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Cicerone

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by

Cetta Marzo

on 9 October 2014

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Transcript of Cicerone

Le Orazioni
Vita
Nasce nel 106a.C. in provincia di Frosinone da una famiglia benestante
Studia diritto a Roma
Viaggio di formazione in Grecia
Difende i Siciliani contro Verre
Torna a Roma e diventa console
Affronta la congiura di Catilina
Viene esiliato nel 58 a.C da Clodio
Periodo di riflessione e astensione dalla vita politica
Appoggia Ottaviano contro Marco Antonio
Marco Antonio lo fa uccidere a Formia nel 43 a.C. dai suoi sicari
Prima fase
Le Verrinae (70 a.C)
Terza fase
Cicerone
Opere retoriche
Giovane avvocato
Le orazioni della maturità
De Oratore (55 a.C.)
3 libri
dialogo platonico tra Crasso e Marco Antonio (maestri d'eloquenza di Cicerone)
natura dell'ars
dicendi
Per Marco Antonio è un dono

Per Crasso (come per Cic.) si acquisisce
tecniche e
principi dell'oratoria
inventio
dispositio
memoria
elocutio (ornatus)
actio
1 libro
2 libro
3 libro
Il Brutus (46 a.C.)
dialogo (Cicerone, Attico e Bruto)
excursus sull'eloquenza greca
tratta dell'
eloquenza

romana
contro il neoatticismo
Asianesimo
Atticismo
primo stile
secondo stile
artificioso
frasi brevi e ritmate
giochi di parole
ridondanza
periodare ampio e complesso
aggettivi e figure retoriche
imitare gli oratori ateniesi del V sec a.C.
stile scarno e severo
semplicità
sobrietà
es. Sallustio
es. Demostene
es. Cesare

L'Orator
Dedicato a Brutus
ESAME DELLO STILE ORATORIO
Scopi

dell'oratore
1)
Docere

(argomentare)
2)
Delectare
( intrattenere)
3)
Movere
(emozionare)
Distinzione
tre stili
(
umile, medio e sublime
)
Prosa ritmica
Opere politiche
De Republica (54 a. C.)
sei libri
trattato filosofico-politico in forma di dialogo platonico
Cicerone affronta i problemi dello Stato romano
Elogio a
SCIPIONE
libro 1
Costituzione "mista": monarchia + aristocrazia + democrazia
libro 2
origine e sviluppo dello stato romano
libro 3
giustizia
: virtù più preziosa
libro 4
formazione del buon cittadino
libro 5
Il governante perfetto (
princeps
)
libro 6
Somnius

Scipionis

De legibus (52-51 a. C.)
3 libri
incompiuta
Dialogo tra Cic., Quinto e Attico
Origine naturale del diritto e le sue forme
esame e commento delle leggi romane
Opere Filosofiche
De officiis
Dedicato al figlio Marco
Diviso in tre libri, pubblicati dopo la morte
1)
honestum
: essenza del dovere morale, a differenza dell'utile
2)
utile
: coneguimento e conservazione dei vantaggi necessari alla vita;
"decorum": armonia tra mente e corpo
3)
honestum e utile
: l'utile e la moralità non possono mai entrare in contraddizione.
SCOPO
: fornire ai giovani un modello etico diffondendo i valori dell'
humanitas

Lo stile
45-44 a.C
pensiero filosofico greco

Fine pedagocico:
preparazione filosofica alla base dell'uomo politico.
Lessico filosofico:
Cicerone crea nuovi vocaboli, potenziando la lingua latina
Siciliani contro Verre
Pro Archia (62 a.C.)
difesa del poeta greco Archia
esaltazione cultura e poesia
Archia assolto
Pro Sestio (56 a.C.)
in difesa di Sestio, accusato di aver organizzato bande armate contro Clodio
Pro Caelio (56 a.C)
difesa di Marco Celio Rufo
descrizione di Clodia (prostituta)
Pro Milone (52 a.C)
Milone accusato della morte di Clodio
condannato
Le Catilinariae (63 a.C)
4 discorsi contro Catilina
coinvolgimento emotivo dell'uditorio
Le Philippicae (44-43 a.C)
14 orazioni contro Marco Antonio
toni violenti e appassionati
Cicerone viene ucciso (43 a.C.) dai sicari di Antonio
Elementi dell'oratoria ciceroniana
Strumenti retorici finalizzati a
docere
,
delectare
,
movere
(convincere)

