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Modello arte Greca e Romani

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susanne lenz

on 27 August 2015

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Transcript of Modello arte Greca e Romani

Particolare dei capitelli corinzi dell'Olimpieion di Atene
Si afferma l'ordine architettonico corinzio
Doidalsas di Bitinia,
Afrodite accovacciata,
ca 262-250 a.C.. Copia romana, altezza 82 cm.
Città del Vaticano, Museo Pio-Clementino
La fanciulla di Anzio,
ca 250 a.C., altezza 170 cm.
Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo
Satiro addormentato
o
Fauno Barberini
,
ca 220-250 a.C., copia antica
altezza 215 cm.
Monaco di Baviera, Glyptothek.
L'Altare di Zeus, a Pergamo è uno dei capolavori dell'arte ellenistica. Fatto edificare tra il 166 e il 156 a.C. dal re Eumene II e dal suo successore Attalo II in onore di Zeus Sóter e Atena Nikephòros (Zeus salvatore e Atena portatrice di vittoria) per celebrare la vittoria sui Galati. Attualmente la parte anteriore dell'altare si trova conservata al Pergamonmuseum di Berlino.
Altare di Zeus Sóter e Atena Nikephòrosa a Pergamo, 166 e il 156 a.C. Ricomposizione della parte anteriore.
Berlino, Pergamonmuseum.
Nell'isola di Rodi vengono eseguiti i gruppi scultorei del Lacoonte e del Supplizio di Dirce.
Agesandros, Athenodoros, Polydoros,
Lacoonte
, seconda metà del I sec. a.C. Marmo, altezza 242 cm. Città del Vaticano, Musei Vaticani, Cortile Ottagono del Belvedere
Filete di Alicarnasso o Apollonio e Taurisco di Tralle (attr.)
Supplizio di Dirce (Toro Farnese)
Copia romana III secolo d.C. da originale bronzeo
Materiale marmo
Altezza 370×295×300 cm
Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
Pergamo rappresenta uno dei centri più importanti dell'arte ellenistica
Epigono,
Galata morente
, ca 220 a.C.
Copia romana del I sec. a.C. da originale in bronzo, altezza 93 cm. Roma, Musei Capitolini
Epigono,
Galata suicida
, ca 220 a.C.
Copia romana del I sec. a.C. da originale in bronzo, altezza 211 cm. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps
Modello dell'altare di Zeus
La Gigantomachia dell'Altare di Pergamo
Il Grande fregio, lungo 120 m e scolpito su pannelli alti 228 cm e larghi circa 70–100 cm ciascuno, rappresenta la mitica battaglia condotta dalle divinità dell'Olimpo contro i Giganti
Firomaco e collaboratori,
Zeus e Porfirione,
Particolare della Gigantomachia
Firomaco e collaboratori,
Zeus e Porfirione
, Particolare della Gigantomachia
Firomaco e collaboratori,
Combattimento tra Etere e un gigante dalla testa leonina
, Particolare della Gigantomachia
Firomaco e collaboratori,
Combattimento tra un tritone e un gigante
, Particolare della Gigantomachia
Il fregio di Telefo dell'Altare di Pergamo

