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I SIMBOLI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

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by

Ivan Brix

on 27 March 2014

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Transcript of I SIMBOLI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

La Rivoluzione francese, fu un periodo di radicale e a tratti violento sconvolgimento sociale, politico e culturale avvenuto in Francia tra il 1789 e il 1799, assunto dalla storiografia come lo spartiacque temporale tra l'età moderna e l'età contemporanea.
Berretto Frigio
Numerosi sono gli oggetti e i simboli che tuttora rimandano al periodo della rivoluzione Francese. Questi permettono di comprendere meglio il clima rivoluzionario dell'epoca e gli ideali che lo hanno ispirato. Essi furono l'espressione di una serie di ideologie, in netto contrasto con quelle passate, e di tensioni che portarono alla rivoluzione.
Il berretto Frigio è un copricapo rosso, conico, ripegato in avanti.
La donna come simbolo di Libertà
La libertà, uno dei punti chiave della rivoluzione, viene impersonificata in una figura femminile
La Coccarda Tricolore
La coccarda tricolore ebbe un forte impatto ideologico nelle masse popolari in quanto rappresentava la nazione. Indossata dalle milizie rivoluzionare infatti fu uno dei primi simboli della rivoluzione Francese e precorritrice dell'attuale vessillo nazionale.
Esempio dell'importanza di questo simbolo furono le "giornate d'ottobre" del 1789, anno in cui un gruppo di donne marciò verso Versailles dopo la notizia dell'oltraggio da parte dei soldati regi che, calpestando la coccarda, insultarono la nazione.
I SIMBOLI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
Inizialmente utilizzato dai sacerdoti del Sole nella regione persiana della Frigia, fu, nel corso dei secoli, simbolo di libertà. Nell'Antica Roma il padrone era solito donare un berretto frigio agli schiavi liberati. Nell'ambito della rivoluzione francese diventò uno dei suoi simboli dopo la liberazione dei galeotti della Marsiglia, i quali indossavano un copricapo simile.
come rappresentato nel celeberrimo dipinto
"La libertà che guida il popolo".
La figura femminile perde il connotato religioso e sostituisce il culto della Madonna, figura centrale nella cultura cattolica. La libertà diventa laica e si allontana sempre più dalla superstizione e dall'appoggio alle figure divine.
Inoltre con l'avvento della rivoluzione diviene usanza scegliere la giovine del villaggio considerata più bella come rappresentante dello spirito liberale.
L'albero della Libertà
La stragrande maggioranza dei veri "alberi" venne sradicata alla fine del periodo rivoluzionario, ma rimasero il simbolo della rivoluzione negli eventi ricorrenti degli anni successivi.
"L'Instituteur"
L'Instituteur fu l'esemplificazione della ragione che domina sulla superstizione. Questi è un insegnante laico, stipendiato dallo Stato che andò a sostituire il maestro di scuola cattolico. L'istruzione comunque non venne trascurata nemmeno per la generazione corrente, difatti l'esercito del 1792-1794 fu una delle scuole giacobine più importanti.
L'albero della libertà, spesso semplicemente un palo, era sormontato da un berretto frigio e decorato con coccarde e bandiere. Veniva usato per cerimonie civili: giuramento dei magistrati, luogo di ritrovo per diplomi nobiliari e per festeggiamenti rivoluzionari.
Il Calendario Rivoluzionario
Frimaio (21/11-20/12)
Nevoso (21/12-19/1)
Ventoso (19/2-20/3)
Piovoso (20/1-18/2)
Brumaio (22/10-20/11)
Vendemmiaio (22/9-21/10)
Pratile (20/5-18/6)
Messidoro (19/6-18/7)
Fruttidoro (18/8-16/9)
Termidoro (19/7-17/8)
Fiorile (20/4-19/5)
Germinale (21/3-19/4)
Il calendario rivoluzionario francese viene introdotto nell'autunno del 1792, alterando l'equilibrio del calendario Gregoriano e sottolineando ancora una volta il processo di laicizzazione dello Stato. L'anno è suddiviso in 12 mesi da 30 giorni ciascuno, i cui nomi richiamano degli aspetti del clima francese o dei momenti della vita contadina. Gli ultimi 5 giorni dell'anno, tra il 17esimo e il 21esimo di settembre, sono dedicati alle festività repubblicane. Era infine usanza associare una figura femminile allegorica ai mesi nelle stampe dell'epoca.
Marsigliese
Il testo e la musica sono attribuiti a Claude Joseph Rouget de Lisle che lo avrebbe scritto nel 1781 con il titolo di
"Tema e variazioni in do maggiore"
.
L'inno divenne la chiamata alle armi della Rivoluzione francese e in questo contesto assunse il nome di Marsigliese perché cantata per le strade dai volontari provenienti da Marsiglia al loro arrivo a Parigi.
fonti:
Libro di testo - "Storia e identità", A. Prosperi, G. Zagrebelsky;
Internet - Wikipedia;
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