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LUIGI PIRANDELLO

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by

Elisa Oliverio

on 15 December 2015

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Transcript of LUIGI PIRANDELLO

lUIGI PIRANDELLO
1867-1936
vITA E OPERE
Luigi Pirandello nasce il
28 giugno del 1867 ad Agrigento
: si iscriverà alla Facoltà di Lettere, prima a Palermo, poi, dal 1887, a Roma. Il percorso di studi viene poi completato (a causa di contrasti con il rettore dell’ateneo) a Bonn, dove Pirandello discute nel 1891 una tesi di laurea sul dialetto agrigentino. Il ritorno a Roma, coincide per lo scrittore con l’inizio della vita borghese (nel 1893 sposa Maria Antonietta Portulano e nel 1897 diventa insegnante di lettere) e della professione letteraria: dopo le prime raccolte in versi (ispirate ai poeti dell’Ottocento romantico), l’autore lavora ai primi romanzi e alle prime raccolte di novelle, e collabora con diversi giornali e riviste.
" Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così" (da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886)

Gli anni della Guerra Mondiale
sono invece quelli che aprono la grande carriera teatrale: già nel 1910 Pirandello ricava da una sua novella l’atto unico
Lumìe di

Sicilia
, cui seguono, nel 1916,
Se non è così
(prima commedia dello scrittore siciliano) e
Pensaci, Giacomino!
, sempre tratto da un altro racconto. L’anno successivo è quello dei testi in siciliano, e poi ritradotti in lingua “ufficiale”:
Liolà, Il berretto a sonagli
e
La giara
, e soprattutto di
Così è (se vi pare)
e de
Il piacere dell’onestà
. Se il primo successo di pubblico e di critica è
Come prima, meglio di prima
, nel 1921 escono i due “capolavori” pirandelliani: i
Sei personaggi in cerca di autore,
dopo una “prima” assai deludente a Roma, conquistano il pubblico milanese e inaugurano, abolendo di fatto la “quarta parete” e con essa l’illusione scenica, la fase metateatrale dell'autore siciliano (cioè la serie di opere che "smontano" le convenzioni della rappresentazione teatrale, e quella parete immaginaria ed invisibile tra il palco e la platea), mentre l
’Enrico IV
sviluppa ulteriormente l’analisi pirandelliana sulla multiforme ed inconoscibile personalità umana. I testi successivi (tra gli altri:
L’uomo dal fiore in bocca,

Ciascuno a suo modo, L’altro figlio
) confermano il successo delle prove precedenti e precedono la pubblicazione, nel 1926, dell’altro celebre romanzo dello scrittore agrigentino
, Uno, nessuno e centomila
, in lavorazione sin dal 1909. In mezzo, la discussa adesione di Pirandello al Partito Nazionale Fascista (nel 1924, poco dopo il delitto Matteotti...) e la fondazione del Teatro d’Arte di Roma con Massimo Bontempelli, Alberto Savinio e Giuseppe Prezzolini.