Questo personaggio mitologico, figlio di Eracle (Ercole per i Romani) era considerato il fondatore della città di Pergamo. Nel fregio sono narrati gli eventi prodigiosi della vita di Telefo.
Eracle alla corte di re Aleo a Tegea
. Marmo 158x82 cm.
Eracle trova il figlio Telefo allattato da una leonessa
. Marmo 110x72 cm.
Telefo riceve le armi da Auge e va a combattere contro Ida
. Marmo
Telefo minaccia il piccolo Oreste
. Marmo 92x97 cm.
L'ARTE IN ITALIA
GLI ETRUSCHI
ROMA
DALLE ORIGINI
AI PRIMI SECOLI DELL'IMPERO
Tecnica costruttiva romana:
sistema archivoltato (principio dell'arco e della volta)
schema della volta a botte
I paramenti murari
L'ARCHITETTURA
ORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO AGRARIO
LA CENTURIAZIONE
Centuriazione nella campagna di Cesena
Con il termine centuriazione s’intende un ordinato sistema di suddivisione del territorio in quadrate di 700 m di lato ulteriormente divisi in 100 parti.
Le quadre sono delimitate da strade con orientamento est-ovest (decumani) e sud-nord (cardini) che si incontrano rigorosamente ad angolo retto.
La centuriazione a Cesena è stata realizzata dai romani tra il 268 a. C. ed il 187 a.C.
LE GRANDI OPERE PUBBLICHE
LE STRADE
I PONTI
GLI ACQUEDOTTI
LE TERME
Insediamenti di popoli preromanici nella penisola italica (X-IX secolo a.C.)
CIVILTA' VILLANOVIANA
Urna cineraria biconica. VII sec. a.C. Ceramica , coperchio in lamina di bronzo.
Altezza 71 cm. Da Tarquinia (Viterbo).
Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
CIVILTA' DEI PICENI
Coppa con coperchio ad ansa plastica.
VII-VI sec. a.C. Impasto rossastro.
Altezza 39 cm. Da Sant'Egidio di Tolentino (Macerata).
Ancona, Museo Archeologico Nazionale.
CIVILTA' DEI PICENI
Tomba della Regina di Sirolo. VI sec. a.C. Necropoli dei Pini di Sirolo (Ancona).
Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
CIVILTA' DEI PICENI
Guerriero di Capestrano (o Guerriero Italico). VI sec. a.C. Pietra calcarea , con tracce di colore. Altezza 194 cm.
Chieti, Museo Archeologico Nazionale.
Pittore detto di Turmuca, Cratere a calice ca 330-300 a.C. Ceramica a figure rosse, altezza 38,5 cm. Da Vulci (Viterbo). Parigi, Bibliothèque Nationale, Gabinetto delle Medaglie. Lato A. Guerriero greco che uccide un prigioniero troiano. Lato B. Tre fanciulle condotte all' aldilà da Charun.
lato A
lato B
Bottega di Vulci, Stamnos, ca 300-290 a.C. Ceramica a figure rosse, altezza 34,5 cm. Da Vulci (Viterbo). Parigi, Museo del Louvre. Lato A. Athena e Achille. Lato B. Troilo alla Fontana di Timbra.
lato A
lato B
Sarcofago delle Amazzoni, ca 350-325 a.C. Alabastro scolpito e dipinto a tempera, 194 x 62 cm, altezza 71 cm. Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
Sarcofago delle Amazzoni.
Particolare del lato minore.
Vari tipi di canopi cinerari etruschi fra VIII e VI secolo a. C.
Vari tipi di sarcofagi etruschi fra III e II secolo a.C.
Sarcofago degli sposi, ca 520 a.C. Terracotta, lunghezza 220 cm. Da Cervetri (Roma), Museo Nazionale di Villa Giulia.
Sarcofago degli sposi.
Veduta posteriore.
Lupa Capitolina
