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L'alimentazione del soldato (tesi)

Come si aalimentavano i soldati durante la prima guerra mondiale
by

Mattia Alverà

on 18 June 2013

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Transcript of L'alimentazione del soldato (tesi)

L'alimentazione...
Una piccola introduzione
La vita del soldato
La prima guerra mondiale è considerata una guerra moderna e tecnologicamente avanzata. Il settore di ricerca raggiunse livelli impensabili nel giro di pochi anni e non solo le armi si svilupparono.
...del
La prima guerra mondiale è il nome dato al grande conflitto che coinvolse quasi tutte le grandi potenze mondiali, e molte di quelle minori, tra l'estate del 1914 e la fine del 1918.
La prima guerra mondiale cominciò il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914
La guerra si concluse definitivamente l'11 novembre 1918, quando la Germania, ultima degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l'armistizio con le forze nemiche. Alla fine del conflitto, i maggiori imperi esistenti al mondo -tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo - cessarono di esistere.
Alimentazione scorretta
Alimentazione teorica
Alimentazione reale
Alimentazione di un adulto
La dieta per un adulto normopeso dipende molto dal proprio F.E. Ogni essere umano deve assumere una quantità specifica di principi nutritivi al giorno.
Per un soldato in trincea
il F.E. è di 5000 Kcal circa, le quali dovevano essere assunte con un rancio di 4000 Kcal costituito da 750 gr di pane, 375 di carne, 200 di pasta
Nel dicembre 1916 la razione diminuì per i problemi alimentari di cui soffriva l'Italia, passando a 3000 Kcal, cioè 600 gr di pane e 250 di carne, spesso sostituita da pesce poiché la carne bovina era in larga parte di importazione.
Le razioni erano di tre tipi e variavano da fronte a retrovia, dove si consumava la razione territoriale modificata, che contemplava meno calorie, mentre al fronte veniva distribuita la razione normale di guerra e quella invernale.
Il fabbisogno energetico corrisponde alla quantità di calorie (Cal) o chilo calorie (Kcal) necessarie per mantenere bilanciato il rapporto tra le entrate e le uscite di energia del nostro corpo e che permette di mantenere inalterato il nostro peso corporeo.
Il Fabbisogno Energetico
Nulla ci fu di più tremendo, per i fanti del primo conflitto mondiale, della macabra estetica della guerra di trincea.
Andare avanti significava morire, ma anche tornare indietro! A decine venivano infatti fucilati sommariamente, senza processo, per vigliaccheria o per ammutinamento
Le truppe al fronte si trovavano a convivere continuamente con lo spettro della morte, mentre nelle interminabili ed estenuanti ore di ozio, cercavano di ricreare, nei limiti del possibile, le normali attività della vita quotidiana.
Quel macabro sibilo del fischietto degli ufficiali, che ordinava l’assalto alle linee nemiche,diventava metafora di morte.
“Nel breve spazio fra le due trincee si ammucchiavano una decina di cadaveri, la maggior parte austriaci, caduti in un tentativo di attacco. Impossibile seppellirli. La vicinanza della linea l'impediva. E neppure un armistizio, invocato più volte tra gli scambi d'ingiurie delle sentinelle, non fu mai concluso”. ( Michele Campana Un anno sul Pasubio).
La cucina in trincea
La scarsa qualità della cucina era dovuta alla scelta di cucinare i pasti nelle retrovie per poi trasportarli durante la notte verso le linee avanzate. Così facendo, la pasta o il riso contenuti nelle grandi casseruole arrivavano in trincea come blocchi collosi. Il brodo si raffreddava e spesso si trasformava in gelatina, mentre la carne ed il pane, una volta giunti a destinazione, erano duri come pietre. Scaldare il pasto una seconda volta non faceva che peggiorare la situazione, rendendo il cibo immangiabile.
Giuseppe Ungaretti
Allegria di naufragi

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
Un poeta importante per capire la vita in guerra
Ungaretti partecipò alla campagna interventista, per poi arruolarsi volontario, quando il 24 maggio 1915 l'Italia entrò in guerra. Combatté sul Carso e in seguito a questa esperienza scrisse le sue poesie.
Porto sepolto è la raccolta dedicata interamente alla guerra da parte di Ungaretti. Il poeta inizia a descrivere la guerra fin dal suo primo giorno: è un poeta in trincea. Egli non scrive per sentirsi scrittore, anzi, prova un senso di uguaglianza con gli altri soldati, amici e nemici, e rifiuta qualsiasi "odioso privilegio".
Soldati

Commento
Anche se la poesia è breve, Ungaretti riesce ad esprimere la condizione del soldato. Egli paragona infatti il soldato ad una foglia d'albero in autunno: basta un soffio di vento per far cadere la foglia, così come basta un sol colpo di fucile a far cadere un soldato.


Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Veglia
Cima Quattro il 23 dicembre 1915


Commento
"Non sono mai stato tanto attaccato alla vita": vi è dello stupore da parte del poeta per questa istintiva reazione che lo porta a sentirsi tanto legato alla vita nonostante sia così vicina alla morte. La constatazione è messa in rilievo dalla pausa che stacca gli ultimi tre versi dal resto della poesia e dalla rima "mai stato/attaccato".
Come questa pietra del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
Così totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo

Commento
Sono una creatura è caratterizzata da brevità, istantaneità, spezzato ritmico che isola le parole, e soprattutto dall’analogia, un espediente retorico tipico della poesia simbolista. La brevità mira ad ottenere il massimo dell'espressività utilizzando meno parole possibili; l’anafora è fondamentale a questo scopo. Come in tutte le poesie contenute nella raccolta Allegria di naufragi, la punteggiatura è assente.
Sono una creatura
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato.
Commento
In particolare, San Martino del Carso tratta degli effetti devastanti della guerra, che non risparmia nulla, dello strazio che la morte porta nel mondo e nel cuore del poeta. All’inizio prevale l’immagine della distruzione del paese, ormai fatto solo di macerie di rovine; poi, il poeta si focalizza maggiormente sul proprio stato d’animo: Ungaretti trova una forte analogia tra le immagini del mondo esterno e il sentimento interiore del suo cuore. La condizione del paese devastato è, infatti, del tutto analoga a quella del cuore del poeta, come confermano i due versi finali. La struttura del componimento è circolare: l’immagine finale del cuore straziato richiama quella iniziale del “brandello di muro”, così come si richiamano a vicenda le “case” del primo verso e il “paese” dell’ultimo. Il ricordo degli amici scomparsi è presente e vivo nel cuore del poeta e vi rimarrà per sempre: le croci non evocano solo l’immagine di un cimitero, ma anche quella della passione di Cristo.
San Martino del Carso
Spero sia stata una bella visione arrivederci
Sitografia
http://www.fareletteratura.it/
https://it.wikipedia.org
http://digilander.libero.it/fiammecremisi/eramoderna/razioneoggi.htm
http://www.internetculturale.it/
http://www.leonardodavinciaq.it/
http://cronologia.leonardo.it/
http://digilander.libero.it/fiammecremisi/eramoderna/razioneoggi.htm
You Tube
Ma non solo poeti anche cantautori hanno detto la loro
Fabrizio De Andrè- La guerra di Piero
INDICE:
1-Introduzione prima guerra mondiale
2-Alimentazione del soldato
3-Cucina nella prima guerra mondiale
4-La vita del soldato
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