Dal 1928, con
La nuova colonia
, si entra nell’ultima fase - detta dei “miti” - del teatro pirandelliano, che sviluppa ora la propria riflessione sull’uomo moderno ricorrendo agli strumenti del fantastico, come dimostrano
Lazzaro
(1928) e l'incompiuto
I giganti della montagna.
Gli ultimi anni vedono Pirandello celebrato dalle istituzioni (nel 1929 entra nell’Accademia d’Italia, occasione in cui tiene un discorso polemico contro gli “scrittori di parole”, e nel
1934 riceve il premio Nobel per la letteratura)
ma anche progressivamente isolato nel mondo culturale del tempo. Questa sera si recita a soggetto è un insuccesso, mentre
La favola del figlio
è censurata dalle autorità naziste in Germania per motivi politici. Appassionatosi di cinema negli ultimi anni, collaborando pure alla riduzione filmica di alcune sue opere, Pirandello si ammala di polmonite sul set de Il fu Mattia Pascal, e
muore il 10 dicembre 1936 a Roma.
Le opere principali
LA GIARA
L’evento cruciale dell’esistenza dello scrittore cade nel 1903: una frana allaga la zolfara di famiglia presso Aragona ed incide assai pesantemente sulla finanze dei Pirandello ma soprattutto sulla psiche di Maria Antonietta, che non si riprenderà mai dallo shock e che cadrà da qui in poi in una grave forma di malattia mentale. È proprio in questo periodo che lo scrittore lavora al primo capolavoro:
Il fu Mattia Pascal
viene infatti
pubblicato a puntate sulla «Nuova Antologia» l’anno successivo.
La stesura di novelle (grazie alle quali Pirandello riesce a provvedere alle precarie sorti familiari e dalle quali trarrà poi non poche opere teatrali) si intreccia d'ora in poi con la scrittura romanzesca: nel 1909 viene pubblicata la prima versione del romanzo “storico”
I vecchi e i giovani
(completato poi nel 1913), l’anno successivo esce
Suo marito
(poi ripubblicato postumo con il titolo Giustino Roncella nato Boggiòlo) e nel 1915 è la volta di
Si gira.
.., che nel 1925, dopo una nuova stesura, rivedra la luce come i Quaderni di Serafino Gubbio operatore. Ma soprattutto nel 1908, per concorrere ad una cattedra universitaria, Pirandello pubblica due saggi capitali per definire la propria poetica; oltre ad Arte e scienza è
L’umorismo
il testo fondamentale con cui l'autore presenta la propria visione del mondo pirandelliano
Le NOVELLE PER UN ANNO
Luigi Pirandello, cominciò molto presto a scrivere racconti: già nel 1884, quando l'autore diciassettenne, uscì su un periodico il suo primo, breve bozzetto siciliano, Capannetta; l'ultima novella, Effetti d'un sogno interrotto, uscì sul Corriere della Sera nel dicembre 1936, due giorni prima che Pirandello morisse.
Scrisse in tutto 246 racconti, via via pubblicati su periodici e giornali diversi (preferibilmente dal 1909 in avanti sul Corriere della Sera). A un certo punto (1922) pensò di raccogliere quei racconti in un corpus unitario, che titolò Novelle per un anno.
Il titolo ci rivela l'intento di Pirandello di scrivere 365 novelle, una per ogni giorno dell'anno, suddividendole in 24 volumi: uno schema di sintesi che derivava dalle grandi raccolte medievali e che voleva suggerire l'idea di una perpetua narrabilità della vita umana. Questo progetto non fu realizzato; il crescente successo dei suoi lavori teatrali orientò infatti Pirandello, dal 1916-17 in poi, a comporre prevalentemente per le scene teatrali.
Le caratteristiche più evidenti delle novelle di Pirandello sono la brevità della narrazione, il piglio incalzante, l'essenzialità. I suoi racconti, del resto, nascevano per essere pubblicati su giornali e riviste, una destinazione che esigeva forte concisione espressiva. Il genere stesso della novella richiede ai narratori di concentrarsi su un caso singolare, eccentrico, che attiri immediatamente l'attenzione.
Ecco perché Pirandello prediligeva in particolare il genere della novella.
Più ancora del romanzo, con la sua misura lunga e articolata, il racconto gli consentiva infatti di fotografare i tanti frammenti della vita, gesti e destini molteplici, spesso casuali e incoerenti.


La giara è una commedia in un atto unico del 1916 di Luigi Pirandello ripresa da una sua novella composta nel 1906 e pubblicata nella raccolta Novelle per un anno nel 1917.
La storia rappresentata ripercorre con umorismo molti dei temi cari allo scrittore agrigentino, tra cui la molteplicità dei punti di vista, l'ambiente siciliano e i conflitti interpersonali.
Si tratta di caratteristiche che ritroviamo nella rielaborazione in dialetto agrigentino operata da Pirandello nell'ottobre del 1916 per un breve adattamento teatrale in un atto unico che venne rappresentato per la prima volta in Roma al Teatro Nazionale il 9 luglio del 1917. Il pezzo ritornò sul palcoscenico a Roma in lingua italiana alcuni anni dopo (il 30 marzo del 1925)

il fu mattia pascal (the Late Mattia Pascal)
Il romanzo Il fu Mattia Pascal è una delle opere di Luigi Pirandello più conosciute e amate dal pubblico, ed una delle più rilevanti dell'intera produzione dello scrittore siciliano. Scritto nel 1904, il romanzo, come ci anticipa già il titolo stesso, ruota interamente attorno al tema, fondamentale in Pirandello, dell'identità individuale: quella di Mattia Pascal.