, V secolo a.C. Bronzo, lunghezza 114 cm, altezza 75 cm. Roma, Musei Capitolini, Palazzo dei conservatori. I gemelli sono un' aggiunta del XV secolo.
La Chimera
, fine del V - inizi del IV secolo a.C. Bronzo, lunghezza 129 cm, altezza 78,5 cm. Da Arezzo. Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
La Chimera. Particolare della testa
Vulca (attr.),
Apollo
, ca 510-490 a.C. Terracotta con tracce do policromia, altezza 181 cm. Dal Tempio del Portonaccio presso Veio (Roma). Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
Latona con in braccio il piccolo Apollo
, ca 510-490 a.C. Terracotta con tracce di policromia, altezza 166 cm. Dal Tempio del Portonaccio presso Veio (Roma). Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
L' Arringatore
(Aule Meteli), fine II-inizi I secolo a.C. Bronzo, altezza 170 cm. Da Sanguineto, presso Tuoro sul Trasimeno (Perugia) o da Pila (Perugia). Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
Apollo dello Scasato
, fine IV-inizi III secolo a.C. Terracotta con tracce di policromia, altezza 56 cm. Dal Tempio dello Scasato presso Falerii (Viterbo). Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
Tomba degli Auguri, 530-520 a.C. Tarquinia (Viterbo). Veduta generale dall' ingresso.
Tomba degli Auguri. Parete di fondo, particolare del personaggio di destra.
Tomba degli Auguri. Parete di sinistra, particolare del Phersu di destra
Affresco staccato dalla cosiddetta
<<Tomba François>>. Particolari.
Roma, Collezione Torlonia di Villa Torlonia.
Tomba della Caccia e della Pesca, 530-520 a.C. Parete di fondo. Tarquinia (Viterbo), Necropoli dei Monterozzi, loc. Calvario.
Tuffatore
, Lastra di copertura. Affresco, 110 x 220 cm.
Partenza del defunto,
Parete occidentale. Affresco, 80 x 100 cm.
Simposio
, parete meridionale. Particolare del cantore che canta al suono del flauto.
Simposio
, Parete meridionale. Affresco, 80 x 225 cm.
Simposio
, Parete settentrionale. Affresco 80 x 225 cm.
Simposio
, Parete orientale. Affresco, 80 x 100 cm.
Tomba delle Leonesse. Particolare dei danzatori
sulla destra della parete di fondo.
Tomba delle Leonesse, 530-520 a.C. Veduta d' insieme dell' affresco con danzatori sulla parete di fondo. Tarquinia (Viterbo), Necropoli dei Montarozzi, località Calvario.
Erette tra il 104 ed il 109 d.C. al di sopra della Domus Aurea, rimangono i resti delle grandiose murature e della cisterna di raccolta delle acque denominata "Sette Sale".
LE FOGNATURE
LE MURA CITTADINE
I TEMPLI
LE COSTRUZIONI ONORARIE
Clipeo Apollo e capitello
LE COSTRUZIONI PER LO SVAGO E I GIOCHI CRUENTI
TEATRI
ANFITEATRI
LE COSTRUZIONI PER LO STUDIO E LA LETTURA
LA CASA, LA VILLA, IL PALAZZO IMPERIALE
LA PITTURA
Roma, Tempio di Ercole vincitore
detto "di Vesta". Fine II sec. a.C.
Pianta del Tempio di Ercole vincitore detto "di Vesta".
LA SCULTURA
IL RILIEVO DI ARTE PLEBEA
IL RILIEVO STORICO-CELEBRATIVO
Il giardino fiorito di Livia a Prima Porta, 40-20 a.C.
Filosseno di Eretria (attr.)
Ratto di Persefone
ca 350-325 a.C.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
Prassitele

