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L'Anima nell'Induismo

Appi Luca
by

Larryniven Pemmins

on 12 November 2009

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Transcript of L'Anima nell'Induismo

L'Anima
nell'
Induismo

•la fede nel Dharma ("Legge Cosmica", il modo in cui tutte le cose sono)
•Samsāra ("Reincarnazione", "rinascita")
•Karma (letteralmente "azione", ma anche il "ciclo di causa-effetto")
•il Moksha ("liberazione", "trascendenza") di ogni anima attraverso dei percorsi
spirituali quali:
Bhakti ("devozione")
Karma (inteso come "azione personale")
Jñāna ("Illuminazione", "Conoscenza")
•e naturalmente con la fede in Dio (Īśvara).
Samsāra
Il termine Samsāra (dal sanscrito, "scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali l'Induismo, il Buddhismo e il Giainismo, il ciclo di vita, morte e rinascita detto anche, seppure impropriamente, ciclo di trasmigrazione delle anime. È talora raffigurato come una ruota.
In senso lato può indicare anche l'oceano dell'esistenza, la vita terrena. Immerso in questo mondo, l'uomo è afflitto da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l'uomo ad agire trattenendolo così nel Sasāra. Nella vita attuale ogni individuo deve necessariamente compiere la propria esperienza, per poi poter giungere alla liberazione definitiva dell’anima (Mukti o Moksa: il termine sanscrito significa, letteralmente, scioglimento).
Karma
Karma è un termine sanscrito (traducibile come agire, azione inizialmente inteso come esecuzione corretta dei rituali) che indica il principio di causa-effetto, un principio di concatenazione secondo il quale ogni azione provoca una reazione, vincolando gli esseri senzienti al Sasāra (il ciclo di morti e rinascite).
È la parte non-materiale delle azioni, ed è la causa del destino degli esseri viventi.
Il karma riguarda sia l'attività o l'agire in sé sia l'insieme delle conseguenze delle azioni compiute da un individuo nelle vite precedenti. Secondo il principio del karma le azioni del corpo, della parola e dello spirito (i pensieri) sono insieme causa e conseguenza di altre azioni: niente è dovuto al caso, ma ogni avvenimento, ogni gesto è legato insieme da una rete di interazioni di causa/effetto. Il principio del karma è valido esclusivamente all'interno del mondo materiale (prakriti) e, come abbiamo visto, del ciclo sempre riproducentesi di nascita-morte (Sasāra). Se si produce sofferenza o si interferisce negativamente con il Dharma, si produce karma negativo; se si fa del bene, si produce karma positivo. Nelle vite successive (o nella vita corrente) si dovrà pagare o si verrà ripagati per le azioni compiute in precedenza. Nonostante quindi esso sia “valido” solo all’interno del mondo materiale esso ha importanti ripercussioni sul futuro dell’a
Il ciclo delle rinascite, e delle “rimorti” dell'anima è uno dei concetti fondamentali dell'Induismo. Il motore di questo ciclo è riconosciuto nel karma (“azione”). Secondo la dottrina del karma, qualsiasi azione, e qualsiasi volizione, generano come effetto l'accumulo di karma, che va considerato alla stregua di un bagaglio gravato da tutto ciò che una persona ha compiuto, tanto nel bene quanto nel male. Ciò comporta che, alla morte, l'elemento individuale sia costretto a rinascere nuovamente, in forma umana ma anche divina, demoniaca, animale o vegetale. Nella nuova esistenza l'individuo si troverà in una condizione migliore o peggiore della precedente a seconda della qualità morale del karma accumulato. Il fine ultimo è naturalmente estinguere il proprio “debito karmico” fino a raggiungere il Moksa, la liberazione, ovvero la definitiva uscita dal Samsāra.
Per liberare definitivamente la propria animak, le vie (mārga) che possono essere seguite sono in buona sostanza tre: la via del sacrificio rituale (karma-mārga), la via della gnosi (jñāna-mārga) e la via della dedizione amorosa a un dio (bhakti-mārga). Il raggiungimento del Moksa e quindi la liberazione dell’anima è di norma descritta come una sorta di condizione indistinta ove non si prova più né gioia né dolore.
Nell'estrema varietà dell'induismo l'anima ed il suo "percorso" trovano inoltre spiegazione in alcuni dei valori comuni a tutti i credenti:
Dharma
Dharma è un termine sanscrito che può essere tradotto come Dovere, Legge, Legge cosmica, Legge Naturale, oppure il modo in cui le cose sono.
Rappresenta la "legge interiore" dell'individuo, Legge a cui occorre prestare obbedienza, se si vuole che la propria vita sia in accordo con la Volontà Divina. Questo è ciò che gli Induisti considerano il principale scopo della vita.
Vivendo in accordo con questa Legge, è possibile porre fine alla sofferenza dovuta al ciclo delle nascite e delle morti giungendo alla liberazione. Poiché tutte le azioni (karma) producono frutti, l'unico modo per ottenere la Liberazione è attenersi all'Ordine Universale e vivere in armonia con esso.
Nella estrema varietà dell'induismo si trovano dei valori comuni a tutti i credenti, ovvero:
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