Stile vario e duttile

Umorismo

Archittetura formale del discorso
povertà e inefficacia dello stile
Rodio
stile scelto da
Cicerone
intermedio tra asiano e attico
Pro Sexto Roscio Amerino (80 a.C.)
accusa di parricidio
Seconda
fase
I discorsi da console
Quinta fase
l'ultima battaglia
Quarta fase
le orazioni "cesariane"
Dopo la sconfitta di Pompeo tre orazioni "cesariane" testimoniano la crisi politica di Cicerone

Pro Marcello (46 a.C.)
Ringraziamento pronunciato in senato per l'assoluzione dei seguaci di Pompeo
Un buon oratore deve avere...
Competenza giuridica
Vasta preparazione culturale
Attenzione all'aspetto psicologico
Un buon oratore deve utilizzare...
Nel Brutus: Ortensio Ortalo è il maggiore esponente
Brutus: autoesaltazione di Cic.
Polibio
VS
Cicerone
Superiorità della Costituzione mista
Visione aristocratica e conservativa. Costituzione mista, ma senza il popolo (= disordine)
Scopo
Consolazione personale
Impiegare il tempo in lavoro utile
Genere
Dialogo, ambientato in una cornice letteraria
Filosofi non professionisti
Argomenti
Etici-teologici
Pensiero greco nella società romana
Metodo
Antidogmatico
Platonismo/Stoicismo
Hortensius
: esortazione allo studio della filosofia
Academica
: problemi della conoscenza

PROBLEMA MORALE
De finibus bonorum et malorum
: 3 dialoghi
1)
Tesi epicuree sui sommi bene e male
2)
Il sommo bene risiede nella virtù
3)
Il sommo bene risiede nel corpo e nella
perfezione dello spirito
Tusculanae disputationes
: 5 libri (disprezzo della morte, sopp. del dolore, tristezza, passioni dell'animo, rapporto virtù/felicità)
PROBLEMA TEOLOGICO
De natura deorum
:
*
Problema dell'essenza della divinità e dei suoi rapporti con gli uomini
*
Confutazione delle tesi stoiche ed epicuree
*
Verosomiglianza dell'esistenza di Dio
De divinatione
: falsità della scienza divinatoria
De fato
: rapporto tra fato e libero arbitrio

° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Cato maior de senectute
: elogio alla vecchiaia
Laelius de amicitia
: elogio all'amicizia
Che cos'è l'humanitas?
Porsi al servizio del genere umano
Affermazione dell'individualità
Giustificazione del valore dell'
OTIUM
per formare un
bonus cives
4 virtù cardinali
: indicano all'uomo come vivere
1)
PRUDENTIA
=Sapientia : saper scegliere tra bene e male
2)
GIUSTIZIA
3)
FORTITUDO
(fortezza) : fermezza nel perseguire il bene
4)
TEMPERANZA
: dominio di sé, cioè repressione degli istinti
Molteplici registri stilistici
Concinnitas: armonica simmetria del periodare
Ipotassi: colleg. fra proposizioni con subordinate
Cura della ritmica (numerus)
Lessico ricchissimo
La fortuna
Fu
criticato
da: Sallustio e gli oratori "atticisti"
Fu
esaltato
dagli autori cristiani: Minucio Felice, Lattanzio, Ambrogio, Agostino, Girolamo
Cicerioniani
(Bracciolini)
VS

Anticicerioniani
(Valla, Erasmo da Rotterdam)
Lutero
si interessò ai suoi scritti
La
rivoluzione francese
lo riscoprì come oratore
Un attacco diretto e violento