La battaglia di Alessandro
III-II a.C. Copia da originale
Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
Si sviluppa la pittura prospettica.
Apelle
, Ercole e Telefo,
ca 345 a.C. Copia da originale
Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
GLI ETRUSCHI
L'arte come espressione della religione
LA CITTA'
Le urne cinerarie "a capanna"
raffigurano le capanne dei primi
villaggi.
Urna cineraria a capanna , seconda metà IX sec. a.C.
Terracotta, altezza 25 cm.
Necropoli del Pascolare di Castel Gandolfo (Roma).
Città del Vaticano, Museo Gregoriano Etrusco.
Urna cineraria a capanna detta "dell'Osteria",
prima metà IX sec. a.C. Lamina di bronzo, altezza 28 cm.
Vulci (Viterbo).
Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
Urna cineraria a capanna , metà VII sec. a.C.
Terracotta, altezza 30 cm.
Cerveteri (Roma).
Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
Veduta aerea della città etrusca di Marzabotto (Bologna)
Le città hanno un reticolo viario
ortogonale e sono circondate da mura.
Le porte delle città hanno una struttura ad arco.
Volterra (Pisa), Porta dell'Arco, III-II sec. a.C.
Tufo e panchina.
Falerii Novi (Civita Castellana, Viterbo), Porta di Giove, 241 a.C. Travertino.
Perugia, Arco Etrusco, III sec. a.C.
Travertino.
LA SCULTURA
LA PITTURA
L'ARTE GRECA NELLA TARDA ETA' CLASSICA
E NELL'ETA' ELLENISTICA
Modellino votivo di tempio etrusco,
ca 200 a.C. Terracotta, alternate 22 cm.
Vulci (Viterbo)
Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
Ara della Regina
, veduta aerea
prima metà IV sec. a.C., ca 77x 55 m.
Colle della Civita, Tarquinia (Viterbo).
Schema di tempio etrusco.
Roma, Museo di etruscologia
dell'Università La Sapienza.
Antefissa con testa di Gorgone,
fine VI sec. a.C. Terracotta, altezza 48 cm. Tempio di Portonaccio, Veio (Roma)
Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia.
I TEMPLI
Nasce l'ordine tuscanico. I templi sono costruiti con legno e mattoni di argilla.
L'ARTE FUNERARIA E RELIGIOSA
Tomba della Montagnola, ca VII-VI secolo a.C. Quinto Fiorentino (Firenze)
Tomba dei Matunas, detta << dei
Rilievi>>, IV-III secolo a.C. Veduta
interna Cerveteri (Roma),
Necropoli della Banditaccia
Ipogeo dei Volumni, seconda metà del
II secolo a.C. Tufo e travertino stuccato
e dipinto. Particolare della camera funeraria principale. Ponte San Giovanni (Perugia).
Planimetria della necropili etrusca della Banditaccia, presso Cerveteri (Roma)
Necropoli rupestre con tombe a dado, fine del IV-metà del II secolo a.C. Norchia (Viterbo)
Necropoli etrusca della Banditaccia, presso
Cerveteri (Roma) VII-III secolo a.C. Veduta
aerea.
Opus reticulatum
Opus spicatum
Opus mixtum
Opus vittatum
Opus testaceum
Opus incertum
Schema realizzativo di una muratura a sacco (rielab. da J.P. Adam)
Roma, Acquedotto Claudio, 38-52 d.C.
Pont du Gard (Nimes), ca 19 a.C-
Roma, Porta Maggiore, 38-52 d.C.
Rimini, Ponte di Augusto e Tiberio, 14-21 d.C.
Roma, Cloaca massima, IV-III secolo a.C.
Roma, Mura serviane, VI secolo a.C.
Plastico schematico del Tempio della Triade Capitolina a Roma, 509 a.C. Roma, Museo della Civiltà Romana.
scale
Pronao
Celle
Pàrs postica
(Parte posteriore)
Pàrs antica
(Parte anteriore)
Roma, Tempio di Portuno, detto << della Fortuna Virile>>, II-I secolo a.C. Tufo e travertino.
Preneste (Palestrina), Santuario della Fortuna Primigenia, II-I secolo a.C.
Roma, Pantheon. Interno
Roma, Pantheon. Interno
Roma, Pantheon. Visione zenitale della cupola
Roma, Pantheon. Veduta aerea
Roma, Pantheon, 118-128 d.C.
Roma, Pantheon.
Rimini, Arco di Augusto, 27 a.C.
Roma, Teatro di Marcello, ca 13 a.C.
Orange (Francia), Teatro, I secolo a.C.-I secolo d.C.
Sabratha (Libia), Teatro, II-III secolo d.C.
Roma, Colosseo, 70-80 d.C. Veduta aerea
Schema ricostruttivo della pianta del Colosseo a vari livelli
Ricomposizione del
cubiculum della Villa di Boscoreale presso Pompei. New York, Metropolitan Museum
Pompei, Casa dei Vetii. Peristilio.
Pompei, Casa dei Vetii. Veduta dell' Atrio tuscanico verso l' apertura del compluvio.
Modello ricostruttivo della casa di Diana e Ostia Antica. Roma, Museo della Civiltà Romana.
Ostia Antica,
Insula
detta Casa di Diana, metà del II secolo d.C.
Pianta del piano terrno della Casa di Diana (rielab. da Packer)
Roma, Domus Aurea. Particolare della Sala ottagona.
