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GUERRA IN RUANDA

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by

Luca maggioni

on 14 February 2014

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Transcript of GUERRA IN RUANDA

1990
1994
Oggi il continente africano è dilaniato da innumerevoli guerre che, nonostante la loro gravità, sono spesso dimenticate da mezzi d’informazione occidentale.
Esse scoppiano soprattutto per motivi economici, etnici, religiosi o per il predominio politico ed hanno spesso conseguenze devastanti: massacri civili e immensi flussi di profughi terrorizzati e affamati che cercano rifugio nei paesi vicini.

La guerra civile ruandese  vede contrapposte le
forze governative
del presidente Juvénal Habyarimana e i ribelli del  
RPF
e, dal punto di vista etnico, gli 
Hutu
 e i 
Tutsi
. Le ostilità cominciarono il 
2 ottobre 1990
 e terminarono definitivamente verso la fine del
1994
inizio guerra civile ruandese
fine guerra civile ruandese
Il 7 ottobre
 le forze governative diedero inizio alla controffensiva. I ribelli, che non erano preparati a un conflitto di lunga durata e non potevano affrontare le armi pesanti dell'esercito regolare in un conflitto convenzionale, iniziarono a ritirarsi.
Il 1º ottobre 1990
 cinquanta ribelli dell'RPF attraversarono il confine fra Uganda e Ruanda, uccidendo le guardie di frontiera e consentendo il successivo ingresso nel paese di un esercito di oltre
4000 Tutsi
.
Rinnovato l'assetto dell'RPF, Kagame, il leader dell’epoca, diede inizio a una nuova fase del conflitto, cercando di destabilizzare il governo con azioni di guerriglia.
Il primo obiettivo fu la città di la città di Ruhengeri
, che i ribelli presero il 23 gennaio 1991, razziandola per rifornirsi di armi e per liberare numerosi prigionieri politici, e che lasciarono per ritirarsi nelle foreste la sera stessa.
Verso la fine di ottobre
due leader dell'RPF furono arrestati dalle autorità ugandesi e successivamente
giustiziati
.
Allo stesso tempo, però,
cresceva il malcontento presso la popolazione Hutu
, che vedeva l'azione dell'RPF non come un tentativo di ristabilire i diritti dei Tutsi nel paese, bensì come un tentativo dei Tutsi di tornare alla loro antica posizione di supremazia.
Nei mesi successivi
sembrò che l'RPF e il governo potessero finalmente trovare un accordo
, convenendo col governo, tra l'altro, che l'RPF avrebbe avuto una propria rappresentanza diplomatica nel palazzo del Parlamento.
Nel luglio 1993
riprese l'azione diplomatica cominciata un anno prima ad Arusha, e alla quale contribuirono attivamente anche
Francia e Stati Uniti.
Due importanti incontri avvenuti in Ruanda il 
19 e il 25 luglio
 stabilirono le basi per una soluzione del conflitto, che fu firmata
il 4 agosto 1993
 ancora ad
Arusha
.
La risposta dell'RPF al genocidio aggravò ulteriormente
la catastrofe umanitaria
nel Ruanda.
L'FPR dei Tutsi
, guidato da Paul Kagame, prese il potere a luglio e nei mesi successivi si verifico' uno spaventoso esodo di massa degli Hutu, terrorizzati dalla sanguinosa vendetta operata nei loro confronti.
Circa 2 milioni di profughi
fuggirono verso l'allora Zaire, Tanzania e Burundi.
LA GUERRA CIVILE RUANDESE
Luca Maggioni,Daniele Fumi, Federico Pavone e Vito Verdina
monte_muhabura
LINK UTILE: http://www.dipity.com/daithi/Rwanda-Genocide/#
In Ruanda erano originariamente presenti tre gruppi etnici:

gli
Hutu
(
84
%), dediti prevalentemente all'agricoltura erano giunti dal Ciad e dall'Africa australe;

i
Tutsi
(
15
%), allevatori e pastori, giunti dall'Uganda e dall'Etiopia intorno al XV secolo; sono conosciuti anche con il nome di Watussi;

i
Twa
(
1
%), sono un popolo pigmeo e costituiscono gli abitanti originari del Ruanda; erano prevalentemente cacciatori e artigiani, e furono spesso alleati con i Tutsi.
Questi tre gruppi etnici
vivevano insieme da almeno 5 secoli
e condividevano la stessa lingua, religione e cultura.
La differenza tra Tutsi e Hutu
(le due principali etnie) era solo di clan o di stato sociale (i Tutsi solitamente erano piu' ricchi perche', essendo allevatori e pastori, possedevano il bestiame e le terre per il pascolo) e
non aveva nessuna connotazione razziale
: sebbene sia esistito un rapporto di subordinazione fra i due gruppi, Hutu e Tutsi hanno sempre svolto ruoli complementari.
Quando la regione del Ruanda-Burundi fu esplorata e colonizzata dai Tedeschi prima (dal 1895 al 1916) e dai Belgi poi (dal 1916 al 1962) le cose cambiarono.
Tedeschi e Belgi si appoggiarono all'etnia Tutsi
sottomettendo gli Hutu e i Twa.
I Tutsi, seppure minoritari, vennero integrati nell'amministrazione coloniale, come uomini di fiducia dei colonizzatori.
Iniziano cosi' già negli Anni '60 le persecuzioni razziste e le vendette contro i Tutsi
, che sfociano in sanguinosi scontri con decine di migliaia di morti e provocarono l'esodo di centinaia di migliaia di Tutsi verso i paesi confinanti (soprattutto verso Nord, in Uganda); persecuzioni che continueranno anche col regime di Juvenal Habyarimana, che sale al potere nel 1973 con un colpo di stato, promettendo progresso e riconciliazione.