Fino a che punto
, Catilina,
approfitterai
della
nostra pazienza
? Fino a quando ancora questo teso furore ci prenderà in giro? Fino a quale termine la tua audacia si spingerà?
Non
ti hanno per nulla scosso il presidio notturno sul Palatino, le sentinele della città, la paura
della gente
, l'accorrere di tutti
gli onesti,
il riunirsi del Senato in
questo luogo sorvegliatissimo, l'espressione, il volto dei presenti?
Non
ti accorgi
che il tuo piano è stato scoperto?
Non vedi
che tutti sono a
conoscenza della tua congiura, che la tengono sotto controllo? O ti illudi
che qualcuno di noi ignori
cos'hai fatto ieri notte e la notte ancora
precedente, dove sei stato, chi hai convocato, che decisioni hai preso?
Questi i tempi! Questo il malcostume!
Il Senato conosce l'affare, il
console lo vede, ma lui è vivo.
È vivo?
Addirittura
si presenta
in Senato,
prende parte
alla seduta,
indica e marchia
con lo sguardo chi ha destinato
alla morte. E noi,
uomini di coraggio
, crediamo di fare abbastanza per lo
Stato se riusciamo a schivare i pugnali di un pazzo!
A morte, Catilina,
già da tempo dovevamo condannarti
per ordine del console e
ritorcerti
addosso la rovina che da tempo prepari contro noi tutti! Ma come? Un
uomo della massima autorità come Publio Scipione, il pontefice massimo,
fece uccidere senza mandato pubblico Tiberio Gracco, che
minacciava
solo
in parte la stabilità dello Stato, e noi consoli dovremo continuare a
sopportare Catilina, smanioso di distruggere, di mettere a ferro e a fuoco
il mondo intero
? Non voglio ricordare il passato, episodi come quello di
Caio Servilio Ahala
che uccise con le sue mani Spurio Melio,
il
rivoluzionario
.
Ci fu, ci fu
un tempo tanto valore nello Stato che uomini
impavidi
punivano
il concittadino ribelle con maggiore severità del più
implacabile dei nemici! Abbiamo un decreto senatoriale contro di te: è di
estrema durezza. Allo Stato non mancano né l'intelligenza né la fermezza
dell'ordine senatorio: manchiamo
noi, noi
, i consoli, lo dico apertamente.
Quo usque

tandem

abutere
, Catilina,
patientia nostra
?
quam diu etiam furor iste tuus nos eludet
?
quem ad finem sese effrenata iactabit audacia
?

Nihil
ne
te nocturnum praesidium Palati,
nihil
urbis vigiliae,
nihil
timor
populi
,
nihil
concursus
bonorum omnium
,
nihil
hic munitissimus
habendi
senatus
locus
,
nihil
horum ora voltusque moverunt? Patere tua consilia
non sentis
, constrictam iam horum omnium scientia teneri coniurationem tuam
non vides
? Quid proxima, quid superiore nocte egeris, ubi fueris, quos convocaveris, quid consilii ceperis,
quem nostrum ignorare
arbitraris
?

O tempora, o mores!
Senatus haec intellegit. consul videt; hic tamen vivit.
Vivit?
immo vero etiam in senatum
venit
,
fit
publici consilii
particeps
,
notat
et
designat
oculis ad caedem unum quemque nostrum. Nos autem
fortes viri
satis facere rei publicae videmur, si istius furorem ac tela vitemus.
Ad mortem
te
, Catilina
,
duci
iussu consulis
iam pridem
oportebat
, in
te

conferri
pestem, quam tu in nos [omnes iam diu] machinaris. An vero vir amplissumus, P. Scipio, pontifex maximus, Ti. Gracchum mediocriter
labefactantem
statum rei publicae
privatus
interfecit; Catilinam
orbem terrae
caede atque incendiis vastare
cupientem
nos consules perferemus? Nam illa nimis antiqua praetereo,
quod

C. Servilius Ahala
Sp. Maelium
novis rebus studentem
manu sua occidit.
Fuit, fuit
ista quondam in hac re publica virtus, ut viri fortes acrioribus suppliciis civem perniciosum quam acerbissimum hostem
coercerent
. Habemus senatus consultum in te, Catilina, vehemens et grave, non deest rei publicae consilium neque auctoritas huius ordinis;
nos, nos
, dico aperte, consules desumus.
Il destino eterno dei benefattori dello Stato
"Sed
quo
sis,
Africane
,
alacrior

ad tutandam rem publicam
, sic
habeto
: omnibus
qui
patriam
conservaverint
,
adiuverint
,
auxerint
,
certum
esse in caelo definitum
locum
,
ubi

beati
aevo sempiterno
fruantur
; nihil est enim
illi principi deo
qui omnem mundum regit, quod quidem in terris fiat, acceptius quam concilia coetusque hominum iure sociati, quae
civitates
appellantur;
harum
rectores et conservatores
hinc profecti
huc
revertuntur
".
"Ma
affinché, tu
, o
Africano
, sia
più solerte