Sirmione, Grotte di Catullo, primi decenni del I secolo d.C. Veduta aerea
Sirmione, Grotte di Catullo.
Pianta del padiglione sul Colle Oppio del Domus Aurea, 64-38 d.C.
Domus Romana. Schema
Pompei, Casa delle Nozze d' argento. Veduta dell'
oecus tetrastilo.
Pompei, Casa delle Nozze d' argento.
Efeso, Biblioteca di Celso, ca 117-120 d.C.
Pianta della Biblioteca di Celso
Oplontis (Torre Annunziata), Villa detta << di Poppea>>, 60-50 a.C. Affreschi.
Pompei, Villa dei Misteri, Affreschi. I secolo a.C.
Nozze Aldobrandine, I secolo d.C. Città del Vaticano, Biblioteca Vaticana
Pompei, Casa di Marco Lucrezio Frontone. Affresco, I secolo d.C.
Villa della Farnesina, Affresco staccato dal cubicolo B. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo
Pompei, Casa dei Vettii. Affresco dell'
oecus
, ca 62-79 d.C.
Ritratto di Terentius Neo con la moglie,
ca 55-79 d.C.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
Flora
Leda e il cigno
Medea
Artemide
Affresco staccato da Villa Arianna (Stabia), 1-45 d.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Statua Barberini, fine I secolo a.C.
Marmo, altezza 165 cm. Roma ,
Musei Capitolini.
Ritratto di un patrizio romano, prima metà del I secolo a.C. Marmo, altezza 35 cm. Roma, Museo Torlonia.
Ritratto di donna
anziana, fine I secolo a.C.
- inizio I secolo d.C. Marmo,
altezza 32 cm. Roma, Museo
Nazionale Romano, Palazzo Massimo.
Ritratto di dama, 90-100 d.C. Marmo, altezza 63 cm. Roma, Musei Capitolini
Ritratto di Traiano su uno scudo, 117 ca. Bronzo, 63 cm. Ankara, Museo Archeologico
Augusto di Prima Porta, dopo
il 20 a.C. Marmo, altezza 204 cm.
Città del Vaticano, Museo
Chiaramonti.
Augusto come Pontefice Massimo,
ultimo decennio del I secolo a.C. Marmo,
altezza 217 cm. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo.
Sabina come Venere Genitrice, ca 130 d.C. Marmo, altezza 180 cm. Ostia Antica, Museo Ostiense.
Corteo funebre, I secolo a.C. Calcare, altezza 65 cm. Da Amiternum. L' Aquila, Museo Nazionale d' Abruzzo.
Rilievo funerario di un magistrato del circo, 120-140 d.C. Marmo, 50 x 97 cm. Città del Vaticano, Musei Vaticani
Rilievo votivo, 180-190 d.C. Marmo, lunghezza 122 cm da Ostia Antica. Roma, Museo Torlonia
Susa, Arco di Augusto, particolare del fregio
Ritratto di Livia, I secolo d.C. Marmo, altezza 96 cm. Roma, Musei Capitolini
Dall'arte Greca all'arte Romana
Prassitele,
Afrodite Cnidia
,
364-363 a.C. Copia Romana in marmo,
altezza 215 cm.
Città del Vaticano, Museo Pio Clementino.
Prassitele,
Apollo sauroctonos
,
360 a.C. Copia romana in marmo da
un originale bronzeo, altezza 149 cm.
Parigi, Museo del Louvre.
Prassitele,
Hermes con Dioniso bambino
, 340-330 a.C. Copia o originale
in marmo, altezza 215 cm.
Olimpia, Museo Archeologico.
Skopas,
Menade danzante
, ca 335-330 a.C.
Copia romana in marmo, altezza 45 cm.
Dresda, Skulpturensammlung.
Leochares,
Apollo del Belvedere
, 350-324 a.C.
Copia romana, circa 130 d.C. Marmo, altezza 224 cm. Città del Vaticano, Museo Pio-Clementino.
Lisippo,
Eros che incorda l' arco
, 338-335 a.C.
Copia romana del II secolo d.C.
Marmo, altezza 123 cm.
Roma, Musei Capitolini.
Lisippo,
Hermes che si slaccia un sandalo
, ca 320-314 a.C. Copia del II secolo d.C. Marmo, altezza 178 cm. Parigi, Museo del Louvre
Lisippo,
Pugile in riposo
, ca 335 a.C. Bronzo, altezza 128 cm. Roma, Museo Nazionale Romano
Gli interpreti della tarda età classica
L' ARCHITETTURA
Prassitele ateniese
Skopas di Paro
Skopas,
Pothos
, 350-325 a.C.
Copia romana in marmo, altezza 180 cm.
Roma, Museo dei Conservatori
Leochares
Lisippo
Lisippo,
Apoxyomenos
, ca 320 a.C.
Copia romana. Marmo, altezza 200 cm.
Città del Vaticano, Museo Pio-Clementino
Atene,
Olimpieion,
174a.C. 130 d.C.
Marmo, ca 108x41 m.
Didime,
Tempio di Apollo,
III-II sec. a.C.
51x109 m.
L'ARCHITETTURA
LA PITTURA
Tomba della caccia e della pesca, particolari
LA PITTURA VASCOLARE
TOMBA DEGLI AUGURI A TARQUINIA
LA SCULTURA
LA SCULTURA FUNERARIA
LA TOMBA DEL TUFFATORE, PAESTUM
Tratto della via Appia Antica
Verona, Ponte della Pietra, ricostruzione del 1957
Terme di Traiano
Le insulae
La villa
Domus Flavia e Augustana
Il Peristilio
Il cortile quadrato
Domus Aurea
Roma, Colonna Traiana, ca 110-113 d.C. Marmo, altezza 39,86 m, diametro 3,83 m
ARA PACIS