Nel
1987
a seguito della diaspora dei Tutsi,
nasce il FPR (il Fronte Patriottico Ruandese)
con a capo Fred Rwigyema e Paul Kagame (l'attuale presidente),
con l'obiettivo di favorire il ritorno dei profughi in patria
, anche attraverso la conquista militare del potere.

La scelta di appoggiarsi all'etnia Tutsi
per lo sfruttamento coloniale
fu dettata principalmente dalla loro conformazione fisica
piu' vicina agli standard occidentali essendo i Tutsi alti, magri, dal viso allungato con lineamenti fini e dalla carnagione piu' chiara.

L'appoggio belga ai Tutsi termina negli anni '50, a seguito del malcontento provocato dallo sfruttamento coloniale, che porto' gli Hutu a ribellarsi ai Tutsi e i Tutsi a cercare l'indipendenza del Paese dal Belgio.
I colonizzatori scelsero allora di appoggiare la rivolta degli Hutu.
le origini storiche
del conflitto
La vendetta degli Hutu fu terribile
e si scatenò contro chiunque fosse considerato di origine di Tutsi. Il genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal
6 aprile
del luglio
del 1993
vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco e machete acquistati dalla China) una quantità di persone stimata tra
800.000 e 1.071.000.
Per assicurare l'effettivo adempimento degli accordi di Arusha, nell'ottobre del 1993
l'ONU organizzo' una missione di assistenza da inviare in Ruanda, l'UNAMIR
( United Nations Assistance Mission for Ruanda), che duro' sino a marzo del 1996.
Lo scopo dell'UNAMIR era quello di calmare le tensioni etniche nel paese tra gli Hutu, che governavano il paese, e la minoranza Tutsi, in gran parte raccolta nel Fronte Patriottico Ruandese (FPR).
Il 6 aprile 1994, l
'aereo presidenziale di Juvenal Habyarimana
(al potere con un governo dittatoriale dal 1973), di ritorno da Dar es Salaam, dove aveva concordato una nuova formazione ministeriale,
venne abbattuto
.
Il 7 aprile
a Kigali e nelle zone controllate dalle forze governative (FAR, Forze Armate Ruandesi), con il pretesto di una vendetta trasversale,
iniziano i massacri e l'eliminazione
fisica della popolazione tutsi e dell'opposizione democratica da parte della Guardia Presidenziale, dei miliziani dell'ex partito unico (Movimento Rivoluzionario Nazionale per lo sviluppo) e dei giovani Hutu.
Tutti gli hutu sono stati chiamati al genocidi
o: chi non partecipava al lavoro era considerato un nemico, e quindi andava eliminato.
20.000 circa sono considerati i pianificatori ;
250.000 circa i carnefici, gli autori diretti dei crimini.
Il 22 giugno
Francia, Gran Bretagna e Belgio inviarono truppe per la protezione e l'evacuazione dei PROPRI cittadini
. Salvati gli europei, la comunita' internazionale e l'ONU abbandonarono i ruandesi alla furia dei machete, mentre discutevano se si trattasse o meno di genocidio. L'intervento venne pero' utilizzato dagli autori dei massacri per proteggere la propria fuga dal paese.
Verso la fine di ottobre
1994 il genocidio si conclude
.
Per individuare e giudicare
i responsabili del genocidio,
nel novembre del 1994

il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha creato il TPIR (il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda), con sede ad Arusha, in Tanzania.
novembre
Intervista a un cooperante dell’Unicef in Ruanda
"Alla fine della guerra la maggior parte della popolazione era composta da ragazzi sotto i 17-18 anni questa fascia d'età costituiva quasi il 40% della popolazione questo perché i genitori erano stati uccisi"

"Mi trovavo nella città di Gisenyi sul lago Kivu al confine con il Congo"
"Molti ragazzi inoltre non erano totalmente sani di mente perché molto spesso avevano visto orribili violenze o avevano visto addirittura uccidere la propria famiglia.
Molti erano sopravissuti per pura fortuna o perchè erano diventati ragazzi soldato ."
"Anche dopo la guerra la pace non é stata subito ristabilita. I tribunali popolari si riunivano una volta a settimana e condannavano i colpevoli di atti commessi durante il genocidio. Gli accusati venivano condannati sulla testimonianza di una o due persone quindi spesso si trattava di vendette private"
"Ma adesso molte cose cambiate forse per sempre.
Una cosa concreta dà l'idea del
cambiamento: prima della guerra
su tutti i documenti di identità
era indicata l'etnia di appartenenza.
Adesso non vi è più scritto a che etnia si appartiene
ed è addirittura proibito parlare in pubblico di appartenenza etnica. Il Ruanda vuole davvero cambiare pagina."
"Mi trovavo in Ruanda perché lavoravo come volontario per Unicef ci occupavamo di aiutare i ragazzi poveri che abitavano nelle strade"
"Sono stato in Ruanda dal 1998 al 2000"
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