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Egizi

No description
by

paola taticchi

on 6 September 2013

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Transcript of Egizi

2002 March
(cc) image by jantik on Flickr
EGIZI
IL PAPIRO
LA RELIGIONE
LE CLASSI SOCIALI
Gli egizi erano
politeisti cioè
credevano in
molti Dei.
Ra il dio sole,
Osiride il dio della morte
Iside protettrice delle
madri e dei bambini
Horus protettore del faraone
Thot signore del tempo
Anubi dio dei morti.
Il Nilo
LE PIRAMIDI
Possiamo rappresentare le classi sociali con una piramide,erano molto rigide.
Il Nilo
sfocia nel Mediterraneo,
con la foce a delta.
La costruzione di una piramide
richiedeva il lavoro di centinaia
di uomini
La sua valle è una delle
più fertili del paese.
erano la tomba
del faraone
Il faraone:comandava su ogni cosa e persona
Il Nilo
ogni anno straripava
con regolarità ( da luglio a
novembre ) e lasciava
il limo
,grazie ai canali le acque del fiume venivano indirizzate verso le zone più aride.
I nobili:facevano i prestigiatori nel palazzo reale e erano al servizio del faraone.
Il visir:era il più fidato collaboratore del faraone.
Gli scribi:scrivevano i documenti per i visir,i sacerdoti leggevano e scrivevano.
ANUBI il dio dei morti, con la testa da sciacallo,
accompagna il defunto alla bilancia.
Quando le cave si trovavano lontano,
i blocchi di pietra venivano trasportate
su chiatte lungo il Nilo
I guerrieri:provenivano da famiglie nobili
combattevano al servizio del re.
Gli artigiani: creavano prodotti della loro
terra,invece i mercanti li scambiavano con
altri.
I contadini:lavoravano la terra che apparteneva al faraone.
Gli schiavi:venivano impiegati nei
lavori più umili e faticosi.
l' imbalsamazione
per portare i blocchi di pietra sulla
piramide,le slitte venivano trainate
da centinaglia di schiavi
IL FARAONE
I tagliatori di pietre, inserivano
dei cunei nelle fessure della roccia
scaldata al sole e vi gettavano acqua
fredda: il cambio di temperatura faceva
scaldare la roccia
Era il Dio supremo di tutto l'Egitto,
doveva mantenere l'ordine e la pace,
presentare ogni giorno offerte agli dei
e viveva in uno splendido palazzo.
I corpi venivano svuotati
dagli organi interni, immersi
in sostanze essiccanti e trattati
con oli profumati; infine erano
avvoli in bende di lino
Le fasi di lavorazione del papiro
Il papiro cresceva lungo il Nilo, alto 3 o 4 metri con fusto grosso. Dal papiro si ricavavano la carta per scrivere, barche, corde vele, ci costruivano capanne, ci alimentavano il fuoco e con la scorza intrecciavano sedili, cesti, tovaglie, sandali e gabbie. Per gli Egizi era una risorsa importantissima.Era molto abbondante ed è ancora presente nel delta del Nilo, dove ha avuto origine il suo utilizzo come materiale scrittorio. Le più antiche notizie su questo impiego del papiro risalgono infatti alla prima dinastia dell'Egitto protodinastico, dove il papiro era anche il simbolo del regno del Basso Egitto.Si tratta di una specie vegetale che sviluppa alti fusti raggruppati in cespi.
Video e foto
LA SCRITTURA
I CIBI
LE ABITAZIONI
L'ABBIGLIAMENTO
ATTIVITA' ECONOMICHE
aaa
Era un fiume navigabile.
Lungo il Nilo cresceva
il
papiro
Abitavano lungo il fiume
Nilo
.
Le case venivano custruite con mattoni
d' argilla, il tetto piatto,
comprendevano uno o due stanze;
la cucina era all' aperto

Una delle attività economiche
principali era il commercio
Così, nel Libano, i mercanti egizi scambiano grano e papiro con del legno di cedro, indispensabile alla costruzione di armature e di navi.
Quanto alle abitazioni dell'Antico Regno, abbiamo notizie scarsissime, poiché non ne è stata scoperta che una, a Saqqara, in mattoni crudi
Il sistema di scrittura sacra degli Egizi era costituito da circa 3000 pittogrammi. I testi geroglifici sono scritti indifferentemente in orizzontale o in verticale, da sinistra a destra o viceversa: la direzione di lettura è indicata dalla posizione delle figure rivolte verso l'inizio del testo.

Questo sistema di scrittura fu abbandonato intorno al III secolo d. C. dinnanzi alla necessità di una semplificazione con un sistema corsivo ieratico. Per questo motivo il significato dei geroglifici andò perso, e per molti secoli essi rimasero indecifrati: gli autori greci e romani attribuirono loro soltanto un valore di ideogramma.
Il primo passo verso la decifrazione avvenne nel 1799, quando fu ritrovata la celebre stele di Rosetta che riportava la trasposizione dei geroglifici nella scrittura demotica e in greco. Nel 1802 il francese S. de Sacy e lo svedese J. D. Akerblad, confrontando il demotico col greco, interpretarono il nome di Tolomeo. Nel 1822 l'egittologo francese J. F. Champollion finalmente riuscì a decifrare completamente i geroglifici incisi sulla stele di Rosetta. Nella sua Lettera al signor Dacier espose il principio essenziale della scrittura geroglifica, che era essenzialmente fonetica.