Il monumento era collocato con un'entrata sull'antica via Flaminia e una verso il Campo Marzio. Nel II secolo d.C. il livello della zona si alzò notevolmente e l'ara dovette essere circondata da un muro di mattoni: ormai sporgeva dal terreno solo a partire dai fregi figurati.
La scoperta dei primi blocchi scolpiti, appartenenti all'altare, risale al 1568, altri scavi risalgono al 1859. Nel 1903 e nel 1937-1938 furono intrapresi scavi regolari, conclusi quando, ricomposte tutte le parti, l'altare fu collocato in un padiglione appositamente costruito presso il Mausoleo di Augusto, a ridosso del lungotevere. L'inaugurazione del nuovo museo avvenne il 23 settembre 1938, in occasione del bimillenario augusteo.


Il Lupercale

Di questa scena (posta a sinistra) restano solo pochi frammenti, ma che comunque permettono di ricostruire la mitica fondazione di Roma: vi si riconosce il dio Marte armato, padre dei gemelli Romolo e Remo e divinità protettrice dell'Urbe, e il pastore Faustolo; essi assistono, presso il Ficus ruminalis, all'allattamento dei gemelli da parte della lupa, tra i resti di piante palustri che caratterizzano lo sfondo.

Il Sacrificio di Enea ai Penati

A destra si trova il Sacrificio di Enea ai Penati. Vi si riconosce Enea, in quanto figlio di Venere (ma alcuni sostengono Numa Pompilio), col figlio Ascanio o Augusto (ritenuto discendente di Venere) presso un altare rustico, assistiti da due giovani camilli. L'altare è avvolto da festoni e vi vengono sacrificati primizie e la scrofa bianca di Laurento. Il sacrificio è destinato ai Penati (protettori) di Lavinio, che presenziano alla scena affacciandosi da un tempietto sulla roccia, posto sullo sfondo in alto a sinistra. Enea ha il capo velato e veste un mantello che gli lascia scoperto parte del busto atletico. In mano reca lo sceptrum. Ascanio è dietro di lui (secondo alcuni potrebbe essere anche Acate) e ci è pervenuto solo nel frammento della mano destra appoggiata a una lancia e di una parte delle vesti, all'orientale.
Pannelli sul lato secondario
La Personificazione di Roma

Sull'altro lato si trovano i rilievi della Personificazione di Roma, quasi completamente perduto, e della Saturnia tellus.

La Personificazione di Roma

Questo rilievo, pervenutoci in resti molto scarsi, permette di riconoscere sulla destra solo una personificazione di Roma in abito, amazzonico, seduta su una catasta d'armi.


La Saturnia tellus
Questo pannello è uno dei meglio conservati, pervenutoci praticamente integro. Il rilievo rappresenta una grande figura matronale seduta con in grembo due putti e alcune primizie. Ai lati si trovano due ninfe seminude, una seduta su un cigno in volo, simbolo dell'aria, e l'altra su un drago marino, simbolo del mare; questi due animali predominanti riecheggerebbero la serenità della pace, cioè terra marique: la pace in terra e in mare. Anche il paesaggio ha elementi allegorici: a sinistra è fluviale, con canne e un'oinochoe dal quale fluisce l'acqua, al centro è roccioso con fiori e animali (una giovenca accasciata e una pecora che pascola), mentre a destra è marino. L'interpretazione della scena non è univoca: la figura centrale potrebbe essere una Venere Genitrice o una personificazione dell'Italia, o forse ancora della Pax: forse queste interpretazioni erano fuse in un'ideologia ambivalente della Pax Romana dell'epoca di Augusto.
La superficie interna del monumento reca nel registro inferiore scanalature verticali simulanti una palizzata, riproduzione di quella provvisoria eretta alla constitutio dell'ara. Questo steccato, presente negli altari romani più antichi fin dal VII-VI secolo a.C., veniva ancora costruito per i templi augurali che precedevano il luogo sacro vero e proprio.

