriglia tra governo islamico e ribelli del sud di religione cristiana e animista devasta il paese da anni, utilizzando il conteso dominio sulle risorse idriche come vera e propria arma.
Nemmeno l’opulento Occidente, tuttavia, è alieno al problema se è vero che il fiume Colorado è causa di tensioni ormai decennali fra USA e Messico.
Guerre per l'acqua
Curiosità
prof, puzza
A causa di acqua contaminata, infatti, hanno facile diffusione le malattie gastro-intestinali, come la diarrea, che mietono costantemente vittime. Per non parlare di malanni, come la malaria, dovuti a punture di insetti che vivono in acque non bonificate. O dell’igiene insufficiente, dovuta non a una questione culturale, ma alla scarsità d’acqua o alla presenza di acqua inquinata. La realtà, già di per sé dura, colpisce ancora di più se si pensa che questo alto tasso di mortalità riguarda soprattutto i più piccoli, ovvero i bambini sotto i cinque anni. A tutto ciò si aggiunge la mancanza di vaccinazioni contro alcune malattie mortali, ma prevenibili e potenzialmente curabili, come la malaria, e la resistenza sempre più elevata di batteri e parassiti alle medicine.
Numerose sono le associazioni no profit che si occupano del problema dell’acqua a cui è possibile offrire il proprio contributo. A titolo di esempio citiamo AMREF, un’organizzazione operante in Africa che si occupa delle problematiche del continente nero e che da tempo porta avanti una campagna di sensibilizzazione sull’acqua e un progetto di aiuto concreto, dal titolo “AMREF porta l’acqua”, che promuove la costruzione di pozzi e di acquedotti.
Che cosa si può fare
Si calcola che un contadino africano abbia a disposizione 20 litri di acqua al giorno. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che il fabbisogno minimo per ognuno è di 50 litri di acqua al giorno. Soltanto in Italia, tuttavia, ogni cittadino consuma una media 10 volte superiore al fabbisogno minimo indicato dall’OMS.
I numeri parlano da soli.
Occorre certamente cominciare da una maggiore consapevolezza e da un minor spreco: a livello personale, agricolo e industriale. Ridurre gli sprechi e limitare l’inquinamento delle acque rappresenterebbe già un buon inizio; unito a un’educazione all’igiene e a un miglioramento delle tecniche di irrigazione in molte parti del mondo.
La disidratazione è pericolosa per svariati motivi: innanzitutto in un corpo disidratato il meccanismo della sudorazione viene bloccato, in modo da risparmiare la poca acqua rimasta nell'organismo. La mancata secrezione di sudore causa un notevole surriscaldamento organico, con ripercussioni negative sul centro termoregolatorio ipotalamico. Inoltre, in un organismo disidratato si riduce la volemia, per cui il sangue circola con maggior difficoltà nei vasi, il cuore si affatica e può insorgere, nei casi estremi, il collasso cardiocircolatorio.
La disidratazione
Negli adulti e negli anziani la pelle si presenta più secca e meno elastica, i tessuti sono meno lisci e tesi, il segno di una pressione esercitata dal pollice sulla pelle rimane più visibile a lungo. L’età biologica della pelle di tutto l’organismo si determina facilmente dal suo stato di idratazione. Anche le ossa contengono acqua anche se in misura molto minore rispetto ai tessuti molli. Dal 40% al 50% della nostra acqua corporea è contenuta all’interno delle cellule e costituisce il cosiddetto liquido intracellulare. Il 20% restante si trova negli interstizi tra le cellule: è il liquido extracellulare.
L'acqua ci aiuta a digerire e assorbire il cibo, regola la temperatura corporea, elimina le tossine ed i rifiuti tossici , il grasso che si sta bruciando, fa circolare il sangue, protegge i tessuti, organi e articolazioni e trasporta sostanze nutritive e ossigeno alle nostre cellule.
La disidratazione o la mancanza di acqua peggiora molti disturbi comuni tra cui mal di testa, affaticamento, allergie e dolori muscolari.
Un corpo ben idratato soffre raramente di questi disturbi.
Le persone che sono cronicamente disidratate spesso soffrono di numerose malattie a causa del fatto che, senz'acqua, le tossine non possono essere facilmente eliminate dal corpo.
