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Napoleone Buonaparte

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by

Emanuele Guido

on 15 September 2015

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Transcript of Napoleone Buonaparte

Napoleone Bonaparte
Carriera nell'esercito
1784 - fu ammesso alla Regia Scuola Militare, fondata da Luigi XV.
1785 - desideroso di abbandonare gli studi al più presto e dedicarsi alla carriera militare, passò in artiglieria dove ottenne la nomina a sottoluogotenente a soli 16 anni.
Il giovane Napoleone segretamente continuava a detestare la Francia e i francesi e a coltivare la causa dell'indipendenza della Corsica.
1789 - allo scoppio della rivoluzione, Napoleone ritornò spesso in Corsica unendosi al movimento rivoluzionario dell'isola rischiando di essere preso da disertore per i continui viaggi.
1793 - in Corsica infuriava la guerra civile e Napoleone torna ad Ajaccio a recuperare l'intera famiglia accusata di tradimento, portandola in salvo a Tolone.
1795 - fu nominato comandante della piazza di Parigi, ebbe un brillante successo e fu nominato generale del Corpo d'armata dell'Interno.
La campagna d'Italia
1796
sposò Giuseppina Tascher de La Pagerie, vedova di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione;
prese il comando della mal equipaggiata Armata d'Italia e diede il via a un'operazione militare che nei piani francesi, doveva essere semplicemente un diversivo e l'attacco all'Austria sarebbe dovuto avvenire dal Reno;
invece emersero il suo genio militare e politico: nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a battere ripetutamente le forze nemiche fino a sconfiggere i piemontesi, sbaragliare gli austriaci e occupare Milano.
ricevette pieni poteri sull'Armata d'Italia e si preparò a sconfiggere l'esercito austriaco riuscendoci seppur in difficoltà e ribaltando la situazione.
1797
Bonaparte conclude i preliminari di pace di Leoben;
costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (verde, bianco e rosso);
le forze austriache, temendo la marcia di Napoleone verso Vienna, accettarono una tregua con il trattato di Campoformio dove la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno.
Terminava con una secca sconfitta dell'Austria, la campagna d'Italia.
La campagna d'Egitto e di Siria
1798
il Direttorio francese, preoccupato per l'eccessiva popolarità e per il notevole prestigio di Bonaparte, gli affidò l'incarico di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India e quindi per danneggiarla economicamente.
Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno.
Schiacciò i mamelucchi, occupò il Cairo diventando padrone dell'Egitto, ma la flotta di Napoleone fu completamente distrutta dall'ammiraglio Horatio Nelson, bloccando a terra Napoleone.
Decise di recarsi in Siria, ma fu un fallimento.
Preoccupato dalle terribili notizie che giungevano dalla Francia, lascia il comando in Egitto e s'imbarcò in gran segreto per il rientro.
Piccolo di statura, molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurro, i capelli lunghi sulle spalle e il volto "sulfureo".
Il generale, cupo e spigoloso, descritto come "un matematico o un visionario" impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.
Dal 1810 l'aspetto fisico di Napoleone cambiò e la sua salute comincio a declinare; il trascorrere del tempo e l'enorme impegno di governo e amministrazione dell'Impero cominciarono a logorarlo;
Ben diverso, egli aumentò di peso, i capelli tagliati corti si diradarono, il viso si fece pieno e il colorito livido; i lineamenti si rilassarono.
Pur mantenendo nel complesso una grande lucidità intellettuale e una tenace risolutezza, egli episodicamente mostrò un decremento delle sue capacità di concentrazione e di decisione.
Disuria e gastralgia si fecero più frequenti.
Il Consolato
1799
Il suo rientro fu accompagnato dall'entusiasmo dell'intera Francia,
Si unì ai cospiratori decisi e con l'aiuto dei fratelli rovesciò il Direttorio.
Con una risoluzione fece trasferire le due Camere fuori Parigi e farsi nominare comandante di tutte le forze armate e Primo Console, superiore a qualsiasi altro potere dello Stato.
1800
I francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia e in Germania dagli austriaci e dai russi. La coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana, quella Romana e la Repubblica Cisalpina.
Egli prese il comando dell'Armata di riserva, cogliendo di sorpresa gli austriaci impegnati nell'assedio di Genova, riconquistò Milano e firmò i trattato di Lunéville, che riconfermava il trattato di Campoformio violato dagli austriaci.
1801
La lotta contro il Cattolicesimo si chiuse con un Concordato ratificato da papa Pio VII: il Cattolicesimo «religione dei francesi».
Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare: il popolo doveva rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente.