In quello superiore si trovano festoni sorretti da bucrani, cioè crani di buoi con ghirlande, con al centro, sopra le ghirlande, dei phialai. Anche questo motivo deriva dalla costruzione provvisoria lignea del 13 a.C. tra i due ordini corre una fascia a palmette e fiori di loto.
L'altare è costituito da un podio di tre gradini su
ciascun lato, sul quale poggia un basamento che
presenta altri cinque gradini solo su un fronte, dove
passava il sacerdote che celebrava il sacrificio sulla
mensa, utilizzata per le offerte delle spoglie di
animali e stretta tra due avancorpo laterali.

La mensa occupa tutto lo spazio interno del recinto
dal quale è separata da uno stretto corridoio il cui
pavimento è leggermente inclinato verso l'esterno.
Le due sponde laterali presentano un pulvino di
coronamento con girali vegetali e leoni alati.
L'altare

L'altare è decorato con personaggi femminili
sullo zoccolo, allegorie forse delle province
dell'Impero, mentre nel fregio superiore che gira
all'interno ed all'esterno della mensa vi è la raf-
figurazione del sacrificio che vi si celebrava annua-
lmente, con le Vestali ed il pontefice massimo
(all'interno), accompagnati (nel rilievo esterno) da
camilli, sacerdoti vittimarii e dagli animali destinati
ai suovetaurilia: di questo rilievo è ben conservata
solo la fiancata sinistra.


Sui lati lunghi è raffigurata la processione per il voto dell'Ara, divisa in due parti: una ufficiale, coi sacerdoti, e l'altra semiufficiale con la famiglia di Augusto. La lettura va concepita unitariamente, con quattro sezioni: metà di quella ufficiale e metà di quella semiufficiale per lato, in maniera da facilitare la concezione unitaria del fregio. Ma se le due scene della processione ufficiale sono una il seguito dell'altra, le due scene della famiglia imperiale vanno considerate come una accanto all'altra.



Lato nord

Il lato nord è peggio conservato e ha quasi tutte le teste dei personaggi rifatte nel XVI secolo. In cima prosegue la processione secondo l'ordo sacerdotum, con gli auguri, forse recanti dipinti o le insegne del loro potere, e i quindecemviri sacris faciundis, riconoscibili dal camillo con l'acerra dai simboli di Apollo; seguono i septemviri epulones, anch'essi identificabili dai simboli dell'acerra del secondo camillo.

Riparte poi, in parallelo con la processione del lato sud, la sfilata dei personaggi della casa imperiale, aperta da Lucio Cesare e da sua madre Giulia maggiore, figlia di Augusto (che quindi sarebbero alla stessa altezza di Agrippa, sull'altro lato); segue un fanciullo abbigliato come un camillo, forse il figlio di Iullo Antonio. A questo punto è la volta di Claudia Marcella maggiore col console Iullo Antonio, e la piccola Giulia minore; poi Claudia Marcella Minore, il figlio e il marito Sesto Appuleio, console nel 29 a.C., del quale i resti sono molto scarsi.

La successione al trono quindi era rigidamente raffigurata in due rami principali, corrispondenti ciascuno a un lato, e iniziava quindi da Giulia o da Agrippa, coi relativi figli, poi i figli di Livia (Tiberio e Druso), seguite dalle due Antonie e le due Marcelle.

Lato sud

La scena più importante e meglio conservata è sul fianco meridionale, con personaggi della famiglia imperiale. La successione delle figure ricalca un preciso schema protocollare, legato alla successione al trono come era concepita da Augusto attorno al 10-9 a.C. Anche la divisione in primo e secondo piano delle figure non è casuale.

La processione ha inizio con la raffigurazione di littori (secondo la tradizione dodici), un camillo che porta la cassetta sacra del collegio pontificale (l'acerra) e il lictor proximus, che cammina all'indietro: egli secondo la tradizione infatti non volge le spalle al magistrato e al sommo sacerdote.

Seguono quindi una serie di togati, a partire dall'imperatore Augusto col capo velato nella veste di pontefice massimo. Chiudono il corteo ufficiale, in primo piano, i quattro flamines maiores (dialis, martialis, quirinalis e iulialis). Il Flamen iulialis è quello dotato di un vera e propria fisionomia, questo perché era un vero parente di Augusto, Sesto Appuleio. L'ultimo personaggio religioso è il flaminius lictor, col capo coperto e l'ascia sacra sulla spalla.

