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Henri Bergson e lo Spiritualismo

Una breve descrizione della sua vita e della sua filsofia.
by

Claire Fields

on 19 December 2012

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Transcript of Henri Bergson e lo Spiritualismo

Henri Bergson e lo Spiritualismo La filosofia di Bergson è l'espressione dello Spiritualismo francese contro il Positivismo e attinente alla Critica della scienza e al Pragmatismo. Il Tempo e la Coscienza L'evoluzione creatrice Lo slancio vitale Memoria e Ricordo Durata L'origine del tempo La dualità del Tempo Opere: LA VITA Nacque a Parigi il 18 ottobre 1859 proveniente da una famiglia ebraica di banchieri e commercianti.
Dopo gli studi alla scuola superiore si iscrisse
all'ècole Normal di Parigi, dove si laureò in
filosofia e matematica.
Insegnò in licei dal 1881 al 1898.
Due anni dopo fu nominato professore di filosofia al Collège de France. Pubblicò nel frattempo la sua tesi di dottorato: Saggio su dati immediati della coscienza ( no alla concezione del tempo in modo deterministico e positivista - concetto di Durata).
Tra le sue opere più importanti troviamo: Materia e Memoria (rapporto tra mente e corpo), Il riso ( le regole sul quale si fondano la commedia e il meccanicismo) e L'evoluzione creatrice (il problema dell'esistenza umana all'interno dell'evoluzione intesa come energia pura, libera
da implicazioni deterministiche e finalistiche). Nel 1914 divenne membro dell'Accademia
di Francia e nel 1921 lasciò l'incarico dei
professore per occuparsi di affari esteri,
politica, problemi morali e religiosi.
A partire dal 1925 si ammalò di reumatismi paralizzanti, a causa dei quali dovette abbandonare gradualmente alcuni dei suoi incarichi, ma pubblicò Le due Fonti della religione e della Morale
e Il Pensiero e il Movimento.
Nel 1927 fu insignito per il premio nobel
per la letteratura.
Il 4 gennaio del 1941 morì a Parigi. Bergson fa una distinzione, creando una dualità nella visione del Tempo:
Il Tempo della Scienza è quantitativo e omogeneo, reversibile, discontinuo; in più è astratto, esteriore
e spazializzato (collana di perle).
Il Tempo della Vita è qualitativo, irreversibile e continuo, in più è concreto, interiore (gomitolo o valanga - da un senso di conservazione e
creazione totale) Essa è il tempo della vita: questa è vista
come una corrente fluida dove non ci
sono tagli ne separazioni nette. In questo
flusso tutto è nuovo, perchè ogni momento - pur essendo il risultato di tutti i momenti antecedenti - è assolutamente nuovo rispetto a essi, e conservativo,
perchè non ci si può mai sbarazzare
del passato. Bergson considera la temporaneità dal punto
di vista psicologico (non più legato allo spazio come
i Positivisti).
Parte con un esperimento molto semplice: l'orologio.
L'orologio è composto di simultaneità, siamo noi che
con la coscienza facciamo sorgere il concetto di tempo.
Quindi senza la coscienza non c'è alcun tipo di tempo (entrambi i tempi definiti dallo stesso filosofo hanno
la stessa origine). La coscienza stessa viene intesa come conservazione integrale del passato e condizionamento del comportamento presente.
Si divide in memoria abitudine (rappresenta l’insieme delle azioni motorie che l’organismo compie per rispondere a determinati stimoli - l'io superficiale) e la memoria pura (coincide invece con il tempo della vita, comprendente tutte le diverse impressioni connesse a una data situazione - l'io profondo). E' la coscienza stessa, consiste nell'esigenza di creazione. Essa è una grande corrente libera che penetra nella materia tendando di dominarla.
Una forza a cui la stessa natura deve la vita.
Essa esclude sia l'idea di un disegno prestabilito e di un evoluzione non avvenuta per cause puramente meccaniche. Intelligenza: la facoltà di fabbricare strumenti artificiali e di variare la modalità di fabbricazione.( homo faber poi sapiens)
Istinto: la facoltà di utilizzare o costruire strumenti organizzati.
Queste sono tendenze diverse ma tra loro collegate e mai assolutamente separate.
Intuizione: l'istinto diventato disinteressato e consapevole di se stesso. Società chiuse: dove l'individuo è parte del tutto e il margine dato all'iniziativa è minimo; la morale dell'obbligo (immutabile) fondata su abitudini sociali che garantiscono solidità della comunità e vita; c'è una religione statica in cui, mediante i miti e le superstizione, l'uomo tenta di diendersi dai vari pericoli della vita.(reazione difensiva della natura contro l'intellgenza)
Società aperte: Lo sforzo creatore della vita prosegue alla ricerca di nuvo manifestazioni; La morale assoluta (in movimento e tende al progresso) guarda a tutta l'umanità; grazie la religione dinamica (misticismo) l'uomo si inserisce nello slancio creatore (Dio).
l'amore come energia creatrice più alta. Inoltre, sebbene desiderasse convertirsi al Cattolicesimo, vi rinunciò per solidarietà con gli ebrei verso i quali era cominciata in Germania la persecuzione nazista. Infatti, nel suo testamento, redatto nel 1937, il filosofo scriveva: "Le mie riflessioni mi hanno portato sempre più vicino al cattolicesimo dove vedo l'inveramento completo del giudaismo. Mi sarei convertito se non avessi visto prepararsi da anni l'immane ondata d'antisemitismo che s'infrangerà sul mondo. Ho voluto restare fra quelli che saranno domani perseguitati". Lo spiritualismo è contro essenzialmente al Positivismo, allo Scienticismo e al Materialismo.
Deriva dalla parola latina spiritus (soffio, aria).
Esalta la superiorità del pensiero e la visione della realtà nella sua essenza spirituale (l'uomo assume come oggetto d'indagine la sua interiorità).
Dove il compito della filosofia sta nella descrizione
e spiegazione dei dati della coscienza. Il ricordo-immagine è la materializzazione, operata dal cervello, di un evento passato (ricordo-immagine è solo una parte dell'intera memoria complessiva - pura).
La percezione agisce come un filtro
che seleziona i dati in vista delle
esigenze delle azioni. Bergson puntualizza:"Non si tratta di una facoltà, poichè una facoltà funziona in modo intermittente, quando vuole o quando può, mentre l'accumularsi del passato su se stesso prosegue senza tregua; anche se in realtà automaticamente". La vita è creazione e imprevidibilità per entrambi, però:
Uomo - non può vivere che una sola vita, quindi deve scegliere un destino.
Natura - non è costretta a ciò, essa non segue una linea di evoluzione unica e semplice. Essa è quindi unica e come la vita imprevedibile e libera. Uomo e Natura Chiara Prati 5B
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