1802
Il consolato di Napoleone divenne «a vita» e venne proclamato Re d'Italia.
Con la pace di Amiens l'Inghilterra firmava la pace con la Francia e Napoleone ebbe l'appoggio dello zar di Russia Alessandro I.
Ristabilì, la schiavitù nelle colonie francesi e vendette una parte del Nord America agli Stati Uniti (Louisiana).
1804
per intimorire i Borbone, che complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare il duca di Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, lo accusò ingiustamente di cospirazione e lo fece fucilare.
L'Europa di Napoleone
1809
Napoleone affrontò la quinta coalizione, mostrando ancora una volta la sua netta superiorità di stratega, ottenne una serie di vittorie contro gli austriaci e occupò Vienna.
L'Austria subì pesanti condizioni di pace con il trattato di Schönbrunn:
1810
L'Europa era definitivamente ridisegnata: i territori francesi erano espansi e il resto degli Stati europei era o suo satellite o suo alleato.
Dopo la pace di Schönbrunn, Napoleone e l'austriaco Metternich si erano accordati per un matrimonio di Stato: divorziò da Giuseppina, moglie infedele ma amatissima, e sposò la figlia dell'imperatore d'Austria, Maria Luisa, nipote di Maria Antonietta, la regina decapitata durante la Rivoluzione francese.
La campagna di Russia
1810-1812
Lo zar, temeva l'egemonia napoleonica, rifiutò di collaborare al Blocco Continentale perché segretamente sperava di formare una nuova coalizione antifrancese.
Napoleone decise di fare una campagna decisiva contro la Russia.
I russi, timorosi di Napoleone, si ritirarono nel cuore della Russia.
Errori dei suoi luogotenenti, difficoltà del terreno e tattiche prudenti dei suoi avversari, resero lunghi i combattimenti, ma Napoleone li sconfisse ed entrò a Mosca stabilendosi nel Cremlino.
Lo zar rifiuto di venire a un accordo e Napoleone, temendo l'arrivo dell'inverno, diede ordine di cominciare la ritirata che fu rovinosa.
Le potenze europee, conscie dell'atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono una nuova coalizione.
L'abdicazione e l'esilio all'Elba
1812
Alla vittoriosa Russia si unirono la Prussia e la Gran Bretagna.
1813
Napoleone organizzò in fretta un nuovo esercito e sconfisse i prussiani.
L'Austria, non trovando accordi con Napoleone, si unì alla coalizione.
Nella decisiva battaglia di Lipsia, l'inesperienza dell'esercito francese, la defezione dei contingenti tedeschi e la superiorità numerica delle forze nemiche furono i fattori che determinarono la sconfitta di Napoleone.
L'esercito francese si ritirò, anche Olanda e Spagna erano perse.
Rientrato a Parigi, Napoleone subì l'insubordinazione di tutti i corpi politici: Camere, nuova nobiltà, il popolo, i marescialli dell'Impero.
A Natale la Francia veniva invasa dagli eserciti della coalizione.
1814
Napoleone si metteva al comando di un esercito di veterani e tenne testa al nemico. ma non potendo anticipare le truppe nemiche in marcia su Parigi e sapendo che i suoi luogotenenti lo avevano tradito, annunciò ufficialmente la sua intenzione di chiedere la pace.
Lo zar Alessandro I entra a Parigi.
Il nemico aveva rigettato l'offerta di pace con il ritorno ai confini naturali.
Lo zar gli impose l'abdicazione totale.
Napoleone ingerì una forte dose di veleno ma miracolosamente si salvò.
Fu esiliato all'isola d'Elba, dove il nemico gli riconobbe la sovranità sull'isola come principe e la conservazione del titolo di imperatore.
In esilio Napoleone non rimase inoperoso: costruì infrastrutture, miniere, strade, difese, mentre il Congresso di Vienna che doveva disegnare la nuova Europa della Restaurazione ipotizzava di esiliarlo nell'oceano.
1815
Napoleone riceveva segretamente notizie della situazione francese:
il nuovo sovrano, Luigi XVIII Borbone, era inviso alla popolazione,
i nemici erano decisi a trasferirlo lontano dall'Europa.
Napoleone lasciò l'Elba il 26 febbraio 1815 con una flotta di sette bastimenti e circa mille uomini al seguito, eludendo la sorveglianza della flotta inglese e sbarcando in Francia nel golfo di Cannes
La popolazione lo accolse con un entusiasmo sorprendente e gli eserciti inviatigli contro da Luigi, invece di fermarlo, si unirono a lui.