Il romanzo, scritto in prima persona, è infatti il racconto da parte del protagonista della propria vita e delle vicende che l'hanno portato ad essere il "fu" di se stesso.
Il fu Mattia Pascal parte da un episodio umoristico (“un caso [...] strano e diverso”) che ben illustra la poetica pirandelliana: un uomo - tale Mattia Pascal - è creduto morto da amici, familiari e compaesani e sfrutta questo equivoco per cominciare una nuova vita, sotto le mentite spoglie di Adriano Meis. Lo sgretolamento dell’identità individuale, centrale nella riflessione pirandelliana sia nei romanzi che nelle opere teatrali.




Iniziato già nel 1909, uscì solo nel 1926, prima sotto forma di romanzo a puntate edito in una rivista, e poi di volume. Questo romanzo, l'ultimo di Pirandello, riesce a sintetizzare il pensiero dell'autore nel modo più completo. L'autore stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo "più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita".

Il protagonista
Vitangelo Moscarda
, infatti, può essere considerato come uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, e sicuramente quello con maggior autoconsapevolezza. Dal punto di vista formale, stilistico, si può notare la forte inclinazione al monologo del soggetto, che molto spesso si rivolge al lettore ponendogli interrogativi e problemi in modo da coinvolgerlo direttamente nella vicenda.
Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita. Un giorno, tuttavia,
in seguito all'osservazione da parte della moglie la quale gli dice che il suo naso è leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa dalla sua; Moscarda si rende allora conto di non essere più lui, ma un altro, anzi, uno per ogni persona che incontra e per ogni azione che compie. Da quel momento l'obiettivo di Vitangelo sarà quello di scoprire chi è veramente lui. In un crescente bisogno di autenticità, Vitangelo compie atti del tutto inusuali agli occhi di chi lo conosceva prima della crisi: sfratta una famiglia per poi regalarle un appartamento nuovo; decide di liquidare la banca ereditata dal padre per riavere indietro i suoi risparmi; esplode improvvisamente dall’ira, pronunciando strani discorsi, sino a sembrare matto, tanto da far fuggire sua moglie
Decide quindi di cambiare vita anche a costo della propria rovina economica e contro il volere della moglie che nel frattempo è andata via di casa. In questo suo gesto c'è il desiderio di un'opera di carità ma anche quello di non essere considerato più dalla moglie come una marionetta. Anche Anna Rosa, un'amica di sua moglie che lui conosce poco, gli racconta di aver fatto di tutto per far intendere a sua moglie che Vitangelo non era lo sciocco che lei immaginava e che non c'era in lui il male.
Il protagonista arriverà alla follia in un ospizio, dove però si sentirà libero da ogni regola, in quanto le sue sensazioni lo porteranno a vedere il mondo da un'altra prospettiva.
Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita rinchiude, non basta cambiare nome: proprio perché la vita è una continua evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso.

uno nessuno centomila
PIRANDELLO E IL TEATRO
Trasposizione drammatica di una novella -TEATRO SICILIANO
(A' Giarra)
Pirandello e il fascismo
Caos e Ordine sono due parole chiave nella vita di Pirandello; aderisce al fascismo, inizialmente per una sua tensione mai soddisfatta dell'ordine,
ma non parteciperà mai a nessuna cerimonia pubblica del Regime.
LA POETICA DI PIRANDELLO
- UNO, NESSUNO, CENTOMILA

Verismo = Obiettività??
Certezza (UNO), Frantumazione (Centomila), Nullità (Nessuno)
Contrasti Pirandelliani
:
Verità/Falsità Saggezza/ Follia
Vicino/Lontano Realtà/ Finzione
Riso/Pianto
1) VERO/FALSO

Non è possibile conoscere la Verità
2) LA FILOSOFIA DEL LONTANO

Mattia Pascal: "Il fu Mattia Pascal"Impossibile scappare da se stessi
Belluca: "Il treno ha fischiato"

il Dott.Fileno: "La tragedia di un personaggio"
3)LA LUCIDA FOLLIA

Il folle è libero, puo' dire la verità
4) IL VOLTO E LA MASCHERA Realtà/Finzione

Toglierci la maschera, Vivere la nostra vita
5) L'UMORISMO

COMICIT`À e UMORISMO "La vecchia Signora"
Differenza tra AVVERTIMENTO del contrario e SENTIMENTO del contrario
6) MITO- SPIRITI DISPETTOSI- FEDE- DESTINO- ESSERE SUPERIORE

Il grande ulivo Saraceno
Argomenti principali:


Colui che levandosi la maschera non sa più chi è rispetto alla società stessa,subendo cosi una spersonalizzazione dell'Io...Eliminando alla fine...tutte le sue sfaccettature
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