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La poesia nel '900

breve sintesi per la maturità
by

Cinzia Mario

on 5 June 2013

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Transcript of La poesia nel '900

una rivoluzione formale e contenutistica la poesia nel '900 Decadentismo poesia NON può descrivere la realtà, la evoca:
simbolismo (Pascoli)
corrispondenza simbolica (Baudelaire)
correlativo oggettivo (Eliot, Montale)
analogia (Ungaretti) POESIA ITALIANA

Pascoli
D'Annunzio decadentismo POETA VEGGENTE
(Mallarmé: la parola ha un potere magico-incantatorio, crea universi immaginari,
1.Linguaggio iniziatico, volutamente oscuro, poco comprensibile da parte della gente volgare;
2.Esaltazione della polisemia della parola;
3.La poesia non rappresenta più la realtà, ma la evoca o ne crea una alternativa;
4.Poesia fortemente interiorizzata, metafisica, con componenti talora mistiche. Decadentismo
destrutturazione del linguaggio poetico
Dissoluzione delle forme metriche chiuse;
Dissoluzione delle forme sintattiche e della struttura logica del discorso (esaltazione di procedimenti quali la metafora, l’analogia, la sinestesia, il musicalismo, il fonosimbolismo);
Assunzione di enunciati dissociati, disgregati fra loro (parole in libertà). Le radici della rivoluzione sono nell'Ottocento musicalità/simbolo Baudelaire
Simbolismo francese LE AVANGUARDIE CREPUSCOLARISMO (ripiegamento interiore, sentimento decadente di malattia fisica e morale, polemica nei confronti del poeta-vate, poetica anti-eloquente).
FUTURISMO (analogia, parole in libertà, destrutturazione del linguaggio, vitalismo, gusto per gli oggetti in movimento).
VOCIANI (gusto per il frammento lirico e il poema in prosa, prosa che aspira a farsi lirica e poesia che aspira ad essere anche prosa, letteratura moralmente impegnata e a carattere autobiografico). La lirica
fra le due guerre Processo di parziale restaurazione dei valori poetici tradizionali La Ronda: gusto calligrafico, ritorno all’ordine (parallelo al ritorno all’ordine del Fascismo), limitazione dell’autobiografismo, ritorno ai classici, elaborata compostezza, sintassi organizzata.
UNGARETTI (scarnificazione, versicoli nelle poesie di guerra; riscoperta della tradizione poetica nel dopoguerra).
MONTALE (tematica dell’assenza, poetica negativa, correlativo oggettivo, metafisica).
ERMETISMO FIORENTINO (problematiche metafisiche, simbolismo più oscuro, forte senso morale, potere della parola, poesia pura, comunicazione oscura, tematica dell’assenza, dell’attesa).
QUASIMODO – linguaggio evocativo, oscuramente analogico, metafisico, assenza come lontananza dalla terra originaria e dall’infanzia; evoluzione nel secondo dopoguerra (poesia si trasforma in etica). 1959 Premio Nobel per la letteratura. Saba Trieste/città
moglie/animali
dolore del mondo/capra Canzoniere varie edizioni (1921/45)
Storia e cronistoria del Canzoniere
libro della vita poesia anti-novecentesca
modelli della tradizione poetica italiana La lirica del secondo dopoguerra
La seconda guerra mondiale non segna una frattura forte come quella precedente:
Dominano le ragioni etico-politiche;
Neorealismo;
Bisogno di una letteratura “impegnata” e utile alla società ripudio della lirica (si riprende l’epica, soprattutto quella che canta il mondo contadino e, più tardi, quello operaio: dimensione corale, non individuale);
Sono ancora pienamente attivi i poeti della sezione precedente e questi esprimono le liriche migliori (Ungaretti, Montale, Quasimodo, Luzi).
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