Riorganizzato rapidamente l'esercito, Napoleone chiese ai nemici nuovamente coalizzatisi la pace alla sola condizione di mantenere il trono di Francia: non venne ascoltato.
Napoleone fece la prima mossa entrando di sorpresa in Belgio, dove erano schierati l'esercito britannico e l'esercito prussiano.
Si arrivò allo sconro decisivo nella battaglia di Waterloo, dove le forze britanniche e quelle prussiane riuscirono a sconfiggere i francesi.
Impostagli dalla Camera la nuova abdicazione, le forze nemiche entrarono a Parigi e rimisero sul trono Luigi XVIII.
Napoleone si arrese agli inglesi con condizione di deportazione in Inghilterra o negli Stati Uniti, ove intendeva vivere soggetto al diritto comune e con lo status di privato cittadino.
I «Cento giorni»
L'esilio a Sant'Elena e la morte
1815
Invece Napoleone venne tratto in arresto e condotto a Sant'Elena, piccola isola nell'Oceano Atlantico dove rimase fino al decesso.
1821
I dolori allo stomaco di cui già soffriva, aumentati nel clima inospitale dell'isola e con il duro regime impostogli, lo uccisero il 5 maggio 1821.
Egli chiese di essere seppellito sulle sponde della Senna, ma fu invece seppellito a Sant'Elena come stabilito già l'anno prima dal governo inglese.
Il secondo funerale a Parigi
1830
Nove anni dopo la morte di Napoleone, il re Carlo X di Borbone fu costretto ad abdicare e la corona venne concessa a Luigi Filippo d'Orléans di idee più liberali.
La statua di Napoleone a Parigi fu reastaurata e fu richiesto il rientro in patria delle spoglie mortali.
1840
Riesumata la salma e ricomposto il corpo in una bara di ebano, l'imperatore cominciò il suo viaggio di ritorno in Francia.
Ebbe luogo il funerale solenne a Parigi celebrato con tutti gli onori del rango imperiale
Caratteristiche fisiche e psichiche
Le origini
Le abitudini alimentari
Napoleone non era un buongustaio. Preferiva alcuni cibi rispetto ad altri (carne cucinata e alcuni tipi di frutta), ma dava scarsa importanza all'alimentazione; esigente sulla qualità del pane.
Mangiava avidamente e frettolosamente, anche quando aveva a mensa ospiti illustri, quasi che ritenesse l'alimentazione un fastidio necessario, da togliersi il più presto possibile. Questa fretta nell'assumere i cibi gli procurava sovente problemi di digestione che sfociavano in forme acute di congestione, seguite da vomito, o in gastriti.
A tavola rispettava poco l'etichetta, anche in presenza di ospiti, e passava spesso dall'uso della forchetta a quello diretto delle proprie mani.
Due i pasti giornalieri: la colazione alle 9:30 ed il pranzo alle ore 18:00. Il rispetto degli orari era cosa normale, ma le eccezioni anche piuttosto frequenti. In questi casi i ritardi erano di più ore.
Quanto al vino, non era un intenditore e ne beveva poco e di una sola qualità: lo chambertin, un vino di Borgogna che allungava quasi sempre con acqua. Beveva invece volentieri il caffè: una tazza abbondante dopo il pranzo ed una la sera dopo cena ed era anche ghiotto di orzata, uno sciroppo a base di mandorle amare. Non beveva mai liquori.
Quanto al tabacco, non fumava né sigari né pipa, ma si limitava talvolta ad annusarne velocemente
Detestava i farmaci che si rifiutava spesso di assumere anche in presenza di un ordine del medico.
Napoleone detestava gli abiti attillati, non tanto nel portarli quanto per le difficoltà inevitabili che comportava l'indossarli. Impaziente nel vestirsi, preferiva gli abiti comodi, anche se da ciò talvolta conseguiva un effetto non gradevole della sua figura.
Abitudinario, non si curava per niente della moda, ed era un problema fargli smettere vestiti e scarpe per sostituirli con altri alla moda.
Non portava mai gioielli ed anche nelle grandi occasioni tendeva alla sobrietà, spesso contrastante con il lusso, non di rado stravagante, di coloro che lo circondavano.
Aveva l'epidermide della testa molto sensibile e soffriva nel calzare cappelli nuovi per la loro inevitabile rigidità iniziale, per cui tendeva ad indossare i suoi copricapi fino a quando, troppo lisi, era inevitabile sostituirli.
Amava molto il teatro: commedie, tragedie, opere liriche e gli spettacoli in genere; in particolare amava la commedia francese ed il melodramma italiano. Frequentava i teatri parigini assai spesso e, durante le campagne, quando, vincitore, si installava in città capitali, si recava a teatro o faceva organizzare spettacoli per sé, il suo seguito di marescialli ed alti ufficiali e per i nobili del paese in cui si trovava.