A questo punto, dopo un netto stacco, inizia la processione della famiglia imperiale, coi personaggi disposti secondo la linea dinastica all'epoca della costruzione dell'altare.
I Flamini

Per primo si trova Agrippa, morto nel 12 a.C., pure col capo coperto, posto di profilo; seguono il piccolo Gaio Cesare (nipote e figlio adottivo di Augusto), Giulia maggiore, figlia di Augusto, o Livia, sua moglie, prima di Tiberio, suo figlio; sconosciuto è il personaggio in secondo piano; la donna dopo di lui è Antonia minore, che tiene per mano il piccolo Germanico, figlio di lei e di Druso maggiore, il quale si trova subito dopo; il gruppo seguente è di Antonia maggiore e i suoi figli Gneo Domizio Enobarbo (futuro padre di Nerone) e Domizia, seguiti da suo marito Lucio Domizio Enobarbo; il personaggio che fa cenno di silenzio a questi bambini parrebbe non essere né Mecenate né Orazio, secondo alcune interpretazioni proposte, ma uno degli Appulei, forse Marco console nel 20 a.C., figlio di una sorellastra di Augusto e fratello del Flamen iulialis.
L'Ara Pacis Augustae è un altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace, nella sua accezione di divinità, e originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, luogo emblematico perché posto a un miglio (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi). Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell'arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana.

Il 4 luglio del 13 a.C., infatti, il Senato decise la costruzione di un altare dedicato a tale raggiungimento in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice di tre anni in Spagna e nella Gallia meridionale.

La dedica, cioè la cerimonia di consacrazione solenne, non ebbe però luogo fino al 30 gennaio del 9 a.C., data importante perché compleanno di Livia, moglie di Augusto.
L'aspetto dell'Ara Pacis è stato ricostruito grazie alla testimonianza delle fonti, agli studi durante gli scavi e alle raffigurazioni su alcune monete romane.


L'Ara Pacis è costituita da un recinto quasi quadrato in marmo (m 11,65 x 10,62 x h 3.68), elevato su basso podio, nei lati lunghi del quale si aprivano due porte, larghe 3,60 metri; a quella anteriore si accede da una rampa di nove gradini; all'interno, sopra una gradinata, si erge l'altare vero e proprio. La superficie del recinto presenta una raffinata decorazione a rilievo, esterno e interno. Nelle scene la profondità dello spazio è ottenuta mediante differenti spessori delle figure.


Quattro pilastri angolari corinzi, più altri quattro ai fianchi delle porte, sono decorati sull'esterno da motivi a candelabra e lisci all'interno. Essi sostengono l'architrave (interamente ricostruita, senza parti antiche) che, secondo le raffigurazioni monetarie, doveva essere coronata da acroteri.
L'aspetto politico-propagandistico è notevole, come in molte opere dell'epoca, con i legami evidenti tra Augusto e la Pax, espressa come un rifiorire della terra sotto il dominio universale romano. Inoltre è esplicito il collegamento tra Enea, mitico progenitore della Gens Iulia, e Augusto stesso, secondo quella propaganda di continuità storica che voleva inquadrare la presa di potere dell'imperatore come un provvidenziale ricollegamento tra la storia di Roma e la storia del mondo allora conosciuto. Non a caso Gaio e Lucio Cesari sono abbigliati come giovanetti troiani, così come è illuminante l'accostamento tra il trionfo di Roma e la Saturnia Tellus, l'età dell'oro.
L'esterno è decorato da un fregio figurato in alto e da elaborati girali d'acanto in basso; i due ordini sono separati da una fascia a meandro; queste fasce decorate si interrompono quando incontrano i pilastri per poi proseguire sugli altri lati.

Nella parte bassa si ha un'ornamentazione naturalistica di girali d'acanto e, tra essi, piccoli animali (per esempio lucertole e serpenti). I girali si dipartono in maniera simmetrica da un unico cespo che si trova al centro di ogni pannello.

La fascia figurata si divide in quattro pannelli sui lati delle aperture (due per lato) e un fregio continuo con processione-assemblea sui lati lunghi, che va letto unitariamente come un'unica scena.
L'edificio del nuovo complesso museale dell'Ara Pacis è stato progettato dal Richard Meier & Partners Architects ed inaugurato nel 2006.
Modello Greco Modello Romano
arte come metafora epistemologica
arte come comunicazione culturale
arte con finalità politica
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