Attraverso le scene affrescate sulle pareti delle tombe, si é potuto ricostruire le abitudini alimentari degli antichi Egizi. Sulla tavola sia del ricco che del povero non mancavano i cereali e il pane era modellato in forme diverse. Le zuppe di verdure erano il piatto ricorrente, arricchite con gallette di pane. Per completare il menu, dolci a base di mandorle e frutti tropicali come il mango e l’avocado. Il clima caldo creava qualche problema per la conservazione della carne che veniva riservata alle grandi occasioni.

Il pesce era molto gradito ed era disponibile in abbondanza. Era presente anche presso le case più modeste, conservato in salamoia. Nelle case più ricche i servizi da tavola erano di materiale pregiato, come l’alabastro. Il cibo veniva portato alla bocca con le mani (senza l’utilizzo di posate), che venivano deterse in appositi catini pieni d’acqua. Eleganti ancelle servivano alle mense dei ricchi. Nell’antico Egitto venivano consumate bevande alcoliche come la birra ed il vino, ma anche superalcolici ricavati dalla lavorazione del dattero.

Solo in occasioni particolari veniva consumata carne di bovini, ovini, gazzelle, antilopi, orici, bufali e iene. La tavola era talvolta arricchita anche da oche e volatili in genere. Più comunemente venivano consumati porri, cetrioli, meloni, cocomeri, aglio, cipolle, fichi, uva, datteri e melograni. Come dolcificante era usato il miele, mentre come bevanda comune l’acqua. Birra e vino erano consumati in poche occasioni. Gli Egizi, in quelle rare bevute, erano soliti ubriacarsi.

La più diffusa era la birra fatta con orzo o frumento e datteri. Era ottenuta dalla fermentazione dei cicchi d’orzo immersi nell’acqua resa dolce dai datteri. Molto diffusi anche il vino (in occasione dei pranzi nobili), che i Greci dicevano fosse più dolce del miele, il shedeh (una specie di granatina) e il pa-ur (un tipo di liquore). Acqua, latte di capra, pecora e mucca erano le bevande più utilizzate nei pasti comuni.
Il lino è il tessuto usato per l'abbigliamento degli Egizi.


Fin dai tempi più antichi per la tessitura del lino, gli Egizi conoscevano due tipi di telaio: orizzontale e verticale contemporaneamente.
Il faraone indossava abiti di lino molto raffinati, mentre i lavoratori indossavano dei perizomi di tessuto grezzo.
I soldati coprivano la parte posteriore dei loro gonnellini con un reticolo di cuoio, i domestici invece sopra gli abiti indossavano delle reti di perline colorate e poco costose. Il cortigiano indossava un panno di lino avvolto intorno alla vita e legato con un nodo in modo elaborato.
Dopo arrivarono i mantelli da indossare sopra gli abiti. Le donne indossavano lunghi abiti molto aderenti accompagnate da mantelli molto pieghettati.
I ragazzi indossarono abiti solo all'inizio dell'adolescenza, da bambini invece solo un perizoma.
I sandali erano con l'infradito fatti di cuoio o di papiro intrecciato.

I lavori produttivi erano esercitati dagli artigiani, dai contadini e servi. Nelle botteghe degli artigiani si lavoravano materiali diversi come ad esempio, il cuoio, per realizzare sandali,
finimenti di cavalli, impugnature di armi, rivestimenti di ferite, porte di templi.
Esistevano laboratori di d’oreficeria: gli artigiani scaldavano sul fuoco e lo lavoravano con tenaglie. L’oro liquido veniva versato in stampi delle forme voluta e poi lasciata solidificare. Con l’oro si otteneva anche fogli sottili per le decorazioni.
Il Faraone era la suprema autorità della piramide sociale Egizia.
La parola "Faraone" significa "grande casa".
Il faraone veniva raffigurato con la barba, ricurva o fissata al mento da un nastro.
Altri simboli dichiaravano il suo potere, come la corona, bianca quella dell'Alto Egitto, rossa quella del Basso Egitto, doppia quella del Paese unificato.
Attaccata alla cintola del gonnellino aveva una coda di animale, variamente identificata in una coda di cane o di toro.
Il Re impugnava un bastone pastorale ricurvo ed il flagello. Sulla sua testa compariva spesso l'Ureos, il serpente cobra femmina, rappresentazione dell'occhio del dio solare; sulle spalle era appollaiato il falco Horus, il figlio di Iside ed Osiride.
Al sovrano ci si poteva avvicinare solo nell'atto del suddito che si prostra sino a baciare la terra. La sua nascita era preceduta da apparizioni miracolose che ne anticipavano la consacrazione. La giornata tipo del Faraone era minuziosamente organizzata, da una parte gli impegni ufficiali, dall'altra le occupazioni domestiche.
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