L'abbigliamento e i divertimenti
Amori giovanili
Napoleone ebbe la sua prima esperienza sessuale a 18 anni con una giovane prostituta piuttosto carina.
Nel1795 sembrò innamorarsi della sedicenne Désirée Clary, sorella minore della cognata; tuttavia l'innamoramento durò poco.
Le mogli
Si innamorò nuovamente e seriamente di una donna di sei anni più anziana di lui e ben navigata, già madre di due figli, la vedova Giuseppina Tascher de la Pagerie.
La sposò nel 1796, nonostante che di lei si dicesse, che avesse molti amanti
Sposò poi in seconde nozze, dopo aver divorziato, la figlia dell'imperatore Francesco II, Maria Luisa d'Asburgo-Lorena (1791 – 1847), che gli diede l'erede agognato, Napoleone Francesco Giuseppe.
Le amanti
Napoleone era comunque molto attivo nell'ars amandi al di fuori del matrimonio. Dotato in questa materia di un senso morale piuttosto convenzionale ed un pochino ipocrita, considerava legittimo per un sovrano come lui godere di scappatelle più o meno occasionali con giovani e belle signore.
Al contempo riteneva altamente immorale che la cosa fosse compiuta senza le opportune precauzioni al fine di mantenerla riservata.
I figli illegittimi
Carlo, conte Léon (1806 – 1881)
Alessandro Floriano Giuseppe, conte Colonna-Walewski, (1810 – 1868).
La vita privata
Nasce ad Ajaccio, in Corsica, il 15 Agosto 1769, un anno dopo il Trattato di Versailles in cui la Repubblica di Genova consentiva alla Francia di occupare l'isola e di annetterla, seppur con le armi, al patrimonio personale del Re Luigi XV.
La famiglia Bonaparte apparteneva alla piccola borghesia corsa ma aveva lontane origini nobili toscane.
Il padre, Carlo Maria Buonaparte era un avvocato; morì prematuramente nel 1785.
la madre, Maria Letizia Ramolino era discendente da nobili toscani e lombardi.
Ebbero 13 figli, di cui solo otto sopravvissero oltre Napoleone.
I due genitori combatterono nella guerra fra i corsi e i francesi e Maria combatté anche quando era incinta di Napoleone, suo secondo figlio.
Napoleone cambiò il suo cognome in "Bonaparte" dopo la morte del padre, per renderlo più adatto alla lingua francese.
Infanzia
1774 - a 5 anni venne iscritto a un asilo d'infanzia in Francia.
1778 - a 9 anni, grazie al titolo nobiliare, il giovane Napoleone fu ammesso alla Scuola reale di Brienne-le-Château, dove studiò fino a 15 anni (1784).
Napoleone inizialmente non si considerava francese e si sentiva a disagio in un ambiente dove i suoi compagni di corso erano in massima parte provenienti dalle file dell'alta aristocrazia francese e lo prendevano crudelmente in giro.
Seguì le idee ateiste del collegio.
1804
il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi e, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, alla presenza di papa Pio VII, Napoleone incoronò prima se stesso poi sua moglie Giuseppina di Beauharnais.
1805
Nel Duomo di Milano, Napoleone si incoronò Re d'Italia con la Corona Ferrea.
Rinasceva in Francia la monarchia, ma per volontà del popolo.
Si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone.
Non invase la Gran Bretagna e spostò la Grande Armata sul continente.
A Trafalgar la flotta francese fu completamente annientata dagli inglesi.
Le forze coalizzate austriache e russe erano superiori, ma divise.
L'imperatore combatté e vinse la battaglia di Austerlitz, provocando la disgregazione della terza coalizione ottenendo una posizione di predominio in Europa.
1807
Napoleone affrontò la quarta coalizione: costituita da Gran Bretagna, Prussia e Russia.
Sconfisse completamente i prussiani, poi marciò verso quello russo e sconfisse anche quello seppur con difficoltà.
1809
Napoleone avviò un embargo contro l'Inghilterra (Blocco Continentale), ma il tentativo falì perchè non tutti i paesi aderirono completamente, per motivi di convenienza economica.
Per colpire il Portogallo, invase prima la Spagna e poi il Portogallo stesso.
La Russia di uscì dal blocco, costringendolo ad affrontare una campagna all'est.
I britannici liberano il Portogallo.
L'imperatore alla conquista dell'Europa
Emanuele Guido - 3ªB
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