per difendere lo Stato

sappi
ciò: a tutti coloro
i

quali
avranno
conservato
,
aiutato
,
aumentato
la patria, in cielo c'è stabilito un
luogo

certo
,
dove

possano godere

beati
per un tempo illimitato/di un tempo eterno; nulla è infatti più gradito a
quel dio principe (primo dio)
, il quale governa tutto il mondo, di quanto accade sulla Terra, degli aggregati politici degli
uomini
uniti sulla base della legge, che vengono chiamati Stati:
coloro
che reggono e custodiscono gli ordinamenti,
partono da qui
e poi
vi

ritornano
.
La vera vita

Hic
ego,
etsi
eram perterritus
non tam mortis metu quam insidiarum a meis
, quaesivi tamen,
viveretne ipse
et
Paulus pater
et alii, quos nos exstinctos
arbitraremur
. "Immo vero", inquit, "
hi vivunt, qui
e corporum vinculis tamquam e carcere
evolaverunt
,
v
estra
v
ero, quae
dicitur
,
v
ita

mors est
. Quin tu aspicis
ad te venientem
Paulum patrem?"
Quem
ut vidi, equidem vim lacrimarum profudi, ille autem me
complexus
atque
osculans
flere prohibebat.
Allora
io
anche se
ero rimasto sconvolto
non tanto per la paura della morte quanto per le (delle) insidie da parte dei miei
, chiesi tuttavia
se vivesse egli
, il
padre Paolo
ed altri che noi
consideriamo
estinti. "Sicuramente, anzi" disse "
vivi sono proprio questi che

volarono
via dalle catene del corpo come da un carcere, mentre la vostra che voi chiamate vita, è morte. Perchè non vedi tu stesso tuo padre Paolo che
viene

verso di te
?"
Quando
lo vidi, da parte mia scoppiai in lacrime, egli invece,
abbracciandomi
e
baciandomi
cercava di colmare il mio pianto.
Atque ego ut primum
fletu represso
loqui posse coepi, ‘Quaeso’ inquam, ‘pater sanctissime atque optime,
quoniam haec est vita
, ut Africanum audio dicere,
quid moror in terris
? quin huc ad vos venire propero?’ ‘Non est
ita
'
inquit ille
.‘Nisi enim deus is, cuius hoc
templum
est omne, quod conspicis, istis te corporis custodiis liberaverit, huc tibi aditus patere non potest. Homines enim sunt
hac lege
generati,
qui tuerentur illum globum
,
quem
in hoc templo
medium
vides, quae terra dicitur, iisque animus datus est
ex illis sempiternis ignibus
, quae
sidera et stellas
vocatis, quae
globosae et rotundae
,
divinis animatae mentibus
, circulos suos orbesque conficiunt celeritate mirabili. Quare et tibi, Publi, et piis omnibus
retinendus
animus
est
in custodia corporis
nec
iniussu eius, a quo ille est vobis datus, ex hominum vita
migrandum

est
, ne munus humanum adsignatum a deo defugisse
videamini
.
E io, non appena
riuscii a trattenere
le lacrime e potei riprendere a parlare: «Ti prego», dissi, «padre mio santissimo e ottimo:
se questa è la vera vita
, a quanto sento dire dall'Africano,
come mai indugio sulla terra
? Perché non mi affretto a raggiungervi qui?». «No», rispose. «Se non ti avrà liberato dal
carcere del corpo
quel dio cui appartiene tutto lo spazio celeste che vedi, non può accadere che per te sia praticabile l'accesso a questo luogo. Gli uomini
sono stati infatti
generati col seguente impegno,
di custodire quella sfera là
, chiamata terra, che tu scorgi
al centro
di questo spazio celeste; a loro viene fornita l'anima
dai fuochi sempiterni
cui voi date nome di
costellazioni e stelle
, quei
globi sferici
che,
animati da menti divine
, compiono le loro circonvoluzioni e orbite con velocità sorprendente. Anche tu, dunque, Publio, come tutti gli uomini pii, devi tenere l'anima sotto la sorveglianza del corpo, né sei tenuto a migrare dalla vita degli uomini senza il consenso del dio da cui l'avete ricevuta, perché non sembri che intendiate esimervi dal compito umano assegnato dalla divinità.
Il divieto del suicidio
De domo sua (57a.C.)
Captatio benevolentia al collegio dei pontefici
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