L'acqua è anche una parte importante per la perdita di peso poiché non ha calorie, ma può dare la sensazione di sazietà e aiuta il corpo a metabolizzare il grasso accumulato.
Bere più acqua aiuta anche con il gonfiore, stimolando i reni.
Quando l'acqua non viene consumata a sufficienza, un corpo ha spesso scarso tono muscolare.
Non solo l'uomo ha sete!
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Sono 7 i Paesi in cui oggi stiamo assistendo ai più gravi episodi di siccità sulla faccia della Terra. Lo stress idrico è sempre più grave, in seguito a numerosi fattori: la bomba demografica, che dovrebbe detonare attorno al 2050, il riscaldamento globale, il consumo smodato delle risorse ad opera dell’industria più energivora, l’agricoltura intensiva e l’allevamento degli animali. La società umana, specialmente in Occidente, sta vivendo ampiamente al di là delle possibilità fisiche del pianeta. E le crepe di un sistema predatorio e autodistruttivo si allargano giorno dopo giorno. L’acqua sarà il problema del 2015, dicevano qualche mese fa dal World Economic Forum. Ecco nel mondo come il problema si sta aggravando:

Canguri assetati

In Australia la siccità è iniziata addirittura nel 1995, proseguendo fino a fine 2009. I bacini idrici sono calati drasticamente, così come la produzione agricola e l’uso delle acque industriali. Alcune città, tra cui Melbourne, Sydney e Perth, hanno promosso la costruzione di impianti di dissalazione, mentre altre aree hanno investito in progetti di riciclaggio delle acque reflue. Tra il 2001 e il 2012, il governo federale ha dovuto assistere gli agricoltori e le piccole imprese colpiti dalla crisi con 4.5 miliardi dollari. Nel 2011, poi, è tornata l’acqua. Troppa acqua. Un alluvione ha allagato una zona pari alla superficie di Francia e Germania insieme, provocando danni per 10 miliardi di dollari.
I
n Spagna l’acqua arriva via nave
La siccità in Catalogna è divenuta tanto grave nel 2008 che la Spagna ha dovuto iniziare ad importare acqua via nave dalla Francia. Nel Paese, circa il 70% è destinato all’agricoltura, gran parte del quale finisce sprecato a causa di sistemi di irrigazione obsoleti.
Il lato oscuro del boom cinese
Gran parte del nord della Cina è relativamente arido. Ma è anche tradizionalmente terra in cui si produce una notevole quantità di grano e di altri cereali, grazie all’irrigazione “naturale” delle alluvioni. Un sistema inefficiente, cui si aggiunge l’uso intensivo di acqua da parte dell’industria energetica.
L’acqua è oggi uno dei primi problemi di politica pubblica della Cina, e il governo centrale ha recentemente lanciato le “tre red lines” per migliorare l’efficienza e mettere un tetto al consumo. Eppure non è chiaro se queste politiche saranno sufficienti per superare le sfide idriche del Paese.
L’incubo della Mesopotamia
Dal 2006 al 2011 la Siria ha patito la peggiore siccità della sua storia, con una disintegrazione del settore agricolo. Dati satellitari della NASA hanno rivelato un allarmante tasso di calo della portata nei bacini idrografici del Tigri e dell’Eufrate. In quegli anni, la velocità con cui scendeva la quantità d’acqua nei bacini sotterranei era seconda soltanto a quella dell’India. Lo stress idrico ha contribuito a un’ondata migratoria, che ha causato una crescita ulteriore della disoccupazione urbana, disuguaglianze economiche e insicurezza alimentare per più di un milione di persone, con successive tensioni sociali.
Il Brasile non balla più
Le aree del sud-est brasiliano, tra le città di San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte, stanno lottando con la peggiore siccità degli ultimi 84 anni. 40 milioni di persone rischiano di restare senza la risorsa primaria, con conseguenze devastanti anche per l’economia. I serbatoi che forniscono acqua a queste città sono a livelli pericolosamente bassi. Non solo, ma anche altamente inquinati. La politica ha tentato prima di ignorare il problema, poi, una volta costretta a farci i conti, si è trovata impreparata. La sfiducia e la tensione crescono anche qui.
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